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La Dea Gibberish...parte 2
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13.01.2025 |
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"Iniziai a leccare quel frutto del desiderio prima con calma poi più infoiato, la mia lingua entrava ed usciva dal suo buchetto come a volerla scopare, ..."
Maialeromantico77 ci ha dedicato questo racconto.Mentre scendevamo per il sentiero portando Giulia sulle spalle potevo sentire le sue cosce sode attorno ai miei fianchi, la sua pelle calda fra le mie mani e la fatica svanire per quanto ero felice di quell' inaspettato incontro..
Arrivati alla spiaggia che dava sul tonfo del fiume, lei scese e si sedette, Stefano, suo marito, disse che sarebbe dovuto tornare su perché aveva dimenticato il portafoglio in auto, lei gli sorrise, con un complice sguardo dopodiché lui spari' dietro i cespugli su per la strada.
Io ormai preda della sua bellezza osai avvicinarmi a lei, ed iniziai a massaggiare i suoi piedi di fata.
"Grazie." esclamò Giulia, "Ci voleva proprio, siamo venuti qui per caso dopo un pranzo fuori con gli amici e queste non sono certo le calzature adatte, ho le gambe tutte indolenzite.
"Menomale!" esclamai io, "Così ho la scusa per poterti toccare, sei molto bella lo sai?"
Lei senza troppi preamboli mi fissò dritta negli occhi, alzò la sottana e dopo aver preso la mia testa fra le mani spinse la mia faccia dritta alla sua fica.
Iniziai a leccare quel frutto del desiderio prima con calma poi più infoiato, la mia lingua entrava ed usciva dal suo buchetto come a volerla scopare, succhiavo il suo clitoride, le labbra, il suo sapore era stupendo, l'odore del suo sesso aveva spento ogni mio freno inibitorio e mi ero scordato perfino di Stefano, che secondo me, molto probabilmente ci stava spiando da dietro i cespugli e magari si stava segando.
Continuai a leccare con avidità sempre più audace fino a quando le sue mani tornarono a spingere forte la mia testa sul suo sesso. Giulia iniziò a gemere e dopo pochi secondi inondò la mia bocca del suo prelibato nettare con una copiosa venuta.
Bevvi tutto come a voler entrare in stretto contatto con lei ed il suo piacere, la leccai ancora e poi una volta abbassato il mio costume la feci salire sul mio cazzo già duro come mai, la presi in braccio e lei lentamente si impalo muovendosi a destra e sinistra per sentirlo meglio.
Era meraviglioso, ero dentro di lei, la donna più bella che avevo mai visto in vita mia, e ad un tratto dopo aver saggiato la profondità ed il calore della sua fica aumentai il ritmo per poterla fottere con forza, veloce la facevo ballare sul cazzo, le sue tette stupende sobbalzavano ad ogni colpo che affondavo deciso. Lei aveva preso a grondare di nuovo.
Osai di più, la guardai come per avere il suo consenso ma poi senza dirle niente sfilai l uccello dalla fica e la inculai senza permesso, rimase di stucco ma sorrise ed iniziò a invitarmi di scoparla più forte, ad incularla senza pietà.
L'abbracciai più forte a me per poter avere più presa, e mentre la baciavo ardente, il mio attrezzo stava facendo del suo sfintere anale, una galleria pronta ad essere riempita di sborra calda.
Dalla bellissima bocca di Giulia cominciarono ad uscire respiri più affannati, il fiato più corto, io ero allo stremo e stavo per venire, lei capì, scese si inginocchiò davanti a me, e dopo avermi segato un po' lo prese in bocca dando vita a un meraviglioso pompino, lo succhiava voluttuosa, leccando le palle per poi risalire fino alla cappella e riprendere a pupparlo.
Venni copiosamente, lei bevve fino all' ultima goccia di sborra, mi accarezzò le palle e si ricompose come niente fosse.
Quasi come per magia dopo un minuto tornò Stefano.
"Dov'eri finito?" Gli chiese Giulia con amorevole preoccupazione.
"Scusa" disse Stefano, "Ma ho ricevuto una chiamata di lavoro e sono dovuto stare al telefono."
Giulia si avvicinò a lui, lo abbracciò felice, baciandolo prima di prenderlo per mano e portarlo al sole di quel pomeriggio fantastico.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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Commenti per La Dea Gibberish...parte 2:
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