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Amore di mamma 2


di geniodirazza
19.11.2024    |    2.296    |    1 9.8
"“Luca, che diavolo ti prende? … Non sai più come si fa?” Mi sorrise sornione e si rivolse a lei; la avvolse in un bacio immenso, il cazzo gli si era..."
Di fronte alle colpe evidenti, Carlo era sceso a più miti consigli.
“Io non voglio divorziare; la mia educazione è la stessa tua; neppure io dimentico il ragazzo che tremava con te mentre si prendeva tutto quello che l’amore ci portava a dare con trasporto vero, di testa e di cuore; ho avuto una sbandata lunga e difficile, mi sono spaventato all’idea di invecchiare; ho visto e capito che la mia donna, mia moglie, è in grado di far vibrare d’amore un ragazzo che ha la metà dei suoi anni; le sciacquette che mi sono sbattuto io, non hanno un briciolo di questa capacità.
Se ritieni che la visione del video sia sufficiente come punizione, sappi che il senso di colpa mi ha già soffocato, non tanto per il rischio della galera, che a questo punto conta poco, ma per la coscienza che non ho capito di avere un gioiello nella teca di casa e sono andato a prendere pietre dure ritenendole preziose mentre erano solo un inganno; se per te può andare bene,vi lascio a godervi l’amore che vi scoppia da tutte le fibre del corpo e mi cerco un posto dove cenare.
Se al ritorno vi trovassi ancora presi dalla voluttà del vostro amore, non è un problema dormire nella camera di Luca; ma spero che da domani mattina possiamo salutare un giorno veramente nuovo ed una vita diversa, prima di tutto per le mie scelte ma poi anche per le vostre.”
“Aspetta; avevo già approntato delle bistecche per noi tre, prima che Luca mi mostrasse il video che ha avviato il pomeriggio; lasciaci il tempo di concludere una meravigliosa inculata e poi ci sediamo a cenare insieme; dopo cena decidiamo chi dorme in cameretta … Luca, sei d’accordo?”
“Per me va benissimo; alla peggio, decidiamo il lettone unico per tre e spostiamo un poco l’asticella in alto … o è troppo azzardato per te?”
“Scopare insieme il primo e il più grande amore della mia vita? Per me, sarebbe un sogno che si realizza; ma non credi che per Carlo sarebbe un premio immeritato, il posto di terzo nel letto di cui ha blaterato spesso, mentre dovrebbe essere cacciato come un appestato?”
“Te l’ho già precisato; dipende da quanto trasporto hai per tutti e due; a me è bastato prendermi il tuo amore; il resto è convivenza pacifica; tu hai ancora bisogno di escluderlo dal nostro mondo?”
“Chiaro che no; sei anche suo figlio e lo amo come amo te, anzi forse di più, perché con lui non ho il vincolo di sangue che ho con te, ma solo quello di un amore infinito.”
“Mentre vi amate alla follia, anche dal culo, vado a preparare un poco di insalata per il contorno.”
Carlo andò in cucina e si diede da fare per lavare della lattuga; noi ci dedicammo finalmente all’ultimo assalto rimandato fino a quel momento; io mi sistemai a pecorina e Luca mi leccò a lungo culo e figa; aiutandosi col lubrificante, preparò il buchetto alla violenza anale; quando lo sentì pronto, accostò la cappella, afferrò le anche e tirò a se il corpo; il cazzo scivolò dolcemente, centimetro per centimetro, nel retto; infilai una mano fra le cosce e mi masturbai mentre mi godevo la mazza nell’intestino.
La cavalcata durò a lungo e fu molto varia; volli sentire il cazzo penetrare nel canale rettale, stimolare l’utero da dietro e penetrare fino nell’intestino, ma in modi diversi; prima mi feci possedere classicamente a pecorina, poi, trattenendo il cazzo nel culo, mi ruotai a cucchiaio davanti a lui, stesa su un fianco, e mi feci scopare prima da destra poi da sinistra ogni volta godendomi una lunga monta nel culo, che accompagnavo con orgasmi a dir poco squassanti.
Lo feci penetrare profondamente dall’alto, quasi, perché avevo alzato i piedi sulla testa e lui, leggermente piegato, mi infilava, guardandomi negli occhi, mentre mi teneva poggiata con le spalle sul letto; a conclusione della grande scopata, mi fece stendere supina sul bordo del letto e mi inculò di fronte, guardandoci negli occhi mentre lui titillava i capezzoli e io mi manipolavo il clitoride bene in vista.
L’orgasmo arrivò sconvolgente anche se atteso e travolse i corpi di entrambi con sferzate di piacere che ci fecero esaltare di sensuale gioia; dovemmo stare fermi un bel po’ ed attendere che la respirazione, dopo lo sconvolgimento della scopata, ritornasse abbastanza normale, prima di andare in bagno, rinfrescarci sotto la doccia e uscire in accappatoio.
Seduti al tavolo di cucina, consumammo rapidamente la cena e, immediatamente dopo, li presi per mano e li guidai alla camera; avevo scelto il letto a tre piazze; ci fiondammo sul letto, io e Luca, e lui mi avvolse immediatamente in un abbraccio frenetico, quasi da stritolare; Carlo si fermò interdetto ai piedi del letto e ci guardò quasi incuriosito; non aveva mai assistito ad una scena di passione così intensa; si sentì estraneo ad un amore tanto profondo.
In un momento di requie, girai lo sguardo, incrociai quello di lui e tacitamente le invitai ad unirsi; scosse la testa.
“State così bene insieme che sarebbe quasi sacrilegio intervenire; vado a dormire in cameretta.”
Per un po’ ci sentì agitarci contro la parete; tra il cigolio della rete e i colpi contro il muro, avrebbe quasi potuto seguire passo passo quello che stavamo facendo; ma forse aveva adottato i tappi per le orecchie; quando Luca esplose, dopo una scopata estenuante, l’ennesima sborrata della giornata, uscii per andare a lavarmi la figa arrossata; in realtà ero decisa ad affrontare di nuovo mio marito.
Ero quasi certa che quella situazione lo aveva depresso assai più degli oltraggi che gli avevo lanciato; l‘amore tra me e mio figlio intaccava notevolmente la sua fiducia nella mia dedizione a lui; oltretutto, non nasceva da un episodio concluso ed improvviso ma realizzava un desiderio per entrambi antico e determinante; le sue scopate con le giovanissime erano rimaste al di qua dell’esercizio ginnico del sesso; il pomeriggio con Luca, invece, era stato per me una lunga storia d’amore.
Ovvio quindi, che avesse timore di vedere in crisi l‘intero nostro rapporto, venticinque anni di vita; entrai nella cameretta senza che se ne accorgesse perché aveva i tappi alle orecchie, era rannicchiato su un fianco e forse fissava il vuoto; avvertì la mia presenza quando mi ci sedetti a fianco e gli carezzai la testa.
“Carlo, non dare corpo alle ombre; Luca è nostro figlio, mio e tuo, lo amo con tutta me stessa anche col corpo; ma amo te al di sopra di ogni cosa; l’ho già detto, con lui agisce il richiamo del sangue, lui è carne della mia carne e ho desiderato riprenderlo in me, niente altro; te, ti ho scelto, ti ho accettato, sono cresciuta con te, ti ho amato e ti amo a prescindere; non prendere abbagli; il letto a tre piazze non ti andava bene?”
“Maria, un giorno parleremo di trasgressioni; è stata già una colpa non farlo prima e i silenzi hanno portato a scelte divisive; un giorno ti spiegherò che la trasgressione funziona solo quando si tratta di puro sesso, senza coinvolgimenti o complicazioni sentimentali; in genere è una donna che sceglie di movimentare il suo amore; con la complicità del partner, usa un bull per godere e il partner, totalmente asservito alla sua donna, gode del suo piacere.
Nella migliore delle ipotesi, i due godono insieme e il terzo è solo un oggetto fallico; l’amore è tra i due che hanno deciso; è il caso proprio di Luca, che ha deciso di vivere il tuo amore mettendomi ai margini; entrare in quell’atmosfera di passione e trasporto amoroso sarebbe stato sacrilegio, per un verso; voi non stavate giocando a chi scopa meglio, vi stavate amando; il terzo, in quel caso, è un corpo estraneo e resta fuori o provoca rottura di equilibri; non volevo né questo né quello.
Se ti va, parleremo di questi temi e si può anche ipotizzare qualcosa tra noi due ed eventuali bull da usare; ma non può essere uno che ami come o addirittura più di me; si scatena una bagarre difficile da controllare; torna dal tuo amore e, se è come mi hai detto, lascia che consumi tutte le energie amorose che ha; se poi deve tornare ad essere il figlio amorevolissimo che è sempre stato, io posso aspettare che tu decida cosa siamo per te; se ancora occupo un posto nella tua vita, parleremo di trasgressioni.”
Non c’era niente che io potessi obiettare; forse avrei potuto saltargli addosso e farmi scopare, almeno con una sveltina, tanto per dirgli che la tempesta era dietro le nostre spalle e che da domani sarebbe tornato ad essere l’uomo al centro della mia vita; ma la voce della ragione mi suggeriva che sarebbe risultato pietistico e forse offensivo; lo lasciai con una carezza leggera sui capelli e andai in camera, dove il mio amante di una notte fremeva per tornare a farmi sentire il suo vigore in tutto il corpo.
Ci svegliammo abbastanza presto; Carlo era già pronto per andare al lavoro; lo bloccai sulla porta, lo baciai appassionatamente e gli diede appuntamento alla sera, quando sarebbe tornato a casa alla fine del lavoro; mi palpò un poco con desiderio il culo e il seno, come faceva sempre da anni, e andò via per una giornata, speravamo, totalmente nuova; Luca uscì dal bagno in accappatoio, si andò a sedere al tavolo di cucina per fare colazione e mi avvertì.
“Maria, io devo andare all’Università per delle lezioni; tu hai da lavorare?”
“Luca, facciamo chiarezza; se siamo in clima amoroso, chiamami per nome, sembra meno blasfemo e alleggerisce il senso del peccato di incesto che non riesco ad evitare; anche in pubblico, se ti va o ti risulta più elegante, chiamami Maria; ma sono e voglio rimanere ancora tua madre; se nel privato o anche in pubblico mi chiami ‘mamma’ non solo lo preferisco ma ti assicuro che non mi sento più vecchia o più decrepita … Non ho cose importanti in ufficio; vuoi che ti accompagno all’Università?”
“Mi farebbe comodo; forse puoi conoscere qualcuno dei miei compagni di studio … “
“Anche la famosa ‘verginella’?”
“Certo; Mariarosa è una mia cara amica, le sono molto affezionato … “
“Come è questa ragazza di cui parli con tanta reticenza? Ti piace? E’ molto corteggiata?”
“No, è secchiona, grandi occhialoni, infagottata in abiti fuori moda; bella, è bella; ma è così trasandata che non ti accorgi se ha un corpo e se è ben fatta ... Ha una brutta storia alle spalle, padre vecchio e madre morta giovane; deve fare da sola senza guida.“
“Capisco, credo di conoscere bene il tipo … “
“Come mai?”
“Perché ero esattamente così, fino a quando tuo padre mi incontrò e in un paio di settimane mi rivoltò tutta facendo emergere il cigno dall’anatroccolo … “
“Stai dicendomi che eri la prima della classe, impeccabile, sempre da dieci e lode, senza un barlume di femminilità?”
“Se ne hai bisogno, ti autorizzo a curiosare tra le vecchie foto; anzi, chiedi a tuo padre e vedrai che risate si fa … “
Uscimmo insieme e lo portai all’Università; quando vidi davanti al bar là vicino il gruppetto di ragazzi che sapevo essere amici di Luca, parcheggiai e andai con lui; ci volle poco a rendermi conto che la mia presenza sconvolgeva la quotidianità dei giovani e che, dimostrando almeno dieci anni meno dei quaranta reali, la mia figura sollevava molti interrogativi; a manifestarli fu la piccoletta che Carlo aveva abbondantemente scopato; truccata come una vecchia prostituta, aggredì quasi Luca.
“Hai cambiato gusti? Adesso ti rifugi in braccio alle tardone sperando di trovare la comprensione per la tua incapacità?”
“Luca, ma questa stronzetta è la tua ex che tuo padre si è scopato nel bagno con tanto gusto?”
“Si, mamma, è quella con cui quel maiale ti ha fatto le corna; non vale niente, è la ragazza di chi capita!”
“Devo ammettere che, da quel che si vede in video, è una gran bella pompinara; si vede subito che è ben esercitata!”
“Mamma!?!? Questa meravigliosa dea è veramente tua madre?”
A chiedere era stata una ragazza infagottata in abiti fuori moda, anche se ben curati; sotto di essi, intravedevo senza dubbio un fisico ben messo, con seno notevole e fianchi molto ben disegnati.
“Scommetto che tu sei Mariarosa, la secchiona, da quel che dice Luca … “
“Sì; se ne dicono molte su di me, ma me ne curo poco … “
“Se conosco il tipo, e lo conosco, menti sapendo di mentire; alla tua età, era la proclamazione per non confessare che sbavavo per il bel ragazzo che poi è diventato mio marito; quando trovai la forza per uscire dal guscio sono diventata quella che vedi; ciao, mi chiamo Maria; posso chiamarti Rosa?”
“Luca mi chiama così; posso darti del tu o devo mantenere le distanze?”
“Se fissi una distanza, io la moltiplico all’infinito e non voglio più vederti … “
“Pace, amica mia, nel nome di Maria che ci accomuna; sai che davvero non si crederebbe mai che tu sia la madre di un ragazzo dell’età di Luca? Dimostri almeno dieci anni di meno … ?“
“C’è chi vuole mantenersi giovane e lo fa per amore; chi invece preferisce invecchiare anzitempo e cancella l’amore dalla sua vita; è azzardato pensare che sei delusa perché il ragazzo di cui sei innamorata non ti prende in considerazione?”
“E’ vero ma solo a metà; per l’altra metà, devi pensare che mia madre è morta di cancro che avevo dieci anni; lei ne aveva quasi sessanta, perché mi aveva avuto assai anziana; vivo con mio padre che è oltre i settanta ma dalla morte della moglie è diventato un vegetale; … e pensare che insegnava proprio qui, alla facoltà di Economia … “
“Aspetta, settant’anni, vedovo dieci anni fa, insegnava Matematica? … Allora ho fatto con lui le tre sessioni di esame previste dal piano di studi della facoltà; se non te l’ha detto Luca, sono commercialista; tu sei figlia del professor Spampinato?”
“Sì; anzi, forse, del rottame che è diventato adesso; ho molte difficoltà a vivere con un vecchio rinunciatario e le sue sorelle nubili e più vecchie di lui … “
“Diciamo che ti pesa l’assenza di una figura femminile di riferimento, allora … “
“Beh, diciamo che un’amica come te non l’ho mai avuta; a scuola sono la secchiona da odiare, fuori della scuola sono la vecchia anzitempo che vede solo il padre e le zie … “
“Io non mi faccio mai gli affari miei; a maggior ragione, ora mi faccio i tuoi; non hai esami da preparare in comune con qualche amico o amica? Se ne avessi con Luca, lo obbligherei a studiare con te per farti venire a casa e parlare con me … “
“E credi che il ragazzo corteggiatissimo che è tuo figlio perderebbe tempo a studiare con la secchiona? Se sai quello che è successo, avrai capito che si era fatto irretire dalla troietta che poi ha conosciuto suo padre e ha preferito la maturità all’innocenza; Luca, come tutti, corre come falena alla luce di Susanna; non si occupa dei vecchi vestiti come me.”
“Se ti invito a pranzo da me, hai problemi?”
“Nessuno; passare qualche ora con te mi può fare solo bene; credo tu mi possa insegnare qualcosa; forse davvero sei stata la reietta che si è scoperta Venere ed ha steso tutti … “
“Ed io credo fermamente che tu sia Giunone infagottata e che possa stendere tutti, a cominciare da quell’imbecille di mio figlio che non riesce a leggere i suoi sentimenti … Ti va di fare una capatina con me ai negozi in piazza? Voglio vedere alcune cose … ”
“Sei la prima amica che mi invita a fare shopping … “
“Ti scandalizzi se affermo che ho sentito un certo feeling e non voglio sciuparlo?”
“No; mi basta osservare che ho avuto la stessa emozione; con te mi sento bene, libera e pronta a seguirti all’inferno … “
Andammo verso i negozi tenendoci abbracciate in vita; la portai in un reparto di intimo e mi persi con lei nel mare immenso di reggiseni, perizomi, tanga e slip di ogni forma e dimensione; le chiesi le misure e trovammo che avevamo le stesse.
“Stai cercando di suggerirmi che devo rinnovare tutto, a partire dall’intimo?”
“Esattamente, Rosa; il tuo seno, se viene sollevato da un push up, diventa un’arma micidiale di seduzione; il tuo culo è decisamente il pezzo forte della tua bellezza; se lo sottolinei con un perizoma diventa esplosivo; poi sopra ci fai cadere con sussiego una mini e una camicetta; ti resterebbe tanto altro da fare, ma queste operazioni minimali non puoi ignorarle; se hai problemi di spesa, posso aiutarti; lo faccio con tutto il cuore … “
“Prima di risponderti, una domanda; hai un figlio unico che è un giovane amato e venerato; ti manca forse una figlia femmina da plasmare a tua immagine? Ti dico subito che, se a me manca una madre e a te una figlia, ti adotto seduta stante, perché mi dai affetto, disponibilità, sicurezza, voglia di cambiare; ma spero che tu non resti delusa da questa figlia putativa; per rispondere, mio padre ha una pensione sufficiente a garantirmi una carta di credito assai sicura, che sono libera di usare a mio piacimento.
Sono entrata con te nel girone della lussuria e ti garantisco che ti seguirò come un’ombra; in fondo scambiando la madre col figlio, ci guadagno in sicurezza e forza d’affetto.”
“E’ per Luca che soffri d’amore e t’incupisci? Lo sai che ti vuole assai bene e che gli piaci un sacco? Volete proprio che faccia io la paraninfa tra voi due o riuscite a dirvi qualcosa di autentico?”
“Maria, io non ho mai nascosto, da quando ci siamo incontrati all’Università, che ero stata abbattuta da un colpo di fulmine e che stravedevo per lui; ma lui non ha fatto altro che rincorrere le ragazze facili e sbavare dietro le minigonne vertiginose … “
“Lezione numero uno; gli uomini sono generalmente e tendenzialmente stupidi, di fronte a belle gambe in mostra, a un seno che occhieggia o un culo che attira; aggiungici che Luca è per metà suo padre, quello che va a scoparsi le ragazzine nel bagno, e per metà sua madre che si innamora della sua compagna di corso perché vede in lei il riflesso di quello che era; se non gli dai la spinta giusta, fa la fine dell’asino di Buridano che morì di fame perché non sapeva scegliere tra paglia e fieno.”
Raccolte alcune confezioni coordinate, reggiseno e slip, passammo alle gonne e magliette; le chiesi di provare alcune combinazioni; ogni volta, strabuzzavo gli occhi davanti a gambe statuarie, a un culo brasiliano, a tette superbe che sfidavano la gravità; Luca, su indicazioni delle amiche, ci raggiunse quasi inaspettato; davanti allo spettacolo di Rosa che usciva da un camerino con una mini jeans che arrivava a mezza coscia ed un giubbetto in tono che lasciava intravedere lo scollo tra due tette meravigliose, tirò fuori gli occhi e rimase a bocca aperta.
“Stai attento, che ti entrano in bocca le mosche!”
Lo derisi ben volentieri.
“Mamma, ma quella è Rosa?!?!?!?”
“Chi vuoi che sia? Non ho una figlia segreta … “
“Ma … è … straordinaria; chi avrebbe immaginato?”
“Te l’ho detto; basta sapere riconoscere lo splendore di una gemma e non confonderlo con i fondi di bottiglia … “
“Ma ci vuole un occhio assai fine, come il tuo!”
“Niente affatto; è stata lei, la tua ragazza, a decidere tutto; io mi sono limitata ad assecondarla … “
“Volesse il cielo che fosse la mia ragazza … !”
“Che sia innamorata di te, me lo ha già confidato; il fatto è che tu sei freddo e non hai la forza di dichiararti; o forse aspetti di incontrare la principessa addormentata nel bosco … “
“Ciao, Luca, ti piace il mio nuovo look?”
“Mi affascina, mi abbaglia, mi stordisce; se tu accettassi di essere la mia ragazza ti farei un monumento in piazza … “
“Mi risulta che ci vuole assai meno, per cominciare; Maria, è vero che un bacio dice immediatamente l’amore che non si riesce a formulare a voce?”
“Se il principe azzurro non è un bradipo o un imbranato stupido, pare che il bacio del principe sia di resurrezione … “
“Vuoi vedere come mi sta bene l’intimo sexy che ho scelto con Maria? … guarda questo tanga che provocazione .. e guarda come le coppe del reggiseno accarezzano e disegnano il mio seno; che dici, se faccio valutare a tutti quelli che mi stanno simpatici e poi il più reattivo diventa il mio ragazzo?”
“Dico che prima faccio una strage e poi massacro anche te; ti amo da sempre; finora mi ero fermato alla tua intelligenza, al tuo carattere; visto che mi ti sei mostrata così intima, ti chiedo di accettarmi come il tuo ragazzo … “
“Se il principe non mi bacia, non posso svegliarmi dal sonno; non è così, Maria?”
“Senti, bamboccione, vuoi che sia lei a baciarti? Che stai aspettando per dire che è l’amore della tua vita, che l’aspettavi e finalmente vi sete incontrati?”
“Aspettavo che mia madre mi insegnasse anche questo; evidentemente, sono ancora il tuo bambino e mi riesce difficile sostituirti con una donna anche meravigliosa ed eccezionale come Rosa; anche tu però, amore mio, mi pare che dipendi tanto da mamma Maria; per caso ti sei fatta adottare?”
“No, mi ha offerto amicizia e l’ho accettata con entusiasmo; ho bisogno dei suoi consigli, ma ci sto poco a capire che dovrò fare visita ad un’estetista, per imparare a truccarmi e a darmi lo smalto; anche ad un ottico, per cambiare montatura e adottarne una più giovane; se con me c’è il mio ragazzo, quello vero e non parolaio, mi faccio accompagnare da lui e faccio finta di non vedere che si fa guidare dalla mia amica, perché so che lei ci vede bene insieme; da quel che ho capito, ha la vista assai lunga.”
“Ti amo Rosa; lo sento profondamente da tempo ed ora ho anche bisogno di dirtelo; ho voglia di baciarti e di sentire i sapori di tutto il tuo corpo; non ho voglia di farlo qui, davanti a tutti, frettolosamente; quando saremo in un posto più intimo, voglio assaggiare l’amore con te; prima ci dobbiamo sganciare da mamma che tende a dominare le persone che ama e cercherà di plasmarci a suo gusto.”
“Sganciamoci pure, se ne senti il bisogno; finora mi ha solo consigliato benissimo; finché è per me, per te, per noi, mi sta benissimo la sua dolce invadenza; quando sarà superflua, lo diremo con garbo e stai certo che ci lascerà vivere in pace la nostra vita; non ancora sai valutare l’intelligenza di una persona che ti ama sul serio; io che ti amo, riesco a vedere la sua passione non solo materna e ne sono felice; se mi insegna a baciare, non me ne offendo … a meno che non voglia darmi lezioni tu stesso.”
Tornammo a casa tutti e tre; Rosa avvertì suo padre che restava fuori non sapeva per quanto; il vecchio professore si ricordava di me, perché ero risultata particolarmente brillante e avevo rifiutato di lavorare, gratis, all’università con lui; gli parlai un poco e stabilimmo che sarebbe venuto a pranzo, una domenica; io speravo di diventare consuocera, se Luca si decideva; lui era sereno che la figlia fosse con me e ci mettemmo in libertà per cucinare; Rosa adottò subito il nuovo look; era stupenda.
Luca ci ronzò intorno un poco, poi si rifugiò nella sua camera al computer; Rosa era molto agitata; la invitai a parlare per scaricarsi; mi chiese se ritenevo azzardato che facesse il salto per liberarsi dalla nomea di vergine scegliendo di darsi finalmente all’uomo che amava; le precisai che non doveva considerarla una concessione al maschio o alle convinzioni diffuse; se decideva di scopare, doveva farlo per se stessa e senza concedere niente.
Mi guardò quasi spaventata; ‘l’utero è mio e lo gestisco io’ le ricordai, aggiungendo che era stata una vera conquista quella riassunta in uno slogan; se lei si amava fino a volersi concedere il piacere del sesso, l’amore poteva viverlo al meglio; se però la storia si fosse conclusa, doveva avere almeno la coscienza di averlo fatto per se; si limitò a chiedermi se la nostra amicizia avrebbe superato l’eventuale rottura; le ribadii che importanti erano i suoi sentimenti non la vita di relazione.
Raggiunse Luca nella sua camera ed udii per qualche tempo rumori di eccitazione amorosa; accesi la radio per non sentirli, ma non era facile; d’improvviso, mi arrivò alle spalle lei alquanto sconvolta; mi riversò addosso una serie di domande che mi stordì, se avrebbe avuto male, se dovevano usare precauzioni, come dovevano fare in un letto a una sola piazza; lanciai uno sguardo feroce a mio figlio che era sopraggiunto.
“Porca miseria!!! Hai scopato come una scimmia e ti fermi imbranato davanti a una vergine?”
“Cazzo, mamma, è tutto così nuovo, difficile, incerto … “
Li presi per mano e li accompagnai alla mia camera; mi rivolsi apparentemente dura a Rosa.
“Hai deciso che lui è il tuo uomo? Allora fatti guidare dal cuore; salite su quel letto e non scendete finché non vi sentite svuotati completamente … Poi passiamo in farmacia e prendi la pillola del giorno dopo; poi andrai al consultorio e ti farai prescrivere la pillola quotidiana; non dovresti rischiare molto la prima volta e a ridosso quasi del ciclo; vi porto ancora per mano perché mi fate tenerezza; ma queste cose si fanno autonomamente.”
“E se ti chiedessi addirittura di starmi vicina e di tenermi la mano mentre trasformo il mio corpo radicalmente?”
“Temo che non te lo negherei, perché sono una stupida masochista; tu vuoi legare a te l’uomo che amo al di sopra di tutto, mi chiedi di essere sacerdotessa al sacrificio della tua verginità, di deflorarti io stessa in qualche modo, e io sciocca sto anche ad ascoltarti e ad eccitarmi all’idea … “
“Mamma, non credi che sia una nuova prova d’amore a me, a Rosa ed anche a te stessa?”
“Maledetto diavolo tentatore, cosa dovrei fare io, mentre voi vi amate? Masturbarmi come il ragazzino che spiava le mie scopate con suo padre?”
“Sai che è un’idea meravigliosa; tu e Luca mi aprite le porte dell’amore e del sesso, tu soffochi la gelosia perché mi prendo il tuo uomo, non solo tuo figlio, e intanto godi con me, per me, di me; ti adoro; fallo; tienimi la mano … “
Come potevo negarmi a tanta genuinità? Se avessi avuto un’amica a tenermi la mano mentre Carlo mi sverginava, non lo avrei certo dimenticato; ora potevo essere vicina a mio figlio e alla ragazza che lo amava, mentre decidevano di stare insieme, almeno finché reggesse il loro amore; spinsi Luca fra le braccia di lei e lo costrinsi a baciarla; lei scoprì il gioco meraviglioso del duello delle lingue che si inseguivano e si perlustravano; presi il cazzo di lui e lo appoggiai sulla figa di lei, da sopra il vestito.
Capì che la stavo guidando al sesso e mi prese la mano; sentivo la stretta frenetica ogni volta che un bacio, una carezza, una pressione del pube le scatenavano piacere; senza farli staccare, sfilai a lui pantaloni e boxer; il cazzo ritto si poggiò sul vestito; sollevai la minigonna e feci scorrere la mazza fra le cosce, spostai il perizoma e lei mi strinse con forza disumana la mano mentre il cazzo scivolava tra peli della vulva a titillare le grandi labbra.
Guardai il viso dolcissimo, lei girò lo sguardo e mi sorrise, si illuminò tutta e sembrava dedicare a me il piacere che la inondava; mi chinai a baciarla sulla guancia; ebbe un fremito ulteriore; Luca se ne stava fermo, quasi paralizzato dal piacere che la situazione gli dava; forse era davvero spaventato da quello che stava facendo; gli diedi un affettuoso colpo sulla testa, quasi a svegliarlo da una trance in cui sembrava caduto.
“Luca, che diavolo ti prende? … Non sai più come si fa?”
Mi sorrise sornione e si rivolse a lei; la avvolse in un bacio immenso, il cazzo gli si era gonfiato al massimo e premeva sulla figa cercando l’ingresso alla vagina; lo trovò e cominciò a penetrarla; Rosa ebbe delle smorfie dolcissime di piacere; si sentiva che l’amore la inondava a mano a mano che il sesso avanzava; quando incontrò l’imene, un leggero lamento segnalò che la stava violando; Luca era estatico e si perdeva negli occhi di lei; non la penetrava solo sessualmente, ma con tutto il suo essere.
Ero travolta dalla passione ma non ebbi la spudoratezza di infilarmi le dita in figa per masturbarmi; avevo una voglia terribile di cazzo, di sesso, di amore, di mio marito, a cui in quel momento sentivo di perdonare tutto, per averlo con me; in qualche modo, aspettavo di sentire i rumori del suo rientro; a costo di saltare in quattro il pranzo, mi sarei fatta travolgere fino a non averne più.
Rosa mi stringeva la mano con frenesia; ad ogni spinta di Luca contro il suo pube corrispondeva una stretta più forte della sua mano; seguivo la loro scopata, la prima per la mia sorella spirituale, la prima d’amore di una donna, per mio figlio, con l’ansia e la passione con cui avevo sentito le mie perdite di verginità, della bocca, della figa, del culo; accarezzai con dolcezza il viso di lei che catturò la mia mano, la portò alla bocca e la baciò sensualmente.
Proprio in quel momento, Luca esplodeva la prima sborrata in quell’utero intatto; anche Rosa urlò come un animale sacrificato; le strinsi le gote e mi guardò con occhi acquosi.
“E’ stato il mio primo orgasmo vero; sono felice di averlo avuto con te vicino e con la tua mano nella mia; sono certa che non lo dimenticherò mai, per quanti possa averne in futuro, con chiunque il destino mi assegni.”
“Rosa, il destino ti ha assegnato me; io sono come mia madre, fedele fino al sacrifico; avremo tantissimi orgasmi e li avremo insieme; mi dispiace, ma dovrò privarti della sorellona e riproportela come suocera; non voglio mezze misure; appena possibile ti sposerò e vivrò con te una vita spero lunga e felice.”
“Impegnativa, come promessa; io posso garantirti che non farò mai niente per turbare la nostra armonia.”
I rumori all’uscio mi dissero che Carlo era tornato per il pranzo; avvertii i ragazzi che mio marito era rientrato; cercarono di ricomporsi per venire a tavola; li obbligai a sdraiarsi.
“Ho detto che non uscirete da questo letto se non dopo avere esaurito tutte le energie per questa luna di miele; non state a preoccuparvi per Carlo; mi avete caricato di tanta libidine che lo ridurrò a mal partito; oggi non si mangia; tutti scopano ma io lo voglio fare meglio e più di tutti … “
“Quindi gli perdoni ogni addebito … “
“Luca, Rosa, uno dei segreti per far durare il matrimonio è usare la ragione per superare gli scogli; il buonsenso suggerisce di perdonare, quando è possibile; non mi ha portato via niente e sono troppo superiore per sentirmi derubata da una ragazzina. Vado a concupire mio marito; ci vediamo quando usciremo dal coma … “
Carlo era sorpreso perché non bolliva niente in cucina ed io uscivo dalla camera.
“Che ci facevi in camera nostra?”
“Assistevo mio figlio che sverginava la ragazza che lo ama … “
“Mi prendi per i fondelli?”
“No, amore mio; Mariarosa si è dichiarata; Luca è esploso d’amore; hanno deciso per la luna di miele e io li ho guidati per un poco … ora hanno bisogno di scopare tanto … E io mi sono sovreccitata …. “
“Mariarosa è la secchiona del gruppo?”
“La prossima volta che l’incroci, attento alla vista, di fronte alla donna straordinaria che incontrerai … “
“Dici che è come la secchiona che conobbi io?”
“La copia conforme, in tutto … “
“Ieri ti ho trovato che scopavi con tuo figlio; oggi eri a fare la paraninfa alla sua ragazza; hai detto che sei eccitata e non c’è niente per il pranzo; aspetti un maschio?”
“Sì; confido nel mio maschio alfa … “
“Io non so se sono alfa o zeta; se ti accontenti, prometto di portarti in paradiso.”
Si sentirono urla che venivano dalla camera; la forza dei giovani stava esplodendo.
“E’ questo il paradiso che prometti?”
“Posso impegnarmi; vista l’età forse ci terremo più bassi … “
“Io lo farò con tutto l’amore del mondo; e tu?”
“Ce ne vorrà un poco, per farmi perdonare; ma ce la faremo, vedrai … “
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