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FRANCESCA


di Grande_Bruno
19.03.2025    |    49    |    1 6.0
"Io stesso mi presentai in jeans e polo..."
Ecco un altro ricordo riaffiorato delle nebbie della memoria:

Ero ancora un giovane 42enne, sposato ed abbastanza realizzato nella vita. Fortunatamente, grazie all’esperienza acquisita nel mio lavoro nelle forze dell’ordine, ero avanzato di grado e la mia carriera sembrava aver preso una svolta positiva. Da qualche mese, mi avevano assegnato un nuovo maresciallo: Il giovane Sergio, 26 anni, laureato da poco e con molta voglia di fare. Lo trovai davvero in gamba e non ebbi dubbi a confermarlo dopo il primo mese di prova. Per festeggiare, Sergio offrì un piccolo rinfresco in ufficio ed affidò il compito di acquistare le cibarie e portarle sul posto a Francesca, la sua giovane compagna 21enne. Rimasi subito colpito da quella ragazza che appariva timida, educata e molto carina, nonostante vestisse in modo molto discreto, come se non volesse essere notata.

Quel giorno infatti arrivò con un paio di sneaker, jeans abbastanza comodi ed una polo che segnava leggermente il seno. I capelli facevano da cornice a un viso lineare e dolce, arricchito da due occhi grandi altrettanto dolci, seppure ornati da una luce di malizia. Ne rimasi colpito, lo ammetto, nonostante l’apparente timidezza mi sembrava che cercasse di apparire ai miei occhi interessante. Chiacchierammo tra un brindisi e l’altro e mi trovai a ridere di un paio di sue battute piuttosto maliziose. Lo ammetto ne rimasi colpito e ci fantasticai su per un paio di giorni. Mi ritrovai un paio di settimane dopo a essere solo a casa per 5 gg per un impegno di mia moglie e lo dissi casualmente in ufficio, restando stupito dall’essere invitato a cena a casa di Sergio. Tendenzialmente evito di dare troppa confidenza ai dipendenti, perché fino a che tutto va bene, sono i migliori amici, ma appena ti trovi a dire no o peggio, dimenticano tutto. Ammetto che il pensiero di rivedere Francesca fu la causa che mi spinse ad accettare e presentarmi a casa loro accompagnato da una buona bottiglia di vino.

La cena fu piuttosto informale, sia Sergio che Francesca erano vestiti «casa style», pantaloncino e maglietta. Io stesso mi presentai in jeans e polo. La serata trascorse in modo piacevole, chiacchierando come può succedere in ufficio con battute e aneddoti piccanti. Ci trasferimmo sul divano e mi resi conto che Francesca non indossava il reggiseno. Quando raccontai della segretaria «particolare» di un indagato che non si fece problemi a volermela far «provare» facendola denudare davanti a me. Dopo il racconto dell’arresto del soggetto, notai i sui capezzoli premere sotto la maglietta e distrattamente gli chiesi se aveva freddo. Maliziosamente mi disse che in realtà sentiva caldo… Prendemmo confidenza durante la cena ed ogni motivo era buono per sfiorarci: un braccio una spalla un fianco etc. Sergio invece era meno loquace del solito, se rideva a qualche battuta, la faceva ma sentivo che «non era lui». Francesca mi spiazzò chiedendomi se non avessi bisogno anche io di una segretaria «particolare». Lì per lì confesso che non colsi nessuna allusione… e mi limitai dicendo che fanno tutto quello che serve gli altri colleghi. Anche le parti «particolari?», chiese tra l’ingenuo ed il curioso? Il vino che stavo sorseggiando quasi mi andò di traverso... cercai di recuperare dicendo...

– “no quello no per fortuna… ci vorrebbe una donna per quello…”,
– “e come la sceglieresti? con un colloquio?”, mi concessi una battuta…
– “diciamo una prova orale ridacchiando…”,
– “e io potrei farla?”. Non capivo… l’osservai alzarsi e porsi in ginocchio davanti a me.

Guardai Sergio e non capivo cosa stava succedendo… mi passarono per la mente mille dubbi (ora lui mi spara, magari mi vogliono riprendere per ricattarmi, etc. etc.). Sergio prese la parola: «non ti preoccupare Bruno, ne abbiamo parlato, tu gli piaci e avevamo o meglio, io ho la fantasia di vederla con un altro uomo e lei da qualche mese non è più soddisfatta di me. Lo cerchiamo affidabile, sano e che non mini la nostra stabilità sentimentale. Se dici di no, non ci offendi ti prego solo di non sputtanarci in giro e spero che non abbia conseguenze sul mio ruolo in servizio». Riflettei almeno due lunghi minuti forse tre… aiutato dalla spiegazione di Sergio ebbi modo di pensare… un minuto forse due o tre in silenzio. Guardai Francesca, i suoi capezzoli sembravano voler bucare la maglia... decisi di ottenere il massimo da questa occasione.

«Se vorrai essere mia, dovrai esserla in tutti in modi che io vorrò. Ti garantisco che farai sesso solo con me o Sergio, ma al tuo primo rifiuto finirà tutto e, se finirà per causa tua, Sergio sarà trasferito. Accettate?». Si guardarono e contemporaneamente annuirono. «Togli la maglia dissi a Francesca…» e lei lo fece con un movimento studiato, rivelando la sua pelle liscia e abbronzata. I seni erano una seconda piena, non abbronzati con i capezzoli scuri e durissimi... Mi slacciò la cintura ed i jeans, alzando il culo, la aiutai a farli scendere. Gli chiesi di togliere tutto e si affrettò a togliermi anche le scarpe. Rimasi in slip e le sue operazioni mi avevano già fatto arrapare. Tolse anche quelli dandomi un immediato sollievo. La sua lingua era calda e delicata... si dedicò meticolosamente all’asta, alla cappella, per poi riscendere all’asta e ai testicoli. Tornata lentamente sulla cappella la fece scivolare dentro la sua bocca calda.

Ammetto che mi sfuggì un sospiro di piacere. «Guardami mentre lo fai», gli chiesi... I suoi occhi erano fissi nei miei, lei capiva cosa mi piaceva e io capivo quando andava in difficoltà ingoiando più cazzo di quanto riuscisse. Gli chiesi di leccarmi il culo, cosa che facilitai appoggiando i piedi sul divano e lei prontamente eseguì... Erano anni che non me lo facevo fare e, come chi ha provato sa, la sensazione è deliziosa… Riacquistato un po’ di controllo, gli chiesi di ritornare a occuparsi del mio cazzo, cosa che fece prontamente. Mi stavo prendendo tutto il piacere che volevo senza dare nulla a lei…

Guardai Sergio e con sorpresa vidi che si stava segando. Non so se per questo o per le doti di Francesca, che sentii salire l’orgasmo... mi guardai bene dal dichiararlo se non dopo aver iniziato a godere nella sua bocca. Vidi i suoi occhi chiudersi, un leggero conato che provocò un piacevole effetto sulla mia cappella e poi continuò il suo lavoro… Sentii Sergio gemere e con la coda dell’occhio lo vidi venire sulla sua pancia. Lasciò uscire il mio cazzo ormai morbido e completamente ripulito e disse:

– “Allora come sono andata?”,
– “sei una brava troietta… adesso alzati e fatti vedere bene... ti voglio vedere nuda”.

Si alzò sorridente... soddisfatta e lasciò cadere in un movimento solo, pantaloncini e mutandine… Sentii odore di fica bagnata e con le dita ne ebbi la prova… Nuda era veramente molto bella e giovane. Ne ammirai la linea del culetto… ne soppesai le chiappe, le chiesi di piegarsi a 90 gradi ed ebbi il modo di toccargli anche il buchino. Chiesi a Sergio se la inculasse ogni tanto e lui rispose che era vergine. Quel pensiero mi diede una scossa... ma decisi di mantenere il mio vantaggio. Accompagnami in bagno e fammi un bidet gli chiesi. Francesca divertita dalla richiesta, mi accompagnò e fece scendere l’acqua e si dedicò con amore al mio sesso... che sotto le sue cure dava cenni di volersi risvegliare. Me lo asciugò con cura ed ebbe l’attenzione di posare un bacino sulla punta. Mi aiutò a riavermi ed uscimmo dal bagno. Sergio aveva ancora i pantaloni abbassati e con il cazzo ormai molle. Mi chiesi se fosse più o meno dotato di me, perché non ero riuscito a vedere come era messo mentre si segava.

Ci sdraiammo sul loro letto e, dopo che le sue mani mi avevano lungamente accarezzato, avevo il cazzo in completa erezione. Il braccialetto che le cinge il polso destro, le unghie rosa, lunghe, il tocco sapiente delle sue mani… mi facevano scoppiare il cazzo, che reclamava il piacere sospeso e così tanto desiderato. Osservavo le sue mani salire e scendere lungo l’asta e avvertivo il tocco delle sue dita, uno sfiorare diabolico, favoloso, unico e incredibilmente eccitante. Lei mi masturbava senza fretta, i suoi occhi fissi sulla mia cappella, mentre Sergio osservava affascinato la scena.

Sarebbe bastato soltanto la vista delle sue unghie rosa a farmi schizzare tutta la mia eccitazione ed a riempirle le mani di bianco sperma. Le sue dita si immobilizzarono, serrandosi e stringendomi il cazzo, mentre la sua bocca scendeva su quella verga fremente. La lingua circondava, esperta, la cappella, la inumidiva, l’assaporava lentamente, senza fretta. Poi furono le labbra a circondarla ed a scivolare sulla carne sensibile. Le labbra rappresentavano l’accesso alla bocca, che succhiava sempre più intensamente, sempre più a fondo: Brividi e sospiri; gemiti e piacere; ero in suo potere; completamente.

Lei continuava a torturarmi il cazzo, implacabile nella sua maestria. Lo vedevo entrare e uscire da quelle magiche labbra e le sue tette che si agitavano al ritmo suadente del pompino. I suoi capelli castani, lunghi e mossi, erano magicamente scompigliati. La testa affondava sempre più e sentivo distintamente la cappella occupare la sua gola. Una mano lo impugnava alla base, mentre l’altra scomparve alla mia vista. «Forse lei si sta masturbando», pensai per un attimo soltanto. Ma il pensiero si dissolse nel momento in cui il suo dito medio mi premette sull’ano, mentre l’unghia mi punse deliziosamente la carne. Si sfilò il cazzo dalla bocca e lo sostituì con quel dito, leccandolo eroticamente e fissando i suoi occhi nei miei.

Poi, sollevandosi appena sulle ginocchia, portò il dito alla fica e si penetrò a fondo, gemendo e sospirando di piacere. Trattenni il fiato, l’emozione e l’attesa mi serrò la gola. Fremetti in quei secondi che mi separarono da quel momento. Il dito, umido della sua saliva e fradicio dei suoi umori, si accostò al mio culo e, senza esitazione alcuna, si insinuò profondamente in me. Godetti con ogni fibra del mio corpo. Il dito di Francesca m’inculava, avanti e indietro, mentre l’altra mano accelerava il movimento sul cazzo, masturbandomelo sempre più velocemente e, le labbra appoggiate alla cappella, attendevano impazienti gli schizzi caldi e densi.

Il suo dito fatato affondò sempre più, invadendomi meravigliosamente. Impazzito dal desiderio, mi abbandonai a quella mano che scorreva implacabile ed a quelle labbra che fremevano nell’attesa. Le guance striate di bianco, la lingua che leccava le ultime gocce, la mano piena di sperma… E quel dito… ancora dentro di me. Restai a guardarla, travolto da quella follia appena vissuta. Dopo poco, finalmente, toccò a me farla impazzire. Incrociai lo sguardo con Sergio per un attimo ed in quel fugace istante, con gli occhi ci dicemmo tutto, condividendo in pieno i nostri pensieri.

Mi accovacciai sul suo viso e la baciai. La sentii gemere fortissimo dopo un paio di secondi, doveva essere Sergio che, portatosi dall’altra parte, aveva cominciato a leccarle la fica. Si, la fica e non la sua intimità, perché da quel momento in poi la visione di tutta la situazione mi apparve sotto una luce diversa, quella luce che mi ricorda il porco che sono!
Francesca continuava ad agitarsi sotto le furiose leccate di Sergio, smisi di baciarla e cominciai ad accarezzarle i seni ed a baciarle i capezzoli. Francesca venne sotto le sapienti leccate di Sergio e dopo un po’ si girò a pecorina ed io le piantai il cazzo nella fica mentre le dita della mia mano avevano cominciato a profanare il buco del culo. Sergio capii che era l’occasione di farsi spompinare. Una visione da infarto: una troia che succhiava un cazzo, mentre io la stavo scopando. Tre mie dita che andavano su e giù nel suo culo e dovetti rallentare più volte il ritmo, pena una colossale ma prematura sborrata.

Per interrompere il mio imminente orgasmo, feci cenno a Sergio di piantare il suo tarallo nelle carni della moglie, che lasciò il suo cazzo e si fiondo sul mio. Dopo alcune poderose cappellate nella fica, ma non più di una decina, tirò fuori e puntò l’uccello sul buco del culo, inculandola con decisione. A quella scena il mio cazzo divenne di marmo e mi sdraiai sul letto, facendo cenno a Francesca di salirmi sul cazzo mentre Sergio riprese a incularla con passionalità, rallentando e aumentando il ritmo tenendola sempre sulla soglia dell’orgasmo.

La troia di Francesca cominciò ad emettere urla di piacere che soffocavano continuando a baciarmi. Ero allo stremo della resistenza, decisi di dare le ultime pompate vigorose nella fica di Francesca per portarla quanto più vicina all’orgasmo, mentre Sergio piantò a fondo il cazzo nel culo della moglie, dandole una mezza dozzina di colpi che lo portarono a godere. A quel punto cominciai a sborrare nella figa di Francesca che a sua volta parti per un orgasmo pieno, profondo ma soprattutto lunghissimo. A metà dei nostri tre orgasmi quasi paralleli, Sergio cominciò ad urinare nel culo di Francesca, procurandole un’altra sferzata di piacere.

Crollammo tutti e tre sul letto per alcuni minuti, visibilmente provati più dalle emozioni che dalla fatica per quella che era stata un’esperienza indimenticabile. Una volta riprese le facoltà mentali, nella stanza c’era un misto dell’odore dei nostri sessi ed era palpabile la complicità che si era creata.

Mi tirai su e, dopo aver bevuto l’ultimo bicchiere di vino, li salutai ringraziandoli della bellissima serata. Francesca mi diede un lieve bacio sulle labbra e mi diede il suo numero di cellulare dicendo che era a mia completa disposizione.

Uscii dal loro appartamento piuttosto confuso lo ammetto.

FINE…

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