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Prime Esperienze

Io e Claudia cap.5 (storia vera)


di Membro VIP di Annunci69.it cazzobonsai69
27.03.2025    |    3.867    |    4 9.5
"La giornata era stata lunga, ma adesso c’era qualcosa che mi teneva impegnato..."
Questo è il quinto capitolo.
Dopo aver fatto sesso con Claudia, mia moglie, Valentina, all'oscuro di tutto invita la nostra amica Claudia a casa nostra per insegnarti lo yoga. Io sbircio come sempre i loro incontri dalla webcam in ufficio.

Capitolo 5°. Valentina e Claudia fanno yoga


Ero seduto nel mio studio.
IL monitor del computer acceso e le dita che tamburellavano distrattamente sul tavolo.
La giornata era stata lunga, ma adesso c’era qualcosa che mi teneva impegnato.
Un’aspettativa che mi faceva accelerare il battito cardiaco.
La telefonata di Valentina, poche ore prima, mi aveva acceso una curiosità difficile da ignorare.
“Marco, quando torni, non suonare il campanello. Sarò in casa con Claudia a fare yoga. Non vogliamo essere disturbate.”
Le parole di mia moglie erano state chiare, ma c’era qualcosa nel tono della sua voce, un’eco di intimità, che mi aveva fatto fremere.
Non era la prima volta che Valentina faceva yoga con amiche, ma era la prima volta che io avevo un accesso privilegiato a quella situazione.
La telecamera ad alta definizione, nascosta con cura nella stanza dedicata alle pratiche orientali, era lì, pronta a catturare ogni movimento.
Mi sporsi leggermente in avanti, gli occhi fissi sullo schermo.
La stanza era illuminata da una luce soffusa, una musica rilassante di sottofondo. Era tutto perfettamente organizzato, come sempre. Valentina era meticolosa, un’esperta in massaggi orientali e tecniche di rilassamento. E adesso, con Claudia, avrebbe condiviso quella conoscenza.
Le porte si aprirono, e le due donne entrarono. Tratenni il respiro dalla tensione. Valentina era come sempre minuta, elegante, i lunghi capelli biondi legati in una coda perfetta. Indossava un abbigliamento aderente che esaltava il suo corpo snello, il seno piccolo ma armonioso, il culo perfetto che non mi stancavo mai di ammirare. Ma non era lei a catturare la mia attenzione in quel momento. Era Claudia, con i suoi pantaloncini aderenti e i fianchi larghi. Era una presenza che non poteva passare inosservata.
Osservai ogni dettaglio. I capelli castani di Claudia erano raccolti in una treccia, il viso sereno ma con una fatica sottile negli occhi.
Lei era una madre, pensai e doveva avere molte preoccupazioni. Il suo corpo era più maturo, le curve più pronunciate, i seni grandi ma leggermente cadenti, segni di una maternità vissuta e sentita. Eppure, c’era una sensualità in quel corpo, una forza per cui la trovavo irresistibile.
Le due donne si disposero sui tappetini, Valentina iniziava a guidare Claudia nelle posizioni. “Respira profondamente, Claudia. Concentrati sul flusso dell’aria. Lascia andare tutto il resto.”
Il tempo scorreva e io sentivo sempre più preso da quella scena. Non c’era nulla di esplicitamente erotico, ma il semplice fatto di osservare, di essere un testimone nascosto, mi eccitava in modo inaspettato. Il mio cazzettino pulsava.
Un’eccitazione che cresceva lentamente, come una marea che avanza.
Le due donne erano immerse nella loro pratica.
Il silenzio rotto solo dal suono della musica rilassante e dal respiro regolare di Valentina, che guidava Claudia con delicatezza. “Inspira lentamente,” disse Valentina con voce calma, “e ora espira, lasciando andare ogni tensione.” Claudia seguì le istruzioni, chiudendo gli occhi e cercando di concentrarsi. Non è facile per lei, pensai, osservando l’espressione leggermente contratta sul viso di Claudia. Ha tante cose per la testa.
Dopo un’ora di pratica, Valentina sorrise e si alzò con leggerezza. “Bene, Claudia, è ora di una pausa. Prendiamo un tè.” Claudia annuì, un po’ affaticata ma sorridente. Seguì Valentina nella cucina, dove la moglie di Marco iniziò a preparare il tè con la cura e la precisione di chi conosceva bene quel rituale. “Il tè,” spiegò Valentina, “non è solo una bevanda. È un momento per se stessi. Si beve in silenzio, senza pensieri. È un modo per ritrovare la pace.”
Claudia annuì, osservando con interesse ogni movimento di Valentina. “Sembra semplice,” disse, “ma non so se riuscirò a farlo. Ho sempre tante cose per la testa…” Valentina le posò una mano sulla spalla. “Prova. Non c’è nulla di sbagliato se i pensieri arrivano. L’importante è lasciarli andare, senza giudicarli.”
Continuai a osservarle. Che donna è Valentina, pensai.
Così paziente, così comprensiva. Ma i suoi occhi non potevano fare a meno di tornare su Claudia, sulla sua figura generosa e su quell’aria un po’ vulnerabile che lo attirava in modo inaspettato. Il mio cazzo iniziò a pulsare di nuovo, una sensazione che ormai conoscevo bene.
Le due donne bevvero il tè in silenzio, il tempo che sembrava sospeso. Dopo alcuni minuti, Claudia sospirò e posò la tazza. “Non riesco,” ammise, “ho troppa ansia. Non so come fare a rilassarmi davvero.” Valentina la guardò con compassione. “È normale, Claudia. Non è facile staccare dai pensieri che ci opprimono. Ma lo yoga e il tè sono solo strumenti. Il vero lavoro è dentro di te.”
Claudia chinò la testa, i suoi lunghi capelli castani che cadevano in avanti. “A volte mi sento così sopraffatta,” sussurrò, “tra i bambini, il lavoro, i problemi con mio marito… Non ho più tempo per me stessa.” Valentina le prese la mano. “Proprio per questo è importante trovare momenti come questo. Non è egoismo, è prendersi cura di sé.”
Osservai la scena, sentendomi stranamente confuso. Cosa provo davvero? Mi chiesi. Perché mi eccita così tanto vedere Claudia così vulnerabile? Era come se ci fosse un desiderio nascosto, qualcosa che non avevo mai ammesso a me stesso. Il mio cazzo pulsava ancora, un’energia che non riusciva a controllare.
Claudia si asciugò una lacrima prima che potesse cadere. “Grazie, Valentina,” disse, “non so cosa farei senza di te.” Valentina sorrise. “Siamo amiche, Claudia e le amiche sono qui per sostenersi a vicenda.”
Le due donne si strinsero in un abbraccio.
Dopo qualche minuto, Valentina si alzò. “Posso proporti qualcosa,” disse, “un massaggio rilassante. Potrebbe aiutarti a sciogliere le tensioni.” Claudia annuì timidamente. “Sarebbe bellissimo, ma non voglio disturbare…” Valentina scosse la testa. “Non è un disturbo. È un piacere.”
Valentina sorrise dolcemente, posando la tazza sul tavolino. “Credo che tu abbia bisogno di un momento per te stessa,” disse, la voce calma e rassicurante. Si alzò e si avvicinò al futon. Un futon morbido occupava un angolo della stanza. “Vieni qui. Ti farò un massaggio. Ti fidi di me?”
Claudia esitò solo un attimo, poi annuì con un lieve sorriso. “Sì, mi fido.” Si alzò e iniziò a sfilarsi i vestiti come Valentinale aveva chiesto, senza fretta, mentre Valentina preparava l’olio da massaggio. Il silenzio nella stanza era rotto solo dal fruscio dei tessuti che scivolavano a terra. Claudia si sdraiò a pancia in giù sul futon.
Il suo corpo nudo,era coperto solo da un asciugamano che le avvolgeva i larghi fianchi e il sedere.
Io, osservavo tutto attraverso la webcam che aveva posizionato con cura. Il mio cuore batteva più velocemente mentre guardavo Claudia distesa, il suo corpo sinuoso e invitante. Non era la prima volta che vedevo Claudia nuda. Avevamo fatto pure sesso a casa sua,ma mi eccitava tremendamente rivederla. Poi quella figa rasata con il ciuffo di peli neri era una visione spettacolare.“Che vista,” mormorai tra me, sentendo il mio cazzettino di 6 cm diventare duro. Era impossibile distogliere lo sguardo dallo schermo.
Valentina si avvicinò a Claudia, le mani già unte di olio. “Non pensare a nulla,” disse, la voce bassa e melodiosa. “Lascia andare la tua mente. Concentrati solo sul mio tocco.”
Claudia chiuse gli occhi, i muscoli che si rilassavano lentamente. Valentina iniziò il massaggio dalle spalle, le sue dita lavoravano con delicatezza e fermezza. “Senti quanto sei tesa,” mormorò, spostandosi verso la testa, poi lungo la schiena. Le sue mani scendevano lungo le braccia, poi le gambe, ogni movimento fluido e calcolato.
Io osservavo, con il fiato corto. “Che brava mia moglie,” pensai, vedendo come Claudia si abbandonava completamente al massaggio. L’olio brillava sulla pelle di Claudia, rendendola ancora più attraente. Valentina spostò l’asciugamano leggermente, massaggiando i fianchi larghi di Claudia con movimenti circolari. “Lascia che ti prenda cura di te,” sussurrò.
Claudia emise un lieve gemito di piacere, il segno che il massaggio stava facendo effetto. “Senti come il tuo corpo si sta rilasciando,” continuò Valentina, le dita che scendevano lungo i glutei. “Nessuna tensione, solo relax.”
Passarono così diversi minuti, Valentina che continuava a massaggiare Claudia con precisione, mentre quest’ultima sembrava sempre più rilassata. Poi, Valentina si fermò. “Girati,” disse dolcemente. “Ora lavorerò sul davanti.”
Claudia obbedì, rotolando delicatamente sulla schiena. L’asciugamano si spostò, rivelando il suo pube coperto da un ciuffo di peli. “Non è completamente rasata,” pensai e il desiderio cresceva dentro di me. “Che vista eccitante.”
Valentina iniziò dal viso, le dita che accarezzavano delicatamente le guance, le tempie, poi le spalle. Si spostò verso il seno, massaggiando con movimenti circolari, senza mai sfiorare i capezzoli. “Concentrati solo sul mio tocco,” ripeté, spostandosi verso la pancia, poi le gambe.
Claudia emise un altro gemito, questa volta più intenso. “Valentina,” iniziò a dire, ma Valentina la interruppe con dolce fermezza. “Non parlare,” disse. “Lascia che il silenzio ti avvolga. Concentrati solo sulla sensazione.”
Trattenni il fiato, il mio cazzettino che pulsava di desiderio. “Che donna sensuale,” pensai, guardando Valentina che massaggiava l’interno coscia di Claudia, vicino ma mai troppo vicino al pube. “È perfetta.”
Claudia si abbandonò completamente, il suo respiro che si faceva più regolare, il corpo che sembrava sciogliersi sotto le mani di Valentina. “Senti come ti stai liberando di ogni tensione,” sussurrò Valentina, le dita che scivolavano lungo i fianchi. “Non pensare a nulla, solo al mio tocco.”
Il massaggio continuò ancora per mezz'ora, Valentina che lavorava con precisione e delicatezza, Claudia che sembrava sempre più rilassata. Poi, Valentina si fermò, le mani che si posarono delicatamente sui fianchi di Claudia. “Se vuoi,” disse, la voce bassa e invitante, “posso continuare con un massaggio Yoni.”
Claudia aprì lentamente gli occhi, il viso rilassato ma con una curiosità nascosta. “Un massaggio Yoni?” chiese, la voce ancora velata dal piacere.
Valentina sorrise, un sorriso che trasmetteva sicurezza e calma. “Sì. È un massaggio molto intimo, che lavora sull’energia femminile. Fa parte delle pratiche del Tantra. Se ti fidi di me, posso guidarti in un’esperienza unica.”
Claudia esitò solo un attimo, poi annuì. “Mi fido di te,” disse, chiudendo di nuovo gli occhi.
Trattenni nuovamente il fiato. Il desiderio era altissimo. “Che sta succedendo?” pensai, mentre Valentina si avvicinava ancora di più a Claudia, le mani che si muovevano verso il centro del suo corpo.
Valentina iniziò a parlare, la voce bassa e calma. “Respira profondamente,” disse. “Lascia che il tuo corpo si apra alla sensazione. Non avere paura.”
Claudia obbedì, il suo respiro che si faceva più profondo. Valentina posò una mano sul suo basso ventre, l’altra che si muoveva verso il pube. “Concentrati solo sulla sensazione,” sussurrò. “Lascia che il tuo corpo ti guidi.”
Le osservai,con il mio cazzettino che pulsava di desiderio. “Che sta succedendo?” pensai di nuovo, il cuore che batteva all’impazzata. “Sta per toccarla?”
Valentina continuò, le mani che si muovevano con delicatezza, senza fretta. “Senti come il tuo corpo risponde,” sussurrò. “Lascia che l’energia fluisca.”
Claudia emise un lieve gemito, il corpo che si muoveva leggermente sotto il tocco di Valentina. “Che sensazione,” mormorò, la voce velata dal piacere.
Valentina sorrise, le mani che continuavano a muoversi con precisione. “Lascia che ti porti in un posto speciale,” sussurrò. “Un posto dove puoi essere completamente te stessa.”
Claudia sembrava completamente abbandonata al piacere, il respiro che si faceva sempre più profondo. “Valentina,” mormorò, la voce tremante.
Valentina sorrise, le mani che si muovevano con cura. “Senti come il tuo corpo si sta aprendo,” sussurrò. “Lascia che ti porti oltre.”
Valentina continuò il massaggio, le mani che si muovevano con precisione e delicatezza. “Lascia che ti porti in un posto speciale,” sussurrò. “Un posto dove puoi essere completamente te stessa. Questo è il Tantra.”
Claudia emise un altro gemito, il corpo che si muoveva leggermente sotto il tocco di Valentina. “Che sensazione,” mormorò, la voce velata dal piacere.
Valentina si fermò un attimo, le mani ancora sospese sopra il corpo nudo di Claudia, le dita lucide di olio che brillavano sotto la luce soffusa della stanza. I suoi occhi si posarono su quelli di Claudia, cercando un contatto visivo intenso, quasi penetrante. “Sei pronta per il prossimo passo?” chiese, la voce bassa ma carica di una tensione palpabile. “Ora entrerò in contatto diretto con il tuo punto più sensibile. Ti preparerò mentalmente e fisicamente per questa esperienza. Sei sicura di voler continuare?”
Claudia inspirò profondamente, il petto che si sollevava in un movimento lento, quasi ipnotico. I suoi occhi erano velati da una mistura di desiderio e incertezza, ma quando annuì, il gesto fu deciso. “Sì,” sussurrò, la voce tremula ma sincera. “Voglio continuare.”
Valentina sorrise, un sorriso che trasmetteva calma e controllo, e riprese il massaggio con una lentezza che sembrava studiata per prolungare ogni attimo, ogni sensazione. Le sue mani tornarono a scivolare lungo l’addome di Claudia, le dita che disegnavano cerchi sempre più ampi, sempre più vicini alla figa. “Respira,” mormorò Valentina, la voce che si fondeva con il ritmo del respiro di Claudia. “Lascia che il tuo corpo si arrenda completamente al mio tocco. Non c’è nulla di cui preoccuparti. Sono qui per te.”
Claudia chiuse gli occhi, i muscoli che si rilassavano gradualmente sotto le dita esperte di Valentina. Un sospiro le sfuggì dalle labbra, un suono che era a metà tra il sollievo e il desiderio. “Che sensazione…” mormorò, la voce che si perdeva nel silenzio della stanza.
Valentina, intanto, aveva iniziato a massaggiare l’interno coscia di Claudia con una delicatezza che sembrava studiata per non spaventare, ma allo stesso tempo per eccitare. Le dita si avvicinavano nuovamente, sempre di più alla vagina, ma si fermavano appena prima di toccarla, lasciando Claudia in un’agonia intensa e deliziosa. “Respira,” ripeté Valentina, la voce che sembrava entrare nella mente di Claudia, guidandola attraverso l’esperienza. “Lascia che il tuo corpo si apra a questa sensazione. Non c’è nulla di cui aver paura.”
Claudia annuì, i suoi occhi ancora chiusi, il corpo che sembrava rispondere automaticamente alle parole di Valentina. I suoi fianchi si muovevano leggermente, quasi come se cercassero inconsciamente il tocco delle dita di Valentina. “Sì…” sussurrò, la voce che era poco più di un respiro affannoso.
Valentina sorrise di nuovo, un sorriso che trasmetteva una sicurezza quasi sovrumana, e finalmente portò le sue dita al centro della figa. Il primo tocco fu leggero, quasi impercettibile, ma sufficiente a far gemere Claudia con un suono che era pura eccitazione. “Così,” mormorò Valentina, le dita che iniziavano a muoversi con maggiore pressione e precisione, esplorando ogni centimetro della sua figa. “Non pensare a nulla. Lascia che il tuo corpo si goda ogni sensazione.”
Claudia emise un altro gemito, il corpo che si contorceva sotto il tocco esperto di Valentina. Le sue mani si aggrappavano ai bordi del futon, le dita che stringevano il tessuto con forza. “Valentina…” sussurrò, la voce spezzata dal piacere.
Valentina aumentò la pressione, le dita che si muovevano con una precisione chirurgica, stimolando ogni punto sensibile di Claudia. “Respira,” ripeté, la voce che sembrava entrare nella mente di Claudia, guidandola attraverso l’onda di piacere che stava crescendo dentro di lei. “Non trattenerti. Lascia che il tuo corpo si abbandoni completamente.”
Claudia emise un ultimo gemito, il corpo che si contraeva sotto il tocco di Valentina, l’onda di piacere che la travolgeva completamente. I suoi occhi si aprirono per un istante, cercando quelli di Valentina, prima che il piacere la sovrastasse completamente. “Valentina…” sussurrò, la voce che si perdeva nel silenzio della stanza.
Intanto, io, raggiunsi il culmine del piacere,“Mio Dio,” pensai, la mente che si riempiva di immagini vivide. “L’ho visto. L’ho visto davvero.”
Valentina, intanto, aveva rallentato il ritmo, le dita che si muovevano con una delicatezza che sembrava studiata per prolungare l’esperienza. “Sei stata bravissima,” mormorò, la voce che era poco più di un respiro affannoso. “Ti sei lasciata andare completamente. Questo è il vero segreto del massaggio Yoni.”
Claudia annuì, i suoi occhi ancora velati dal piacere, il corpo che sembrava rilassato come mai prima. “Grazie…” sussurrò, la voce che era poco più di un respiro affannoso. “Non avrei mai pensato che potesse essere così…”
Valentina sorrise.
Un sorriso che trasmetteva una calma e una sicurezza che sembravano quasi sovrumane. “Il corpo ha bisogno di questo,” mormorò.
Valentina stava sistemando il futon, piegando con cura il telo bianco che aveva sostenuto il corpo di Claudia durante il massaggio Yoni. La stanza aveva un’aria ovattata, come se il tempo si fosse fermato. L’intimità di quello che era appena accaduto ancora aleggiava nell’aria. Claudia, intanto, si era diretta verso la doccia senza pronunciare una parola. Il suono dell’acqua che scorreva era l’unico rumore che riempiva la casa.
Trattenni il respiro. L’angolo della telecamera numero 2 mi permetteva di vedere dentro la doccia. Vedevo Claudia lavarsi in modo armonioso.Claudia, come la conoscevo, con quei fianchi larghi che sembravano fatti per essere afferrati, quei capelli castani che le incorniciavano il viso, e quel seno generoso che ogni volta lo faceva impazzire. Era davvero sexy.
Quando Claudia uscì dalla doccia, avvolta in un asciugamano che la copriva appena, sentii il cuore accelerare. Gocce d’acqua ancora le scivolavano lungo le gambe. Si asciugò i capelli con un gesto distratto, come se la sua mente fosse altrove. Valentina, seduta a terra con le gambe incrociate, le fece cenno di unirsi a lei. Un invito silenzioso, ma carico di significato.
«Vieni, siediti,» disse Valentina, la voce calma, quasi rassicurante. Claudia obbedì, il suo corpo ancora visibilmente rilassato dopo il massaggio. Si sedette accanto a Valentina, l’asciugamano leggermente aperto, rivelando un accenno di pelle umida.
«Come ti senti?» chiese Valentina con gli occhi fissi su Claudia. Una domanda semplice, ma carica di significato.
Claudia sospirò, le spalle che si sollevarono e scesero lentamente. Pareva che stesse cercando le parole giuste. «Sto bene,» rispose alla fine, ma la sua voce era appena più di un sussurro.
Valentina sorrise, un sorriso che sembrava dire: lo so che non è solo questo. «Parliamone,» insistette delicatamente, posando una mano sulla gamba di Claudia. «So che c’è qualcosa che ti tormenta.»
Claudia abbassò lo sguardo, le dita intrecciate strettamente. Si sentiva esposta, nonostante il massaggio avesse già lasciato andare molte delle sue tensioni fisiche. «È tutto così complicato,» iniziò, la voce tremula. «La famiglia, il lavoro in ospedale... e poi c’è Luca.»
«Tuo marito,» fece eco Valentina, un cenno di comprensione. «Cosa succede tra voi?»
Claudia scosse la testa, come se cercasse di mettere ordine nei propri pensieri. «È... il sesso,» ammise, la voce quasi un sussurro. «Luca è super dotato, ma è... egoista. Non gli importa di me, di ciò che provo. Non mi lecca, non mi masturba. Quando mi penetra, mi fa male. È troppo grosso, e non si preoccupa di farmi godere.»
Valentina annuì, il suo sguardo pieno di empatia. «Mi dispiace che tu ti senta così,» disse, la voce dolce ma ferma. «Meriti di essere amata, accudita, rispettata. Nel letto e fuori.»
Claudia sollevò lo sguardo, gli occhi lucidi. «A volte mi sento così sola,» confessò, la voce rotta. «Non so più cosa fare.»
Valentina si spostò più vicino, le loro ginocchia che quasi si toccavano. «Non devi affrontare tutto da sola,» sussurrò, la mano che ora accarezzava delicatamente la schiena di Claudia. «Ci sono modi per trovare piacere, per scoprire ciò che ti piace. Non devi rinunciare a te stessa.»
Claudia chiuse gli occhi, un singhiozzo che le sfuggì mentre Valentina continuava ad accarezzarla. «Non so nemmeno da dove cominciare,» mormorò, la voce piena di incertezza.
Valentina sorrise, un sorriso che sembrava promettere qualcosa di più. «Posso insegnarti,» propose, la voce bassa ma carica di significato. «Mostrarti come puoi trovare piacere, come puoi godere.»
Claudia aprì gli occhi, uno sguardo di sorpresa e qualcos’altro che io non riuscivo a decifrare. «Tu... vuoi farlo?» chiese, la voce tremula.
Valentina annuì, senza esitazione. «Sì, se vuoi. Può essere un inizio, un modo per riconnetterti con te stessa. Devi fare un lungo e piacevole percorso tantrico.»
Claudia sembrò ponderare le parole di Valentina, il peso della decisione che si rifletteva nei suoi occhi. «Non so,» sussurrò, ma la sua voce non era più così ferma.
Valentina portò il volto di Claudia al suo seno in modo dolce e tenero. Quasi una coccola.
“Vedi Claudia, quello che ho fatto oggi per te è l'inizio di un percorso per il tuo benessere. Per molti può essere una semplice scusa per una masturbazione, ma nel tantra, il massaggio yoni è la porta della conoscenza. È l'inizio di un lungo percorso che ti porterà ad aumentare la tua autostima e il tuo benessere psicofisico.“
Claudia sembrava assorta nei suoi pensieri. Baciò teneramente Valentina e la ringraziò per la nuova esperienza avuta.

Continua
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