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RICORDI e DESIDERI ... " Voglia e fantasia, la mia unica attuale compagnia "


di Nathan69
21.01.2022    |    526    |    0 6.0
"Il mio desiderio, sempre lo stesso ora come ora, di essere quasi sottomesso da quel punto di vista, giudicandomi sessualmente persona a dir poco, ..."
RICORDI e DESIDERI ... " Voglia e fantasia, la mia unica attuale compagnia "



In questa estate calda, dove tra Covid, restrizioni, e la salute che un pò scarseggia in me, fui costretto a frequentare spesso ospedale ed ambulatori vari per visite mediche ed esami. Ogni volta che mi recavo lì, incontravo spesso personale infermieristico femminile, a cui ormai qualche confidenza di me, avevo raccontato. visto che si trattava sempre di problemi fisici, diventava ormai quasi una cosa spontanea ricevere domande e dover dare risposte. Dovendo poi accompagnare anche mio padre anziano per esami, un'infermiera in particolare, mi era entrata in simpatia. Ma anche qualche dottoressa, non era da meno. Ad essere sincero, ormai riconosco che certi miei gusti a livello di donne, potrebbero sembrare cosa strana. Ma sinceramente di tanto strano, io non lo trovo. Sì, è vero. Mi piacciono e sono attratto in questo periodo, sempre più, da donne più anziane di me, da donne quasi future pensionate con lavori particolari, come per l'appunto, infermiere, dottoresse, oss, certamente con un bel fisico di donna matura, come io di norma definisco, per dire belle tette, belle gambe, anche se con un pò di cellulite che non mi darebbe nessun fastidio, un bel culo, anche se un pò sul grosso, ma soprattutto con visi espressivi ed eccitanti da far lavorare per bene la mia fantasia sessuale erotica pornografica. Il mio desiderio, sempre lo stesso ora come ora, di essere quasi sottomesso da quel punto di vista, giudicandomi sessualmente persona a dir poco, abbastanza insoddisfatta delle mie esperienze, non molte, sessuali avute fin d'ora al compimento dei miei 59 anni, anche se come tale, non li dimostro per nulla. Ultimamente, purtroppo per me, dovetti sottopormi ad un ennesimo intervento chirurgico, per calcolosi renale. Ogni volta che ho dovuto ricorrere a ricoveri ospedalieri, fortunatamente non più di due o tre giorni, non ho mai avuto nulla di quei desideri che la mia fantasia mi portava a pensare. Per dire, mai ricevuto un bel clistere somministrato da una delle mature infermiere che si prendevano cura di me, come degli altri pazienti, logicamente. nessun tipo di iniezioni da dover assumere posizioni particolari. Unica cosa, in questa ultima permanenza, la conoscenza di una caposala, che da subito mi diede un po più di confidenza e che risultava essere di mio gradimento, come descritto prima. L'unico momento per me un po " eccitante " seppur fastidioso dal lato fisico, la rimozione del catetere uretrale che di norma ti mettono in sala operatoria, e ti viene tolto la ,mattina seguente, quando il medico ne da il consenso, e che si ha espulso tramite l'urina,l'anestesia somministrata, di qualunque tipo essa sia stata, totale o parziale. quella mattina ero solo in stanza, perchè l'altro paziente, già era stato dimesso la sera prima. Dopo il passaggio del medico, e l'aver dato il consenso a togliermi tutto, arrivò in stanza, chiuse la porta, e mi disse: " dai Nathan carissimo. Ora ti tolgo il catetere e anche l'ago che hai sulla mano, così sarai più libero. Hai già la lettera per le dimissioni, però prima dovrai farmi vedere come e quanta urina fai dopo che ti avrò tolto il tutto." Dicendo così, Grazia si avvicinò al letto, mi tolse le lenzuola che mi coprivano, mi sposto il camice che ancora indossavo, con una siringa probabilmente svuotò aspirando l'urina ferma nel catetere che non era arrivata alla sacca di contenimento, e prendendo in mano il mio pisello, naturalmente tutto floscio e ritirato, mi disse:" Ora quando ti dico, fai un bel respiro profondo." Così ascoltando le sue indicazioni, al momento che lei me lo chiese, feci quel respiro, mentre sentivo estrarre dal mio pisello il catetere. questione di attimi, che seppur fastidiosi, personalmente mi han sempre dato sensazioni particolari. Fatto il tutto, uscì dalla stanza per poi tornare per portarmi delle bottigliette di acqua da bere. Arrivò l'ora di poter lasciare l'ospedale, e coincise con l'ora del suo fine turno. Ringraziai, per la sua gentilezza ed attenzione, che non sempre trovi in quel modo, e ci salutammo. Trascorso il periodo di convalescenza di tre settimane, in cui dovevo tenere uno stent, che come ogni volta mi viene inserito nell'uretra, per consentire il deflusso delle urine con eventuali residui di frammenti del calcolo bombardato e frammentato, arrivò il giorno della rimozione programmata dello stesso. Anche se cosa ormai provata altre volte, un pò di ansia e tensione esiste sempre, anche perchè questa rimozione avviene senza anestesia. Arrivato in ospedale, atteso il momento di essere chiamato, arrivò il mio turno. Dalla porta a chiamarmi, uscì una bella donna mora, che anche se coperta da camici e mascherina, ne riuscii a vedere parzialmente il viso, per poterlo giudicare molto interessante per i miei gusti. Certamente non era più grande di me come età, anzi, direi sicuramente dieci anni di meno, quindi sulla cinquantina più o meno, gli aveva. Era l'assistente del medico che mi avrebbe di lì a poco, rimosso quello stent che tenevo dentro. Mi fece entrare nell'ambulatorio dove era previsto l'intervento ambulatoriale, mi fece avvicinare al lettino ordinandomi di abbassare anche senza togliere, pantaloni e slip. Una volta pronto, mi disse di stendermi e stare tranquillo e rilassato. Mentre mi parlava, notai oltre al suo bel modo e sorriso, il nome che portava nel cartellino attaccato al camice. Si chiamava Sara. La vidi prendere una siringa già pronta, avvicinarsi, ma prima di iniziare ciò che avrebbe lei dovuto eseguire, mi copri con un telo, tanto per non bagnarmi visto che il procedimento prevedeva anche l'utilizzo di un flusso d'acqua che serviva per lo strumento cistoscopico, per tale rimozione. Poi una volta fatto questo, riprese in mano la siringa, e con una mano il mio pisello. In quel momento mi scappò una battuta, sentendo come mi stava prendendo il pisello, floscio, quasi a fatica per poterlo scappellare e fare ciò che doveva." Guardi, o si è nascosto, oppure si vergogna." Le dissi sorridendo. Mi guardò e mi rispose con un sorriso:" No no, tranquillo, è ancora qui." a quella sua risposta, aggiunsi:" Pensavo. Sa, infermiera. Oggi sono come la pagina dei sottotitoli di televideo, sette sette sette. Mi chiederà perchè, logicamente. Perchè sono esattamente sette anni, sette mesi e sette giorni, che il mio pisello non viene preso in mano con tanta cura e delicatezza, come sta facendo lei ora. In altro tipo di occasione, logicamente. Ma il tempo è questo." Mi guardò, quasi sbalordita, e fece una risata alla mia battuta. " No dai, non ci credo, mi stai prendendo in giro " mi disse. " No mi creda. Questo è il tempo trascorso, da quando ho fatto sesso con quella che era la mia ultima compagna." E con un sorriso quasi del tutto spento, mi disse di rilassarmi e che avrebbe fatto con cura. Dicendo questo, mi scappellò per bene il pisello, introducendo il beccuccio della siringa, e iniettando dentro tutto il suo contenuto. feci un pò una smorfia, non quanto per il dolore, che non era un vero e proprio dolore, ma per quell'attimo un pò fastidioso. Ritirata la siringa, prese del gel lubrificante, e me lo mise sulla parte esterna. In quell'istante entrò il medico, ed iniziò la rimozione inserendo lo strumento, e con l'aiuto dell'infermiera che aveva il compito di aprire e chiudere quella cosa chiamata pinza, quando avrebbe preso lo stent che vedeva attraverso il monitor, e pronto per essere sfilato. Sentii un brivido salire e percorrere il mio interno, fino al pisello per poi uscirne totalmente. A quel punto, tutto è terminato. Sara, mi puli, poi mi diede altre salviette perché potessi terminare la pulizia, e ricompormi vestito. Ringraziando salutai, e uscendo sentii la sua voce che mi disse:" Tanti auguri. Per tutto ovviamente." Con un sorriso quasi malizioso.Uscii da quel reparto, andando a sedermi all'ingresso per aspettare l'autobus. Ma proprio lì, incontrai l'infermiera del reparto analisi, addetta alle chiamate delle prenotazioni per esami del sangue. Colei che in varie occasioni, vidi e mi fu subito simpatica dal suo modo di parlare e dal suo tipo di donna com'era. Così, nell'attesa dell'orario dell'autobus, che coincideva con il suo fine servizio, parlammo un bel pò Dai vari discorsi, capii che Elena, questo era il suo nome, anche se di poco, era più giovane d'età, ma donna semplice e dal fisico attraente, come dai miei gusti e desideri. In conclusione, in breve spazio di tempo, conobbi tre donne apparentemente come desideravo incontrare, fare amicizia, e chissà che da cosa nasce cosa, si dice sempre. No, non cercavo e ne cerco l'amore della vita a cui non credo più, ma semplici amicizie, per sconfiggere la solitudine, dialogare, e perchè no, certo, fare sesso, quel sesso che tanto desidero da tempo. nessuna delle tre però, era più grande di me, ma ugualmente piacenti. Uscito nel porticato dell'ospedale, per attendere l'autobus, che ormai stava per arrivare, vidi una signora affascinante, bassa di statura, mora dai capelli lunghi, un bel fisico, che anche lei attendeva l'autobus che aspettavo anch'io. Sembrava essere abbastanza su l'incazzata, per l'orario , per il disservizio degli autobus in quella zona, cosicché, sentendola un pò borbottare, capendo le sue parole, non potei fare a meno di darle ragione, iniziando così a parlare un pò.Andando entrambi fino alla fermata di fine corsa, scendendo insieme, avevamo continuato a parlare, e ciò mi permise di fare un pò di conoscenza anche dopo, dovendo fare un pezzo di strada insieme nella stessa direzione, per tornare a casa. Sinceramente, anche se ultimamente ero uscito molto poco di casa, non l'avevo mai notata prima. Eppure era da tempo residente nella mia zona. Rimasi sorpreso quando, al momento di lasciarci, perchè ognuno di noi andò per la propria direzione, rivolgendosi a me con tono deciso, mi chiese se non avessi avuto nulla in contrario, se si fossimo magari trovati un pomeriggio a bere un caffè al bar insieme. Certamente non rifiutai quell'invito, così fu che ci accordammo per il giorno dopo, in un bar della zona pedonale centrale del paese. Tornato a casa, ero entusiasta alla fine di quella giornata, o meglio mattinata, che si mi portò a trascorrere del tempo in ospedale per ciò che di piacevole aveva poco da dire, ma dal fatto che ebbi avuto l'opportunità di conoscere e dialogare un po con qualche donna, cosa ultimamente a me, negata dal tempo. Così arrivò il pomeriggio seguente, e come d'accordo, all'ora stabilita mi feci trovare sul posto prescelto. Arrivato con un pò d'anticipo, rimasi a passeggiare un pò nella via del centro, e fu così che la vidi uscire da una porta, capendo che probabilmente era il luogo dove abitava. Mi vide, così le andai incontro. " Ciao. Vedo con piacere che sei una persona puntuale", mi disse. certo, risposi. " Per me, la puntualità è una cosa a cui non so rinunciare, e cerco sempre di essere preciso. Passeggiavo un pò per la via, vedendo che sono arrivato con anticipo, e guarda caso, se non sbaglio sono venuto nella direzione giusta." Si, mi rispose, sorridendo. " Io abito proprio lì da dove mi hai vista uscire." E dicendo questo si blocco, cercando di chiamarmi per nome, ma scoppiando a ridere. Avevo capito subito il motivo, e le dissi, sorridendo anch'io:" Certo, ci siamo dati appuntamento, ma nemmeno ci siamo presentati, e nessuno di noi due, sa il nome dell'altro. Comunque, piacere mio, mi chiamo Nathan." Alle mie parole, rispose lei:" hai ragione, lo stavo per dire io. Io sono Marina, che ogni tanto fa la sciocchina." E scoppiò a ridere, mentre io feci altrettanto. " Marina. Un bel nome. Il resto è che non capisco." Le feci questa battuta. " Già, se tu mi conoscessi un po, lo capiresti. Ma chissà che non riuscirai a scoprirlo da solo, se ti andrà di conoscermi un pò." E sorrise. Quel pomeriggio, percorrendo quei pochi metri che ci portarono a quel bar, con la mente la fotografai subito. Quel pomeriggio, a differenza del giorno prima, si era fatta tutti i capelli mossi e ricci. Indossava una maglietta abbastanza scollata, mettendo in evidenza un bel seno. Una minigonna in jeans, stile giovanile, anche se la sua età, sicuramente superava forse di poco, la mia. Arrivati al bar, ci sedemmo fuori all'aperto, anche perchè non avrei potuto fare diversamente, per via di quel green pass che non avevo e sinceramente mi stava sulle palle questa storia. " Nathan. Ho notato che mi hai fatto le radiografie in un batter d'occhio. sicuramente ti sarai accorto, oppure penserai che ho una certa età. Ma mi piace vestire giovane. Non mi sento e non voglio apparire vecchia." Sentendo quelle parole, era d'obbligo che le dicessi il mio di pensiero, sempre sincero. " Marina, io non so quanti anni tu hai. Non mi pongo di questi problemi, anche perchè ti faccio una confessione. A me, non ci crederai, piacciono le donne mature, nel senso che ho una fissa ultimamente per quelle più anziane di me, che ne ho 59. E qualsiasi età tu abbia, li porti molto bene, ed il vestire giovane, ti rende molto affascinante." A quel mio complimento, un pò cominciò ad arrossire, ma senza problemi mi rispose subito." Ho 65 anni, sono divorziata da venti ormai, e non ho più avuto compagni conviventi al mio fianco. Vivo sola, una figlia grande, sono nonna, e sto bene così. Ho una mia carissima amica che ne ha 68, e quando abbiamo voglia, usciamo per divertirci. Ma quando le dico che ho voglia di divertirmi, lei capisce al volo e sa cosa voglio dire." E con un sorriso malizioso, mi batte con la sua mano sulla mia gamba, aggiungendo:" Capito mi hai?" Certamente avevo capito. E ciò non mi dispiaceva proprio per niente. Ordinammo da bere, e restammo lì a parlare e conoscerci un pò. Ad un tratto mi chiese, se avevo orari precisi per tornare a casa, se mi andava di fare quattro passi insieme, per continuare i nostri discorsi. Senza dubbi accettai con piacere. Mi alzai dopo aver pagato, e ci incamminammo per le vie del centro, parlando e parlando. anch'io le stavo per fare qualche mia confidenza riguardante il mio passato, la mia vita, quando ad un certo punto, m'interrompe:" Che dici, se andiamo in un luogo più tranquillo dove possiamo parlare anche di altre cose, magari un pò più intime e piccanti?" A queste parole, fui io questa volta ad arrossire. E vedendomi, sorrise e ribatte:" ti vergogni a parlare di sesso? Mi piacerebbe sapere come vive un uomo, che come mi hai detto è solo e non tocca una donna da piu di sette quasi otto anni. Per capire la differenza, se esiste, tra un uomo ed una donna." Sorpreso da quella domanda, le dissi che la cosa non mi ibarazzava per nulla, e che se voleva sapere le avrei detto tutto ciò che io desideravo dal sesso, soprattutto quel sesso che non ho mai avuto e praticato. Dicendo questo, le indicai la direzione per andare in un posto tranquuillo dove poterci sedere senza tanti occhi indiscreti e orecchie lunghe, visto che con il mio tono di voce, quando sono preso in una conversazione che m'interessa in particolar modo, di certo non tendo ad avere purtroppo per mio difetto, la voce bassa. Così andammo in un luogo, un pò isolato, ci sedemmo in una delle panchine, e continuammo a parlare. Le raccontai ogni singolo mio desiderio. Dal più semplice, al più trasgressivo immaginario. Era presa ad ascoltarmi davvero con molto interesse. E mentre le parlavo, non riuscivo a non pensare se in quei momenti, in lei non ci fosse un minimo di eccitazione, anche senza darlo a vedere. Così entrai ancora di più sull'argomento, anche con parole vere e molto molto piccanti come lei stessa le giudicava e le piaceva sentire. Dopo quella mia conversazione, in cui le avevo descritto praticamente tutto, in ogni minimo particolare, su ciò che erano appunto i miei pensieri e desideri sessuali, non la vidi per nulla perplessa , come pensavo potesse essere dopo tutto quel mio racconto prolungato. mi venne spontaneo, visto quel suo attimo di silenzio, chiederle, che cosa ne pensasse, se fossi un depravato, un pazzo, o semplicemente un insoddisfatto alla ricerca del proprio piacere, fin d'ora difficile da trovare. Mi guardò e mi rispose:" Sai. mentre ti ascoltavo, cercavo anche di immaginare ciò che mi raccontavi. Di fare di quelle tue precise parole, un film nella mia mente. Niente di male. anzi, al contrario. Ognuno di noi, ha i propri desideri e trasgressioni. Chi con il coraggio di dichiararle, altri no. Chi con la voglia di provarle, magari con la propria moglie o compagna, o viceversa se donna. altri od altre, che vergognandosi, vanno alla ricerca di ciò che non vogliono perdere o non provare, cercando un amico, un amante, un semplice amico di letto. Tradendo così anche la persona amata, anche se in quel caso non è amore ma solo sesso. Ma la cosa più leale, è essere sempre sinceri, aperti e liberi da bugie ed eventuali rimorsi, senza rinunciare a nulla ed avere rimpianti. la vita è bella, e va vissuta. e si sa, non sempre è facile trovare in una coppia, il massimo di tutto." Continuò nel confidarmi della sua relazione, del suo fallito matrimonio, per arrivare anche lei a confidarmi le sue voglie e debolezze sessuali. Ma il tempo correva, e si stava per far buio. Le giornate sempre più corte ormai, non ci fecero che alzarsi da quella panchina ed avviarci verso casa. Arrivati nei pressi della sua abitazione, ci salutammo, ma confidenzialmente mi disse:" Dimmi la verità.Pensi che mentre ti ascoltavo, mi stavo pure eccitando un pò oppure no?2 Senza indugio, le risposi subito con un si secco. " E cosa te lo faceva pensare, oppure notavi in me qualche strana reazione? Ti dirò, che ho cercato bene di nascondere il tutto, ma se te lo chiedo, è perchè nemmeno io ne ero sicura di riuscirci a farlo." le risposi subito:" Mia cara, comunque sia, niente è più che normale. e nulla c'è di cui vergognarsi. Altrimenti mai avremmo affrontato tale argomento, con tutti i nostri particolari. visto poi, che ci conosciamo da appena tre quattro ore e non di più." Mi guardava attentamente, mentre le dicevo quelle parole, per poi salutarci, ma aggiungendo una frase che mi colpì subito. " Bene, spero che la nostra discussione abbia un seguito. Magari anche qui da me. I nostri numeri prima ce li siamo scambiati, quindi spero che ciò possa succedere presto. Un altro pomeriggio, ci può solo far sentire bene. Magari chissà. Potrebbe succedere un pomeriggio di conversazione con sorpresa finale." E con quelle parole, la lasciai salire in casa, e mi avviai anch'io verso casa mia, dove mio padre mi attendeva per cena. Alla sera, mentre nessun programma televisivo era di mio gradimento, me ne andai a letto presto, e standomene tranquillo nel mio letto, non potei e non riuscii a non pensare al pomeriggio trascorso. E non solo. A quelle parole da lei pronunciate prima di lasciarci. non potevo fare a meno di pensare anche alle altre donne conosciute in quel poco breve spazio di tempo, dal giorno del mio ricovero per l'intervento, a Grazia. Al giorno prima, durante la rimozione dello stent, a Sara, e poi ad Elena. Infine a lei, Marina, con cui avevo trascorso il pomeriggio insieme. Fantasticavo anche sull'amica di Marina, provando ad immaginare una signora ben curata, piacente e matura, di 68 anni. quasi diece più di me. chissà cosa sarebbe successo se un giorno per caso le avessi incontrate tutte insieme? La mia fantasia in quel momento andava al massimo, e la cosa mi eccitava da morire. Ero lì con la voglia che mi assaliva, con il desiderio di potermi fare una bella masturbata, anche essendo consapevole che quando lo faccio, poi, mi rimane un pò d'amaro in bocca da mandarmi quasi in depressione. E poi, la totale mancanza di libertà, essendoci sempre mio padre in casa. giustamente potrei chiudermi in camera, ma se lo faccio, si chiede e mi chiede perchè mi chiudo dentro. se rimango con la porta aperta, c'è sempre il pensiero che passi e mi possa vedere. Insomma, non ero libero di far ciò come desideravo. L'unica cosa, tener duro, e duro lo era anche il mio cazzo ormai da un pò, ed aspettare che mio padre se ne fosse andato a letto, e si fosse addormentato. Ma sempre con un orecchio proteso ad ascoltare ogni minimo rumore. L'alternativa? Certo. Ricorrere al bagno, alla tazza del water, e farlo. Ma dov'è il massimo del piacere che si potrebbe cercare di trovare, a differenza del proprio letto, dove stando disteso, lo puoi fare con molta più sensibilità e provare più piacere? Così dovetti fare. Aspettare, pensare per poi dar sfogo e praticarmi una masturbazione che alla fine, mi fece arrivare alla sborrata in poco tempo. Non so come, mi venne l'idea di inviare a Marina un messaggio della buona notte, anche se ormai vista l'ora, in cui le scrissi, " grazie del bel pomeriggio trascorso insieme. Volevo augurarti una buona notte, e pensando a ciò non sono riuscito a non masturbarmi. Grazie, a presto. Dopo pochi secondi, mi arrivò un suo di messaggio, in risposta al mio. " Ti auguro anche a te, una serena notte. Ps. Personalmente, mi sono già masturbata prima. una volta velocemente, appena entrata in casa, e poco fa, nel letto con il mio vibratore preferito, a cui difficilmente quasi ogni sera, non so rinunciare. A presto." Quel messaggio, mi tenne sveglio ancora un pò, prima di addormentarmi, pensando. Mi svegliai al mattino seguente, ancora carico di fantasia, e con la strana voglia di uscire di casa, cosa che quasi mai mi succede. Era pure giorno di mezzo mercato, e decisi di uscire, di fare un giro in centro, e chissà che non l'avessi incontrata per caso. avrei avuto sempre una scusa pronta, nel momento in cui fosse successo, tanto per non dar a vedere che fossi andato appositamente. E così fu. Non appena arrivato in centro, la vidi seduta al bar dove ci eravamo dati appuntamento il giorno prima, mentre stava con un altra donna prendendo un caffè. Passando davanti, la salutai, e lei volle che mi fermassi li chiedendomi se non avevo fretta. " Dai siediti un un attimo, prendi un caffè con noi? Ti voglio presentare la mia carissima amica Lucia." Non me lo feci ripetere più volte, e salutando e presentandosi, mi fece sedere in mezzo a loro due. allora se ho ben inquadrato tu sei Nathan, giusto? Mi chiese Lucia. E mentre le risposi la guardavo attentamente negli occhi, per non far notare dove in realtà il mio sguardo sarebbe andato a parare. ma già avevo visto. Una donna molto distinta, ben vestita, truccata, con una gonna abbastanza corta, gambe accavallate l'una sull'altra che metteva in evidenza una gamba ed una coscia assai provocante. riuscii pure a vedere il bordo di quelle fantastiche calze autoreggenti color chiaro, che indossava. e chi pensava più al caffè? Mi sarebbe voluto un secchio di ghiaccio, per raffreddare i bollori che mi stavano prendendo. " Sai, Marina mi stava proprio raccontandomi di te." Mi disse con un sorrisino che mi faceva pensare subito che sapeva già tutto di ciò che avevo raccontato a Marina il pomeriggio prima. " Tra noi due, non ci sono segreti. siamo due donne libere da ogni scrupolo, e ci raccontiamo sempre tutto. La nostra è una grande amicizia da molto tempo, e ci vogliamo molto molto bene. capisci cosa voglio dire?" certo che capivo. Già lo avevo pensato quando me lo disse Marina.Ma non detti niente. quindi, facendo una risatina, le dissi:" allora sa già proprio tutto tutto di me, a quanto pare?" Certo mi rispose. Tutto tutto. " Stavo appunto dicendo a Lucia, che magari un giorno, potrebbe venire anche lei a casa da me, e trovarci per fare una bella e lunga chiacchierata tutti e tre insieme. sempre se sei d'accordo, ovviamente." Aggiunse Marina. e come potevo dire di no? Magari la sorpresa che intendeva dire la sera prima, era proprio lì, davanti ai miei occhi. " Sai Nathan" si rivolse a me, Lucia, " sono una ex infermiera caposala anch'io. Ho lavorato in una delle più famose cliniche , non qui ma fuori regione. Sono stata durante gli anni del mio lavoro, in due reparti, ginecologia, e urologia, dove poi da li sono andata in pensione. quindi immagina quante e quanti ne ho visti con questi miei occhi" Così dicendo, guardò Marina e si fecero una bella risatina. Rima a parte. Restammo ancora un pò, poi dovettero andare per delle commissioni, e ci salutammo. A quel punto mi feci un giro al mercato e me ne tornai a casa. quella giornata di venerdì passò normalmente, come così il week end, che nulla per me, abituato ormai, non si distingue dagli altri giorni. La domenica pomeriggio però, ricevetti un messaggio di saluti con tanto di foto, da Marina, che con l'amica Lucia, si trovavano nella spiaggia di Sottomarina. Guardai attentamente quella foto, con molto piacere, visto che le in costume, metteva ben in mostra i loro corpi. Arrivò così il lunedì mattina, quando un messaggio, di Marina, trovato al mio risveglio, mi dava il buongiorno, chiedendomi se avessi avuto piacere di incontrarla nel pomeriggio. Le risposi con enorme entusiasmo, accettando l'invito e chiedendo dove e a che ora. In un nuovo suo messaggio, lei mi scrisse: " vieni da me, quando vuoi tu. Io ti aspetto." Così, dopo aver pranzato, mi feci una doccia, mi preparai, e alle 15:00 mi avviai verso casa sua. In dieci minuti, arrivai sotto casa, suonai il campanello, e subito mi rispose:" sali, primo piano trovi aperto." Così feci, e arrivato sull'uscio della porta, chiesi permesso, e la sua voce da lontano mi disse di entrare e che subito sarebbe arrivata. " Scusami. Sono andata in camera a mettermi questa vestaglia. Mi ero un pò appisolata sul divano, e mi hai colto un po di sorpresa." Mi chiese subito se gradivo un caffè, e si precipitò in cucina a prepararlo. Dal salotto dov'ero rimasto, le chiesi come avesse trascorso la giornata e la serata al mare il giorno prima, e mi rispose tutto bene. Arrivando con il vassoio in mano aggiunse:" certo che se la serata si fosse conclusa diversamente, sarebbe stata il completamento di una giornata meravigliosa." La guardai, e porgendomi la tazzina di caffè, aggiunse ancora:" immagino avrai capito cosa intendevo dire.Oppure no?" Già, avevo capito benissimo il senso di quelle parole, ma non volevo dare molto peso al discorso. Le feci un sorriso, presi la tazzina, ma lo sguardo dei miei occhi, cadde e a fatica si staccava, da quella posizione sua, seduta sulla sedia di fronte a me, con la vestaglia che indossava un pò aperta sul davanti, dove metteva in evidenza parte delle sue gambe scoperte, che mi attraevano molto in quel momento. Accortasi del mio sguardo,ed avvicinandosi a me, per prendermi dalla mano la tazzina ormai vuota, mi sorrise, si girò verso il tavolo per appoggiarla sul vassoio, per poi guardarmi, mentre le sue mani presero i bordi della vestaglia, che all'improvviso apri, la apri dicendomi:" Ho notato che mi guardavi con insistenza le gambe. In effetti sono un po arrossate, come il resto del mio corpo, causa il sole di ieri. Ma dimmi sinceramente, ti piacciono, oppure ti piace di più l'intimo che indosso oggi?" Quasi non seppi risponderle, mentre un pò arrossivo anch'io in faccia. Tra un pò, non sapevo se ero più rosso io per avermi fatto notare, sentire quelle parole, e vederla così quasi nuda, oppure se lei rossa dal sole dell'effetto mare. " Dai su, non diventare così rosso anche tu? Non essere timido. Devi lasciarti andare. Vivi Nathan, vivi. Ed è vivendo che a volte si pecca. A volte è più peccato non peccare, del peccato stesso. Ammesso che peccato si possa chiamare." Non potevo che farle un sorriso ed essere d'accordo con le sue parole. Pensavo in me, chissà se oggi è la giornata giusta? Ma quasi non ci volle molto a capirlo. Mi disse che forse nel pomeriggio stesso, ci avrebbe raggiunto lì a casa anche Lucia, per trascorrere un pò di tempo insieme, e per metterle la crema per alleviare un po il rossore della pelle. Le dimostrai un segno di compiacimento, che avrei apprezzato che Lucia ci raggiungesse, e fui colto di sorpresa quando subito mi chiese:" Scusa Nathan.Ma visto che ci sei tu in questo momento, che ne dici se un pò di crema me la spalmi tu, davanti e soprattutto dietro in cui io da sola non sarei in grado di farlo? Oppure ti metti vergogna?" E dicendo questo, mi fece l'occhiolino, segno d'incoraggiamento a farlo.Certo, le dissi. " Non vedo problema per cui non dovrei." Così, mi prese la mano, e mi condusse con lei in camera da letto. Un profumo di vaniglia mi avvolse. quella stanza ben ordinata, sembrava li pronta ad aspettarci. Iniziavo a pensare, e mentalmente eccitarmi. " Aspetta. Prendo un asciugamano così da non ungere di crema le lenzuola colorate appena messe." Andò in una stanzetta per poi ritornare con l'asciugamano, che subito stese sul letto. Pensavo dentro di me, che avrei saputo io che crema darle, e che certamente le sarebbe stata gradita, anche se non sapevo dove l'avrebbe preferita. Prese il tubetto di crema, me lo diede in mano, e si tolse la vestaglia, rimanendo solo con il reggiseno ed il perizoma che indossava. Poi si distese sul letto a pancia in giù, e :" eccomi. Ora puoi iniziare. Anzi, aspetta un attimo. Meglio che tolga anche questo." Dicendo così, si slacciò il reggiseno, e lo mise in disparte. Vai,ora. Spalma pure. Con il tubetto in mano, la guardai, e sorridendo mi lanciai in una battuta che mi stavo trattenendo da un pò:" Scusa Marina. Quale crema vuoi.?" Lei mi guardò, e sorridendo, rispose:" Spiritoso. Anche se preferirei un altro tipo, per ora dammi quella che hai tra le mani, nel tubetto che ti ho dato." Così, aperto il tubetto, le spruzzai un po di crema sulla schiena. Ebbe un leggero sussulto. Effetto del contrasto del corpo caldo e del freddo della crema. Iniziai a spalmarla con un leggero massaggio, salendo dal basso della schiena verso le spalle, a cui mi dedicai a massaggiare bene. " Uaoooo, che mani delicate che hai. Mi metti i brividi ora. Figuriamoci dopo, quando scenderai sulle mie cosce, ed interno cosce. Perchè lo farai, vero?" certamente che lo farò, le risposi, mentre con delicatezza e una certa eccitazione, continuavo nel mio da farsi. Pian piano, con le mani iniziai a scendere sempre più verso il basso, per arrivare in fondo alla schiena, fissando quel bel culo che avevo davanti agli occhi, tutto rosso, con solo il segno del costume. Mi ci sarei buttato subito sopra. Continuavo a lavorare di mano leggera, finchè arrivai al culo, massaggiandolo e soffermandomi più a lungo possibile. Lei era lì in silenzio. Ma capivo che si stava godendo quel momento che fu di piacere pure per lei. " Si così. sei bravissimo lo sai." Mi disse. sono proprio curiosa... E non terminò la frase. Ma capii ugualmente qual'era il significato. Piano piano, andai sempre più giù. Lasciai il culo, per scendere e percorrere le gambe. Ogni tanto una spruzzatina di crema, e giù a spalmare e massaggiare. " Non dimenticarti di passare bene anche l'interno delle gambe." si raccomandò, quasi non stesse più nelle sue dalla voglia di sentire le mie mani andarle quasi vicino alla figa. Si certo, alla figa, che era lì sotto a quel piccolo perizoma che la copriva. Non persi tempo. arrivai più velocemente verso le caviglie, verso i piedi, per risalire. Arrivato ancora sulle sue cosce, feci scivolare le mani verso l'interno, come mi aveva chiesto. Massaggiando, e versando ancora della crema, approfittando di quella posizione, rallentai soffermandomi ancora una volta di più all'interno, dove fingendo di scivolare con le mani, le andai a toccare la figa li quasi a portata di mano. Finsi di chiederle scusa, ma non ricevetti risposta. La guardai, e la vidi con gli occhi chiusi, con dei respiri lenti e profondi. Le chiesi se tutto andava bene, se dovevo continuare oppure se si sarebbe girata a pancia in su. " No, no. Continua così, ancora un pò, ti prego." Continuai e lei mi aggiunse:" si così, sei bravissimo. Sposta un pò il perizoma, e toccala, si toccala, ti prego. sto quasi per godere." A quelle parole, feci come mi aveva chiesto. Le spostai il perizoma, le toccai leggermente la figa, che subito mi sentii la mano tutta liscia, ma non solo dalla crema, ma dal suo liquido che la sua figa mi stava dando in mano. La vidi godere mandando gridolini lievi. allora allungai un pò led dita, alla ricerca del clitoride che mi misi a toccare lievemente. godeva ancora di più. a quel punto decisi di infilarle due dita nella figa, chinandomi su di lei, e con la lingua iniziai a leccarle il culo. La cosa la stava davvero impazzire. Continuai allora ancora di più. Le presi le chiappe allargandole, e le passai la lingua in mezzo, finendo per leccarle il buco del culo, cercando di penetrare con la lingua stessa. " Ti prego, fermati ora. sono tutta bagnata, ho fatto un lago qui sotto." Mi fermai, mentre le diedi la possibilità di girarsi all'insù. " Ti prego ora. Fai presto con la crema. Poi voglio continuare il lavoro che hai iniziato da dietro, lo voglio anche sul davanti." E così dicendo, la sua mano andò a poggiarsi sul mio cazzo, anche se sopra i pantaloni. " Lo hai duro, vero? Hai tanta voglia lo so. sono stata cattiva a chiederti questo. Poi mi merito una bella punizione. Me la darai vero? come tu vorrai." Sentendo queste parole, mi eccitai ancora di più, e spostando la sua mano, mi slacciai i pantaloni, abbassai gli slip, e presi fuori il cazzo, mettendoglielo bene davanti, tanto che lo potesse assaggiare come voleva. facendo questo, le risposi:" Certo che ti darò una bella punizione. E sono sicuro che ti piacerà molto." Non mi rispose, perchè la sua bocca era già piena del mio cazzo, che succhiava per bene, iniziando un pompino magnifico, che mi faceva godere di già. Mentre succhiava, cercai di affrettare i tempi per metterle la crema sul resto del corpo. Terminato ciò, sentivo sempre più il mio cazzo pulsare dentro la sua bocca calda. I suoi giochi di lingua mi facevano impazzire, tanto che mi presi subito cura del suo clitoride, che cominciai a succhiare per bene, allargandole la fica con le dita per poter penetrare con la mia lingua e leccarla dentro. Di colpo mollò il mio cazzo, iniziando a godere, emettendo gridolini di gioia,mentre dalla sua figa usciva tutto il suo saporito miele. godeva, godeva e godeva. Ed io più la sentivo, più ci davo dentro, mettendomi pure ad infilarle due dita nel culo. quel bel culo, che di lì a poco, non vedevo l'ora di penetrare con il mio cazzo ormai duro e ben proteso. Lei, riuscì a godere e venire un paio di volte, e mentre si prestava a mettersi in posizione di pecorina, posizione che entrambi adoriamo, cominciai a liberarmi dei miei indumenti. Non feci nemmeno a tempo a togliermi la maglietta che indossavo, che uno squillo di campanello ci fece sobbalzare entrambi. In tutta fretta, si infilò il perizoma, dopo essersi asciugata la figa con l'asciugamano precedentemente steso sul letto. Si mise la vestaglia, e andò verso il citofono per chiedere chi fosse. Intanto mi rimisi la maglietta, e mi sistemai i pantaloni che ancora non avevo tolto, e la raggiunsi in salotto. " Sta salendo Lucia " mi disse. eravamo entrambi accaldati, vogliosi ed arrapati. Il colore delle nostre faccie, metteva in evidenza il resto. " Ciao tesoro, ti ho disturbata? " Erano le prime parole di Lucia a Marina. Non fece a tempo a rispondere, che Lucia entrando, mi vide seduto sul divano, e subito esclamò:" Ah, vedo che non sei sola? allora temo di avervi disturbato." No rispose subito Marina. " Ti aspettavo. sapevo che forse saresti venuta, me lo avevi detto. Intanto ne ho approfittato della gentilezza di Nathan, che mi ha messo questa crema sul corpo tutto arrossato." Già, rispose Lucia. Chissà quale crema ha usato, guardandomi e sorridendo. " No stupida. quella che ho preso questa mattina in farmacia." Ma sicuramente qualcosa Lucia aveva intuito. Intanto guardavo Lucia sedersi, accavallando le sue belle gambe,e sempre ben vestita, anche se un pò meno, mettendo in evidenza le sue parti migliori. La gonna un pò corta, e le autoreggenti che affiorano, non mancavano mai nel suo stile di abbigliamento. " A dire il vero, mia carissima, terminato di mettere la crema, qualcosa avevo che mi frullava in testa, e non solo io immagino." Le disse Marina, guardandomi e poi guardando lei. " Ma chissà. Sapendo che saresti arrivata, pensavo, non sarà forse meglio aspettare Lucia? Anche se a Nathan non le avevo detto nulla di questo mio pensiero." Rimasi un pò sui miei pensieri. Lo diceva per scusa, forse per non far capire ciò che già stavamo facendo in camera, oppure lo diceva appositamente, per vedere la sua reazione e magari come un invito ad unirsi a ciò che stavamo facendo?.ma se Marina sapeva dell'arrivo di Lucia, chi delle due stava un pò fingendo? A quelle parole dette da Marina, Lucia rispose;" Eccomi tesoro, sono arrivata come vedi. La promessa l'ho mantenuta. Sono qui ora, e non ho nessuna intenzione di andar via, se prima..." E non terminò la frase, perché Marina, avvicinandosi a lei, si lanciò in un abbraccio, stringendola, dicendole:" Scherzavo tesoro. Non vedevo l'ora che arrivassi. Ma ero talmente eccitata dalle mani di Nathan, che devi assolutamente provare, che non ho resistito, e qualcosa l'ho indotto ad iniziare a fare," Terminando questa frase, la prese con le mani sul viso, porgendo le sue labbra su quelle di Lucia. Le due, si allacciarono in un lingua a lingua, che a vederle mi vennero i bollori. immagino la mia pressione stava salendo a mille. Le guardavo, e mentre lo facevo, non resistetti a mettermi la mano all'interno dei pantaloni, in cerca del cazzo, che già nuovamente duro, subito trovai. mi sarei masturbato lì davanti a loro, in quella scena dal vivo, in cui avevo fino ad allora solo potuto immaginare o vedere in qualche film porno. Lucia, con la coda dell'occhio, mi vide, e lasciando la bocca di Marina rivolgendosi a me:" Nathan che fai? Non ti vorrai masturbare qui davanti a due signore già tutte in calore come lo siamo noi, immagino,vero? Non vorrai buttare quella crema che tieni sulle palle, senza che noi possiamo assaggiare, spero?" E così dicendo, mi guardarono entrambe, sorridendo, per poi continuare quel saffico eccitante lingua a lingua. Non capivo più nulla. Non sapevo chi dei tre, dovesse lanciarsi per primo. Guardarle era un piacere. Interrompere quel bacio così stupendo, un peccato. Ma la voglia era ormai tanta, che non stavo più nella pelle, anzi, nelle palle. Le lasciai ancora per un pò fare ciò che le stava stimolando molto, sapendo che di li a poco, sarebbe iniziato per me, un restante pomeriggio di fuoco bollente. Senza dir nulla, mi alzai dal divano, chiedendo a Marina il permesso di andare un attimo al bagno. ero tremendamente accaldato che avevo bisogno di un pò d'acqua fresca sul viso. Ma Marina, non mi rispose, era troppo impegnata con Lucia, e ne aproffitai di quel momento, andando in bagno. E chissà se al mio ritorno, le avrei trovate ancora così?
Presto lo avrei visto.
NATHAN 😜
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