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Un fine settimana di Angie: venerdì


di angietrav
25.07.2024    |    1.844    |    4 7.9
"Arriva un sms di Roby: “troia vengo alle 11, 30”..."
Ho vissuto in una capitale europea per otto lunghi anni, quasi sempre “en femme”. Avevo un bell’appartamentino in un quartiere residenziale ed elegante, vivevo da sola, libera di essere Angie che in breve tempo si è appropriata dell’appartamento e del mio essere. Libera di ricevere gli amanti in tutta comodità e discrezione. Alcune volte decidevo di passare un intero fine settimana come Angie, quindi la trasformazione in femmina era da venerdì pomeriggio fino a domenica sera: sempre femmina, sempre attenta alla mia particolare femminilità in tutti i dettagli. La cosa si concretizzava nel ricevere gli amanti, i “clienti”, su appuntamento, come una "prostituta".
Sola nella mia "alcova" sto sempre nuda con sopra una vestaglia (di raso nero o rossa) o, se freddo, una maglia di lana scollata e sbracciata, e corta fin sopra le ginocchia. Ai piedi zeppe di sughero a piattaforma, rosse, aperte in punta, tacco da 10 cm, comode e silenziose sul parquet di legno. Il mio PC è sempre connesso sulla mia pagina in due siti di incontri, inoltre giungono sms in risposta ad annunci. Mi organizzo per accontentare le mie voglie e quelle dei maschi. Vado quindi prendendo gli appuntamenti ed organizzando il fine settimana.
Quel venerdì sono tornata a casa dal lavoro verso le 5 p.m. Ho cominciato subito a prepararmi, il primo appuntamento ce l'avevo alle 7. Prepararmi significa dedicare un’ora circa alla trasformazione in Angie in un crescendo di eccitazione: mi spoglio nuda, faccio un lungo clistere per lavarmi bene dentro; poi rasatura accurata fino ad avere una pelle liscia, liscia. Metto abbondante crema fluida dappertutto, anche dentro la figa-anale. A questo punto inserisco il mio butt-plug da 8 cm di diametro per mantenere dilatata la figa mentre mi trucco. Il trucco: passo il fondo tinta coprente, la cipria, il fard, poi mi dedico agli occhi. Il trucco degli occhi è quello che più mi eccita: prima una linea nera fine a contorno, poi coloro con beige chiaro o bianco le palpebre, quindi nero in basso a sfumare in alto e verso il lato esterno. Infine la matita nera per definire le sopracciglia. Poi rimmel sulle ciglia che diventano lunghe e gli occhi acquisiscono un brillio che mi eccita tantissimo. Passo alle labbra: rigo con matita rossa o più scuro a marcare il contorno, rossetto rosso corallo finché non ho delle belle labbra carnose. Mi vesto: metto le calze (autoreggenti), il vestito o guêpière che ho scelto, in funzione dell’amante che verrà: più elegante o più sexy; più signora o più puttana. Per finire indosso la parrucca corta a caschetto (castano chiaro, di solito) o con capelli lunghi e neri, mi pettino. Spruzzo abbondante profumo: mi piace quello un po’ forte di tipo orientale. Tolgo il butt-plug e metto il gel lubrificante profumato alla fragola o banana sulla figa e mi piace, al camminare, sentirla umida ed aperta. Indosso il perizoma e calzo le scarpe, mi piacciono le décolleté tacco 10 cm nere o blu o leopardate (ne ho una collezione) oppure piattaforme tacco 12 o 14: che eccitazione sculettare per l’appartamento alta in cima ai tacchi. Ho tempo per smaltare di rosso corallo le unghie delle mani. Vado frequentemente dalla estetista che mi cura le dita mani e piedi lasciandole un poco lunghe e femminili. Le unghie dei piedi le tengo sempre smaltate di rosso. Sono pronta, aspetto il maschio già emozionata per la mia femminilità. Mi fumo una sigaretta bevendo qualcosa.
Alle 7 arriva il mio amico anziano. Un signore, educato ed elegante, sui 70, ancora con un bel fisico asciutto, pulito e profumato. L’amico con gli anni è diventato impotente, sempre spera che io riesca a farglielo diventare duro e così raggiungere l’orgasmo. Mi vuole nuda. Lo ricevo quindi con autoreggenti, le décolleté e vestaglia nera trasparente, che poi lascio cadere quando, anche lui nudo, si sdraia sul letto. Comincio quindi a carezzarlo e leccarlo dappertutto mentre lui gioca col mio “clitoride”. Prendo il suo membro in bocca, lo succhio dolcemente sperando si indurisca: niente da fare. Si gira, vuole che lo penetri, io non penetro mai gli uomini, quindi gli propongo un dildo con vibratore da 3 cm di diametro. Prima lecco ed inumidisco l’ano, poi dolcemente inserisco il dildo, gli fa male, smetto subito. E così, con pazienza, cerco di rispondere alle sue richieste. Finalmente dopo circa mezz'ora di carezze, baci, massaggi ed inutili tentativi di erezione, lui si arrende e malinconicamente si riveste, però è contento di me: della mia pazienza, dolcezza e gentilezza; mi lascia 50 euro sul tavolo e se ne va.
Mi cambio veloce con un vestito rosso ed ampio e sotto un perizoma in tinta, pronta per il prossimo appuntamento. Alle 8 p.m. viene Ahmed. Ahmed è un giovane informatico di origini algerine: pulito, educato e gentile. Non è fidanzato e, durante le sue visite, mi confida i problemi che ha nel lavoro e nella sua vita. In questa città ci sono molti maschi di origine magrebina. Fare l’amore con i magrebini è diverso ed ha un sapore particolare. Infatti per loro cultura, il rapporto con una trav è un complemento al rapporto che hanno con le proprie donne. L’atteggiamento e le aspettative verso una trav sono quindi di totale appagamento rispetto a ciò che reprimono con le loro mogli.
Ahmed, si spoglia, ripone con cura i vestiti su una sedia, si sdraia sul letto, io mi avvicino inginocchiata. Un bacetto sulla bocca, passo la mia lingua soffiando leggermente dietro le orecchie, scendo giù ai capezzoli, poi all’inguine e glielo prendo in bocca. Intanto mi sono scoperta il culo: a lui piace carezzarlo e comincia a giocare con la mia figa, mettendo 2, 3, 4 dita dentro. Il pene di Ahmed non è gran cosa (3 cm di diametro per 10 di lunghezza) però va benissimo per cominciare la serata. Lo succhio dolcemente, si indurisce, metto il preservativo: Ahmed mi prende alla pecorina o con io di schiena e gambe aperte a V. Appena avuto l’orgasmo, corre in bagno ancora col preservativo indossato a lavarsi. E' un igienista e lo lascio fare. Si riveste e se ne va. Io con calma mi rassetto e mi preparo per Bernard, con lui è un’altra cosa.
Alle 9,30 p.m. arriva Bernard. Bell’uomo, sui 40, militare. Viene spesso, quasi tutte le settimane. Gli piaccio e mi vuole sexy. Per lui ho messo un mini abito in pizzo nero velato sopra le autoreggenti nere fumé e perizoma nero, décolleté nere tacco da 10 cm. So che lui si ecciterà al vedermi, e così è. Come sempre: entra, mi siedo sul sofà, lui slacciandosi i pantaloni lo tira fuori già duro, però prima mi fa inalare popper; gli piace sentirmi eccitata col cazzo in bocca. Ha un bel cazzo Bernard, ben fatto (5 cm di diametro per 12 cm). Si fa spompinare a lungo guardandomi con soddisfazione, mentre si toglie la camicia, pantaloni e tutto il resto. Poi mi accompagna sul letto. È di poche parole, autoritario, però gentile. Sul letto mi metto a pecorina, lubrifico la figa, Bernard è nudo e mi prende così, lui in piedi dietro di me ed io a pecorina con le spalle quasi a toccare il letto: la mia figa aperta è tutta per lui. Sono lunghe cavalcate di al meno mezz’ora. Bernard mi manda in estasi provocando molteplici orgasmi alla figa-anale. Urlo come una pazza incurante dei vicini, lui mi sculaccia come un fantino con la sua cavalla. Ad occhi chiusi, mi perdo sotto i suoi colpi: entra ed esce, ora dolcemente ora violento, fino in fondo. Inaliamo tutti e due popper eccitati. Gemo e caccio urla di godimento. Sono gemiti con voce da femmina per i molteplici orgasmi e per l’emozione. Dura a lungo Bernard e, quando sta per venire, si leva il preservativo sbattendomi il cazzo in bocca per farmi bere il suo nettare. A questo punto io mi sento appagata, mi dilungo ad occhi chiusi assaporandolo. Poi lo lascio andare in bagno. Mi rassetto e “Ciao tesoro a presto”.
Sono le 10,30 p.m., ho fame e penso di aver finito per stasera, però no. Arriva un sms di Roby: “troia vengo alle 11,30”. Sempre gentile Roby, a modo suo. Ma a lui non posso dire di no. Roby è un bel giovane, gestisce una pizzeria ed arriva la sera che vuole lui e quando chiude. Cioè dopo le 11. Sa che non so dire di no al suo cazzone cavallino! Per Roby creo un ambiente con luci basse come piacciono a lui, non parla molto, entra e si sdraia sul letto con le ginocchia di fuori e piedi poggiati per terra. Apro i pantaloni e libero un cazzone di 8 cm di diametro per circa 30! È una bellezza vederlo ed ogni volta non posso fare meno di esclamare: “oh tesoro ...!”. Non è facile succhiarlo, lo prendo finché posso dalla punta, lo lecco tutto dai testicoli e su fino al glande, lo assaporo, lo gusto senza perdere uno di questi bellissimi minuti che Roby mi concede. Vorrei che Roby mi penetrasse ma non vuole mai, solo una volta l’ho convinto ed è stato indimenticabile: sentire questo cazzo enorme che entra ed entra e mi riempie! Quindi comincio ad aiutarmi con la mano, mentre la cappella la tengo in bocca. Lui è rilassato ad occhi chiusi. Viene in bocca e mi lascia assaporare il seme finché ha voglia lui, egoista! Poi si alza, velocemente se ne va, con poche parole e, gentile come sempre: ”ciao troia”. Ma va bene così, sono docile e servizievole io.
Per stasera, venerdì, ho finito, è mezzanotte ed ho fame. Cenerò, poi mi dovrò struccare e lavare, crema per la notte e poi a letto ripensando agli amanti. Indosserò solo un top rosa con spalline fini, mi piace sentirmi nuda e con la figa-anale ancora aperta ed umida. Ogni tanto ci passo un dito sopra e me lo ciuccio, mi rilassa e mi addormento serena.
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