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Una serata di svago


di maktero
05.10.2024    |    105    |    0 8.0
"Sperava di raccogliere un bel pò di soldi..."
La macchina corre nella notte, io straordinariarmente sono seduta al posto del passeggero, mia sorella guida.
Siamo uscite con la promessa di una serata di svago.
Conoscevo il tono sarcastico di mia sorella, la sua prospettiva voleva dire che mi avrebbe impegnata in qualcosa di laido.
Ero contenta perchè da giorni ero rinchiusa a casa a subire sevizie routinarie ed a masturbarmi tra un tormento ed un altro.
Un poco di aria fresca mi avrebbe fatto bene.
Durante il viaggio mi raccontò che aveva bisogno di soldi e che mi portava prostiturmi.
Sperava di raccogliere un bel pò di soldi.
Era molto che mia sorella non mi portava a prostituirmi per strada, la cosa mi eccittava e cominciai a toccarmi.
Però le dissi che ero sporca lurida, segnata dalle ultime sevizie, non avevo neanche fatto una doccia.
Puzzavo di dolore e sofferenza; chi mai sarebbe stato attratto da un corpo così malridotto.
Mia sorella mi disse che dove mi stava portando quei particolari non importavano mi stava portando in un posto indicatole da una sua amica dove i clienti erano dei depravati che volevano cose sporche.
Quelle parole mi intrigavano sempre di più e cominciai a masturbarmi più velocemente.
Mia sorella guardando quella mia attività mi obbligò a smettere perchè non voleva che arrivassi moscia e sfiancata.
Io a malincuore ubbidii ed abbandonai il mio cazzo semiduro, ma che non voleva ammosciarsi completamente eccitato dal mistero di quella serata
Poi lei continuò dicendo che avrebbe incontrato la sua amica laggiù dove vendeva il suo schiavo quasi tutte le sere.
Seguii un lungo silenzio, poi lei disse quasi ci siamo, ed aggiunse si tratta di un cesso pubblico lungo la strada dove la sera si radunano i depravati che amano utilizzare i froci come te.
Io mi sentivo sempre più esaltata sarebbe stata una vera serata di svago, con tanti cazzi che avrebbero abusato di me in ogni modo, non vedevo l'ora.
Ci siamo quasi disse mia sorella ed entrammo in una piazzola dove c'era un costruzione bassa, evidentemente un cesso pubblico, con diverse macchine posteggiate attorno.
Mia sorella mi fece scendere e mi tolse la maglietta che mi dava un labile senso di dignità
Avanzammo verso quel luogo, io davanti nuda con il cazzo indurito per la prospettiva di ciò che mi aspettava e mia sorella dietro.
Entrammo vedemmo alcuni uomini ed una donna.
Mia sorella si diresse subito verso di lei indifferente degli sguardi degli uomini.
Io invece sentivo quegli sguardi pesanti sul mio corpo nudo.e mi piaceva di essere così apprazzata.
Le ragazze si salutarono baciandosi sulle guance, poi dopo i convenevoli lo sguardo della sconosciuta si rivolse a me che mi scrutò appieno apprezando la mia erezione.
La sconosciuta si espresse in un grande "Wow", dicendo a mia sorella quello è il tuo schiavo, mi fai provare invidia.
Ed aggiunse come è arrapato.
Mia sorella, quasi per scusarsi le spiegò che ero una vera depravata e che il compito che mi aspettava mi aveva fatta eccitare.
La sconosciuta si presentò come Ornella e mi diede una forte ginocchiata nei coglioni facendomi ammosciare di colpo.
Non capii il perchè di quel gesto; mi piacque molto ma non lo capii.
Ma mentre io atterrata per il dolore mi contorcevo, Ornella disse a mia sorella che non era bene che gli schiavi fossero così arrapati.
I clienti o volevano vedere dei cazzi mosci come i loro oppure cazzi mosci da far arrapare con le loro manipolazioni.
Rimasi illuminata da quella sottigliezza.
Anche mia sorella espresse dei complimenti per quell'insegnamento.
Mentre il dialogo continuava un tizio uscii da uno dei cessi chiudendosi la patta dei pantaloni ed un altro si fece avanti dicendo ad Ornella che era il suo turno.
Ornella gli rispose certo caro dammi i soldi ed entra.
Il tizio le diede dei soldi ed entrò nel gabinetto da cui poco dopo cominciaro ad uscire rumori incomprensibili e gemiti.
Mia sorella chiese quanto era la tariffa.
Ornella le spiegò che la tariffa era fissa ed ogni cliente poteva fare ciò che voleva con lo schiavo.
Mia sorella chiese se le doveva una percentuale, ma Ornella le rispose che per quella prima volta non era necessario; per altre eventuali serate le avrebbe chiesto una quota.
poi aggiunse che quel posto era frequentato solamente da depravati che volevano maschi e che loro erano al sicuro e che sarebbero state lì solo a riscuotere.
Mia sorella contenta delle rassicurazioni le chiese dove poteva farmi lavorare.
Ornella le indicò un cesso in fondo e mia sorella mi ordinò di entrare li dentro.
Mentre io mi avviavo sentii Ornella con una voce forte che diceva ai vari uomini presenti nel corridoio del cesso che c'era una nuova puttana.
Mentre entravo nel cesso sentii un sollevarsi un coro di commenti entusiastici, evidentemente la loro fila di attesa si riduceva.
Entrata in quel cesso che puzzava di merda e piscio mi misi in ginocchio aspettando il primo cliente; immaginavo mia sorella che intascava i soldi da quel depravato che mi avrebbe utilizzata.
Ero entusiasmata dalla situazione, avevo una gran voglia di fare pompini, seghe o di farmi inculare, non stavo nella pelle.
Finalmente si aprì la porta ed entrò un tizio che appena entrato senza dire una parola tirò fuori il suo uccello dai pantaloni e me lo mise in bocca.
Era moscio e sporco ma io glielo cominciai a lavorare con la bocca con devozione lavando la sua sporcizia e facendolo diventare sempre più duro, quel cazzo sembrava vivo dentro la mia bocca .
Lo spompinai a dovere e lo feci venire dentro la mia bocca ed ingoia tutto.
Poi lo sconosciuto si ricompose ed usci.
La porta si apri nuovamente dopo pochi istanti il nuovo venuto disse che doveva pisciare e mi ordinò di aprire la bocca, lui puntò il suo cazzo verso la mia bocca spalancata e cominciò a pisciare dicendomi prendi questo cesso.
Io accolsi la sua urina molto molto acida, quasi disgustosa, ma la ingoia devotamente per non far fare brutta figura a mia sorella che ovviamente dietro il compenso aveva garantito per me.
Il flusso del piscio era così veloce che non c'è la facevo ad ingoiare tutto; molto di quel liquido mi colò sul corpo.
Poi lo sconosciuto sgocciolando le ultime gocce di urina dal suo cazzzo mi ordinò di fargli una sega.
Io ubbidii e presi quel cazzo moscio facendoglielo indurire in fretta con un sapiente lavoro di mano.
Mentre lo masturbavo mi riempiva di dolcissimi insulti che mi inducevano ad essere sempre più servile e delicata.
Comprendendo che si eccitava ad insultarmi lo invitai a trattarmi sempre più male a parole.
Ed infatti sentii che il suo cazzo diventava sempre più duro oltre che per la mia manipolazione per il piacere che gli dava insultandomi.
Poi esplose in una sborrata enorme sulla mia faccia.
Accolsi quel tiepido liquido sul mio volto dicendoli che era una sua benedizione.
Lui mi disse che gli facevo veramente schifo e mi sputò in faccia.
Poi si girò e se ne andò.
Nemmeno il tempo di riprendermi un poco che la porta si apri facendo entrare un bestione che mi urlò ho pagato per farmi mangiare la mia merda non ti tirare indietro troia.
Io melensamente gli risposi che ero una troia mangiamerda e gli chiesi solamente come dovevamo fare.
Quello brutalmente mi disse adesso metto il mio culo sulla tua bocca e ti cago direttamente dentro quel tuo buoco del cesso.
Io come una vera troietta lo blandii dicendogli si padrone donami il frutto del tuo intetino.
Quel bruto senza pensarci troppo mise il suo buco del culo sulla mia bocca che io aprì devotamente.
Dopo un poco cominciarono ad uscire gli stronzi puzzolenti che io presi dentro finchè la mia bocca poteva.
Quando il tizio ebbe finito si rigirò e mentre masticavo la merda che mi era entrata in bocca quello cominciò a masturbarsi ed a prendermi a schiaffi.
Mi piaceva essere presa a schiaffi mentre ingoiavo la sua merda.
Poi cominciò a pisciarmi addoso mentre io ingoiavo i suoi stronzi.
Quando ebbi finito di ingoiare la merda che mi era entrata in bocca mi costrinse a schiacciare il mio cazzo sugli stronzi che erano caduti a terra.
Io esegui secondo gli ordini dello sconosciuto ed imbrattai il mio cazzo con la sua merda mentre quello si masturbava maifestando il suo enorme cazzo davanti a me.
Poi mi ordinò di aprire la bocca e ci sborrò dentro, ululando come un lupo.
Se ne andò e dopo di lui seguirono altri clienti che chiedevano la soddisfazione dei loro desideri più depravati.
Io gli accontentai tuttti perdendone il conto.
Ad un certo punto vidi aprire la porta ma invece di vedere un nuovo cliente vididi il volto di mia sorella che mi disse di uscire perchè la serata era finita.
Io uscii e vidi Ornella seduta sopra un tizio che contava i soldi.
supposi che il tizio era il suo schiavo.
Era ridotto male come me coperto di ogni genre di sporciza e di lividi.
Mia sorella mi porse la mia maglietta e mi chiese se mi ero divertita,
Io sfinita le risposi di si, effettivamente era stata una serata diversa molto stimolante.
Lei mi rispose che era riuscita a fare parecchi soldi e che era contenta.
Poi le ragazze si salutarono io vidi Ornella portare via il suo schiavo senza che ci fossimo presentati, avrei voluto scambiare con lui qualcosa.
Ma mia sorella mi porto vià buttandomi addosso la mia maglietta lercia e salendo in macchiana.
Arrivvammo a casa, era l'alba,io ero sfinita ma contenta.
Mia sorella ndò a letto io che non avevo un posto mi accontentai di buttarmi in angolo però chiesi a mia sorella di potermi masturbare.
Lei me lo concesse purchè non la disturbassi perchè era stanca e voleva dormire.
Io mi masturbai in silenzio e sfinita mi addormentai per terra nel mio solito angolo.







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