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Prime Esperienze

LA MIA NAVE SCUOLA (2/2)


di Grande_Bruno
11.01.2025    |    268    |    0 8.0
"La mattina dopo facemmo la doccia stuzzicandoci ancora a vicenda e provando piacere poi, ci rivestimmo ed andai a scuola con la consapevolezza che da quel..."
Spero abbiate letto la prima parte di questo racconto.

Nell’appartamento a fianco al nostro c’era una coppia di coniugi coetanei dei miei genitori e quindi tra di loro era nata una buona amicizia. Probabilmente proprio per questo motivo mia madre, che era sempre stata la mia confidente, ebbe modo di rivelare alla sua amica i miei problemi di timidezza con le ragazze.

La signora Cristina era una bella donna sui 42/45 anni, mora, alta 1.68 circa, non proprio magra ma rotonda nei punti giusti, belle gambe, un seno della quarta ed un culo invitante.
Devo dire che più di una volta la Cristina era stata la protagonista dei miei sogni erotici e mi ero masturbato pensando alle sue tettone. Non avrei mai immaginato però che un giorno i miei sogni sarebbero divenuti realtà.

Rientrai a casa e mia madre mi venne incontro guardandomi con un’aria strana e sorridente.

– “Allora, hai aiutato Cristina?… dovevano essere parecchi pacchi… sei stato da lei due ore!!”,
– “eh? … sì, i pacchi… si, tanti… poi mi ha offerto una coca cola, abbiamo parlato un po’!!”,
– “bene, spero che la chiacchierata ti sia piaciuta… ma vista la tua espressione penso proprio di si!!”, mi disse sorridendo e strizzandomi l’occhio. Mia madre sapeva tutto, probabilmente si erano messe d’accordo prima!!
– “Se non ti spiace farei una doccia… sono un po’ stanco!!”, le diedi un bacio ed andai in bagno a lavarmi.

L’indomani ero nervosissimo ma ancora una volta mia madre mi venne in aiuto. «Sai che hanno tentato di rubare a casa di Cristina e Domenico!!», disse a mio padre mentendo spudoratamente «E lui oggi parte e sta via un paio di giorni!!», era sicuramente una scusa inventata dalle due amiche. Mio padre annuì senza staccare gli occhi dal giornale.

– “Cristina ha un po’ di paura a stare sola e se ci riprovano?”,
– “non vorrai che vada io a farle compagnia!!?”, commentò mio padre smettendo un attimo di leggere.
– “Ma no stupido, pensavo che Bruno poteva andare di là per un paio di notti!!”,
– “ok! Non vedo che problemi ci siano... bisognerà però convincerlo!!”,
– “a questo penso io!!”, poco dopo era in camera mia.

«Tutto a posto: questa sera ti trasferisci da Cristina… mi raccomando… fate i bravi!!», mi disse accarezzandomi pericolosamente vicino all’inguine. Devo dire che la mia mamma è una gran bella donna, bionda coi lunghi capelli normalmente raccolti in una coda, gli occhi azzurri e le labbra carnose. Anche come fisico non ha nulla da invidiare alla bella Cristina con una terza di seno ben soda. Spesso, al mare, l’ho vista prendere il sole in topless ed ero abituato a vederla un po’ spogliata. Quella sera però, intuendo anche il suo coinvolgimento nelle manovre di Cristina la vidi sotto un altro aspetto. Mia madre sospirò, mi guardò dritto negli occhi e mi accorsi di un velo di tristezza, forse nel pensare che il suo piccolino, di lì a poco avrebbe lasciato il nido.

La sera preparai il pigiama ed alcune cose per potermi cambiare e mi recai nell’appartamento di Cristina. «Finalmente!!… non vedevo l’ora che arrivassi!!», mi disse Cristina baciandomi sulla bocca e facendomi sentire la sua lingua guizzante. Si era preparata con cura, era stata dal parrucchiere ed era ben truccata inoltre indossava una vestaglia semitrasparente che lasciava intravedere la sua lingerie sexy. Aveva una guepiere con le coppe del reggiseno a balconcino da cui facevano capolino i suoi grossi capezzoli già duri e ritti, un paio di calze nere con la riga e le scarpe col tacco a spillo e tra le cosce si vedeva chiaramente il suo triangolo di pelo nero. Mi baciò ancora insinuando la lingua tra le mie labbra ed io risposi al bacio come mi aveva insegnato giocando con la sua lingua, le sue labbra, suggendo la sua saliva. Intanto le sue mani si davano da fare sui miei jeans slacciando la patta e liberando il cazzo che si era già inturgidito.

«Mamma che cazzo amore!!!», sospirò «Vieni, siediti sul divano e lasciami fare… abbiamo tutto il tempo che vogliamo!!». Mi sedetti e Cristina mi tolse i pantaloni, le mutande ed infine la camicia lasciandomi completamente nudo col cazzo duro come il marmo. Si inginocchiò tra le mie gambe, prese il cazzo alla base con la mano destra e si fermò un attimo in contemplazione del mio gran cazzone. «Amore, hai tra le gambe un’arma di distruzione di massa!!! … ti insegnerò ad usarla per far impazzire ogni donna… ma ora voglio fare impazzire te!!», mi disse, poi iniziò a leccare tutta l’asta partendo dalle palle per salire lentamente verso la cappella congestionata. Continuò ad andare su e giù con la lingua dalle palle alla cappella e viceversa finché il cazzo fu completamente lucido della sua saliva e la mano scorreva lungo l’asta lubrificata.

Mentre mi segava lentamente, gustandosi la lunghezza del cazzo, mi prese i coglioni in bocca uno ad uno succhiandoli e leccandoli e facendomi rabbrividire di piacere. «Cazzo Cristina, sei una bocchinara incredibile… siiii... dai, continua!!». Infine spalancò le fauci e si ingoiò la cappella e metà dell’asta in un sol boccone. Iniziò ad andare su e giù ingoiando una porzione sempre maggiore di cazzo finché arrivò ad averlo quasi per intero in bocca. Sentivo la cappella raschiare la sua gola mentre lei sembrava non avesse fatto altro nella sua vita. Ancora pochi attimi di quel trattamento ed avrei sborrato anche l’anima in bocca a quella donna. «Cristina sto per sborrare… non ce la faccio più… sborro… ti riempio la gola… sborrooooo!!».

Abilmente Cristina si allontanò quel tanto che bastava perché la cappella fosse proprio sulla sua lingua e la sborra potesse riempirle la bocca senza soffocarla. Infatti cinque/sei fiotti abbondantissimo di crema vischiosa e densa furono sparati direttamente nella sua bocca ed altri meno potenti seguirono. Cristina non perse neppure una goccia del mio nettare e, subito dopo, aprì la bocca mostrandomi che era completamente piena di sperma. Un attimo dopo aveva ingoiato tutto schioccando la lingua. «Ragazzo mio… che sborrata… adesso che abbiamo dato una calmata alla bestia vediamo di fare un po’ di lezione!! … ieri sei stato bravo a leccarmi la figa ma hai ancora tanto da imparare, per cui, dai vieni a letto che cominciamo!!».

Si sdraiò a cosce spalancate e mi indicò la sua passera completamente fradicia. «Inizia col baciami i piedi… così, sali lentamente lungo le cosce… mmmmmhhh… bravo… poi avvicinati ma non sfiorarla neppure… cosiiii… si… accarezzami le gambe… baciale… bene ora avvicinati alla figa… aprila con le dita… guarda in alto… lo vedi il clitoride? … aspetta solo la tua lingua… così bravo… succhialo ora… aaaahhhh… siiiii… siiiiii!!».

Mi stavo concentrando sul suo clitoride e l’avevo portata all’orgasmo. Non appena si riprese dagli spasimi dell’orgasmo continuò con la lezione. «Bravo… ora continua amore… lecca le grandi labbra… così… insinua la lingua… dentro… siiii… aiutati con le dita… allarga la fessura… ssiiiiii… cosììì… mmmmhhh… sei bravo amore… siii… leccami tutta dentro… lecca la figa… dai… siii… senti come sbrodolo… lecca la mia ambrosia… siiii… vengo ancora… siiiiii!!». Dalla sua figa uscì un getto di liquido vischioso che mi colpì il volto impiastricciandolo completamente. Continuai a leccare quel nettare trovandolo dolcissimo. «Ragazzo mio se continui così presto mi farai morire di godimento!!», esclamò la mia amante.

Mentre leccavo la figa di Cristina avevo il cazzo talmente duro da farmi male. «Povero il mio bambino!!», esclamò prendendomi il cazzo in mano ed iniziando una lenta sega.

– “Adesso voglio che mi scopi... che me lo metti dentro tutto fino alle palle… mi devi rompere la figa!!”, continuò mettendosi a pecorina sul letto.
– “Adesso te la apro in due!! … apriti bene troia… lo vuoi il cazzo dentro vero? … si che lo vuoi vacca… dimmi che sei la mia puttana… che vuoi il cazzo!!”,
– “siiiii… dammelo… sono la tua troia… scopami… fammi venire!!”.

Non mi feci più pregare ed appoggiai la cappella all’entrata della sua figona fradicia iniziando ad entrare lentamente nella sua caverna.

– “Ooooohhhh… siiii… siiiii… riempimi tutta!!”,
– “lo senti il mio cazzone che entra… ora lo metto tutto… cosìììì!! ...” e diedi un colpo di reni che lo fece sprofondare completamente fino a che sentii i coglioni sbattere sulle grandi labbra.
– “Aaaaaaahhhh… siiii… che bello… finalmente un cazzo grosso… duro… lungo nella mia figa!!”

Cominciai a scoparla seguendo l’istinto e le indicazioni che già mi aveva dato, alternando colpi lenti lunghi e profondi a colpi più veloci facendola godere numerosi orgasmi. Iniziavo a capire quando rallentare per frenare il sopraggiungere del mio orgasmo in modo da dare maggior piacere a quella bellissima donna e nello stesso tempo godermi più a fondo la sua figa.

– “Mamma come scopi ragazzo mioooo… siiii… mi stai facendo sciogliere… ooohhh… siiii… cazzooo… siiiiiii… godo… ancora… siiiii!!”,
– “senti come ti scopa questo cazzone… ti piace vero? … lo vuoi ancora?!!”,
– “siiii… ancora, dai… scopami… scopami!!”, però non riuscii a trattenermi ancora per molto e sentii l’orgasmo montare senza che riuscissi più a fare nulla per fermarlo.
– “Sto per venire!!”, mormorai,
– “vieni amore… vieni… sborrami tutta… fammi sentire la tua sborra… siiiiiii… lasciati andare!!”, ormai non riuscivo più a trattenermi, le diedi due o tre colpi profondi e mi lasciai andare urlando, come un animale, il mio godimento.
– “Aaaaaahhh! … siiiiii… sborroooooo… sborroooooooo!!!”

Non smettevo più di sborrare, cinque, sei, sette fiotti potentissimi le inondarono completamente l’utero. Poi mi lasciai andare sulla sua schiena esausto col cazzo ancora ben piantato nella sua vagina. Lentamente il cazzo perse consistenza scivolando fuori accompagnato da un fiume di lava bollente che Cristina si affrettò a raccogliere portandosela alla bocca e succhiandola avidamente. «Wow piccolo mio!!! … per fortuna prendo la pillola, altrimenti mi faresti fare quattro gemelli!!!». Dopo questa prima scopata io e Cristina ci dedicammo un po’ alle coccole, alle carezze ed ai baci tutte cose che lentamente fecero crescere nuovamente il desiderio. «Vieni amore, vienimi sopra, così bravo, leccami la figa mentre te lo succhio!!».

Era il mio primo 69 e mai prima d’ora avevo sperimentato questa stupenda posizione. Il fatto di dare e ricevere contemporaneamente, raddoppiava il piacere anzi lo decuplicava. Mentre sentivo il cazzo che affondava nella bocca avida della mia amante potevo godere dei succhi abbondanti che uscivano dalla sua vagina bollente. Non so per quanto tempo restammo in quella posizione ma fu un’esperienza incredibile come incredibile fu il numero degli orgasmi che ebbe la Cristina.

– “Bruno… Bruno mi farai morire. Non ho mai goduto tanto!!”,
– “anche a me è piaciuto molto, più che leccare la figa solamente!!”,
– “adesso però mi devi scopare ancora… ti voglio dentro tutto fino alle palle… ma devi chiavarmi forte… con violenza… non preoccuparti la mia figa non si romperà!!”. Si mise nuovamente a pecorina allargando un poco le cosce. Mi sistemai alle sue spalle ed iniziai a strusciare la cappella tra le sue grandi labbra senza mai entrare. “Nooo… nooo… così mi fai soffrire… dammelo!!”,
– “cosa?… dimmelo cosa vuoi!!”,
– “voglio il cazzo!!”,
– “lo so che vuoi il cazzo ma quale!!?”,
– “voglio il tuo cazzo… il tuo cazzone nella figa!!”,
– “ma dimmi: di chi è questa figa!?”,
– “è tua… è la tua figa… la figa della tua puttana… ma ora dammelo… scopami ti prego!!”,
– “adesso ti sfondo questa figona ma poi tuo marito ci ballerà dentro!!”,
– “a mio marito non la do più promesso… è solo tua!!”. La stavo portando al parossismo e mi stava promettendo cose assurde. A quel punto con un gran colpo di reni le infilai tutto il mio cazzo fino in fondo all’utero. “Aaaahhhh! Mi squarti… siiiiii… siiiii… lo sentooo!!”,
– “prendilo tutto troia… senti come ti chiavo!!”, le dicevo mentre le menavo colpi su colpi che avrebbero sfondato una porta.
– “Siiiiii… finalmente… così… spaccamela… fammi godere… fammi male… siiii”!!”. Più la scopavo con forza e più sentivo la sua figa colare, poi mi venne l’ispirazione, suggerita da un filmetto porno che avevo visto e cominciai a schiaffeggiarle il culo. “Aaaahhh… siiiiii… mmmmhhhh… siiii… picchiami… fammi sentire troia fino in fondo!!”,
– “prendi puttana…” e giù schiaffoni sulle chiappe mentre il cazzo continuava la sua corsa avanti ed indietro dentro quella caverna fradicia.

Le due sborrate precedenti mi avevano reso ancora più resistente e quindi la scopai a lungo facendola gemere in continuazione mentre gli orgasmi ormai non si contavano più.
Alla fine però anche io arrivai al dunque e, dopo averle dato gli ultimi profondi e potenti colpi, le inondai nuovamente la vagina col mio caldo sperma.

Era notte fonda quando ci siamo addormentati abbracciati, È stato bellissimo e quelli sono stati i momenti della vita in cui ogni descrizione perderebbe di significato, di fronte all’estasi del momento. La mattina dopo facemmo la doccia stuzzicandoci ancora a vicenda e provando piacere poi, ci rivestimmo ed andai a scuola con la consapevolezza che da quel momento tutto sarebbe cambiato. Ci vedemmo anche la notte successiva e completai la mia formazione sessuale

Compresi che alcune donne a letto amavano essere trattate con determinazione... cosa che fino a quella età mi guardavo bene dal fare. Ero convinto che certi modi di fare sesso, fossero finzioni cinematografiche destinate più a esaltare le fantasie maschili che a rappresentare una realtà. Lei, Oltre che insegnarmelo praticamente, mi indicò una via...

FINE
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