Lui & Lei
Max
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27.02.2025 |
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"“Allora è tutto cazzo quel gonfiore che vedo?” dice Monica appoggiando la mano aperta sul pacco..."
Cazzo, non me l’aspettavo quella gonnellina filo culo.Si china un poco per infilare la chiave nella serratura e il tessuto svela le due mezzelune del culo. Sono ipnotizzato dai suoi passi su quei tacchi vertiginosi.
Mi aveva detto che andavamo a casa della sua amica che ha organizzato una piccola festa e ci teneva che ci fossi anch’io.
Infatti, per l’occasione, ero venuto a prenderla tutto bello, profumato ed elegante nella mia camicia di lino bianca. Ammetto che non mi sono messo le mutande, perché lo so quanto le piace sbottonarmi i jeans e trovarci il mio cazzo duro. E magari dopo la festa dell’amica l’accompagno su in casa.
“Max, sei proprio figo.” mi dice mentre mi sfiora con un bacio.
“Anche tu, tesoro.” Credo di poterla chiamare tesoro, ormai ci frequentiamo da sei mesi, scopiamo come due ricci, mi porta pure dalle amiche. Direi che siamo intimi.
Ma lei non reagisce, traffica col cellulare.
Avvio la macchina in attesa di istruzioni.
“Vai verso il lago. La festa di Monica si svolge lì.”
Vado sulla fiducia, capisco che vuole presentarmi alle sue amiche. Credo di essermi un po’ innamorato.
Elena è davvero bella, è intelligente e scopa come una dea. Ha anche tanta fantasia. Ogni tanto quando scopiamo mi dice delle cose che lasciano ben sperare per il futuro. Cose tipo: “Max, ti immagini se ci fosse un altro cazzo tutto per me qui?” oppure “Non ti piacerebbe se fossimo due donne?” Le dice con una voce roca al limite dell’orgasmo e io godo come un matto e vorrei fotterla ancora e ancora.
Cazzo, mi sono distratto e non ho sentito cos’ha detto, colpa di quelle cosce abbronzate e semichiuse.
“Scusa, Elena, non ho sentito.”
“Dai Max, concentrati. Ti dicevo che sarà una festa a coppie, ci sarà un aperitivo e delle cose da mangiare così, tipo stuzzichini.”
Ho capito: dopo mi tocca anche il giro in pizzeria, perché va a finire che muoio di fame.
La sua mano sale lungo la mia coscia e accosterei subito, ma la vedo così felice e piena di entusiasmo per questa festa, che tiro dritto.
“Comunque, Max sono tutte persone molto aperte e simpatiche, vedrai che ti divertirai.”
Finalmente arriviamo davanti a questa villetta.
Ci apre Monica, la padrona di casa, anche lei tacchi vertiginosi, gonna al pelo e una scollatura profonda come il gran canyon. Meno male che Elena non è gelosa, così posso bearmi di questo fantastico panorama.
Appena entrati ci offrono un bicchiere di prosecco e inizia il giro delle presentazioni. Strette di mano forti e asciutte dagli uomini, baci sulle guance dalle donne tutte così sexy. L’estate è davvero la stagione migliore.
Monica mi prende sottobraccio e mi accompagna un tavolo pieno di tartine, frutti freschi tagliati, tutte cose da mangiare in un boccone e mi riempie di nuovo il bicchiere.
Guardandomi attorno vedo che siamo quattro o cinque coppie, non mi ricordo nemmeno più un nome.
Elena spunta da un’altra stanza ridendo seguita da un uomo.
Le faccio segno e lei si avvicina.
“Allora Monica, ti piace il mio Max?”
“Si, era ora che ce lo presentassi.”
Una coppia sul divano sta pomiciando. Non che mi dia fastidio, ma un po’ mi disorienta e guardo Elena alla ricerca di aiuto. Credo che mi sia sfuggito qualcosa, ma lei fa finta di niente. Anzi si rivolge a Monica
“Sai, che brutta abitudine ha il mio Max?” Speriamo che non le racconti della gara di rutti.
“Lui sotto ai jeans non porta niente.” Prosegue lei.
“Allora è tutto cazzo quel gonfiore che vedo?” dice Monica appoggiando la mano aperta sul pacco.
Che cazzo succede!
Non sono mica abituato che una donna sconosciuta mi metta la mano sul pacco davanti alla mia ragazza. L’uccello nei pantaloni mi fa male tanto è duro sotto a quelle dita. Vorrei dire a Elena che è una reazione fisiologica, che desidero solo lei, non voglio che si arrabbi.
Quella zoccola provocatrice me lo strizza pure e con una lieve carezza mi dice:” Elena ed io siamo molto amiche, scusa se mi sono presa questa confidenza.”, si gira e se ne va ridendo.
Elena mi sorride, mi attira a sé e mi bacia palpandomi proprio per bene.
“Ti piace Monica e come ti ha toccato?” mi sussurra roca.
Cosa rispondo adesso? No, che mi piace solo lei, ma il cazzo mi tradisce oppure si, me la scoperei subito ed Elena mi sgozza qui davanti a tutti? Perché va bene non essere gelosi, ma a tutto c’è un limite.
Taccio e la bacio, visto che qui pare nomale scambiarsi effusioni.
Lei mi ride sulle labbra:” Non vuoi rispondermi?”
“No,” le dico “voglio solo scoparti che ho una voglia pazza. Non c’è un angolino in questa casa?”
Per mano mi porta in un salotto con un divano enorme extralusso. Non c’è nessuno.
Riprendo a baciarla, mani sul culo.
Scivolo verso l’alto e incontro le sue mutandine che scosto per infilare le mie dita nella fessura fra le sue chiappe sode.
Scendo fino a sentire le prime tracce di umidità alla porta della sua fica.
“Posso?” dice un maschio
“Ti dispiace Max?” chiede Elena.
Ormai non posso fermarmi, sono oltre e annuisco solo.
Lui fa cadere la spallina di Elena e le bacia la spalla. Il suo gemito arriva direttamente nella mia bocca e mi dà una sferzata.
L’altro le prende un seno, e lo sento come dice “Sei bellissima!”. Questa cosa mi sta eccitando da matti.
Elena ci scosta, lascia cadere il vestitino e rimane davanti a noi solo con le mutandine bagnate. Torna da noi, bacia lui, bacia me e guida le nostre mani sul proprio corpo caldo.
Non me l’aspettavo, non me l’aspettavo proprio e sono in orbita.
Sento mani sul mio corpo, è Monica che dice: „Permetti? Trovo i bottoni dei jeans molto, molto sexy.”
Abbasso gli occhi, le sue unghie rosse risaltano mentre le dita snocciolano i bottoni per liberare la mia erezione.
L’indice sosta sulla punta del mio cazzo distribuendo la prima goccia, le altre dita lo raggiungono per impugnarmi come un duro scettro del piacere.
“Ti piace, amore? Lasciati andare.” La voce di Elena arriva da lontano, io sono già partito per uno sconosciuto paradiso del piacere.
La camicia, i pantaloni e anche i calzetti sono scomparsi, come anche il mio cazzo nella bocca di Monica mentre bacio il ventre di Elena che gode sotto alle carezze di quel tizio.
Una risata esplode vicino a me: „Ma che cazzo! Iniziate la festa senza di noi solo perché lui è nuovo?”
Una bocca di donna cerca la mia, una mano maschia sculaccia Monica.
Sento una voce femmina “Quanto ti piace vedere tua moglie che succhia un altro cazzo?”
Spezzoni di frasi si rincorrono “Apri le gambe.” “Vieni qui.” “Cazzo se sei bagnata.” “Sbattimi, per favore, adesso!”
Vorrei sentire e vedere tutto, ma il mio corpo esige tutta la mia attenzione, non posso più essere passivo. Spingo la testa di chi mi sta succhiando il cazzo fino a sentirne le tonsille, la tiro su per i capelli, la bacio. Non so chi sia, ma la voglio fottere ora.
Deve averlo letto nei miei occhi mentre si impala sul mio cazzo ed Elena mi offre la sua fica da leccare. Si alza di poco, quel tanto che mi permette di vedere un cazzo estraneo che le sfonda la fica strappandole un grido.
Ho capito, ho capito tutto mentre sborro anche l’anima dentro a questa donna.
Ho capito e mi alzo per fare un giro.
Vedo corpi sudati, persone che godono sembrano una moltitudine così incastrati gli uni negli altri.
Accarezzo, tocco, bacio, infilo dita, strizzo tette e mi lascio a mia volta toccare, leccare, coinvolgere.
Sono felice, mi piace questo; è un misto di pace ed eccitazione.
Nudo come un verme, con il cazzo in tiro esco un momento in terrazza a respirare come se dovessi digerire il fatto che inaspettatamente mi piace qualcosa che mai avevo preso in considerazione, che mi eccita vedere quella che considero la mia donna, scopata da altri, che mi manda fuori di testa quando mi guarda negli occhi mentre ne fotto un'altra.
La vedo, Elena, attraverso la portafinestra, come un fantino su un maschio che la stringe per i fianchi, il bel culo sporto all’aria. Mi sembra di sentire le contrazioni della sua fica, tutto il succo che ne cola, riconosco l’inarcarsi della sua schiena quando tende anche il collo alla ricerca del piacere.
Ha bisogno di un cazzo in culo.
Rientro veloce e so quello che voglio e devo fare.
La punta del mio uccello le sfiora le natiche, ma io le parlo.
“Adesso te lo sbatto in culo. Devi dirmi che lo vuoi?”
Geme senza rispondere. Appoggio la cappella allo sfintere, la pressione è lieve.
“Chiedimi di essere scopata e non dimenticarti per favore.”
Mugugna qualcosa. Sento che temporeggia per godere dell’aspettativa del momento. La sua eccitazione mi arriva da ogni molecola del suo corpo.
Rincaro la dose: la tiro per i capelli. “Implorami di sfondarti il culo, ora!”
“Spaccami, per favore!”
Spingo accompagnato dal suo possente orgasmo che inonda il tizio sotto di lei.
Nel mio universo c’è solo pompare questo culo, pompare senza sosta, pompare finché un getto mi proietta fuori da me stesso.
“Vuoi salire un attimo?” mi dice Elena.
Siamo stanchi e soddisfatti. La festa è stata bellissima, come bello è stato che tutti in un modo o nell’altro avessero partecipato ad accogliermi in questo mondo sconosciuto.
“Si, grazie” parcheggio perché ho bisogno che i nostri corpi possano riposarsi nudi uno accanto all’altro, perché ho bisogno di sussurrarle un grazie fra i suoi capelli biondi.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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Commenti per Max:
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