Gay & Bisex
Sesso in macchina
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25.02.2025 |
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"Io sto ancora guardando cosa combina la coppia, ma sembra piuttosto impegnata e mi metto seduto sul sedile..."
Dopo qualche giorno di messaggi, trovo il tempo di incontrare un ragazzo ‘apparso’ da poco in zona. Mi ha mandato qualche foto e non sembra male: 25 anni, sudamericano, non troppo alto, buon fisico e cazzo nella norma. Purtroppo non può ospitare e non riesce a spostarsi, perché non ha macchina. Ma non c’è problema, lo raggiungo con la mia e poi si va a scopare da qualche parte.Arrivo al paese che mi ha indicato e gli dico di raggiungermi. In dieci minuti arriva ed è davvero un ragazzo carino, che prende subito a parlare appena sale in macchina, mostrandosi anche simpatico. Il ché non guasta.
Non è tardi (sono passate da poco le 19), ma è già buio e in giro c’è pochissima gente. Arrivando, ho intravisto un parcheggio non illuminato e quasi completamente vuoto che sembra perfetto per appartarsi. Lo porto lì e anche lui si dice d’accordo. Parcheggio un po’ distante dall’unico altro mezzo presente, un camper bianco di medie dimensioni.
Si sta già spogliando, appena fermo la macchina.
“Aspetta, che ci mettiamo dietro” gli faccio.
Ridacchiando, esce dall’auto e si sistema sui sedili posteriori. Lo seguo appena ho finito di tirare avanti gli anteriori e piegandone in avanti gli schienali. Non ho una grande macchina, ma in questo modo di solito ci si sta.
Mentre mi sto finendo di togliere pantaloni e scarpe, la lucetta dell’auto si spegne e il buio ci avvolge quasi completamente. Solo ci arriva la luce dei lampioni della strada che però è a una buona distanza.
È più rapido di me e, mentre ancora sto finendo di spogliarmi, allunga una mano a tastarmi il culo.
“Mmm, che troia!” mi fa, sempre ridacchiando. Mi aveva chiesto di indossare un jockstrap e ho solo esaudito la sua domanda.
Continua a toccarmi, finché un dito non arriva al buco, caldo e palpitante per la voglia di cazzo che ho. Trova un po’ di resistenza, ma gli dico di bagnarsi le dita ed esegue anche in questo caso. Bravo il ragazzino che obbedisce!
Mi sprofonda dentro con tutto il dito medio, mugolando di soddisfazione. La situazione si è scaldata subito e non vedo l’ora di farmi aprire.
Allungo anch’io una mano e lo trovo già in erezione. Un pisello normale, che sento vibrare sotto la pelle della mia mano. Lo masturbo un po’, mentre continua a sditalinarmi, ma non resisto troppo e mi piego a succhiarglielo, guidato dall’altra sua mano che mi preme la testa in basso.
Lo pompo a fondo, ma lentamente, proprio come lui mi sta lavorando il culo.
“Dai, fatti scopare!” mi sussurra tra un gemito e l’altro.
Non me lo faccio ripetere due volte. Mi giro e mi sistemo a pecora, con il culo un po’ sollevato e la faccia schiacciata contro il sedile. Ha seguito tutti i miei movimenti nel buio e, con perfetta sincronia, appena sono sistemato sento la sua lingua muoversi sulla mia mucosa. Mi mangia il buchetto per qualche minuto, regalandomi ottime sensazioni. Poi mi spalma un bello sputo e mi butta il cazzo dentro.
“Cazzo se sei caldo” mi fa.
“Sbattimi subito” rispondo.
È molto eccitato e dà dei colpi davvero ben assestati che fanno oscillare la macchina. Per buoni dieci minuti continua a montarmi, mantenendo un ritmo sostenuto. Sollevo un attimo lo sguardo e vedo che i vetri della macchina sono ormai completamente appannati. La situazione mi eccita parecchio e prendo a muovere i muscoli dello sfintere, stringendogli il pisello.
“Ohhh, che c’è? Vuoi la sborra?” mi sussurra.
Non gli rispondo, ma continuo il mio lavoretto, facendo oscillare anche il bacino.
“Porca troia, così ti riempio!” ringhia.
Non faccio in tempo a tirare un’altra volta di popper, che si svuota dentro di me tra ansimi e bestemmie. Sì, era davvero pieno!
Si adagia col petto sulla mia schiena e lo sento molto sudato. Non è uscito dal mio corpo e sento che è ancora duro.
“Me ne dai ancora?” gli faccio.
“Quanta ne vuoi, te ne do” bisbiglia, mentre riprende a muoversi.
È più lento stavolta, ma in breve sembra ripigliarsi. Si risolleva col busto, mi afferra per i fianchi e riprende a sbattermi come prima. Aspiro parecchio popper e inarco di più il culo, per facilitargli il lavoro.
“Ma quanto cazzo sei troia?” mi fa, con la voce rotta dall’emozione.
Stavolta ridacchio io, godendomi la scopata e i cigolii della macchina che si muove a causa dei suoi forti colpi sul mio culetto. Immagino che da fuori si possa capire cosa sta succedendo in una macchina parcheggiata al buio, coi vetri appannati e tutta oscillante!
Questa seconda volta dura meno della precedente. Passano un paio di minuti e lo sento imprecare.
“Cazzo, sborro ancora!” e mi si pianta in fondo al culo, facendomi anche percepire un paio di forti schizzi di sborra.
“Porca troia” borbotta, mentre tira fuori il pisello e torna a sedersi sul sedile, dopo avermi dato uno schiaffo sonoro su una coscia.
Mi ricompongo anch’io e mi volto verso di lui a guardarlo nel buio. Capisco che mi sta sorridendo e mi sporgo a baciarlo e ad accarezzarlo. È molto caldo e piuttosto sudato, ma del resto sento molto caldo anch’io. La macchina si è trasformata in una sorta di serra, nonostante il freddo esterno.
Ci mettiamo un po’ a parlare. Lui mi spiega cosa ci fa in zona e che sarà lì ancora per qualche giorno e anch’io gli parlo un po’ di me. Restiamo così per un buon quarto d’ora. Al buio mi sto accarezzando il buchetto riempito e mi accorgo che anche la sua mano si sta muovendo là in basso.
Torno a baciarlo e lui geme con forza, mordicchiandomi un po’ la lingua. Vado a toccarlo con una mano e lo trovo quasi completamente eretto. Beato lui che non è ancora stanco! Decido di stimolarlo un po’.
Cercando di non sbattere la testa, mi sollevo e mi piego in avanti tra i due sedili anteriori. Sono quasi a novanta e in questo modo il culo è all’altezza della sua faccia. Capisce subito cosa voglio che faccia e si sistema perfettamente al centro del sedile posteriore, prendendo a leccarmi il culo. È davvero un ottimo mangiatore di culo e credo il sapore della sua stessa sborra lo stia eccitando a dovere, almeno a sentire da come grufola là dietro. Tiro di popper un paio di volte e mi rilasso ancora. Sento la mucosa aprirsi e un grumo di sborra scivolarmi fuori. Lui si rimette a leccarmi appena in tempo e lo sento mugolare con forza.
Si stacca, lo sento sollevarsi un po’ e mi ributta il cazzo in culo.
“Fatti scopare, puttana!”
Non ho alcuna intenzione di interromperlo, ma devo dire che la posizione non è delle più comode. Lo spazio tra i sedili non è poi molto e resisto solo per poco ai suoi colpi. Lo faccio fermare e gli dico di rimettersi seduto. Mi ascolta anche adesso. Sempre facendo attenzione a non dare testate da qualche parte, mi volto e mi impalo sul suo cazzo che trovo già bello inumidito.
Ci fissiamo negli occhi mentre mi scivola dentro e prendiamo a limonarci con foga quando il mio culo sbatte contro la sua pelle. Mi dice di stare fermo e, sempre baciandomi, torna a scoparmi. Continua ad avere un ottimo ritmo, con colpi fermi e decisi che mi fanno aprire il culo come una cagna in calore. Allungo una mano a toccargli le palle e le sento bagnate degli umori che mi stanno uscendo dal culo. Gusto tutto con estremo piacere, tornando a baciarlo subito dopo.
“Fallo ancora” mi incita. E ripeto l’operazione per altre due volte.
“Sei proprio una troia! Dai mettiti a pecora!”
Sono io a ubbidire stavolta, sistemandomi con la faccia quasi schiacciata contro il vetro posteriore. Ritrova subito la strada per il mio culo e mi risbatte dentro la minchia. Ha lo stesso ritmo che aveva all’inizio e mi godo quest’altra scopata che torna a far muovere la macchina.
“Oh, ohhh, ohhh” mormora dopo un buon quarto d’ora di attività.
“Dai, riempimi il culo” gli faccio.
E di nuovo i suoi schizzi caldi mi riempiono il retto, abbondanti come le altre due volte. È davvero una fonte inesauribile questo ragazzo!
Si stacca da me ansimante, mentre io rimango un po’ a pecora, intontito dalle sensazioni e dal popper. Sono sì rintronato, ma sento avvicinarsi due voci. Dico al ragazzo di stare fermo e lui si abbassa sul sedile per non farmi vedere, anche se non credo che da fuori si riesca a vedere l’interno, con tutta la condensa sui vetri. Anch’io mi sono un po’ abbassato, rimanendo sempre a pecora, e riconosco una coppia passare a pochi metri dalla macchina. Spero si allontanino rapidamente e continuo a tenerli d’occhio nell’oscurità quasi totale.
No, non si allontanano troppo. Si fermano all’altezza del camper presente nel parcheggio e ci salgono. “Beh, potrebbero ripartire” penso tra me e me.
Mentre sono preso a seguire i movimenti di questi due, il ragazzo sembra essersi risvegliato e torna a toccarmi il buco con un paio di dita. Capisco che si sta anche masturbando, dal rumore sommesso che viene da lì sotto.
“Dai, stai buono” gli faccio.
“Eh non riesco, mi eccita troppo sta situazione” mi risponde.
E in effetti, quando mi riappoggia il cazzo sul culo, lo sento di nuovo duro. Non nego che la situazione ecciti me quanto lui e mi limito a dirgli di non fare rumore.
“Nono, non faccio rumore, promesso” sussurra, ridacchiando, e me lo ributta in culo.
Si muove davvero piano, mentre io con lo sguardo continuo a seguire la coppia che non sembra avere intenzione di andarsene, ma si muove attorno al camper, controllando gomme e sistemando qualcosa all’interno. Proprio adesso dovevano fare questo lavoro? Non potevano starsene a casa sul divano?
A un certo punto la macchina cigola sotto i colpi di quell’altro e gli dico di stare fermo. Interrompe i suoi movimenti, sdraiandosi sulla mia schiena e mordicchiandomi il collo. Dà ancora un paio di colpetti al mio buchino e poi si stacca, sempre cercando di non fare rumore.
Io sto ancora guardando cosa combina la coppia, ma sembra piuttosto impegnata e mi metto seduto sul sedile. Guardo il ragazzo che mi fissa continuando a masturbarsi e prendo a toccarmi anch’io. Mi bacia e mi tocca il buchetto con le dita.
Sollevo le gambe sui sedili anteriori e gli dico di leccarmi il culo. Non aspettava altro, perché in un attimo si è infilato sotto le mie gambe e mi sta slinguando la mucosa, ancora dilatata dai suoi molti passaggi. Lecca e si masturba, bestemmiando a ogni contrazione del mio sfintere.
“Rimettiti come prima” mi sussurra dopo qualche minuto.
Mi risistemo a pecora, con la testa un po’ sollevata per sbirciare cosa sta accadendo là fuori, e lo sento avvicinarsi. È un po’ sollevato sopra di me e si sta masturbando sopra il mio buco. Ha un ritmo crescente e lo sento ansimare sempre più forte.
Bestemmia con forza e me lo ributta in culo, giusto in tempo per schizzarmi dentro per la quarta volta! Sfatto si spalma sulla mia schiena e io gli accarezzo un fianco con una mano.
“Ecco, ora sono vuoto” mi sussurra all’orecchio.
Sembra che la coppia sia impegnata a fare qualcosa a bordo del camper. Noi ci risistemiamo sui sedili per riprenderci e dopo qualche minuto iniziamo a vestirci, sempre rimanendo in silenzio. Appena sono presentabile, mi riporto alla guida della macchina e, puliti un po’ i vetri, sposto la macchina più lontano così da permettere anche al ragazzo di sistemarsi.
“Cazzo che figata!” fa, quando si risiede davanti e ripartiamo.
Lo guardo e scoppiamo a ridere ancora una volta.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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