tradimenti
Elena, mia moglie; schiava di un porco...cap2

23.03.2025 |
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"Sí, sì sì!"
A quella reazione non perdo altro tempo e la penetro, insultandola oscenamente..."
Elena, mia moglie; schiava di un porco perverso. Cap2Decido che voglio vederla impazzire di piacere e intendo aumentare la sua agonia. Per cui inizio un lento ed estenuante trattamento attraverso il quale tiro fuori il cazzo dalla sua fica lentamente, in modo esasperante fino a lasciare dentro solo la cappella e poi affondo rapido, sbattendo ogni volta con il ventre sul suo gran culo. Dopo il quarto o quinto affondo l’intenso piacere e la furiosa eccitazione le sciolgono la lingua e la sento esclamare:
-“Fammi indossare quello che vuole quel porco di Salvatore e accompagnami da lui, ti prego”
Continua a dire con voce sempre più roca e impastata dal piacere.
A quel punto ho la certezza che avrei posso proporle qualsiasi cosa. Quindi la incalzo.
-“Faró come mi hai chiesto, ma sappi che, dopo, ti lascerò nelle sue mani e lo autorizzeró a chiederti di fare per lui e per i suoi clienti ciò che vuole”.
Elena con un filo di voce, giá in ansia per le condizioni che le ho posto, ma soprattutto eccitata dalle mie ultime parole, risponde.
-“Sei un bastardo perverso; cosa pensi mi possa chiedere?”
Intanto che la fotto lento e profondo, chiude gli occhi; intuisce che si sta godendo non solo la mia minchia che la devasta di piacere, ma anche le fantasie perverse che le invadono la mente.
Provo a calcare la mano, dicendole la veritá sulla vita di quel porco bastardo di Salvatore.
-“Devi sapere che quell'uomo è un vero magnaccia e le sue escort non sono solo spogliarelliste ma vere e proprie puttane. Quindi se andrai da lui, vestita da troia, non solo ti fará esibire, facendoti spogliare per lui e i suoi clienti, ma potrá chiederti di essere una delle sue puttane.
Elena ha sentito quello che ho appena detto e mentre i suoi fianchi mi vengono incontro, catturando disperatamente il mio cazzo, la sua mente é, invece, concentrata sui nostri dialoghi, per cui risponde.
-“Sí! Sarò la sua puttana da esibire non solo nel suo locale ma anche in mezzo ad una strada. Ahaaaaaaaa. Scopami, sfondami, tutta!
Ormai sta vivendo nella sua testa ogni scena. Passo le braccia sotto le sue gambe e, sollevandole il bacino, inizio a penetrarla in maniera furibonda; un colpo dietro l'altro, forte, profondo.
Urla come un maiale sgozzato, incitandomi e insultandomi.
-“Fottimi come una puttana".
Ha del tutto perso ogni controllo mentre i suoi occhi roteano nelle orbite per l'intenso piacere.
-“Si, Salvatore. trattami come vuoi tu, come la tua puttana. Trattarmi come una delle tue troie”.
Sono senza parole, non me lo sarei aspettato. Sta, realmente, vivendo nella sua mente ciò che piú di tutto desiderato. Vederla cosí lussuriosa, oscena, una vera cagna in calore, accentua in modo esasperato la mia eccitazione.
Iniziamo a sbatterci reciprocamente, accelerando i nostri movimenti al punto che la mia minchia nuota nella sua vagina allagata, producendo il tipico rumore del cazzo che sguazza nella fica.
La mia donna ha ormai gettato la maschera, rivelandosi per quella che é: una troia, una zoccola, una cagna in calore, una vacca da monta, affamata di cazzo e non di una minchia qualunque, ma di un maschio in particolare che la domini e la renda sua schiava e Salvatore incarna il maschio, il padrone e signore che lei anela.
Ormai la fotto come se volessi sfondarla, aprirle la fica come una cozza, spaccarla in due come una mela.
Lei non è da meno e mentre le urlo che è una lurida puttana da strada e una troia, le sborro dentro litri di sperma mentre lei gode, pisciando sul cazzo e sul ventre la sua di sborra e urla:
-"Si, si, si! Sono una puttana, una troia, una lurida cagna e tu devi fotterti questa zoccola da marciapiede."
Restiamo avvinghiati nel nostro sudore e con il mio sesso che lentamente scivola fuori da lei.
Dopo qualche minuto di silenzio, come a giustificarsi mi dice:
-"Anche se mi vergogno a dirlo, ma dopo quella lettera di Salvatore non sono più riuscita a cancellare l’immagine di quell'uomo che mi lascia spudoratamente gli occhi addosso mentre e mi fa spogliare nel suo locale. Mi eccita ed è una follia, ma ho anche fantasticato di presentarmi da lui vestita come una puttana. Ho persino temuto che se un giorno me lo avesse chiesto avrei potuto veramente farlo”
Ero stupito e non potevo fare a meno di sentire che il mio cazzo stava di nuovo crescendo, per cui le chiedo:
-“Ti piacerebbe veramente presentarti a lui vestita da zoccola e, addirittura, appartenere a lui?”.
Uso per la prima volta quel termine, ma voglio che lei non abbia alibi e mi spingo anche oltre.
“Saresti totalmente nelle sue mani e potrà chiederti di fare ciò che vuole”
Elena si apre del tutto, lasciandomi sbalordito.
-“E’ difficile spiegarlo e sarei una ipocrita se non ammettessi che sei riuscito a tirarmi fuori una fantasia che non avrei mai avuto il coraggio di svelarti, da cui fuggivo in continuazione e questa sera mi sono trovata ad avere la possibilità di giocare un ruolo che ho immaginato con vergogna per tanto tempo. Tutto questo mi hai eccitato come non mai e non sono più disposta a negarlo. Ma non so se ne sarei veramente capace. Spero di non averti deluso con queste mie confessioni.”
La rassicuro subito. In fondo ho provocato io questa sua reazione al punto da far venir fuori la sua vera natura e farla confessare. Per cui le rispondo.
-“Chiunque mi invidierebbe una moglie così sensuale. Mi hai fatto impazzire di eccitazione con questa fantasia. Se lo avessi scoperto prima non ti avrei tenuto nascosto questi miei desideri perversi. Sono pazzo di te e non ti nego che nel profondo della mia lussuriosa e oscena perversione, mi piacerebbe vederti mentre ti spogli davanti a lui, provocante, lussuriosa, sottomessa”.
-“Non sono mai stata quel genere di donna, quindi, aprendosi completamente aggiunge, vergognandosi un po'.
-"Mi sono eccitata in modo straordinario, immedesimandosi in una puttana e anche se solo pensarci sarebbe estremamente umiliante, non voglio negare, tuttavia, che mi eccita in modo spasmodico già solo l’idea di essere desiderata e pagata per le mie esibizioni e per poter concedere il mio corpo a maschi infoiati, porci e perversi”
Lo dice con un po' di pudore, senza guardarmi negli occhi.
Salvatore lo ha, senza dubbio, distrutto il suo senso del pudore e nelle frasi successive che Elena pronuncia ne ho una ulteriore dimostrazione
-“Anche se sono solo fantasie, mi eccitano troppo e mi immagino del tutto sottomessa, senza potersi ribellare alle richieste più squallide di quell’uomo e diventare un oggetto del suo desiderio e del suo piacere”.
Quest'ultima affermazione la pronuncia quasi tra sè e sé. Ma poi continua dicendo.
-“Se dovessi prostituirmi per Salvatore so benissimo mi infilerei in un tunnel senza via d’uscita e sarei completamente nelle sue mani, senza riuscire a controllare il limite della sua perversione, ma soprattutto della mia”.
Sono solo sue supposizioni, ma il modo in cui lo dice sembra stiano per accadere.
Sempre più eccitato, ormai, mi spingo piú oltre, aggiungendo un altro elemento che la destabilizza totalmente.
-“Elena, non diventeresti solo la sua puttana, ma anche e soprattutto, la sua schiava. Non riusciresti a controllare la sua perversione; magari immaginati incatenata in un tugurio zozzo, obbligata a strisciare ai suoi piedi”.
Elena ha quasi un sobbalzo.
-“La schiava di Salvatore. Certo, magari mi lascerebbe in un cascinale abbandonato dove ci sono animali tenuti anche loro in catene”.
Pronuncia quelle parole con voce strozzata come se stesse ancora fantasticando, ma é, invece, nuovamente eccitata.
Le do spago, inseguendola su questa strada.
-“Dovresti stare sempre nuda ed in catene”.
-“Ma io non riuscirei a stare in quel tugurio, sporco, maleodorante, proverei schifo”.
Si lagna come una adolescente in ansia.
Sta, di nuovo, vivendo nella sua mente quelle scene e la vedo stringere le cosce mentre brividi di eccitazione le attraversano il corpo, inturgidendole i capezzoli.
Da quel lurido porco che sono, le accarezzo i seni, strizzando piano i capezzoli, poi continuo a tormentarla.
-“Proprio cosí, Elena. Sarai la sua schiava e magari ti rinchiuderá insieme agli animali, strisciando ai suoi piedi in quell'ambiente malsano."
Sempre più immedesimata ed eccitata, prosegue in quella fantasia:
-“Io non so se ci riuscirei; dovrei strisciare ai suoi piedi, leccarli, baciarli?
La sua domanda è retorica e la vedo nuovamente super eccitata, é un'altra reazione che non ho previsto?
-“Ti trasformerà nella sua cagna e camminerai gattonando, mostrandoti ai suoi clienti e si vanterà di averti trasformata da moglie e professionista integerrima in una grandissima puttana. Nella sua schiava, la sua cagna da umiliare e con cui divertirsi e godere.
-"Ohooooo. Sí, sì sì!"
A quella reazione non perdo altro tempo e la penetro, insultandola oscenamente.
-“Adesso ti scopo ancora e ti monto come quella lurida maiala che sei”!
Sembra impazzire dal piacere sotto la spinta del mio cazzo.
Per la prima volta mentre scopiamo inizia a parlare, pronunciando frasi inconsulte.
-“Si, sono la tua maiala, la tua porca, ma anche la grandissima puttana, la cagna in calore e la vacca da monta di Salvatore”.
Quel nome non le sfugge a caso, ma é ciò che veramente desidera; essere per lui la schiava e la cagna da umiliare e sottomettere!"
Appena sento che l'orgasmo sta per esplodere dal mio cazzo, lo tiro fuori, la prendo per i capelli e le rovescio in bocca, sul viso, sui seni una buona quantità di sborra mentre la insulto ancora.
-"Voglio vedere la mia maiala insozzata di sperma dappertutto".
Prende a spalmarsi la sborra su tutto il corpo e le ordino di leccarlo; poi la obbligo a prendermi la minchia in bocca e a ripulirla di ogni residua stilla di sperma.
Lei non emette un suono ed esegue, leccando mentre con la mano continua ad accarezzarsi il corpo, impregnato di sborra.
Non riesco ancora a trattenermi, voglio vederla precipitare ancora più in basso e umiliarla ancora di più. Quindi, raccogliendo sul suo viso e tra le cosce, il mio sperma e il suo abbondante miele e le intimo:
-“Lecca la mia mano impregnata della mia e della tua sborra, come farebbe proprio una puttana da strada".
Chiude gli occhi e inizia a leccare la mia mano mentre con l’altra inizia a masturbarsi, infilandosi tre dita in fica e penetrandosi con una straordinaria foga.
É la prima volta che la vedo masturbarsi di fronte a me, sembra assatanata.
È seduta sul pavimento e si scopa come una ossessa mi avvicino a lei e mi posiziono in piedi a cavallo del suo viso e le ordino:
-"Leccami tutto, puttana. Tutto, minchia, palle, culo. TUTTO! Troiona".
Non esita un istante, la sua lingua passa dal mio culo alle mie palle, tentando di ingoiare il mio cazzo e quando glielo permetto inizia a leccarlo e spompinarlo come non ha mai fatto.
Ma la mia opera di umiliarla e mortificarla si completa quando mi rendo conto che può accettare qualunque punizione le posso infliggere perché so che lo desidera con tutta sé stessa.
Non riesco a trattenere quell'impulso e le urino addosso. Mi guarda senza dire una parola, ma dal movimento convulso della sua mano tra le cosce intuisco che lo desidera veramente. Quindi riprendo a pisciarle addosso mentre apre la bocca e la sua mano sembra impazzita tra le sue cosce. Raggiunge l'orgasmo, urlando come un'ossessa, tremando per il godimento in ogni fibra, senza sottrarsi alla mia pioggia dorata.
Si inginocchia davanti a me e molto convintamente mi dice:
-“Sono la tua cagna, la tua schiava; guardami sono tutta insozzata dei tuoi umori, voglio essere così, sempre; e se tu me lo consenti voglio essere anche la schiava e la puttana di Salvatore."
Ero sconvolto, ma anche straordinariamente eccitato.
Ritorniamo a letto e, abbracciandola, la rassicuro.
-“Ora con la consapevolezza che abbiamo, potremo vivere la nostra sessualità come se fosse un gioco senza che nessuno di noi si debba vergognare di qualunque fantasia che ci confessiamo sempre, per quanto perversa possa sembrare”.
Elena si stringe ancora più forte a me e io sto giá elaborando come riavvicinarla a Salvatore per esaudire le mie e le sue voglie lussuriose e oscene che ormai ci hanno soggiogato entrambe. E come se mi leggesse nel pensiero, si mette a sedere sul letto, mi prende le mani tra le sue e quasi mi implora:
-"Amore, lo so. Mi comporto come una Lurida puttana, ma voglio che mi porti da Salvatore prima possibile. Il desiderio di sapere chi sono o cosa voglio essere mi divora"!
CONTINUA????
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