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Lavorare in banca ( cap 95 )


di chiara94
03.04.2025    |    692    |    163 4.5
"Quello dietro lascia la presa ed io mi lascio cadere a terra..."
Dopo averlo salutato, torno alla mia scrivania.
Vedo Luana e mi avvicino :" Luana; posso disturbarti?"
Luana mi risponde:" Paolo; con te, non parlo piu'!"
Io la rassicuro:" Parliamo di lavoro!"
Lei mi dice:" Allora dimmi!"
Io le chiedo:" Ho saputo, che arriva un nuovo direttore. Ma sai, che tipo e'?"
Lei mi risponde:" Sei uscito dall' ufficio del direttore. Sei l'unico, che ha voluto salutare, privatamente. Perche' non glielo hai chiesto?"
Io ribatto:" Non si e' sbottonato, piu' di tanto!"
Lei mi risponde:" E' uno giovane, molto quotato, e molto ben visto dalla direzione. Sicuramente pretendera' molto da noi. Altro non so!"
Io le rispondo:" Grazie , Luana!"

Finito il turno di lavoro, torno a casa.
Mi cambio e decido di andare a correre, nel parco.
Ho bisogno di distrarmi.
Corro da un po', per mantenermi in forma.
Anche se si gela fuori, un cigno non teme minimamente le temperature.
All' improvviso ; sbucano due persone , con il passamontagna .
Probabilmente sono due rapinatori.
Uno mi prende per il collo, per poi bloccarmi le braccia.
C'e' qualcosa, che non va .
Non sembrano interessati al mio portafoglio o al mio cellulare.
E allora chi sono?
Senza rendermene conto, ricevo un pugno sul mento.
Il pugno non e' molto forte, ma mi colpisce in pieno.
L'altra persona dietro , mi tiene fermo; permettendo all' altro, di colpirmi una seconda volta.
Questa volta, con un pugno in pancia.
Mi guardo intorno, e vedo una terza persona, anche lei con il passamontagna.
Dalla corporatura, sono sicuro che e' una ragazza.
Mi viene un sospetto: non sono rapinatori! Mi stanno picchiando, per una qualche vendetta.
Ed una ragazza sta osservando la scena.
Hanno il passamontagna, perche' ci sono le telecamere.
Un altro pugno mi colpisce sulla guancia.
Quello dietro lascia la presa ed io mi lascio cadere a terra.
I due scappano e la ragazza li segue.
Ma prima, i due fanno il pugno e lo mandano avanti e indietro, davanti la bocca.
Non vogliono che riconosca le loro voci; ma fanno capire alla ragazza, che vogliono un pompino.
E la ragazza fa segno di si', con la testa.
Rimango a terra per dieci minuti, finche' un passante non si avvicina; e mi propone di chiamare i soccorsi.
Ma io rifiuto.
Mi faccio aiutare a tirarmi su e, con fatica, torno a casa.
Sicuramente domani avro' i lividi sul viso.
Ma non importa.
Rimango un cigno.
Un bellissimo cigno.
Sto per aprire la porta del palazzo, quando mi accorgo che, una persona, sempre con il passamontagna, ha una mazza da baseball in mano.
Un violento colpo si abbatte sulla mia schiena.
Con una voce camuffata, l'aggressore mi dice:" Con i saluti di Elisa!" e scappa.
Arrivo nel mio appartamento.
Non sono sicuramente messo bene, ma decido di non andare in ospedale.
Dovrei dare troppe spiegazioni.
Probabilmente chiamerebbero le forze dell'ordine e indagherebbero.
E probabilmente risalirebbero ai colpevoli.
Ma perche' non hanno finito il lavoro al parco; ed e' sbucato uno, con una mazza, sotto casa mia?
Al parco, quei tre, sono stati spaventati da qualcosa? O da qualcuno?
C'era qualcun altro, che stava osservando la scena?
Sento un bip sul cellulare.
Guardo.
C'e' un messaggio di Elisa:" DOLCE NOTTE, PAOLO", con una faccina sorridente.

Il giorno dopo vado al lavoro.
Tutti mi guardano in modo strano.
Ho dei lividi sul viso.
Vedo che i miei colleghi e le mie colleghe parlano tra di loro; ma nessuno si preoccupa di chiedermi, cosa sia successo.
Mi vedono come un nemico.
E, di un nemico, non si ha pieta'.
Cerco di far finta nulla.
E' mica colpa mia, se sono stato picchiato.
Non vedo Elisa.
Ad un certo punto della mattinata, vengo avvisato, che il nuovo direttore vuole parlarmi.
Busso e il nuovo direttore mi dice:" AVANTI!"
Apro la porta e, oltre al direttore, trovo Elisa.
Guidobaldo, il nuovo direttore, mi dice:" Siediti, Paolo!"
Elisa mi guarda, senza dire nulla; restando in piedi, accanto al direttore, seduto alla sua scrivania.
Guidobaldo e' un ragazzo , che avra' piu' o meno la mia eta'.
Ha i capelli neri, tirati all'indietro, e tenuti assieme dal gel.
Sembra che sia stato leccato da una mucca.
Ha gli occhi scuri.
Un viso squadrato, con una leggera barbetta e dei baffetti, per nascondere la squadratura del viso.
Veste capi molto eleganti e costosi;lo intuisco dai tessuti.
Al polso, ha un orologio molto costoso.
Le scarpe rigorosamente in pelle di vitello, e prodotte in Inghilterra.
Il direttore mi dice:" Paolo; come mai quei lividi, sul viso?"
Io gli rispondo:" Direttore; sono stato aggredito. Probabilmente, e' stato un tentativo di rapina!"
Lui mi chiede:" E ti hanno rubato qualcosa?"
Io gli rispondo:" No!"
Lui ribatte:" E allora che cazzate spari?"
Elisa si mette una mano davanti la bocca, per coprire un principio di risata, dicendogli:" scusami Guido!"
Tra i due, c'e' gia' un tono molto confidenziale.
Io ribatto:" Direttore; mi scusi. Ma cosa c'entra con il lavoro?"
Lui mi risponde:" Paolo; come puoi ricevere i clienti, in quelle condizioni?Ti sei visto allo specchio?"
Io gli rispondo:" Cerchero' di mascherare la cosa, con qualche trucco!"
Lui ribatte:" Vuoi truccarti, come una femmina?"
Elisa nuovamente si mette una mano davanti la bocca, per coprire un principio di risata.
Io gli rispondo:" No, ha ragione!"
Lui dice:" Elisa; sposta tutti gli appuntamenti di Paolo, fra una settimana. Nel caso in cui, gli incontri non fossero differibili; incontrero' io, la clientela!"
Elisa gli risponde:" Ottima idea, Guido!"
Io replico:" I miei clienti si fidano solamente di me!"
Guidobaldo mi dice:" Paolo; fra qualche giorno, il vecchio direttore non verra' piu'. So che tu sei il suo preferito , e non voglio creare tensioni, con un vecchio rincoglionito. Ma le cose, qui dentro, cambieranno!"
Io gli rispondo:" Va bene, direttore! E' lei, che comanda!"
Guidobaldo mi sorride:" Almeno hai capito subito, come stanno le cose! E soprattutto, i ruoli!"
Io gli rispondo:" Certo, direttore!"
Lui mi risponde:" Ed ora fuori. E vai in archivio, a sistemare i vecchi documenti. Finche' non sei a posto; i clienti non ti dovranno vedere , chiaro?"
Io gli rispondo:" agli ordini, direttore!"
Lui ribatte:" SIGNOR DIRETTORE!"
Elisa nuovamente si mette una mano davanti la bocca, per coprire un principio di risata.
Io mi scuso, lo saluto e aggiungo:" Ciao, Elisa!"
Elisa non mi saluta neppure.
La guardo per un attimo, e Guidobaldo se ne accorge:" C'e' qualche problema?"
Io gli rispondo:" Nessuno, signor direttore!"
Elisa si mette una mano davanti la bocca, per coprire nuovamente un principio di risata.
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