Gay & Bisex
Doppia? Si…dai! Perché no?


22.01.2025 |
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"Ora Mauro mi chiede un sessantanove che facciamo molto volentieri..."
Doppia? Si…dai! Perché no?Per qualche lettore, questo può sembrare un racconto un piuttosto esteso ma ritengo che dividerlo in due, potrebbe perdere di coesione e fluidità. La narrazione potrebbe risultare frammentata.
1)
Chi non ha mai sognato di partecipare ad una doppia penetrazione? Che sia etero oppure omo essa rimane un desiderio nascosto per molti, oppure un sogno difficile da realizzare oppure mai realizzato. Per altri invece si realizza e a volte anche a sorpresa. Un desiderio nascosto è un sussurro silenzioso dell’anima, un sogno segreto che portiamo nel cuore, quasi sempre celato agli occhi del mondo.
La lunga strada si stende davanti, diritta a tratti come un nastro poi a tratti tortuosa e avvolta dalla foschia della pianura. Sembra notte fonda anche se sono soltanto poco più delle 20,30. L’appuntamento è per mezz’ora più tardi.
Il cielo nero appena sporcato da un velo di nuvole. L'aria è tagliente, il gelo sembra penetrare ovunque, appannando i vetri della macchina. Siamo in gennaio. L'asfalto è avvolto da una densa ma bassa foschia che riflette i fari, creando aloni eterei nell'aria gelida. I fari fendono l'umidità sospesa, creando coni di luce che si perdono nel nulla. Tutt'intorno campi silenziosi e piatti si perdono nell'oscurità, interrotti solo da sporadici lampioni. La destinazione è il mare dove lui ha una seconda casa che spesso usa come scannatoio ma per ora c'è solo la sensazione di un viaggio che attraversa l'immobilità gelida, calma e ovattata di questa notte padana.
Il suo messaggio era chiaro e diretto senza fronzoli. Era la prima volta che mi contattava. “Ho voglia di cazzo, se ti va di scopare, vieni da me questa sera ore 21:00” Le foto sono quelle di un cinquantenne apparentemente alto e longilineo, bel culo e bella schiena e un generoso arnese tra le gambe, che non guasta. Mi allega anche foto del viso. Osservo e penso che abbia l’aria del porco.
Arrivo a destinazione, nella località di mare. Il silenzio della notte è rotto solo dal lontano segnale sonoro ad intermittenza di un faro su qualche molo. L’aria è pungente, resa ancora più fredda dalla nebbia che avvolge le strade deserte come un velo spettrale. Le seconde case, chiuse e buie, sembrano osservare immobili, i loro interni nascosti dietro persiane sigillate. I lampioni, pochi e distanziati, emettono una luce fievole che si dissolve nella foschia, creando ombre incerte. Per strada, quasi nessuno: solo il rumore di un passo occasionale o il latrato lontano di un cane a rompere l’illusione di un luogo completamente abbandonato. Lo avviso con messaggio che sono davanti alla sua porta. Lui dà il tiro, entro e trovo due porte davanti e me. Una è socchiusa e intravvedo un uomo che indossa soltanto un asciugamano attorno alla vita. E’ lui, quello della foto.
“Piacere, Gilberto” (i nomi qui citati sono di fantasia) “Piacere e scambio il mio nome). Il fisico rispecchia le foto (cosa rara), niente male direi. Mi dice di seguirlo in camera da letto, ha provveduto ad alzare la temperatura. Alla parete accanto al letto c’è un grosso termosifone caldo ma non sufficiente a scaldare una seconda casa chiusa in inverno. “Vieni qui accanto al termosifone, fa più caldo”. Si toglie l’asciugamano e rimane nudo completamente con il notevole uccello barzotto che pende. Mi spoglio e mi piazzo davanti a lui. Ho il cazzo barzotto pure io. Iniziamo a strusciarci cazzo contro cazzo fino a farli diventare duri. Pure il suo come il mio si scappella bene. Poi, Gilberto si inginocchia davanti a me e incomincia a farmi un bocchino da urlo. Bravissimo a succhiare.
Il termosifone dietro di me scalda la schiena. La pompa continua. Lui succhia voracemente. Gli spingo il cazzo fino alla gola più che posso prendendolo per la testa. Gli dico di leccarmi i coglioni e lui obbedisce. Poi riprende a ciucciarmi. Mi piace un sacco stare in piedi a gambe larghe mentre un porco nudo sta in ginocchio davanti a me a sbocchinarmi.
Fuori, la notte gelida avvolge la strada deserta, dove nessun passo riecheggia, nessun rumore disturba. È un silenzio profondo, quasi irreale, che sembra sospendere il tempo. L’unico rumore che si percepisce in questo momento è il succhiare di Gilberto che mi sta divorando l’uccello. Sento la sua bocca calda, spingo più dentro fino alla gola, lo tiro fuori, glielo sbatto forte in faccia e glielo rimetto in bocca. “Succhiami dai…” Mi sta procurando spasimi sulla cappella.
Decide di cambiare scenario. Mi molla, prende un preservativo dal comodino, me lo infila addosso con perizia e noto che è abituato a farlo. Si spalma un poco di gel su per il culo e ne mette una dose sul mio preservativo lubrificandolo. “Inculami, ora…!” Lo dice girandosi in piedi, a gambe larghe, di faccia al muro davanti al caldo termosifone. Gli vado dietro e solo l’idea di chiavarmi un culo mi fa indurire il cazzo ancora di più. Allargo le sue chiappe, sfrego la mia bestia sul solco dei glutei, fino a sfiorare il buco del culo che trovo facilmente. Leggera pressione e come per magia sento di scivolare dentro di lui senza alcuna difficoltà. Sono entrato in un accogliente e caldo nido e inizio a pompare avanti e indietro. Già che non ho avuto difficoltà ad entrare mi permetto il lusso anche di uscire del tutto e poi rientrare centrando perfettamente l’ano detto volgarmente buco del culo. Ed ogni ingresso è un colpo ben assestato. Si tratta di un bel esercizio e anche godibile per lui che mi incita a continuare così. Lo tengo per i fianchi e dopo che ho infilato tutto il cazzo in culo fino in fondo, mi fermo per poi riprendere e dare dei colpi a forma di cerchio. Piace a tutti variare posizione in situazioni simili. A questo punto ci spostiamo sul letto.
Gilberto si posiziona sul bordo in ginocchio a pecora e io in piedi sul pavimento dietro di lui. Questa posizione a pecora è una delle mie preferite specialmente se sto in piedi sulle mie gambe, riesco a controllare la mia postura e duro di più. Gilberto fa qualche sniffata di poppers (che a me non piace e non uso) e va in estasi. Quando esce dal suo incanto mi chiede di essere scopato alla missionaria.
Si gira di schiena sul letto allargando le gambe. Io mi posiziono in ginocchio davanti a lui e cambio il preservativo. Gli metto un cuscino sotto il culo in modo da facilitare la penetrazione. E’ facile centrare il suo antro del piacere e gli infilo dentro tutto l’arnese che ho tra le gambe. Gli alzo le gambe tenendogli le caviglie con le mani e osservo con libidine e con piacere fisico il mio cazzo che entra ed esce dal suo corpo. Goduria per entrambi. Lui si sega mentre lo stantuffo fino a che mi dice che sta per sborrare. Lo prego non adesso ma se può aspettarmi tra poco vengo pure io. Ancora alcuni colpi e poi siamo pronti per una sborrata liberatoria. Mi sfilo via dal suo sfintere. Il serbatoio del preservativo è pieno di latte biancastro e denso e la sua crema è schizzata tutta sul suo petto. Ci si ripulisce con un rotolo di carta pronto per l’uso, gli chiedo di pisciare in bagno e dopo mi vesto. Ho le palle sgonfie e sono soddisfatto.
Ci scambiamo qualche saluto e commento di rito, mi dice che è disponibile per altro incontro quando e se mi va. La chiavate nelle varie posizioni sono da ripetere.
Il freddo gelido e la notte fonda amplificano il senso di isolamento, mentre il suono del corno da nebbia dal porto, intervallato dal silenzio profondo, aggiunge una nota quasi cinematografica all’ambiente. Le strade deserte, le seconde case buie, abbandonate come gusci vuoti. Sono in auto e la musica soft diventa una sorta di colonna sonora intima, quasi un rifugio contro il gelo esterno, mentre guido in solitudine, attraversando un paesaggio che sembra appartenere a un'altra dimensione. Una notte come questa (dopo un’ora di sesso) invita a pensare, a sognare, o semplicemente ad ascoltare quel silenzio pieno di significati nascosti. Mi sento leggero e rilassato.
2)
La pandemia ha avuto un impatto profondo sulle vite delle persone durante i periodi di quarantena. L'isolamento sociale ha generato ansia, stress e solitudine, modificando abitudini quotidiane e relazioni interpersonali. Rimane il fatto che sono stato costretto a farmi tante seghe sia da solo nei momenti più insoliti della giornata che di notte in video chat. Le orge virtuali in chat, quante ne ho fatte.
Sono passati oltre due anni dalla chiavata con Gilberto. Arriva un suo messaggio. “Ciao come stai? Ti va di fare in tre? Un amico passa a trovarmi questa sera, ore 21,30. Se ci sei pure tu mi fa piacere.”
Estate italiana, con le sue luci dorate e le atmosfere che invitano a rallentare. La strada che attraversa la campagna padana, lunga e dritta prima di trasformarsi in curve sinuose, mi sta portando verso il luogo di spensierata vacanza. Guido rilassato, ascolto la mia musichetta preferita. Indosso una polo gialla estiva, pantaloni bianchi di lino leggeri ma non indosso alcun intimo. Cazzo e palle liberi di muoversi.
I monti azzurri che si stagliano in lontananza fanno da cornice, regalando un senso di profondità e pace. La stessa località turistica che avevo visto due anni prima in una fredda e nebbiosa serata di gennaio è ora animata e vivace. Essa si mostra nel pieno della sua stagione: seconde case che si riempiono di vita, le voci delle persone che si mescolano al rumore dei passi e alle risate.
Le gelaterie e i ristoranti aperti diffondono nell'aria profumi familiari, che si intrecciano con quello salmastro portato dalla brezza marina. Tutto parla di estate: il clima caldo ma piacevole, il mare che sembra avvicinarsi ad ogni respiro, e quella sensazione di leggerezza che avvolge ogni cosa. Un contrasto evidente rispetto all'inverno, quando la nebbia avvolgeva tutto in un silenzio malinconico. Ora invece tutto brilla, sa di vita, di vacanze, di ritrovata libertà.
Come già fatto in passato, Gilberto mi da il tiro. Entro, una delle due porte è socchiusa e lo vedo in cucina che sta preparando qualche cosa. Sta totalmente nudo, indossa solamente ciabatte infradito.
“Uehh, ciao, entra, vieni qui” il suo caratteristico accento del sud mi da il benvenuto. Ci salutiamo e mi dice che sta preparando una pizza da cuocere più tardi poichè di solito il suo amico Mauro rimane a cena dopo aver scopato.
“Andiamo di là, Mauro sta facendo la doccia. Lui fa i turni e quando la moglie non c’è di solito viene qui, ci divertiamo, cena e poi va a casa”
In camera da letto le persiane sono giù e l’aria condizionata rinfresca dalla calura estiva. Io e Gilberto ci spogliamo e poi incominciamo a toccarci i cazzi mosci che in verità si stanno svegliando. Abbiamo due bei cazzi. Ed ecco che Mauro esce dal bagno e ci raggiunge completamente nudo. “Hei ciao, già a smanettarvi voi due?” Ci presentiamo con scambio nomi e strette di mano. Mauro è alto più o meno come me ma è decisamente più robusto, non grasso, ma pieno e penso che dal tono della muscolatura e delle rotondità faccia un lavoro manuale, ma non indago, potrebbe essere un portuale come tanti qui da noi. Comportamento maschio, peloso al punto giusto e nei punti giusti, mani robuste e solide, capelli a zero, abbronzato. Ma la meraviglia che tiene tra le gambe spicca su tutto il resto. Un bel cazzo non esageratamente lungo ma veramente grosso, venoso e da scappellare. Sicuramente uno si massacra le mandibole nel succhiarlo. Farsi scopare il buco del culo, sicuramente, uno deve essere ben allenato per ospitare una mazza grossa così.
Ci avviciniamo tutti e tre. Mauro ha già il grosso cazzo dritto e duro. Io sono eccitato a quella visione e soprattutto immaginando i giochi che faremo, il mio uccello svetta bello dritto, venoso e scappellato. Gilberto ci mette il suo che si è pure svegliato ed ha un signor cazzo pure lui. Li uniamo insieme in un porco frotting a tre. Li strusciamo insieme, li sbattiamo uno contro l’altro. Facciamo in modo che le tre cappelle si tocchino, si bacino. Ci accarezziamo e stringiamo i coglioni uno con l’altro. Che bello fare ste cose tra maschi. L’eccitazione sale al massimo. Metto una mano sul culo di Mauro e una sul culo di Gilberto. Siamo quasi uniti come in unico abbraccio. Loro due si conoscono da tempo, le loro bocche si avvicinano e iniziano a baciarsi, poi subentrano giochi di lingue. Successivamente Mauro mi mette una mano dietro la testa e mi avvicina a loro. Ora sono tre le bocche e le lingue che si cercano. Mi hanno incluso nel gioco.
Gilberto prende l’iniziativa; si stacca da noi, si abbassa sulle ginocchia e prende in bocca il cazzone di Mauro mentre io e lui stiamo a limonare. Ho voglia di succhiare Mauro. La sua bestia mi fa gola. Mi abbasso e osservo il volto di Gilberto che è impegnato in un mega pompino. Si accorge che sono li ad osservare e generosamente mi concede di partecipare al banchetto. “Dai…succhia sto cazzone pure tu” e mi guida la testa verso Mauro per ingoiare il mega cazzo. Succhio fino a che mi fanno male le mandibole poi do il cambio a Gilberto. Mauro non sembra interessato a succhiare i nostri cazzi. I suoi atteggiamenti sono esclusivamente da maschio attivo. Gilberto si abbassa ancora, incomincia a succhiare il mio e poi passa a Mauro e poi a me e poi a Mauro ancora.
I due amici decidono che è tempo di scopare. Gilberto ci allunga due preservativi che io e Mauro indossiamo. Il gel è disponibile sul comodino. Gilberto si mette a pecora in ginocchio sul letto dopo essersi ben lubrificato, anche se in effetti è abituato a prenderlo nel culo. Mauro gli va dietro e se lo incula di brutto. Glielo infila dentro come niente fosse, mentre il povero Gilberto sta a grugnire la sotto. Mauro lo scopa senza ritegno, è solo occupato a godersi la chiavata. Gilberto sniffa popper e se la gode. Mauro ci da dentro come fosse quasi incazzato. Lo fotte bene e duro. Mauro esce il cazzo da culo di Gilberto, mi dà il cambio e quasi mi ordina di prendere il suo posto; lo faccio con piacere. Infilo il mio su per il culo di Gilberto e incomincio a stantuffare godendomi il caldo ventre di sto porco di padrone di casa, a pecora sul letto.
“Dai cazzo… fate la doppia, datemi i due cazzi insieme” sento la voce di Gilberto quasi a urlare con tono strozzato. Mauro mi dice di rimanere con il cazzo dentro il culo di Gilberto ma di salire con i piedi sul letto e quasi stendermi sulla sua schiena. Mauro è dietro di noi. Le sue dita trafficano sotto le mie palle ma nel culo di Gilberto e poi sento il suo cazzo che si inserisce sotto al mio. Gilberto caccia quasi una bestemmia ed è la conferma che si sta beccando i nostri cazzi insieme.
La posizione di Mauro è più agevole della mia perciò è lui a stantuffare avanti e indietro e poi diciamo la verità è la prima volta per me. Comunque sento l’uccellone di Mauro che sfrega contro il mio e sbattere pure sulle mie palle. E’ una goduria pazzesca. Sento la puzza del popper che Gilberto sta inalando e mi viene da pensare che ne abbia bisogno con ben due cazzi in culo. Le gambe ora mi fanno male e le ginocchia mi cedono. Anche se è molto gradevole la doppia per me, rischio di non farcela tanto a lungo in quella posizione e chiedo a Mauro di farmi uscire.
“Tranquillo, stenditi sulla schiena davanti a Gilberto e fatti sbocchinare mentre io continuo a dargli nel culo” mi dice Mauro. Apprezzo questa complicità che si sta formando.
Gilberto mi sta succhiando il cazzo, vedo Mauro in piedi dietro di lui che lo sta scopando e noto delle gocce di sudore sulla sua fronte. Io non resisto: li avviso con un “vengooo” ad alta voce e sborro in faccia a Gilberto. Poi è la volta di Mauro che grugnisce parole incomprensibili e sborra nel culo di Gilberto che a sua volta menandosi la fava la sotto, sborra pure lui schizzando come un cammello direttamente sul letto.
Dopo che ci siamo dati una riordinata: “Uehi…rimani con noi per una fetta di pizza”? Ringrazio e declino, non voglio disturbarli visto che si conoscono da tempo e poi potrebbe essere che dopo cena vogliano scopare ancora tra di loro.
“Allora ci vediamo alla prossima se vuoi, ritorna”. “Si volentieri, grazie”
3)
Passata l’estate, passato l’autunno, siamo quasi a Natale. Arriva un messaggio. “Ciao, stasera viene Mauro, sei dei nostri?” “Si volentieri grazie” “Dai che facciamo ancora una doppia”. “Senti, Gilberto, mi spiace se la volta scorsa non sono stato all’altezza delle aspettative per la doppia ma era la prima per me” “Tranquillo, vedrai che ci divertiremo, ore 21:00”
Notte fredda di dicembre, avvolta dall'atmosfera silenziosa della solita località turistica semi-deserta. Le seconde case, immerse nell'oscurità, si animano solo grazie a rare finestre e porte addobbate con luci natalizie che scintillano delicatamente nella notte. Il cielo è limpido e punteggiato da un'infinità di stelle che brillano sopra, amplificando la quiete della scena. L'aria è pungente, e l'unico suono che si percepisce è quello della brezza di mare che scivola tra le strade deserte.
Anche questa volta Gilberto sta ai fornelli ma indossa soltanto un grembiule da cucina. Che porco!
“Vai in camera, Mauro è già li” Entro in stanza da letto, l’ambiente è ben riscaldato. “Ciao come va?” Mauro è steso nudo sul letto a gambe larghe e si sta accarezzando il grosso cazzone quasi duro. Il maschione soltanto attivo mi dice di svestirmi e raggiungerlo. Siamo ora nudi entrambi e non posso fare a meno di prendergli l’arnese in bocca e succhiarlo. Mentre mi gusto la sua nerchia entra in camera Gilberto, pure lui nudo come un verme. Si mette di fianco a me in attesa che io molli l’osso, o meglio il cazzo di Mauro. Sono gentile e glielo offro. Inizia così, una doppia succhiata alternata. Quindi, Gilberto lascia e mette la sua testa tra le mie gambe. Mi posiziono per agevolarlo e lui si prende in bocca il mio cazzo scappellandolo con le labbra. Situazione goduriosa.
Naturalmente non passa molto che Gilberto reclama i nostri cazzi anche su per il sedere. Si ripete la posizione come l’ultima volta. Dopo esserci incappucciati i piselli, io salgo in piedi sul letto per poi abbassarmi sulle gambe alle spalle di Gilberto e centrare il buco tra le sue chiappe. Scivolo dentro con facilità e mi posiziono molto meglio data la precedente esperienza. Mauro è pronto per il suo ingresso trionfale. Sento che con le dita sta ravanando sotto i miei maroni solleticando la tana di Gilberto. Io ovviamente non posso vedere ma certamente sento tutto bene in fatto di tatto. La verga di Mauro la sento che sta entrando sfregandosi sotto la mia. I nostri due cazzi sono ora in culo. Non è facile trovare il ritmo subito, ma con Mauro dopo qualche minuto ci riusciamo. Mai provato prima una simile sensazione. I nostri due cazzi che si toccano e che pompano allo stesso tempo in perfetta sincronia. Gilberto, mugugna, sospira, sniffa poppers, ci incita a dargliene di più, credo di aver sentito pure una bestemmia. Il gioco va avanti fino a che lo sentiamo lanciare un ….Haaaghhh!!!. L’effetto del popper, i colpi dei nostri cazzi, la sega che si tira là sotto, fanno sborrare Gilberto a fontana sbrodolando su un telo messo apposta come orgiastico copriletto. Mauro esce dal culo per primo poi io. Sono soddisfatto anche se le gambe e le ginocchia mi fanno un male boia. Mi strizza l’occhio, sorride e buttiamo i preservativi nell’apposito sacchetto.
Gilberto si alza dal letto, raccoglie il telo dal letto ed esce dalla stanza. “Ora divertitevi voi, io vado a fare la pizza” esclama chiudendo la porta. Rimango un poco sorpreso da questa sua fretta di andarsene in cucina.
Mauro ride e mi dice che Gilberto subito dopo che ha sborrato perde tutte le voglie di sesso e di cazzo, lui è fatto così. Il dopo per lui non esiste.
Lui si siede sul bordo del letto, mi tira verso di lui, mi mette le mani sulle cosce e a sorpresa si prende il mio cazzo in bocca. “Ma…tu Mauro non sei soltanto attivo?” “Ma quando mai...! Il cazzo piace pure a me…dopo mi chiavi” mi dice dopo essersi svuotato le bocca. Sorpresa…direi!
Sto divertendomi assai ora con il mio uccello succhiato da Mauro, il tipo ci sa fare a sbocchinare. Dopo un poco gli chiedo se mi da il suo in bocca. Ok cambiamo ruolo fino a che mi fanno male le mandibole. Passo a leccargli i maroni belli gonfi.
Ora Mauro mi chiede un sessantanove che facciamo molto volentieri. Lui sta sotto e io sopra perché così mi riesce più facile succhiargli la bestia. Mi molla il cazzo e e mi chiede di incularlo. Si, il maschione che credevo solo attivo lo vuole di dietro. Ok…mi copro con un profilattico, spalmo un po' di gel, lui si stende sulla pancia con un cuscino sotto il bacino, io gli lavoro il buco del culo con un dito e poi due dita, poi gli allargo le natiche, appoggio la punta del cazzo sul buco e scivolo dentro. Sensazione di calore e una leggera forzatura per entrare, ma nulla di complicato. Inutile raccontarvi come si chiava un culo, lo sapete sicuramente.
Mentre il pizzaiolo è in cucina io e Mauro ci siamo concessi due pompini a vicenda, un lungo 69, una scopata fatta a lui (pure bello accogliente) e due segoni a vicenda con copiose sborrate per finire.
Bella serata maiala tra maschi.
Hei voi…! Porci…prontaaaa la pizzaaaa !
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