tradimenti
La vendetta è piatto da consumare freddo 3

07.07.2024 |
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"Ebbi occasione di scambiare qualche battuta amichevole anche con Marilena, alla quale dichiarai convinta che giammai il mio corpo avrebbe subito gli oltraggi..."
Nonostante gli anni di servizio prestato, non essendo mai entrata nel vivo della quotidianità della scuola, mi trovai quasi a scoprire d’un tratto un mondo nuovo, fatto non solo di ore di lezione ma soprattutto di intervalli con ampi pettegolezzi nella sala insegnanti, di amicizie che si stringevano e di contrasti che sorgevano sulle questioni più banali; tutti sembravano sapere tutto di tutti e le notizie correvano assai più facilmente che nelle conventicole dei bar che frequentavo.Presa nel tourbillon dei commenti, rimasi fortemente colpita dal clamore che suscitò, specialmente tra le colleghe, la notizia che la mia collega di Economia era rimasta incinta; interrogando cautamente alcune ragazze più disponibili, seppi che Marilena era da sempre considerata una single convinta e determinata, praticamente immune da qualunque ipotesi di relazione duratura e impegnativa; la scelta di rimanere incinta spostava tutte le certezze su di lei.
Ero sorpresa che una scelta così intima e personale muovesse tanti commenti; ma mi fu spiegato che lei, laureata in Economia, aveva dovuto ripiegare sull’insegnamento, non essendo riuscita, forse per errori di valutazione di compagni incontrati nel tempo, a trovare gli appoggi e il sostegno per dedicarsi all’attività privata, quella di commercialista; la voce più autorevole nei pettegolezzi diceva che aveva conosciuto un consulente finanziario assai bravo e potente.
Secondo quelle voci, l’incontro sarebbe diventato impegnativo, al di là della volontà dei due, perché lei si sentiva incoraggiata a fare il ‘grande salto’ e passare all’attività privata; lui pareva avesse una situazione familiare allo sfascio e si appoggiava alla singolarità di Marilena per creare una sorta di alternativa alla moglie inesistente; ad un errore meccanico nell’uso del preservativo avevano risposto scegliendo di avere quel bambino e di rimanere separati ma di lavorare a stretto contatto.
La nostra collega, in pratica, aveva scelto di avere una relazione intensa con l’uomo del momento, fatta non solo di frequentazione amorosa e sessuale, pur continuando a vivere vite separate, ma anche e soprattutto di lavoro in tandem per il quale il potere e il talento di lui potevano favorire la crescita di uno studio da commercialista; il figlio ipotizzato diventava il cemento del loro rapporto e la comunanza di interessi li faceva crescere insieme.
Ebbi occasione di scambiare qualche battuta amichevole anche con Marilena, alla quale dichiarai convinta che giammai il mio corpo avrebbe subito gli oltraggi che da una maternità potevano derivare; lei riaffermò la sua determinazione a cambiare vita; se se ne fosse presentata l’opportunità, avrebbe scelto anche la convivenza e, perché no, il matrimonio; presentando le caratteristiche del padre di suo figlio, mi venne spontaneo scherzare che sembrava il ritratto di mio marito; non colsi l’improvviso cambio di umore.
Scivolarono via, senza che quasi me ne accorgessi, le settimane e i mesi; di mio marito avevo perso ogni taccia, ma il suo contributo al bilancio familiare non mancava e questo per me era sufficiente a trascinare la vita da sola; quando il letto freddo mi diede sensi di angoscia, pensai che potevo e dovevo scegliermi un amante fisso per avere compagnia anche a letto; decisi che uno dei miei bull, un giovane imprenditore rampante ancora scapolo, andasse bene e, dopo vari incontri, me lo trascinai casa.
Appena chiusa la porta della camera dietro le nostre spalle, mi fermai dietro di lui e lasciai cadere a terra il vestito; quando si girò e mi ammirò in tutta la mia bellezza, benché conoscesse ormai a menadito tutto il mio corpo, si fermò per un attimo come abbagliato dalla mia bellezza; il ‘wow’ che lanciò a commento, mentre mi avvolgeva nel bacio più appassionato e protettivo che ricordassi, mi colmò di orgoglio e gratificò la mia scelta trasgressiva.
Sentii le mani forti percorrere la schiena, dalle spalle alle natiche, che strinse e forzò verso l’esterno per mettere in luce l’ano e infilarci un dito mentre la verga si strusciava contro la vulva, col solo velario dei pantaloni leggeri; cominciai a spogliarlo e mi fermai incantata a guardare il torace muscoloso e i capezzoli quasi più duri dei miei; mi abbassai a succhiarli, mentre lui si sfilava gli abiti e si proponeva nudo in tutta la sua enorme virilità.
Mi accosciai vogliosa a terra e portai la mazza sul viso; lo copriva tutto, dal mento alla fronte; lo massaggiavo con una mano mentre lambivo tutta l’asta con lingua vogliosa; sul meato raccolsi devotamente un accenno di preorgasmo, strinsi le labbra e spinsi il batacchio in bocca; mi facevo sverginare in una boccuccia da adolescente, a cuoricino, per fargli sentire la dolcezza delle labbra su tutta la barra; lentamente lo portai fino in gola, accompagnandolo con la lingua.
Avviai la fellazione più dolce che potevo; ogni tanto succhiavo disperata per sentire l‘asta gonfiarsi e occupare gli spazi; lui a volte copulava in gola con forza facendomi salivare intensamente e quasi soffocare per la spinta troppo oltre l’ugola; colavo come una fontana e infilai due dita in vulva per tormentare il clitoride e procurarmi continui orgasmi; momenti di appassionata sosta, per godermi in bocca il piacere della sua carne, mi esaltavano di libidine.
Dopo una lunga carezza della bocca sul fallo, decise di cambiare registro; mi accompagnò, spingendomi per le natiche, verso il letto e mi fece stendere supina sul bordo, con le palme dei piedi sul pavimento; sollevò le cosce fino a far poggiare i talloni sul lenzuolo, divaricò le ginocchia e si piegò con la testa sul ventre; conoscevo la sua grande abilità nel cunnilinguo e il ventre si contrasse istintivamente, in attesa del piacere che mi avrebbe dato la lingua in vagina o nell’ano.
Il percorso della leccata cominciò dalle ginocchia, lungo l’interno coscia, e raggiunse presto le grandi labbra, prima a destra poi a sinistra; mi limitavo a fibrillare, a gemere, a balbettare versi improponibili e a godere senza limiti; la vocina che, come sempre, mi ricordava che non c’era amore, solo passione da bestie, in quel rapporto, venne per fortuna soffocata dal primo grosso orgasmo quando la lingua si mosse dalle grandi alle piccole labbra.
Ero molto sensibile alle leccate e ai succhioni sul clitoride; quando la lingua aprì la corolla delle piccole labbra e il piccolo organo fu risucchiato in bocca, brividi intensi e feroci mi percorsero il corpo, dalla vulva al cervello; mi abbandonai al languore e per un attimo persi il senso delle cose; afferrai per istinto la testa e lo guidai a succhiarmi e leccarmi fino ad un orgasmo mai provato prima; caddi in deliquio sul letto.
Salì in ginocchio sopra di me e si appoggiò sullo stomaco, adagiando il fallo tra i seni; sollevai i globi e li strinsi intorno all’asta; prese a copularmi tra i seni con goduria; alzai la testa, presi la mazza e portai la punta alla bocca; mi montava tra i seni e lo succhiavo nello stesso momento; lo spostai, mi spinsi verso il centro del letto e lo ripresi a cavalcioni su di me; mi organizzai perché il batacchio fosse comodamente tra le mammelle e la cappella in bocca; mi implorò di non farlo godere troppo presto.
Dopo aver copulato un tempo con il seno e con la bocca, mi fece sistemare carponi, venne dietro di me e mi deliziò con la lingua tra vagina e ano in mille percorsi diversi; mi sentivo adorata mentre la sua lingua cercava tutti i piccoli punti erogeni tra vulva e sedere; sentii che si inginocchiava ad appoggiare il fallo alla vagina; mi impalò con un solo colpo che mi mandò sbattere con la testa sul cuscino; gemetti di piacere e lui cominciò la cavalcata.
Quella monta, che era tra le mie preferite, durò un tempo lunghissimo e lui fece ricorso a tutta la sua conoscenza e abilità per farmi sentire il sesso profondamente fino all’utero; stendendosi sulla mia schiena, mi afferrò le mammelle da dietro e le usò non solo per stimolarmi ma anche per aiutare la spinta con cui mi possedeva completamente; la vagina, ormai ridotta a traforo, riusciva a malapena a sentire la mazza che stimolava l’utero con violenza.
La monta a pecorina non si risolse con gli orgasmi violenti miei e con quelli suoi soffocati sempre all’ultimo momento per far durare a lungo la cavalcata; quando si rese conto che forse la vagina ne aveva abbastanza, prese il tubo del gel con gesti ormai sicuri, lubrificò l’ano e il randello e lo spinse; neanche lo sfintere ebbe problemi a far passare lo spessore di una lattina, a cui si era da tempo abituato.
Passai con lui una notte meravigliosa e, da quel momento, lo invitai spesso a dormire con me, per avere il senso di un rapporto stabile, anche se di stabile non aveva che la provvisorietà; nella mia tigna caparbia e inconcludente, l’illusione di dominare un maschio che mi piacesse sostituiva le certezze che mi garantiva mio marito, al quale comunque imponevo i miei capricci economici, benché non sapessi neppure se fosse ancora vivo e dove diavolo si trovasse.
All’inizio del terzo anno scolastico, dalla rottura con Mario, la notizia che sconvolse la sala insegnanti fu che la ‘solita’ Marilena di colpo avesse annunciato il suo ritiro dall’insegnamento per dedicarsi alla libera professione di commercialista, per la quale era laureata; non potei che dichiararmene felice per lei, visto che realizzava un antico sogno; qualche voce di corridoio suggerì che anche questa scelta era stata determinata dal padre di suo figlio, che le aveva offerto le garanzie e il sostegno che la professione richiedeva.
Continuarono a scivolare senza scosse i mesi e, dopo circa due anni ancora, mi chiamò il direttore della banca, mio scopamico, per avvertirmi che il conto comune dava segni di sofferenza; ancora qualche mese e rischiavo di rimanere a secco; mi precipitai al suo ufficio come una furia; mi spiegò che l’ultimo accredito da parte di mio marito era vecchio di almeno tre anni, quando aveva versato una somma assai notevole, scioltasi nelle periodiche emorragie per i conti di casa.
Una rapida indagine mi disse che tre anni prima mio marito si era licenziato dal posto di lavoro; la somma versata sul conto era quella percepita come buonuscita; i pagamenti per il mantenimento della casa, nei mesi successivi, avevano progressivamente ‘mangiato’ quel deposito ed ora si rendeva necessario integrarlo; poiché di mio marito si erano perse le tracce, il mio amico direttore mi suggeriva di annullare il conto comune e trasferire tutto a quello mio personale.
Inutile dire che l’idea di trovarmi improvvisamente a dover sopperire col mio stipendio alle necessità di casa, rinunciando a qualunque mio ‘capriccio’ di moda o di mantenimento della forma fisica mi imbestialiva più di qualunque tradimento; odiai mio marito con tutte le mie forze e mi ripromettevo di mandarlo in miseria facendomi attribuire tutti i suoi possedimenti; il mio amante avvocato mi fece presente che prima dovevo rintracciarlo e sapere di quanto disponesse.
Non era in grado, il mio povero avvocatuccio, di svolgere un compito così delicato; ammise di non avere le competenze necessarie e mi suggerì di rivolgermi ad un qualificato studio di commercialista per avere l’indicazione di un investigatore capace di venire a capo del mistero che circondava ormai il mio matrimonio; lo studio che mi indicava era quello di Marilena, la mia vecchia compagna di insegnamento, alla quale telefonai appellandomi ad una vecchia, ma del tutto speciosa, amicizia e colleganza.
Con qualche perplessità, mi disse che poteva incontrarmi per una mezz’oretta, tra un cliente e l’altro, alcuni giorni dopo; le sottoposi il quesito assai rapidamente e lei consultò un faldone di documenti.
“Il problema non è semplice come tu lo esponi; hai costretto tuo marito ad andarsene cinque anni fa con le corna di cui lo avevi subissato; lui si è licenziato dal lavoro ed è scomparso; ti ha lasciato tutto il TFR sul conto comune; vorresti rintracciarlo ma non hai uno straccio di indizio per ritrovarlo; se un uomo come lui decide di sparire, non ci sono molte probabilità di ritrovarlo; visto che è molto esperto a muoversi tra capitali e conti esteri, è facile che sia espatriato, in Europa o in Sud America.
L’Agenzia che potrebbe fare al tuo caso c’è, vi ho fatto ricorso spesso, ma costa un’ira di dio; si tratta di versare cinquemila euro di anticipo e di pagare mille euro al giorno più le spese; non sono cifre sopportabili dal reddito di una professoressa; in fondo, poi, non so proprio cosa potresti ricavare, se incontrassi ancora il tuo ex marito ... Non fare la gnorri; cinque anni da quando se n’è andato o l’hai cacciato; cinque anni senza rapporti intimi; questo è il caso più chiaro di separazione di fatto.”
“Chi se ne frega se siamo o no separati; se vuole, può anche chiedere il divorzio, ma l’assegno non me lo può negare e, se trovo l’avvocato giusto, mi deve consegnare la metà di suoi possedimenti, prima di lasciarmi!”
“Amica cara, visto che da amica ti sei presentata, credi davvero che uno che sta al centralino o alla fotocopiatrice sia l’avvocato in grado di strappare a tuo marito la metà dei suoi beni? ... Semi avesse chiesto consiglio, gli avrei detto di cedere tutto ad una persona ‘di copertura’, di figurare nullatenente e di affrontare il giudizio in tribunale; non possedendo niente, non ti avrebbe dato niente; hai lo stipendio, puoi vivere bene da sola, che vuoi pretendere?”
“E dove la prende una persona di fiducia a cui cedere tutto il suo patrimonio? Poi comunque gli farei la guerra e lui non è capace di combattere, è un debole, un buono e quindi un inetto ... ”
“Perché non dici, come è stato registrato da specialisti, che è un frocio, un impotente, un cornuto, uno slave, un cuckold e tutte le cattiverie che tu e i tuoi caproni gli dite quando copulate?”
“Quelle sono cose che si dicono nel fervore della copula .. “
“Ma in tribunale diventano oltraggio, offesa, denigrazione e mille altre colpe punibili a termini di legge; vedi, amica bella, se io assumo la paternità della lotta di tuo marito, non sono tre volte buona quindi scema, come ti diverti a dire di lui; io ti faccio a pezzi; se lui affida a me il suo capitale, io ti taglio la pelle a striscioline e le faccio sparire per sempre una per una, prima di cederti anche la minima parte di quello che è suo; non devi temere Mario, ma le persone che lo amano e lo difendono.”
“Non capisco perché ti scaldi tanto per mio marito; volevo solo sapere se sei in grado di farmelo trovare; me la vedo io con lui!”
“E’ tardi, adesso; è già in anticamera il prossimo cliente per una questione diversa; forse ti farà anche piacere assistere; stattene qui; qualche minuto e risolvo ... Signorina faccia passare i signori e chiami il notaio ... “
Ebbi un sobbalzo e dovetti frenare un urlo di meraviglia, quando vidi entrare l’ultimo mio amante, quello che solo poche ore prima si era alzato con me dal ‘talamo nuziale’ tanto caro a mio marito; era accompagnato da sua sorella; esordì aggressivo.
“Dottoressa, non riesco a capire perché la Società che lei rappresenta pretenda la restituzione del denaro che mi ha prestato per uscire dalle me difficoltà ... “
“Buongiorno a lei ed anche a sua sorella, socia di minoranza per il 20 % che non mi sembra scandalizzata come lei ... Davvero lei e la mia sedicente amica volete darmi da bere che non vi conoscete, mentre ho dati certi che avete passato insieme anche la notte appena trascorsa? Quale livello di perversione pensate di raggiungere? Davvero credete di convincermi che ignoravate che stavate tradendo un uomo meraviglioso, che amo più di me stessa, il padre di mio figlio?
Vedi, mia cara, l’ameba di cui parli spesso con tanta convinzione coi caproni che ti sfondano è l’uomo che mi ha indotto a recedere dalla mia convinzione di essere single; il frocio, impotente, cuckold, la nullità di cui vi lavate la bocca nei vostri offensivi dialoghi lussuriosi, è il padre di mio figlio, molto attivo, molto maschio, assai ben dotato e capace di un amore che tu non sapresti mai distinguere, immersa come sei nella melma delle copule feroci coi tuoi amanti.
Ricordi cosa ti disse quando lo costringesti ad andarsene col tuo comportamento lurido? ’Attenta a quando deciderò di vendicarmi; la vendetta è un piatto che va gustato freddo’; il momento della vendetta è giunto; hanno pagato e stanno pagando tutti quelli che hanno commesso l’errore di venire a letto con te; adesso tocca all’ultimo eroe della tua personale saga delle corna; bada che non è più il tuo ex marito tre volte buono, come tu lo interpreti, a muoversi.
Adesso di fronte hai una leonessa, una pantera, una lupa che difende suo figlio e l’uomo che ama; se mi toccano sugli affetti, divento una belva e distruggo chi ci prova; nel mirino ci sei tu, ma prima distruggerò tutti gli imbecilli che si sono divertiti ad offendere Mario, non più tuo marito, ma il mio compagno; conosco tutti i percorsi per far male e userò tutti i mezzi a disposizione, anche quelli più aberranti, per insegnarvi a vivere e a rispettare gli altri, sappilo ... “
“Mio marito non mi può lasciare senza concedermi quello che mi spetta!”
“Mario cinque anni fa se n’è andato e si è licenziato dal lavoro; ti ha lasciato il TFR e tu l’hai sperperato nei vizi; ora vive in uno scantinato e si fa mantenere da me che non ho problemi a tenerlo a fianco pagandogli anche il superfluo; il giudice ti può anche assegnare il 50 % del patrimonio; ma la metà di niente è niente; il patrimonio del tuo ex marito è stato ceduto al suo erede primo e legittimo, suo figlio, dal quale non puoi pretendere niente.
Poiché è un minorenne, il patrimonio è amministrato dalla madre che ne è affidataria; quello che non ti sforzi nemmeno di capire è che il padre di mio figlio è Mario; per questo ti ripeto che è dalla mia ira che ti devi guardare, non da quella del tuo ex marito troppo buono.
Tu adesso firmi una domanda di divorzio senza oneri per nessuno e la rispetti; se cerchi di opporti, la prima conseguenza sarà che i video dei tuoi incontri sessuali andranno in internet, all’attenzione del preside, del provveditore e del ministro; entro una settimana sarai trasferita in un paesino sperduto della provincia più arretrata del paese; dovresti almeno sapere che la moralità e un principio fondante per gli educatori; tu dovresti educare e sei un’immorale; andresti punita e lo sarai, se ti opponi.
Se m’incattivisco di più, scelgo i video in cui fai sesso con gli alunni del tuo istituto e li mando alla magistratura; stai certa che un’accusa di plagio e di seduzione e violenza su minori, non te la leva nessuno; un buon pool di avvocati, che sono in grado di assoldare, ti farà condannare a galera certa; non so quale aiuto potresti avere da quel giovane avvocato che allo ‘studio Rossi’ fa solo il centralinista e il fattorino, tanto poco pesa.
Se vuoi avere un quadro dei pericoli che corri, sappi che esistono anche picchiatori a pagamento che hanno già ridotto male alcune tue vecchie conoscenze; per pochi bigliettoni ucciderebbero anche la madre; figurati, se vieni messa nel mirino ... “
“Insomma, cosa dovrei fare?”
“Io ti farei massacrare di botte e ti farei scomparire dalla faccia della terra; ma il tuo ex marito è sempre il ‘tre volte buono’ pronto a difendere una causa perduta come la tua e lo amo troppo per deluderlo; se sparisci e ti fai trasferire agli antipodi, che so, in Sicilia, Calabria, Puglia, dovunque non rompi più; se te ne vai, insomma, cercheremo di dimenticarci di te; se resti e ti opponi, faccio tacere la coscienza del mio compagno e avrai tutto quello che meriti.”
“Finalmente guardo in faccio la persona che ha trascinato mio fratello alla rovina; Dario, dimentica questa donna, firma la cessione della proprietà e non farci rischiare i pericoli di cui parla la dottoressa che sa quello che fa; Marilena, sei mia amica e so che non parli a vuoto; mio fratello è stato un imbecille ma la tua vedetta non dovrebbe toccare anche me e i miei figli; il possesso dell’azienda assorbe anche il mio 20%; ma non è di questo che mi preoccupo.
Mio marito è dirigente dell’Area Amministrativa; non ha niente a che fare con questa ‘gentile nobildonna’; io pagherò restando senza lavoro, ma spero che almeno la famiglia sarà garantita.”
“Livia, abbiamo già esaminato la vostra situazione; tuo marito mantiene il posto che occupa e il ruolo che svolge con diligenza; intanto si è liberato il posto di Dirigente di Ragioneria; tu puoi occupare quel ruolo e perderesti poco; ma a tuo fratello impedirò di trovare aiuti e lavoro dovunque si rivolga; ha calpestato un tabù sacro al mio compagno, il rispetto del talamo nuziale; la ‘signora’ ha avuto infiniti amanti, ma nessuno era mai entrato nel letto coniugale con la frequenza di Dario.
Se non vuoi perdere di colpo ogni concessione, aiuta tuo fratello ma non passargli una banconota; non so per quanto tempo; ma finché non mi sarà passata la violenta rabbia contro di lui, nessuno gli darà un centesimo o un posto di lavoro, tu per prima ... “
“Io non credo proprio che tu abbia tutti questi diritti che ti arroghi; ne parlerò con un avvocato e chiederò che mi sia assegnata la metà dei beni di mio marito, se vuole divorziare ... “
“Avverti il tuo avvocato che da cinque anni non hai nessun rapporto col tuo ex marito; ti spiegherà che siete già separati di fatto e in condizione di divorziare; se vuoi parlarne a Mario, cercalo e tanti auguri; se mi fai perdere la pazienza, guardati sempre intorno perché qualunque ragazzo che incontri potrebbe essere quello incaricato di farti molto male; non ti sognare di denunciare queste mie minacce, perché non avrei pietà per nessuno, accusatori e testimoni; cerca Mario e buona fortuna.”
“Il tribunale ti obbligherà a dire dove si trova ... “
“E non ti autorizzerà anche a fargli tutte le corna che vuoi?”
“Mario le corna le ha e se le tiene; se ha un figlio con te, sei cornuta come lui e mi da ancora più piacere ... “
Il telefono di Marilena squilla; lei guarda sorridendo il display e risponde con evidente tenerezza.
“Ciao, amore; sì sono in ufficio e con me ci sono la tua ex moglie e l’ultimo suo amante!Come vuoi che mi regoli?”
“Non ho niente più a che vedere con questa fogna; se accetta di sparire, può andarsene; se vuole opporsi, metti in campo tutte le energie per impedirle di fare ancora male.”
“Mario, ma sono tua moglie; non puoi cacciarmi così ... “
“Vuoi che chieda il permesso a tutti i tuoi amanti, per farlo? Ti caccerei comunque lo stesso; Marilena, vuoi che mi dichiari schiavo di te e del tuo sesso?”
“Sei matto?!?!? Io ti chiedo solo di amare me e nostro figlio fino alla fine dei tuoi giorni!”
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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