Gay & Bisex
Oltre il fiume, la porta delle perdizioni.


04.03.2025 |
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"Sono ormai le 22:00 e gli addetti stanno chiudendo tutti i servizi spa..."
Oltre il fiume, La porta delle perdizioni
L’aria frizzante di inizio febbraio 2025 pizzica la pelle, mentre il sole morente dipinge il cielo con sfumature rosa. Cammino per le strade della città, le mani affondate nelle tasche, lasciando che il respiro si confonda con il vapore leggero del freddo.
Le facciate dei palazzi patrizi, con i loro fregi eleganti e i balconi in ferro battuto, si tingono di una luce calda e soffusa, quasi un ultimo saluto prima che la notte si impadronisca delle strade. Passo davanti a un’antica caffetteria da cui filtra un profumo denso di cioccolata calda e spezie tipiche specialità del posto. Per un istante sono tentato di entrare, di lasciarmi avvolgere dal tepore e godermi la storica bevanda calda a base di caffè, cioccolata e crema di latte ma poi proseguo per la mia strada.
Qualcosa mi attira oltre la grande piazza che si apre in un respiro ampio tra le architetture solenni, il Duomo e le antiche vestigia romane. Il selciato lucido riflette gli ultimi bagliori del tramonto, mentre il suono metallico di un tram si mescola al vociare ovattato della gente.
Raggiungo il ponte e inizio ad attraversarlo, portandomi dall’altra parte del grande fiume. Il vento sferza le acque scure e increspate sotto di me, mentre i lampioni proiettano lunghe ombre tremolanti sui parapetti in pietra. Alzo lo sguardo, tra il reticolo di fili del tram e le prime luci accese sui lungo-fiume intravedo le cime delle Alpi, lontane, innevate, un miraggio candido contro il cielo ormai in dissolvenza. Resto fermo un attimo a metà del ponte, le dita intorpidite dal freddo. In questo istante, nella solitudine dolce di una prima serata d’inverno, la città sembra sussurrarmi un segreto.
Si, lo so, il segreto c’è! Sta oltre il fiume, in una stradina secondaria. Una porta scura che da sul pianerottolo di una scala che in discesa sembra portare sotto verso un luogo proibito e certamente promiscuo. Un luogo dedicato a erotiche piacevolezze tra maschi.
Nella noia di un meeting aziendale che si prolunga per giorni in un albergo di lusso mi sto rompendo le scatole mentre i colleghi si scambiano sorrisi forzati e complimenti vuoti, cercando di mascherare l'intrinseca ipocrisia dell'ambiente e la diplomazia obbligata. Io osservo tutto con un misto di disincanto e noia. La cena aziendale, teatro di formalità e recite di cortesia, diventa per me il simbolo di una farsa in cui non ho più voglia di recitare la mia parte. Così, invece di unirmi alla massa scelgo di disertare la cena per ritagliarmi del tempo da dedicare a piaceri erotici, lontano dalle convenzioni imposte e dal teatro dell'apparenza.
Ed eccomi qui, davanti alla porta delle perdizioni.
Ho letto che il posto funziona come spa, saune, idromassaggi dalle 12,00 alle 22,00 e successivamente il locale si trasforma in un ambiente naked cruising fino alle 03,00 del mattino. Cioè si gira completamente nudi nella zona bar e in tutte le altre aree a caccia di sesso tra uomini.
Il bel maschietto alla reception è molto cortese, mi spiega come funziona e guardandomi in modo malizioso mi chiede se le ciabatte le voglio del 44. Gli domando come sa che porto il 44. Sorride e mi risponde da intenditore che mi ha osservato bene le mani. Lui è veramente carino, me lo porterei a letto senza esitazioni. Anzi…senza doverlo scrivere dopo, posso già dire che a metà serata abbiamo avuto modo di parlare al bar. Ragazzo a posto e molto sexy. Gli ho riferito di ritenersi fortunato che vengo da 300km di distanza e domani parto, perché se vivessi in città non gli darei tregua fino a trascinarlo a letto con me. Ha sorriso ancora con il suo sorrisetto malizioso e mi ha risposto che con me a letto ci verrebbe anche subito. Ci siamo scambiati i contatti TG per la mia prossima visita in città.
Deposito le mie cose nell’armadietto, indosso il 44 e faccio un giro di ispezione. Il locale è veramente grande. Saune, vasca idro, bagno turco, docce, servizi wc, una miriade di stanzette in labirintiche aree diverse, il bar, salette video e una sala cinema con le sedute a gradoni. Non c’è molta gente, forse perché siamo a metà settimana.
Per rilassarmi mi immergo nella vasca idromassaggio. Ci sono due cinquantenni forse sessantenni che chiacchierano tra di loro, uno dal cranio rasato e senza un pelo, l’altro moro con la barba. Entrano in vasca due ragazzi giovani, uno sul cicciottello un poco spaesato l’altro magrolino e veramente caruccio ma più sicuro di se. Li sento parlare tra di loro in una lingua slava. Dopo due chiacchiere mi dicono in italiano che sono studenti stranieri ospiti all’università.
Le bolle e i getti massaggianti accarezzano la mia pelle, sciogliendo tensioni nelle spalle, nella schiena e nelle gambe. Chiudo gli occhi e lascio che il suono sommesso dell’acqua in movimento culli i miei pensieri, portandomi in uno stato di totale relax. Ogni istante che passa mi sento più leggero, più sereno. L’acqua calda mi avvolge come un abbraccio e il noioso meeting aziendale appare lontano, quasi svanito.
Il signore pelato, che sembra avere un viso aperto e amichevole si avvicina a me e intavola un discorso di conoscenza con le solite frasi di circostanza. Anche il suo amico moro si avvicina e mi intrappolano tra di loro. Si conversa del più e del meno amichevolmente mentre allungano le mani sott’acqua accarezzandomi le gambe, la pancia, il petto e infine il cazzo che ha drizzato bene la testa. Sono diventato il loro giocattolo e ammetto che non mi dispiace tutta questa attenzione. Mi fanno i complimenti per l’attrezzo duro che ho tra le gambe. I complimenti fanno sempre piacere e mi godo il momento. L’orologio del bar segna le 17:45
I due si fanno più audaci, vogliono baciarmi e ci provano a cacciarmi la lingua in bocca. Qualche bacetto lo concedo anche per cortesia ma la lingua no. I due sono simpatici ma fisicamente non proprio i tipi che mi fanno perdere la testa per fare a lingua in bocca. I giochi continuano sott’acqua fino a quando il pelato mi chiede se voglio andare nel bagno turco. Mi vuole succhiare bene il cazzo e si aggiunge pure il barba. Accetto per farmi succhiare l’uccello ma metto in chiaro che non voglio sborrare perché ho intenzione di fare chiusura fino alle 03:00 del mattino, perciò risparmiarmi per altre occasioni durante la serata. Questo è ok per loro.
Il bagno turco è diviso in due spazi. Uno più ridotto come dimensioni e quasi totalmente buio. Immagino le orge che si faranno qua dentro in una giornata di weekend con il locale affollato. L’altra parte il bagno turco è molto ampio e leggermente illuminato, diviso a gradoni e con una fontana a muro. Nel gradone più alto in un angolo, ci sono due maschi abbracciati che limonano e a turno si succhiano i cazzi. Tra le nuvole di vapore in un altro angolo ci sono altri due. Uno pompina l’altro con rumori di risucchio mentre un terzo seduto nelle vicinanze si è messo il telo attorno al collo e si tira una sega mentre si gode da guardone le situazioni porche dei quattro.
Noi tre ci sistemiamo a metà altezza dei gradoni. Li chiamo gradoni perché sono tre gradini molto ampi a diverse altezze. Il pelato seduto sul suo telo. Io mi piazzo nudo davanti a lui in piedi, il giusto perché il mio cazzo sia al livello della sua bocca. Apre le fauci, me lo prende in bocca e incomincia un voluttuoso pompino. Ci sa fare. Sento il caldo della sua bocca che mi avvolge prima la cappella e poi tutto il resto. Il barba invece si è posizionato in piedi di fianco a me e si masturba osservandoci. Se lo mena di brutto e ci da dentro. Vuole sborrare addosso al pelato. Una volta ricevuto il consenso si smanetta ancora fino a spruzzare sperma a fontana addosso e anche in faccia al pelato mentre quest’ultimo mi sta succhiando la nerchia. Il barba ringrazia e se ne va. Lui si è accontentato di una sega veloce. Io continuo a gustarmi la pompa poi quando mi accorgo che inizio a sentire la goduria salire dal profondo delle viscere interrompo la succhiata e gli dico che ora basta. Aspetto alcuni minuti che passi l’onda dell’incombente orgasmo poi gli ordino di riprendere a ciucciarmi il cazzo. Adoro! La seconda succhiata fatta con passione, continua fino a quando sento arrivare l’inizio dell’orgasmo che giustamente interrompo. Gli do un buffetto sulla guancia e gli dico che gli farò succhiare il cazzo ancora ma più tardi. Mi risciacquo il pisello al rubinetto della fontana e usciamo entrambi verso le docce per una ripulita prima di ritornare a mollo nella vasca idromassaggio.
Il pelato mi ha fatto compagnia fino alla chiusura del locale. Per tutta la serata abbiamo parlato, siamo andati in giro per l’ambiente, ci siamo fatti birra e tramezzini al bar. Poi quando avevo delle voglie da soddisfare lo lasciavo al bar o in qualche saletta, andavo per i cazzi miei e poi tornavo da lui. E più tardi abbiamo fatto pure in tre con un suo conoscente. Diventato quasi un amico.
Sto in idromassaggio insieme al pelato e osserviamo la fauna che ci gira attorno, chi si ferma al bar, chi entra ed esce dalla sauna e dal bagno turco. Parte pure il pettegolezzo su qualche ospite che lui conosce da tempo visto che vive in città e ne conosce alcune di persone presenti.
Noto un ragazzo con i capelli lunghi e sul robusto che entra nel bagno turco. Decido di seguirlo. Esco dalla vasca e senza mettermi il telo attorno alla vita entro pure io nel bagno turco tra i vapori. Lui è seduto sul primo gradino, gli vado vicino, mi mette le mani sul cazzo moscio, me lo accarezza, mi accarezza le palle e avvicina la bocca. L’uccello si sveglia immediatamente. Lui se lo prende in bocca e inizia a succhiare. Sembra che gli piaccia. Cambio posizione. Mi siedo sul gradone di mezzo a gambe larghe, metto il pompinaro in ginocchio davanti a me, le mie mani sulla sua testa e il mio cazzo nella sua bocca. Lo esorto a succhiare. Ogni tanto tiro fuori il cazzo dalla bocca e glielo sbatto forte sul muso, poi, ancora in bocca e anche fino in gola. A volte ha dei conati dati dalla foga della succhiata e dalla cappella che gli stimola la gola. E’ un pompino molto, molto lungo e mi accorgo che oltre ad aver il cazzo durissimo non sento alcun desiderio di sborrare. Poi, il giovane mi chiede di scoparlo, lo vuole in culo. Una bella inculata a pecora ci potrebbe stare ma ha fretta e la vuole fare a pelle. No, a pelle non scopo. Grazie e arrivederci.
Esco dal bagno turco vado in doccia dove vedo un altro ragazzo molto alto e longilineo, capelli cespugliosi neri e ricci, pelle scura, tipo mediterraneo e una fava circoncisa e moscia di almeno venti centimetri. Un fuori misura. Ci osserviamo attentamente mentre ognuno sta sotto la propria doccia. Riprendo il mio telo e mi riavvio verso la jacuzzi in cerca dell’amico pelato.
Ed è in questo momento che il giovane moro e longilineo appena uscito dalla doccia mi passa accanto, mi osserva e si infila dentro al bagno turco. Che faccio…non lo seguo? Certo che si! Entro pure io e lo trovo subito accanto alla porta che mi spetta. Ci avviciniamo, ci tocchiamo esplorandoci. Il ragazzo mi piace, eccome! I nostri volti si avvicinano, le labbra si sfiorano, ci baciamo, prima dolcemente, poi con passione, poi a profonda lingua in bocca. Wowww…! Bacia molto bene! I nostri cazzi si cercano. Il mio spinge contro il suo che mi sovrasta date le sue maggiori dimensioni. Gli metto le mani sopra le chiappe del culo e lo tiro verso di me con forza. Inizia un deciso sfregamento. Lui decide di abbassarsi, mi afferra le cosce con forza e sento la sua bocca calda attorno alla mia cappella. Il ragazzo si prodiga in deliziosi giochi di bocca e mi chiede di andare in una cabina in privato. Ok, accetto anche con la speranza che si faccia scopare, credo di si. Ci aggiriamo per i labirintici e bui corridoi della zona cabine, c’è da perdersi tanto è grande il posto. Passiamo davanti alla cabina dello Sling (il dondolo di cuoio appeso alle catene dal soffitto). Lui mi guarda e mi chiede di accomodarmi sullo Sling. Oh, cazzo! Spero non abbia intenzione di mettermi nel culo la proboscide che ha tra le gambe. Sarebbe la prima volta per me sedermi sul dondolo. Ci provo e lo trovo anche piuttosto comodo soprattutto se metto i piedi negli appositi anelli di sostegno. Il giovane sembra solo avere voglia di riprendersi il mio uccello in bocca e inizia un’altra pompa sul dondolo. Dopo alcuni risucchi anche rumorosi mi chiede di dove vengo e dove sto. Alla mia risposta mi domanda: “Se mi porti per la notte in hotel con te, poi mi fai un regalo? Faccio tutto.” Siccome qui da me non c’è trippa per i gatti, gli rispondo che non è nelle mie intenzioni accontentarlo. Lui si gira e se ne và. Io scendo dalla Sling, ritorno al bar dove trovo l’amico pelato. Ci facciamo un paio di birre, qualche tramezzino al tonno e tante chiacchiere.
Dopo lo spuntino, il pelato inizia una serrata conversazione con un conoscente, parlano di situazioni in città. Sono passate da poco le 20.00 e sono entrate alcune persone che sicuramente hanno intenzione di fare tardi. Altri se ne sono andati per cena dalle loro mogli? Lascio i due ai loro discorsi e vado a fare un giro.
Passo davanti alla saletta video, apro la tenda scura, entro e vedo che comodo su un divano c’è un tipo molto ben messo fisicamente. Un bel maschione. Sta a gambe larghe, tutto nudo. Un altro maschio è in ginocchio davanti a lui e lo sta spompinando. Il tutto è ben visibile dalla luce del film che illumina la scena. Mi siedo svaccato su un altro divano lì accanto, mi tolgo l’asciugamano dalla vita, allargo le gambe e inizio a manipolarmi il cazzo dolcemente, osservandoli. La mia mano che ho ben caricata di sputo, accarezza il cazzo e faccio roteare lentamente il palmo attorno alla cappella. Sento i brividi da sfregamento. Adoro guardare e fami guardare in situazioni di sesso. Sento che il sangue inizia a circolare più forte e il cazzo si indurisce sempre di più. Il maschione che si fa pompare mi guarda. Gli mostro l’uccello turgido, i nostri occhi si incrociano, lui sembra apprezzare il mio uccello duro che mi sto segando lentamente mentre io apprezzo lui che a gambe larghe si gode la pompa. Gli faccio segno ok con il pollice alto e lui risponde con lo stesso. Altre due o tre persone passano a curiosare poi se ne vanno. Ad un tratto il pompinaro si alza e se ne va dopo che il maschione gli ha sussurrato poche parole in un orecchio.
Rimane da solo a gambe larghe. Pure lui è eccitato. Ha il cazzo dritto, una bella bestia da quel che vedo. Se lo sega delicatamente mentre ci guardiamo. Tra noi solo pochi passi di distanza. Si istaura un gioco di sguardi che dicono tutto, è un momento altamente erotico. Mi alzo e lo raggiungo sul suo divano sedendomi alla sua destra. Le nostre gambe si toccano, ha le gambe pelose e robuste, il pelo morbido. Non perde tempo, si china su di me, mi lecca la pancia e giù fino all’inguine. Mi afferra il cazzo con una mano e se lo mette in bocca. La bocca è calda e usa la saliva per succhiarlo. Mi abbandono al suo servizio. Ci godo un sacco quando sento che apprezzano il mio attrezzo gustandoselo e io non devo fare altro che godermi il momento in modo egoistico, perchè di lui al momento non me ne frega nulla, penso solo al mio sfacciato godimento.
Ho gli occhi socchiusi soddisfatto del pompino in atto quando mi accorgo che qualcuno si avvcina. Si tratta del pompinaro di prima, colui che lo stava sbocchinando. Si inginocchia davanti a noi. Ora capisco. Il loro accordo era probabilmente di andarsene per poi ritornare e se fossimo stati in due, il pompinaro si sarebbe potuto aggiungere a noi. Ora si dividono il mio cazzo. Due bocche calde e vogliose insieme. Meraviglia. Me lo stanno letteralmente divorando, prima uno, poi l’altro. Poi passano le lingue dove possibile, se lo contendono in complicità. Io sono al settimo cielo solo a guardali. Il cazzo è gonfio, la cappella è gonfia, mi fa quasi male tutto, compresi i coglioni che pure loro vengono accarezzati, manipolati, strizzati. “Ragazzi, sto per sborrare, sono pronto…” Loro non mollano, sembra che la vogliano tutta. Mi parte una sborrata copiosa, non so quanti spruzzi, ma ne esce parecchia che li colpisce sulle labbra, in faccia e ne vedo anche un filo sui capelli del maschione. Se la raccolgono con le lingue e se la passano in bocca baciandosi. E questo bel vedere mi manda ai matti. Due maschi che si leccano il mio sperma e in tutta complicità se la passano di bocca in bocca, di lingua in lingua. Magico!
Sono rimasto solo nella saletta tv. Il divano di pelle nera, mi chiedo; quante sborrate avrà mai visto? Sono veramente scarico ma molto soddisfatto della sborrata a due bocche. Mi alzo e senza mettermi il telo attorno alla vita mi avvio verso le docce. Passo davanti ai vari camerini. Sono quasi tutti aperti e liberi data l’ora, tranne uno. Mi fermo a origliare e capisco che ci sono almeno due persone dentro e sicuramente dalla voce si capisce che uno se lo sta prendendo nel culo. Che maiali!
Ora, doccia e idromassagio per un bel di relax. L’amico pelato sta ancora al bar a parlare di politica.
Sono immerso nella Jacuzzi ad occhi chiusi in relax. Senso di gratitudine e benessere e penso che dopotutto sembra valsa la pena di scappare dal meeting ed evitare la cena. Provo a visualizzare un obiettivo che vorrei raggiungere, immagino i passi per realizzarlo e mi lascio ispirare dalla tranquillità dell’acqua. Ma allo stesso tempo mi torna improvvisamente un gradevole ricordo di parecchi anni fa. Oceano pacifico, una luminosa mattina presto prima della colazione, il giorno di Natale. Mentre erano tutti a dormire mi ero immerso nella Jacuzzi e tra qualche ora la nave avrebbe attraversato l’equatore diretta in Polinesia.
L'occhio mi cade verso il bar e noto che il pelato sta facendo a lingua in bocca con il suo conoscente, un signore pure lui maturo e brizzolato. Si alzano dal banco bar e si avviano verso il corridoio dei camerini.
Esco dalla vasca, faccio una doccia per liberarmi dal cloro, torno agli armadietti e con il bel receptionista scambio quattro chiacchiere, mi faccio dare un telo asciutto, torno al bar e mi accomodo in poltrona. Sono ormai le 22:00 e gli addetti stanno chiudendo tutti i servizi spa. Rimangono attivi solo le docce, i bagni e ovviamente tutte le aree cruising. La musica cambia e diventa più vivace. Lentamente arrivano parecchi nuovi avventori. Da ora in poi tutti nudi è il dress code della serata fino alle 03:00 del mattino. Il pelato esce dal corridoio dei camerini con un sorriso largo così, mi dice che si è fatto scopare bene, farà una doccia e poi mi raggiunge.
Faccio quattro chiacchiere con il pelato. Mi racconta che nel camerino, il suo conoscente lo ha messo a pecora e scopato bene. Mentre mi illustra la procedura passa davanti a noi un ragazzo di circa 35 più o meno. Bel tipo e ovviamente nudo, indossa solo le sue infradito. Un bel fisico, un bel culo tondo e sodo. Si salutano con un cenno del capo e scompare nel corridoio dei camerini. Il mio compagno di chiacchiere mi racconta che ha spompinato il ragazzo un paio di volte ma pensa che sia passivo. L’orologio del bar segna le ore 23:50 e ci sarà circa una ventina di persone nel locale, la maggior parte a gironzolare per i corridoi e qualcuno al bar.
Decidiamo di fare un giro per i locali bui. Ci mettiamo i teli intorno al collo e con i cazzi liberi di ballonzolare iniziamo il giro dei corridoi. Si odono i lamenti di chi lo sta prendendo dietro in qualche cabina. Qualche altra porta è aperta rivelando un maschio steso sul lettino a disposizione per sesso. La sala grande del cinema è vuota, la saletta video dove ero io invece no. Ci sono quattro tipi ammucchiati sul divano. La saletta con lo Sling è vuota ma chi l’ha usata ha lasciato per terra dei fazzoletti di carta invece di buttarli nel cestino.
Lungo uno dei corridoi incrociamo il ragazzo, lui accenna un saluto al mio amico di chiacchere, poi mi prende il cazzo in mano e lo accarezza. Si gira appoggiandosi alla parete e dandomi il culo muovendolo come fosse una bella fica. Non sembra essere più il maschio di prima ora si sta atteggiando a troia. Mi appoggio alla sua schiena e incomincio a strusciargli il cazzo sulle chiappe poi quando la mazza inizia a indurirsi la sistemo tra le chiappe come lo stessi inculando. A lui piace e a me di più. Ora ho il cazzo duro e credo che una bella inchiappettata ci possa stare. Siccome ho sborrato qualche ora prima, non mi interessa sborrare ancora ma mi attira l’idea di infilzarlo più volte sapendo che ci posso dare dentro quanto mi pare. Decidiamo di cercare un camerino grande abbastanza per tre e lo troviamo ma prima passo dal bar a prendere un paio di preservativi.
Faccio mettere il ragazzo a pecora sul lettino, gli vado dietro in ginocchio, indosso il preservativo e sputo sul suo culo infilandogli prima un dito e poi due dita che entrano facilmente. Il pelato si è sistemato accanto al lettino e lo sta accarezzando. Io invece sputo sul mio cazzo, appoggio la cappella sul buco del culo, spingo ed entro abbastanza facilmente. Il porcello è abituato a prenderlo. Si procede con lo stantuffo, lui geme, si lamenta, dice quanto gli piace, fa un poco di sceneggiata. Gli chiedo se è una troia e mi risponde di si; tanto. Non credo a queste sceneggiate ma a lui piace comportarsi da mignotta.
Il cazzo glielo metto dentro, poi lo tiro fuori, poi dentro e poi fuori e mi accorgo che c’è un’altra persona di fianco a me in piedi. Siccome abbiamo lasciato la porta aperta per i curiosi è entrato un ragazzo giovane carino da matti. Siccome mi piace un sacco lo invito a rimanere per guardare con il segreto desiderio di poter giocare anche con lui. Il tipetto rimane, allunga la testa per vedere il cazzo entrare e uscire. Misericordia, lui è veramente caruccio; altro che sesso, con lui ci farei all’amore. Purtroppo si rompe l’incanto. Dopo aver soddisfatto la sua curiosità esce dallo stanzino e se ne va. Sto sudando, non ho voglia di sborrare. Il tizio sotto di me si masturba mentre lo stantuffo e finalmente lo sento grugnire di goduria. Probabilmente effetto del cazzo che gli solletica la prostata.
Passo davanti al bar insieme al pelato che ha supervisionato la chiavata. Sono le 02:00 passate. Tempo di doccia e ci si prepara ad uscire. Il locale è vuoto, siamo rimasti solo noi tre. Nello spogliatoio il giovane ha cambiato pelle. Non è più la troia che lo reclamava nel culo ma sembra un rampante avvocato in giacca e cravatta, maschio più che mai. Pure bello. Potenza della metamorfosi!
Tutti e tre insieme saliamo la scala verso l’uscita. Contavo su un saluto, un ciao. Macchè! Come ha messo il naso fuori dalla porta il giovane si è fiondato in strada senza nemmeno girarsi, come si vergognasse dell’accaduto. Io e il pelato invece girato l’angolo opposto ci siamo salutati. E’ stato un piacere conoscerci e passare queste ore insieme.
È notte fonda e la città giace avvolta in un silenzio denso, rotto solo dal rumore lontano di qualche auto. Le luci giallastre dei lampioni si riflettono tremolanti sull’acqua scura del fiume, mentre i muraglioni che lo costeggiano sembrano giganti immobili a vegliare sulla corrente. Attraverso il ponte con il passo cadenzato, il freddo mi punge il viso, ma il mio giaccone di piumino trattiene il calore, una barriera sottile tra me e l’inverno. I semafori lampeggiano soltanto il giallo, come occhi socchiusi nella quiete della notte. Qualche finestra illuminata qua e là racconta di insonni e di storie che continuano mentre il resto della città dorme.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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