incesto
Il Pacco per Nonna - 3

08.01.2025 |
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"Me la figuro come se stesse facendomi un pompino di cui spero sia capace come nonna!
“Buonissimo questo tiramisù vero caro?” Papà annuisce mentre sta già..."
Al rientro da scuola sono ancora eccitato per quanto accaduto in mattinata e nonna non mi aiuta perché indossa ancora il kimono di mamma. Ma siccome sono una persona seria, dopo aver pranzato mi chiudo in camera a studiare. Sento anche la voce di mamma quando verso le sedici e trenta arriva trafelata. Viene ripresa da nonna perché è in ritardo. Mi saluta per un attimo affacciandosi alla porta ed io non riesco nemmeno a vederla per quanto va di fretta.
Quando esco per cenare vedo di nuovo lo scrigno in salotto. Chiedo a nonna perché aveva ripreso mamma e lei candidamente mi dice che gli accordi sono che mamma può passare dalle 13 alle 15 e 30 massimo, altrimenti rischia di trovarci in atteggiamenti poco consoni tra nonna e nipote e questo potrebbe rovinare la situazione. Terminata la cena, mentre nonna si trattiene in bagno, io sento al cellulare alcuni amici che mi chiedono di uscire: prometto loro che lo farò tra qualche giorno. Poi mi chiedo se stasera da quello scrigno nonna tirerà fuori qualche altro particolare della sua vita, anzi stasera voglio provocarla io e vedere come si comporta. Appena arriva con una gonna a metà coscia e un maglioncino che aderente com’è lascia poco all’immaginazione!
“Nonna mi piacerebbe vedere la faccia dei miei amici se ti presentassi a loro vestita così!”
“Per i tuoi amici sono solo tua nonna…anche se l’idea non mi dispiacerebbe, ma voi ragazzi d’oggi non sapete cos’è la discrezione!”
“Perché quando eri giovane c’era discrezione in giro?”
“Assolutamente sì; come ti ho già detto non c’è nulla di nuovo sotto il sole; cambiano i modi, l’educazione, ecc. ecc. ma tutto quello che si fa oggi si faceva anche 50 o 100 anni fa.”
“Ma posso chiederti, senza che ti offendi, qual è stato il tuo primo incontro con un cazzo?”
Mi risponde senza scomporsi che proprio stasera voleva parlarmene dato che io ho il diritto di sapere tutto di lei. Dallo scrigno tira fuori ancora la scatola del giorno prima e, rovistando alquanto, tira fuori tre o quattro foto. Le ordina e poi me le mostra.
Nella prima foto che mi passa riconosco sua madre mollemente adagiata su un divanetto completamente nuda e a cosce spalancate mentre con le mani sorregge il seno come ad offrirlo a chi sta scattando l’immagine. Capisco che non è una foto fatta dal marito perché l’ambientazione sembra essere quella di uno studio fotografico professionale. Infatti, lei comincia a dire che l’amico fotografo che aiutava suo padre soprattutto a sviluppare le foto di nudo, abitava a una decina di chilometri da casa sua, in un altro paese dove esercitava appunto l’arte fotografica. Le corriere allora erano frequenti per cui bastavano pochi minuti per andare e venire anche se uno non avesse avuto la macchina. Ma la cosa più interessante è che lo stesso fotografo era un bell’uomo e soprattutto uno sciupafemmine matricolato. Aveva adulato un po’ la madre per la sua bellezza e questa, già a corto di attenzione dal marito, e visto che l’uomo l’aveva già vista in foto, accettando la sua offerta aveva iniziato a recarsi da questi che prima la fotografava e poi se la scopava con grande soddisfazione della povera donna. Ma nel giro di qualche settimana la relazione si era raffreddata da parte dell’uomo che oramai era si saziato delle grazie della donna che però, al contrario non voleva mollare il bell’osso che le era capitato di gustare. Per cui gli aveva proposto un po’ di “carne fresca e illibata” cioè la figlia che, abituata a mostrarsi al genitore asettico a ogni provocazione, pur facendo la vereconda quel tanto che bastava non si negò alla proposta materna. Il fotografo avrebbe fatto le foto alla figlia, poi sarebbe passata la madre a “pagare” il lavoro. Come recita il detto: “il diavolo fa le pentole ma non i coperchi”… Il caso volle che sua madre, quando doveva “pagare” il fotografo, mandasse la figlia cioè nonna, a fare delle commissioni nel paese, ma una volta di queste, nonna non riuscì a fare nulla e tornò quasi subito allo studio del fotografo che, malauguratamente per lui, si era dimenticato di chiudere a chiave l’esercizio. Nonna entrò quindi senza sospetto alcuno e solo quando iniziò a sentire i dolci lamenti della madre, prima chiuse lei la porta del negozio, poi si appostò per vedere cosa stava accadendo e quindi vide la possanza e il grande uccello del fotografo che soddisfaceva la madre.
“In quei momenti ho deciso che dovevo assaggiare anche io quel bel cazzo che stava così bene soddisfacendo la mia madre. Come già abbiamo fatto anche noi stamattina mamma stava scopando come se fossi io e mi sono innamorata di come lo spompinava: avevo letteralmente la bava alla bocca per la voglia!”
Mentre mi allunga le altre foto dove è lei il soggetto ripreso, in una anche con la madre come a comparare le due bellezze, mi dice che, avendo sentito gli accordi del prossimo appuntamento per il pagamento carnale, anticipò la madre di un giorno. Si era messa in tiro e, certa del fatto suo, si era presentata dal fotografo che non credeva ai suoi occhi quando la vide in negozio. Aveva pianificato tutto durante la notte e il fotografo non riuscì a sottrarsi al suo modo di fare: già dietro il bancone gli aveva tirato fuori l’uccello imboccandolo quasi subito, poi mentre l’uomo chiudeva la porta si era messa sul divano nella stessa oscena posizione che aveva la madre qualche giorno prima e accolse dentro di sé il primo signor cazzo della sua vita.
“Ti ringrazio per la tua sincerità e anche alla luce di quello che mi hai raccontato penso che mamma sia capitata nella famiglia sbagliata!”
“Non fermati alle apparenze, ricordati che “buon sangue non mente mai” e quello che adesso tu pensi potrebbe essere invece frutto di un abbaglio! Comunque tu adesso sei mio e lo sarai almeno per due mesi e più!”
“Nonna quand’è che mi racconterai anche di nonno, di come vi siete incontrati, piaciuti e, scusa la franchezza, ma nonno come l’ha presa per il fatto che tu non eri più vergine?!?”
“Beh non lo era nemmeno lui anche se aveva avuto meno esperienze di me certamente, dato che io con il fotografo non mi sono fermata alla prima volta!”
“E tua madre la prese male la faccenda?”
“All’inizio sì poi però si rese conto che da quella situazione ci avrebbe guadagnato ed infatti io portai avanti la cosa per oltre tre mesi e anche lei nello stesso lasso di tempo continuo ad approfittare della cosa!”
“Andavate insieme agli incontri?”
“Si certo, non sempre, ma è accaduto!”
“Facevate anche cose tra voi due con il fotografo?”
“Caro bambino mio, il sesso va accettato a 360 gradi altrimenti non gusterai mai tutte le sue sfaccettature e potenzialità!”
“Anche stamattina giocando hai provato e poi accettato una qualcosa a cui non avevi mai pensato!”
“È vero nonna, mi brucia ancora un pochino ma non posso dire che non mi è piaciuto il trattamento al mio sedere che mi hai voluto far provare!!”
“Te l’ho già detto in questi mesi stai frequentando un corso, scusa se sono poco umile, universitario di sesso e dintorni. E alla fine dovrai anche superare un esame che non sarà la tua “professoressa” a fartelo sostenere, ma una o più persone molto qualificate. E, per favore, non pensare a tua madre che da giorni mi metti davanti!”
Riprende dalle mie mani le foto che poco prima mi aveva dato e risistema la cassetta con la medesima attenzione del giorno prima e così sarà anche per quelli a venire ogni volta che la prenderà per farmi sbirciare nella sua vita passata. Poi si gira verso di me che sono rimasto seduto sul divano e mi si mette a cavalcioni mentre sbottona due, forse tre, bottoni della maglia che a malapena tenta di contenere le sue due magnifiche mammelle. Così facendo queste, aiutate dalle sue sapienti mani, quasi eruttano fuori dalla scollatura e, quando sono quasi tutte all’aria, le accosta entrambe alla mia faccia facendomi quasi affogare nel seno che divide tanta morbida carne. Io quasi non respiro tanta è la morbidezza che mi avvolge in volto e mentre lei guida le sue tette in un ballo avvolgente con il bacino si sfrega sulla mia virilità che già da diversi minuti puntava come le lancette di un orologio a mezzo giorno!
Poi piano piano inizia a scivolare verso il basso e così facendo riesce a far fuoriuscire il mio cazzo dai pantaloncini che indosso: qui ci scappa una bella spagnola, penso tra me e me e, in effetti, ma solo per pochi istanti sento il mio cazzo avvolto in quel mare di morbidezza. Ma solo per poco, perché nonna lascia libere le mammelle ed afferra uno dei cuscini che fanno bella mostra sia sul divano che sulle attigue poltroncine, lo mette a terra vicino al tavolo da pranzo dove mi invita ad appoggiarmi cosi che non possa cadere. Poi si inginocchia davanti a me e mi sfila completamente il pantaloncino che già le sue tette avevano provveduto ad abbassare il giusto per liberare il mio cazzo.
“Se una donna si inginocchia davanti a tanto cazzo vuol dire che ha voglia di dissetarsi bevendo direttamente dalla fontana! Piccolo mio, ho sete di te!”
Inizia leccandomi la coscia destra quasi all’altezza del ginocchio per poi lentamente risalire verso il mio inguine mentre con le mano si è aggrappata alle mia chiappe e le stringe voluttuosamente, la bocca è ora sopra il mio scroto e, prima uno poi l’altro, i miei coglioni apprezzano il calore di quell’apertura. Passa alla coscia sinistra e la percorre lentamente anche questa fino all’articolazione per poi slinguarmi la rotula, mi invita a girarmi e inizia a risalire verso le mie chiappa che mordicchia a lungo prima l’una poi l’altra poi, iniziando dall’altro si intrufola in mezzo ad esse provvedendo con le mani ad allargarle. Sentire la punta della sua lingua iniziare a vellicare lo sfintere anale mi manda in sollucchero e adesso sono il a pronunciare il mio bacino affinché quel dolce lavorio continui più in profondità. E infatti la punta della sua lingua preme per penetrare nel mio sedere e allo stesso tempo depone molta saliva sia sul mio buchetto posteriore che, intrufolandosi tra le mie gambe che allargo per agevolare l’operazione, percorre umida tutto il perineo per poi imboccare di nuovo il mio scroto facendo frullare le mie palle con il movimento della sua lingua. Torna a mordicchiarmi le chiappe per poi rigirarmi di nuovo così da avere davanti il mio cazzo che, a questo punto imbocca con una voglia repressa da tempo. Io intanto ho registrato nella mia mente quanto dolcemente subito fino ad ora: metterò in pratica la lezione alla prima occasione. Già al suo secondo affondo mi meraviglio di quanto cazzo abbia in bocca. Io ho una bella dotazione ma la sua bocca sembra essere profonda come una galleria autostradale. Le labbra vellicano i miei peli pubici e lei quando apre gli occhi li fissa nei miei.
“Adesso prendi tra le mani la mia testa e scopami in bocca!” mi dice appena ha mollato la preda e mi vellica solo la punta con la lingua. “E non avere paura di farmi del male perché, nella giusta posizione, riuscirei anche ad imboccarti tutto, coglioni per intero compresi!”
Le mani di nonna affondano le dita sulle mie chiappe con entrambi gli indici nei pressi del mio ano a procurarmi ancora più piacere ed io tenendole la testa fra le mani, inizio a scoparla, affondando quasi sempre tutto il cazzo nella sua bocca accogliente. Lei mi dà il ritmo spingendo le mie chiappe ed è un ritmo quasi forsennato. Non un conato di vomito né un tirare indietro la testa, anzi più la sbatto più pare essere soddisfatta. Si rende perfettamente conto di quando, dopo alcuni minuti, sto per sborrare! Mi rallenta nel mio spingere e molla anche una delle mie chiappe per portare la sua mano sulla sua figa. Poco dopo porta all’interno, tra le sue, la mia gamba destra e vi si appoggia con la figa iniziando un andirivieni che le procura piacere che, unito a quello che prova con la bocca, la porta all’orgasmo in pochi secondi. Io sono ormai al limite e mi premuro di avvisarla. Sento che adesso succhia con tutta se stessa e io con un grugnito inizio a scaricarle una poderosa sborrata sulla lingua. Lei inghiotte il tutto senza che una goccia sola fuoriesca dalle sue labbra serrate intorno al mio uccello. Poi, soddisfatta, si accascia sedendo sul bacino e con il petto sull’orlo del divano. Ha il viso stravolto dal piacere ma che mostra anche molta soddisfazione. Ha le labbra della figa arrossate per il violento sfregamento a cui le ha sottoposte ed io, preso a misericordia, mi inginocchio e inizio a leccarla per lenirle il fastidio. Mi lascia fare solo per pochi secondi: “Basta non posso morire ancora così giovane! Adesso ci riposiamo ed andiamo a dormire!”
“Come vuoi dolce nonna! Mi hai completamente soddisfatto e ti ringrazio con tutto me stesso!”
“Spero che i tuoi coglioni si ricarichino in fretta ed in abbondanza in questi giorni: mi è venuta una certa idea mentre assaporavo la tua sborra, ma per realizzare la mia idea sarai costretto a produrne una certa quantità!!”
Infatti, già la mattina dopo, giovedì, nonna si dota di un contenitore con coperchio di quelle che si usano per le analisi delle urine, che fino al sabato sera successivo usa per raccogliere, a malincuore per la sua sete di me, le mie sborrate che lei continua a provocarmi, ora segandomi, ora esibendosi oscenamente davanti a me, ora coccolandomi con le sue sapienti carezze. Ogni volta raccoglie il mio piacere nel piccolo contenitore che poi conserva nel congelatore.
Solo domenica mattina vengo messo a parte delle sue intenzioni: “Oggi, come ogni domenica ospitiamo i tuoi a pranzo e nonna preparerà la pasta all’uovo, che tu mi aiuterai a tirare per bene con la papera, un gustoso arrosto e, per finire, un bel tiramisù che porziono prima, così da prepararne uno appositamente per tua madre: oltre al caffè lo bagnerò con tua la sborra raccolta in questi giorni!”
Dopo il caffè, prende tutto l’occorrente e prima condisce l’arrosto che va cotto in anticipo, poi inizia a preparare il tiramisù che deve riposare in frigo per meglio compattarsi, quando la crema è pronta io ho già fatto la dose di caffè necessaria e prendo le quattro coppette che nonna ha già predisposto che lei inizia per montare le quattro porzioni. Quelle più grandi per mio padre e per me poi la sua ed infine quella per mamma dove dopo un primo strato di mascarpone giusto per coprire i biscotti inzuppati nel caffè ne depone un altro inzuppato del mio sperma per poi coprirlo con il secondo strato di crema. Prima del cioccolato in polvere finisce di versare quanto rimasto del frutto dei mei coglioni ed infine nasconde il tutto sotto la polvere di cacao! Il tutto viene messo in frigo. Ho il cazzo duro mentre nonna fa questa preparazione e appena inizia ad impastare le vado dietro per metterla al corrente della mia situazione. La prendo per i fianchi e le faccio sentire quanto sono duro. Lei per tutta risposta si gira il tempo necessario a prendermelo in bocca per inumidirlo e poi tornando alla pasta mi invita a “metterlo in caldo” dentro la sua figa.
“Non muoverti perché basta il mio movimento nell’impastare per rendere la cosa più piacevole. Ma mi raccomando non venire! Tanto io ho quasi finito ed ora tocca a te girare la manovella, ma quella della papera!”
Infatti, esco a malincuore dalla sua figa e terminiamo di preparare il tutto. Sono quasi le dodici e trenta.
“Adesso ci rivestiamo di umiltà e castità e accogliamo i tuoi che stanno per arrivare!”
Io in maglietta pantaloni e mocassini, nonna che sotto ha indossato certamente un capo sexy ma che copre con una bella gonna al ginocchio con uno spacco posteriore di una decina di centimetri, scarpa con cinque centimetri di tacco per rimanere comoda e camicetta di raso che ripara con un vezzoso grembiule con la pettorina.
Alle tredici sentiamo suonare il campanello e sono io ad accogliere i mei genitori mentre nonna è intenta in cucina.
Papà in pantalone e camicia sul blu porta al braccio un giubbino leggero, mamma mi stupisce per il tacco da dieci che indossa sotto un abito per lei corto che le arriva poco sotto metà delle cosce coperte da belle calze con un ricamo su tutto il fianco esterno facendole apparire un po’ sensuali. Da sottolineare anche una generosa scollatura appena tenuta in ordine da un cameo regalatole da papà anni prima. È anche perfettamente truccata. Entrambi hanno i lineamenti distesi come di persone appagate ed in pace con in mondo. Mamma, come nonna d’altronde, è una gran bella donna solo che fa di tutto per non apparire, almeno per quanto mi riguarda ed infatti oggi sono particolarmente stupito sia del suo abbigliamento sia del fatto che è solare e non si nasconde. Abbraccio mio padre che mi sorride sornione per poi salutare mamma che, strano per me, è lei ad abbracciarmi con insospettato calore: la bacio sulle guance ricambiato in questo con due schiocchi sulle mie! Ne approfitto anche per stringerla un po’ a me e lei stranamente, lascia fare. Non vado molto oltre perché sapendo quello che accadrà di li a poco sono già su di giri e non vorrei che se ne accorgesse. Anche nonna arriva e abbraccia sia il genero che la figlia con trasporto. Ha già buttato la pasta e deve solo darle una spadellata per condirla come si deve. Ho aiutato nonna a imbandire il tavolo in salotto così da stare più comodi e larghi: una bella tovaglia fa bella mostra di se e io ho provveduto ad apparecchiare con il servizio migliore presente in casa.
Ci mettiamo a tavola io di fronte a papà mamma al suo fianco con di fronte nonna che siede accanto a me nel punto più vicino alla cucina.
Papà mi chiede e chiede a nonna se mi sto comportando bene sia nello studio che nei suoi confronti, senza mancarle di rispetto. Rispondo che mi trovo benissimo, sto studiando con profitto e che non credo di aver mai mancato di rispetto a nonna in questi giorni. Subito anche lei conferma il mio dire aggiungendo che le do anche una mano rassettando sempre la cucina e non lasciando in giro nulla di mio che possa mettere in disordine casa. Solo stamattina, per aiutarla a preparare il pranzo, non ho ancora rifatto il letto della mia camera. La guardo con un pizzico di stupore ma lei mi dice con gli occhi di tenerle bordone. Infatti, proprio lei, poco fa, ha disfatto il mio letto che ho usato solo la prima notte quando mi sono trasferito da lei e lo ha fatto per non destare alcun sospetto nei nostri confronti.
“E’ proprio un bravo ragazzo, studioso e che si applica in tutto per rallegrare anche me che lo devo ringraziare per quello che sta facendo per far tornare un po' di allegria in questa casa!” così dicendo nonna appoggia la sua mano sulla patta dei pantaloni che il mio uccello continua a tenere ben teso e vogliosamente gli dà una strizzata. Dall’altro lato del tavolo pare che invece mi stia poggiando la mano solo su una coscia per una carezza innocente.
Il cameo costringe troppo mamma nel mangiare e quindi chiede a mio padre di toglierlo cosa che papà esegue infilandole una mano nella scollatura e, noto, accarezzandole con le nocche delle dita una mammella. Tolto il cameo il seno di mamma esplode in tutta la sua bellezza che lei però provvede a coprire con il tovagliolo per evitare di sporcarsi almeno mentre assapora le tagliatelle.
Aiuto nonna anche nel servire a tavola e quindi, nel dover togliere i piatti usati per la pasta, passo dietro sia a mamma che a papà. Posso sbirciare, senza darlo a vedere, che la scollatura di mamma è profonda lasciando intravvedere buona parte delle sue mammelle che, sebbene non siano grosse come quelle di nonna, sono comunque più che appetibili, sicuramente più toniche dato che ci sono oltre vent’anni di differenza tra le mie due donne, mamma infatti ha da poco varcato la porta degli “anta”. Anche le sue gambe, messe bene in mostra dall’orlo della gonna che si è alzata fino oltre metà coscia, sono uno spettacolo per gli occhi miei ma soprattutto di papà che le siede accanto.
Mi beo della stessa visione in occasione del piatto di portata dove posso vedere che papà ha la mano poggiata sulla gamba di mamma che non dimostra nessun fastidio per la cosa. Dopo tocca al dessert ed è nonna che serve prima il genero, poi me, la figlia ed infine sé stessa prestando particolare attenzione nel servire mamma. Io non sto più nella pelle e il mio cazzo, fornitore della glassa destinata alla mia genitrice, è fuori di testa come me.
Il primo assaggio me lo sto figurando come se le stessi mettendo la punta del mio cazzo sulle labbra. Mamma imbocca con eleganza al contrario di papà che, con voracità, ha già quasi terminata la sua abbondante porzione. Mamma invece sta mangiando lentamente assaporando quanto io e nonna abbiamo preparato per lei. Me la figuro come se stesse facendomi un pompino di cui spero sia capace come nonna!
“Buonissimo questo tiramisù vero caro?” Papà annuisce mentre sta già ingoiando l’ultimo boccone.
“Solo una cosa mamma, ma hai usato qualche altro condimento nel dolce, sento un sapore strano e una viscosità diversa dalle altre volte!” Ma continua ad assaporare lentamente ogni cucchiaiata! Ammiro le sue labbra che adesso mi paiono sensuali nell’aprirsi e chiudersi al passaggio del tiramisù su misura dedicato a lei dalla porcaggine di nonna che quasi non riesce più a trattenersi anche lei dall’eccitazione e con la sua mano che va e viene dal mio cazzo, come a tenerlo a bada! Quasi sborro nei pantaloni!!
“No, cara è che la crema l’ha preparata tuo figlio su mia direttiva, quindi, potrebbe essere venuta un po’ diversa dal solito, anche se a me non pare! In ogni caso è, come sempre, tutta roba di prima qualità!”
“Non lo metto in dubbio, mamma. È buonissimo ma ha qualcosa di particolare!”
“Se è stato di tuo gradimento, la prossima volta che verrete a pranzo chiederò a tuo figlio di replicarlo, se ne sarà capace!”
“Nonna ci proverò di nuovo ma sei sempre tu a dirigere la cucina e le preparazioni!”
Mamma intanto alla fine della degustazione si lecca le labbra socchiudendo gli occhi!
Quando passo per ritirare le coppe ormai vuote le gambe di mamma sembrano essere più larghe di poco prima come ad aver accolto tra di loro qualcosa di piacevole. E la mano di papà sembra essere andata ancora più in alto. Avverto anche il respiro della mia genitrice essere alquanto accelerato, forse più per merito della mano di papà che mio, ma preferisco pensare di avere un grosso merito in tutto questo.
Quando rientro in salotto con il caffè solo mio padre è ancora seduto a tavola mentre mamma e nonna si sono messe comode sul divano con mamma che, non riesco a capacitarmi, mostra uno scoscio da pornostar visto che la gonna le è arrivata a pochi centimetri dalla rima dei glutei e non posso fare a meno di ammirare la balza degli autoreggenti che contrasta con il biancore della parte alta della sua coscia accavallata. Sia nonna che papà non hanno occhi che per quelle gambe ben esposte.
Mi posiziono sulla poltrona che si trova proprio di fronte a mamma e sorbisco il caffè molto lentamente mai abbassando lo sguardo dal panorama che ho di fronte. Peccato che nonna non mostri altrettanto dato che la gonna che ha scelto di indossare non permette molto movimento. Ma è comunque un bel vedere. Papà intanto sedutosi anche lui sull’altra poltrona cede alla pennichella post-prandiale come è solito fare.
Dopo che mi sono rifatto gli occhi per alcuni minuti, nonna mi chiede di ritirare le tazzine del caffè ed iniziare a sparecchiare. Lo faccio consapevole che sarò gratificato da nonna per il servizio. Mentre vado e vengo dalla cucina più volte continuo a sbirciare nella scollatura di mamma e nonna si accorge di quanto sto facendo. Fa finta di nulla e come mamma pare dimentica di me e della mia presenza.
Mentre parlottano tra loro sento nonna dire a mamma che oggi si è proprio tirata a lucido per benino. Mamma le dice che papà le ha chiesto di mettersi in tiro perché voleva passare un pomeriggio in giro in sua compagnia e gli sarebbe piaciuto poter osservare gli sguardi degli altri passanti.
“Beh, anche qui non è che sei passata inosservata! Sei un piacere per gli occhi! Era molto tempo che non ti vedevo così … diciamo femmina!”
“Grazie mamma ma molto dipende anche dall’essere rimasti soli in questi giorni e io e tuo genero abbiamo molto parlato e anche molto giocato, se mi capisci!”
“Certo che ti capisco, bambina mia! Ti eri chiusa troppo in te stessa pensando di poterti comportare male nei confronti del ragazzo, che invece ti adora, mentre te lo dicevo che si vive una volta sola e la vita va vissuta.”
“Comunque voglio farti i complimenti per il tuo abbigliamento, sei proprio sensuale e queste calze ti stanno proprio bene!” Così dicendo mette una sua mano sulla coscia di mamma e inizia una carezza che poco ha di materno. Io sono dietro lo schienale del divano e vedo chiaramente la carezza morbosa della madre sulla coscia della figlia che, come se volesse accettare la situazione, scavalla le gambe e le allarga come ad invitare la mano a salire oltremodo. Nonna mi guarda mentre la sua mano sale alquanto tra le gambe della figlia. Poi, quasi deludendomi e deludendo la figlia, toglie la mano dal caldo tepore delle cosce semiaperte ma la infila nel generoso decolté della neo quarantenne accarezzando il seno di mamma e verificando che anche lei indossava un busto senza coppe!
“Biricchina! Vuoi fare esibizionismo oggi! Brava!”
Si scambiamo uno sguardo complice che credo sia foriero di un netto cambiamento di rotta da parte di mamma forse anche nei miei confronti!
La risata che le esce dalla bocca fa risorgere papà dal torpore della pennichella.
Mamma e figlia si ricompongono alquanto, mentre papà si alza invitando mamma ad andare che sono quasi le 16 e “Tua madre non vuole che rimaniamo troppo!”
Ridiamo tutti alla battuta di papà che, peraltro, sta dicendo la verità!
“Dai andate pure anche se mi sarebbe proprio piaciuto che continuassimo il nostro discorso. Promettimi di tornare che ne riparliamo per bene!”
“Certo mamma, passerò già dopodomani e ti prometto di riparlarne con più calma mentre il ragazzo studia!” Un vero programma di guerra!!
Stavolta non mi tiro indietro quando mamma mi abbraccia per salutarmi: pensasse quello che le pare ma voglio proprio farle sentire quanto la desidero! La bacio sul collo e mamma risponde al mio bacio sussurrandomi di stare vicina a nonna. Lei non immagina neanche quanto le sto vicino… addirittura dentro!!!
Come la porta d’ingresso si chiude sulla visione del dondolante culo di mamma, io e nonna ci abbracciamo e ci scambiamo un bacio lungo e sensuale che apre un altro capitolo della nostra convivenza. Sarà un pomeriggio di fuoco!!
- continua
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