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Una ambigua giornata al parco


di maktero
20.07.2024    |    157    |    0 9.0
"Le due scambiandosi i trucchi e qualche bacio continuarono a cinguettare tra loro alternando i propri desideri personali alle esigenze di lavoro..."
Fellina ed Eleonora, hanno cominciato una stretta amicizia.
Hanno passato la nottata assieme divertendosi a letto come delle pazze.
Le due si piacciono davvero.
Io e Marta eravamo state piazzate in un angolo della stanza in ginocchio con le mani legate dietro; senz'altro la nostra presenza le stava facendo eccitare di più.
Eravamo contente di contribuire all'eccitazione delle due.
Assistemmo alle rumorose e focose effusioni delle ragazze, ai loro piaceri per gran parte della notte.
Anche noi ci stavamo eccitando ma temevamo di provare a soddisfarci tra di noi.
Solo quando le ragazze oramai esauste si addormentarono io e Marta cercammo di darci da fare.
Penetrai Marta che era eccitata come me e che aveva una figa così lubrificata da far entrare il mio cazzo nella sua calda intimità con tale sorpresa da lasciarmi sconcertata.
Sentivo il mio cazzo appena agguantato dall'umida e calda figa di Marta, una sensazione che non avevo ancora provato.
Chiavai Marta regolando la mia azione in modo da farla godere; sentivo la mia cappella che picchiava contro il fondo morbido del suo utero.
Ad ogni colpo che mi procurava piacere al mio cazzo cercai di capire quanto ne davo a lei .
Il mio sforzo diede i risultati richiesti e Marta cominciò a godere come una pazza.
Le dissi sottovoce di smorzare i suoi gemiti che avrebbero potuto svegliare le padrone.
Lei contrasse la bocca per zittire i suoi rumori.
Io continuai a farla godere, finché poi non riuscii più a trattenermi e sborrai anch'io nella sua vagina.
Ci accasciammo la suolo esauste e sfinite cominciammo a sentire calare il sonno su di noi.
Le palpebre sempre più pesanti si chiusero e sprofondammo in un sonno ricco di sogni.
Mentre stavo sognando di succhiare un bellissimo cazzo, l'immagine cominciò a farsi confusa e divenne predominante una sensazione di dolere ai glutei che mi fece uscire definitivamente da quella piacevole immagine onirica.
Il dolore ai glutei era quello di Fellina che mi stava prendendo a calci.
Confusa, riconobbi la sua voce che mi chiedeva sei sveglia troia?
Ci misi un poco di tempo per completare la realizzazione di quello che stava avvenendo.
Le padrone si erano svegliate e avevano svegliato noi.
Anche Marta venne svegliata nella stessa maniera brutale strappandola dai suoi sogni; che senz'altro erano simili ai miei.
Fellina ci disse siete sveglie stronze?
Noi rispondemmo di sì.
Bene raggiungeteci in bagno.
Io e Marta ci alzammo con fatica e seguimmo Fellina in bagno; lì c'era Eleonora che seduta davanti ad uno specchio si stava truccando.
Vedendoci arrivare si volse verso di noi ci disse che aveva lasciato qualcosa per noi ed indicò una grande ciotola al lato del bagno.
Noi ci avvicinammo al contenitore e vedemmo che era pieno di urina e merda.
Ci disse mangiate che avete bisogno di riprendervi; abbiamo notato la vostra attività sessuale mentre voi pensavate che noi ci eravamo addormentate.
Poi rivolgendosi a Felina le chiese di aggiungere i suo frutti alla nostra colazione.
Fellina disse che poteva aggiungere solamente del piscio perché il suo intestino non era ancora pronto.
Fellina cominciò a pisciare nel contenitore guardandoci negli occhi, sapendo che eravamo impazienti di ingoiare quello schifo.
Noi affamate non aspettavamo altro e con impazienza aspettammo che Fellina arricchisse la nostra colazione.
Quando Fellina terminò di sgocciolare la sua figa ci permise di mangiare e noi ci gettammo su quegli escrementi , cercando di soddisfare la nostra fame.
Mentre noi ingurgitavamo il nostro pasto; Fellina si fece una doccia, ed una volta lavata ed asciugata, si accosto ad Eleonora per truccarsi.
Le ragazze si truccavano cominciarono a parlare della nostra giornata.
Fellina voleva girare un video tramite la telecamera portatile che aveva portato con sè.
Disse che aveva avuto una idea interessante osservando il parco pubblico vicino alla residenza di Eleonora.
Le due scambiandosi i trucchi e qualche bacio continuarono a cinguettare tra loro alternando i propri desideri personali alle esigenze di lavoro.
Io e Marta intanto finivamo di ingoiare il delizioso frutto del loro intestino e delle loro vesciche
Terminata la loro toilette, le ragazze si avviarono in sala da pranzo per la loro colazione.
Noi le seguimmo e ci mettemmo in ginocchio su un lato della stanza come ordinato.
Le ragazze vennero servite dai camerieri che apparecchiarono diverse delizie cullinarie, mentre noi avevamo sempre in bocca il sapore della loro merda e piscio.
Per umiliarci ancora le ragazze ci chiesero se volevamo gradire qualche specialità della loro colazione o se eravamo già sazie.
I nostri stomaci erano già così pieni di merda e di piscio che non avremmo potuto ingoiare altro senza vomitare.
Le ragazze risero, commentando brutalmente quanto a noi piacesse la merda ed il piscio.
Era vero e quella affermazione ci eccitava.
Le ragazze videro la nostra eccitazione e ci imposero di raffreddarci.
Noi ubbidimmo.
Le ragazze a tavola terminarono di discutere sul nostro destino.
Noi avevamo appresso a pezzi e bocconi ciò che volevano farci; certo non potevamo esimerci e soprattutto volevamo dimostrare la nostra totale sottomissione e degradazione.
Le ragazze terminata la colazione andarono a cambiarsi e ritornarono coperte da degli splendidi vestitini estivi e con dei cappellini civettuoli.
Erano veramente eleganti.
A noi gettarono delle magliette lerce e sdrucite con cui dovemmo coprire i nostri corpi nudi per non scandalizzare i passanti del luogo in cui ci avrebbero portate.
Ci misero in mano delle ciotole, rimanemmo incuriosite su cosa dovevamo fare con quelle ciotole.
Ma presto lo avremmo saputo.
Uscimmo di casa; Felina ed Eleonora splendidamente vestite nei loro splendidi ed eleganti abitini estivi e con dei capellini splendidi.
Noi al seguito coperte solo da delle magliette sdrucite e luride.
Le ragazze con fare indifferente verso di noi che le seguivamo arrivarono ad una panchina dove si sedettero.
Ci ordinarono di inginocchiarsi davanti a loro.
Il parco in quel momento era deserto e le attività depravate a cui senz'altro saremmo state costrette non avrebbero certo scandalizzato nessuno.
Le ragazze dissero che quel parco era solitamente usato per portare a spasso i cani e per far fare i loro bisogni.
Mentre in ginocchio ascoltavamo le parole di Eleonora, Fellina ci filmava con la sua telecamera portatile.
Bene, disse Eleonora, andate in giro per il parco e raccogliete nelle ciotole tutte la merde di cani, secche o fresche che trovate.
Noi ci entusiasmammo per quella richiesta, e come bimbette entusiaste per un nuovo gioco cominciammo ad esplorare il parco raccattando le merde di cane nelle nostre ciotole.
Fellina con la sua telecamera portatile filmava la nostra frenetica attività , e le liti tra me e Marta quando trovavamo qualche grosso stronzo di cane dall'aspetto appetibile.
Dopo un pò di tempo ritornammo dalle padrone con le ciotole piene di merda di cane.
C'erano molti pezzi secchi ed altri più freschi.
Fellina aveva documentato tutto con la telecamera.
Eleonora con un sguardo crudele ci impose di infilarci nel culo tutti gli stronzi contenuti nelle ciotole.
Noi eseguimmo mentre le ragazze si guardavano d'attorno e ci dicevano di fermarci quando qualche passante si avvicinava.
Riempimmo i nostri intestini con tutti gli stronzi di cane che avevamo raccolto nelle ciotole.
Era oramai sera ed il parco già poco frequentato era ancora più deserto.
Le ragazze ci portarono al bagno pubblico del parco mentre Fellina continuava a filmarci.
Entrate nel cesso pubblico le ragazze ci concessero di svuotare i nostri intestini.
Scaricata la merda di cane che invadeva i nostri intestini ci venne ordinato di raccoglierla con le mani e di gettarla nel cesso.
Fellina filmava, eccitandosi.
Ad un certo punto infilò i suo bellissimi piedi scalzi nel cesso dove avevamo buttato la merda di cane che riempieva i nostri culi.
Poi tirando fuori i suoi bellissimi piedi ci chiese di ripulirli da quella oscena sostanza che gli sporcava.
Noi impazzimmo per la bellezza di tale richiesta e cominciammo a leccare devotamente i piedi sporchi di Felina.








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