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RICORDI e DESIDERI ... Parte terza " La prima eiaculazione,e la sega di zia "


di Nathan69
17.03.2021    |    4.038    |    1 8.7
"Sentivo la mia mano andare sempre più sotto, e bagnarsi sempre di più..."



Continuando con i miei ricordi legati alla mia infanzia e gioventù, che tanto mi hanno lasciato il segno, ero sempre alla ricerca di nuove emozioni. Ma come si sa, non avendo molte opportunità di movimenti libertini, anche perchè avevo solo 10 anni, e poche amicizie tranne i compagni di classe, di cui di una in particolare ne diventavo già pazzo, " ed ero solo alla quinta elementare " i miei unici momenti di svago e di felicità, erano le vacanze estive terminata la scuola. Ogni anno per un certo periodo di tempo, andavamo con tutta la famiglia, a passare i venti giorni di vacanza sul lago di Garda, ad Agosto, quando mio padre aveva le sospirate ferie. Nel frattempo, un po di vacanze le trascorrevo a casa con i miei amici ed amichette del mio quartiere, un po di giorni in colonia al mare con la vacanza organizzata per noi figli dei dipendenti dell'azienda dove lavorava mio padre, ed il restante tempo lo alternavo anche andando in campagna dai nonni paterni, pochi chilometri di distanza dal mio paese. Un pomeriggio di quella calda estate del 1973, ero a casa del mio migliore amico a giocare con lui. Normalmente alle cinque del pomeriggio, o la nonna o la mamma, ci invitavano a salire in casa per la consueta merenda pomeridiana. Quel giorno ci chiamò sua madre, e noi come sempre salimmo in casa. Sentivamo dei rumori di acqua corrente, provenire dal bagno, le voci della sorella maggiore di 19 anni che dalla stanza parlava con la madre, e noi, piccoli curiosi, andammo verso il bagno e la stanza da letto della sorella, che era anche del mio amico, di qualche anno inferiore di me. Lì, vedemmo la sorella in una vestaglietta estiva, ed io già con certe piccole voglie in testa, che non erano altro che vedere una ragazza nuda, fui attratto a guradare subito verso le gambe, ed il restante corpo. Eleonora, ( nome di fantasia ) era una ragazza molto bella, e senza pregiudizi. Guardando poi verso il bagno, vedemmo la madre ferma al lavandino, a preparare dell'acqua bella ricca di sapone, e notai al fianco un recipiente che non distinguevo cosa fosse, perchè da questo partiva un lungo tubicino in gomma color arancio, di cui alla parte finale aveva un rubinetto e poi terminava con una cannula nera con la testa finale un pò più grossa. Io ignaro di cosa fosse, e curioso, domandai subito che cos'era quella cosa, a cosa serviva, e perchè la stava riempiendo di acqua con tutto quel sapone. La madre del mio amico mi rispose subito, sorridendo e dicendo : " Nathan, lo hai mai fatto ? ... è un clistere per Eleonora che sto preparando "Risposi, che la zia me ne aveva fatto uno due anni prima, ma non era fatto in quel modo, ma bensì era una grossa pera con una cannuccia in testa. La madre sorrise, e mi disse che esistevano diversi modi di fare un clistere, e che quello che stava preparando lei, conteneva molta più acqua di quello che mi aveva fatto zia. Sinceramente la mia mente si invase di ricordi e pure di fantasie strane, anche se ancora non conoscevo cos'era l'eccitazione. Eleonora arrivò in bagno, noi uscimmo per andare in cucina a fare merenda, mentre la madre chiuse la porta ed iniziò a fare il clistere ad Eleonora. Io mangiavo il panino, parlavo con il mio amico, ma le mie orecchie erano puntate a sentire cosa proveniva da quel bagno. Fui coinvolto mentalmente tutto quel pomeriggio a pensare come sarebbe stata quella scena se solo avessimo sbirciato curiosi dalla serratura della porta del bagno, da quali parole o lamenti avrei potuto sentire, e ripensando al mio primo clistere che zia mi fece, quasi quasi avrei voluto provare anch'io. Si fece sera, ed il giorno dopo partii con la famiglia per la vacanza al lago. Durante quella permanenza, non tutti i pomeriggi avevo voglia di fare le passeggiate con mamma, oppure andare a pescare con papà e mio fratello, quindi me ne restavo nella stanza della pensione dove andavamo, a giocare con le macchinine. Un pomeriggio però, i miei occhi videro una rivista posata sul tavolino della stanza, che mamma si era probabilmente presa in edicola la mattina, ed incuriosito diedi un'occhiata di cosa fosse. Mia madre allora settimanalmente leggeva Gioia, una rivista femminile di moda con vari servizi anche su salute, cucina ed altro. La guardai, e vedendo belle foto di ragazze in costume, in abiti estivi, iniziavo a far lavorare i miei pensieri più strani. Avevo visto la rubrica di medicina di cui parlava anche di sessualità, e ne fui incuriosito. Poi di fianco c'era pure un catalogo con tante pagine, per la vendita di prodotti per corrispondenza. ricordo che avendo preso gusto a guardare, le ultime pagine erano sempre di intimo femminile, e poi articoli vari, di cui vidi, pere per clistere come quella usata su di me,e ne fui molto incuriosito ed attratto, al punto che ogni volta che dovevo andare al bagno, di nascosto lo portavo per guardarlo.Ma ancora non avevo scoperto bene la mia sessualità e cosa provavo e desideravo. Poi mi sono rimesso a giocare con le mie automobiline, e sentito lo stimolo per andare al bagno per i miei bisogni, ma essendo pigro per non voler smettere di giocare, avevo intrapreso un vizio, che per trattenermi, con la mano mi toccavo il pisello premendo in continuazione con la mano sopra ai pantaloni. Non so come, non so perchè, quel giorno continuando a far questo, ad un certo punto sentii un forte piacere che mi prese, sentii del calore, quasi mi mancava il respiro. Non capivo ma era bello, e continuando a farlo, sentii qualcosa che mi bagno le mutandine. Pensavo che mi stessi facendo la pipì addosso, e corsi in bagno. Mi denudai dalla pancia in giù, e mi ritrovai tutto bagnato da un liquido quasi cremoso bianco. Non capivo che era e cosa mi fosse successo. Forse ero imbranato a quell'età, non certo come un ragazzino di undici anni compiuti da pochi giorni, come sono i ragazzi dei giorni d'oggi. Però la cosa mi era piaciuta. E ogni pomeriggio che restavo in camera con la scusa di giocare, iniziai a fare quella strana cosa, come quando cercavo di trattenermi per non andare al bagno, e lo facevo fino a che non sentivo ciò che io avevo denominato " il bello ". Però avevo capito che ad un certo punto, per non dovermi bagnare, con la paura che mamma poi trovasse le mutandine sporche di quel liquido bianco, andavo al bagno, seduto sul water per continuare quella cosa piacevole. Furono le mie prime eiaculazioni, ma la parola, masturbazione, ancora non mi passava per la mente. Ed ora viene il bello. Tornammo dalla vacanza al lago, ed in occasione della sagra del paese dei nonni paterni, io andai subito da loro, per trascorrere lì il resto di quasi tutte le mie vacanze estive. A quel tempo la scuola iniziava sempre il primo di ottobre, ed essendo la fine di Agosto avevo tanto tempo da trascorrere a casa dei nonni, che a me, piaceva tanto stare in campagna e soprattutto perchè in casa con loro, viveva anche mio zio, fratello di mio padre, con la zia sua moglie. Mi piaceva perchè zia vestiva sempre in minigonna, seppur non giovanissima proprio, ma aveva delle belle gambe, ed un bel seno. Mi piaceva uscire in macchina con lei, quando ad esempio andavamo a prendere mio zio, al lavoro, e mi portava a casa essendo un vice chef in uno dei migliori alberghi delle terme, sempre delle buone torte, o tante buone cose. Ma a me piaceva soprattutto girare in macchina con zia, per sbirciare le sue gambe. Ogni tanto lei accorgendosi di ciò che io guardavo sorrideva, e mi chiedeva se mi piacevano tanto le gambe di zia. Io diventavo rosso, e non rispondevo mai. Poi un giorno, quando come sempre andavo con nonna in camera a fare il riposino quotidiano, nonna alzandosi dal letto, aprì un cassetto dell'armadio, ed io facendo finta di dormire ancora, sbirciai, e vidi all'interno una pera per fare il clistere. Feci finta di nulla, e poi mi alzai anch'io dal letto per andare a giocare nei campi. Ma dal giorno dopo, ogni volta che nonna si alzava dal letto, io me ne restavo in camera sua, anche se il mio letto per la notte sarebbe stato in corridoio tra le stanze dei nonni e quella della zia. Restavo in camera, e piano piano aprivo l'armadio, prendevo la pera del clistere e mi mettevo nel letto a giocare, a provare ad farla entrare ed uscire dal mio buchetto del culetto. Iniziava a piacermi, poi dopo aver messo tutto al suo posto, mi alzavo e con la scusa di andare in bagno, mi andavo a sedere nel water e cominciavo a toccarmi come avevo iniziato al lago, finchè non sentivo quella bella sensazione e vedevo quel liquido bianco uscire dal mio pisello. Di notte dormendo nel lettino posizionato tra le due stanze, una bella volta fui svegliato da dei rumori strani, un cigolio che proveniva dalla stanza degli zii. Piano piano mi alzai, ed appoggiando l'orecchio alla porta, sentii ancor di più quel rumore. Era il letto che emetteva quello strano rumore, e sentendo la voce di zia che bisbigliava qualcosa, cercai di guardare dalla fessura della serratura della porta. Vidi appena appena la testa di zia, le sue tette dondolanti seppur belle sode e grosse non esageratamente. La vedevo con le mani appoggiate al materasso, ogni tanto chinava la testa e pronunciava " dai dai spingi ancora, di più di più, più forte dai " facendo il nome di zio. Poi la sentii dire con tono più forte, ma soffocato perchè prese a morsi il lenzuolo, " dai dai vengo vengo ...." Per paura che mi sentissero o vedessero, me ne tornai nel lettino, infatti appena in tempo perchè zia aprì la porta e tutta nuda si diresse verso il bagno che stava giusto alle spalle della mia testa. Poco dopo andò in bagno anche zio, mentre sentivo l'acqua scorrere. La mattina era solita uscire di stanza prima zia, quasi sempre con le sole mutandine e reggiseno. Facendo finta di dormire, guardavo senza farmi vedere, con il lenzuolo quasi sulla testa. Aveva un bel pelo nero che usciva dai lati, e ricordandomi che una volta lo dissi a nonna, e lei mi disse sempre in tono allegro com'era lei, la mia nonna preferita, : " Non guardare caro, quella si chiama foresta nera ". Non so se era perchè non mi voleva dire che si trattava di pelo, e che quando sarò un pò più grande, lo avrò avuto anch'io, oppure se foresta nera stava per dire, che la zia non era molto ben stimata da lei, al contrario del nonno, visto che la zia prima di sposare il fratello di mio padre, per quattordici anni era stata suora in convento. Però per me, era mia zia dalle belle gambe e tette. Spesso andavo in bagno di pomeriggio per il mio giochino, ma un giorno non potei, perchè zia entrò in bagno per lavare nella vasca dei panni sporchi. Entrò di colpo, e mi disse subito, " Nathan, tu continua con i tuoi bisogni senza vergogna, la zia non ti guarda ..." Feci poi finta aver finito, e uscii dal bagno, lasciando zia al suo lavaggio della biancheria. ricordo che passandole dietro, lei era chinata verso il basso della vasca, sul tavolo di legno per lavare, e girandomi verso di lei quando mi trovavo alle sue spalle, vidi quel bel culo di femmina sotto la minigonna. Vidi quel bel pelo, fuoriuscire dai bordi delle mutande, ma per non farmi notare, uscii. La storia ricapitò dopo due giorni. questa volta però entrò e mi vide con il pisello in mano, mentre lo premevo per il mio giochino piacevole. Subito mi guardò seria, poi avvicinandosi un pò a me, si mise a ridere e mi chiese cosa stavo facendo. Io tutto rosso in faccia, non sapevo cosa e come poterle rispondere. Mi guardo prima negli occhi, poi il suo sguardo scese verso il mio pisello, e con un sorriso ed una carezza sulla testa, mi disse: " Domani mattina la nonna va in campagna fino a mezzogiorno, lo zio ed il nonno sono al lavoro, e tu sei a casa solo con me. Se fai il bravo, la zia ti insegna una bella cosa, e vedrai che ti piacerà tanto, così poi ogni volta che passo vicino al tuo letto, e tu mi guardi le gambe e mutandine, ti ricorderai di zia e potrai fare ciò che zia ti insegnerà con molto più piacere." Rimasi ammutolito, e dissi " va bene zia ". Quella notte non ho dormito molto, al solo pensiero di cosa mi avrebbe insegnato zia. Come sempre al mattino si alzarono, zia passò davanti a me e vedendomi sveglio mi strizzò l'occhio. nonna mi disse di stare a letto finchè zia non sarebbe tornata, e così fu. Sentii la macchina arrivare, la porta di sotto aprirsi, e poi la zia salire le scale. Mi guardò, per vedere se ero sveglio, andò in camera, e mi disse di aspettare che sarebbe venuta subito da me. Da li a poco usci dalla sua stanza, era senza reggiseno, solo con le mutandine. Quel pelo le usciva ed io continuavo a guardarlo, non ero capace di smettere ne di guardare in faccia zia. Lei mi scoprì dal lenzuolo che avevo addosso, mi disse di togliere le mutandine, e di farle vedere cosa facevo quando andavo in bagno. Io presi tra le dita il pisello e cominciai a premere per mostrare ciò a zia. Lei mi prese la mano, me la sposto e mi disse : Tesoro di zia, non è così che ci si masturba. Ora zia ti fa vedere come si fa e sentirai quanto bello sarà. Mentre per noi donne la cosa è diversa, tu con la mano devi andare su e giù." Fu a quel punto che iniziò a farmi la prima sega della mia vita. Era tanto bello che non avrei voluto finisse mai. Lo scapellava tutto, lo toccava con le dita sopra, ed io facevo dei grossi sospiri. Ti piace quello che zia ti sta facendo mi diceva. Mentre continuava. Mi guardò e mi disse anche:" quando senti che quello che tu chiami bello, sta per arrivare, dimmelo che zia si ferma un pò " Va bene zia risposi, e cosi feci per un paio di volte. poi la vidi che mentre mi stava segando il mio pisello, ed era cresciuto un po, io godevo di quel piacere, lei infilò la sua mano sinistra dentro alle sue mutandine, e si accarezzava quel folto pelo. Vedevo che anche a lei piaceva quello che si stava facendo e quello che mi stava facendo. Poi si fermò un attimo, e mi chiese di darle la mia mano. La prese e con l'aiuto della sua, me la fece infilare dentro alle sue mutandine tar quel bel pelo che a me piaceva tanto. sentivo la mia mano andare sempre più sotto, e bagnarsi sempre di più. anche zia aveva un liquido cremoso. Poi si fermò un attimo, si alzò e si tolse le sue mutandine. Non avevo mai visto uno spettacolo così. per la prima volta in un solo colpo, ho visto come mi faceva una sega sentendo tanto piacere, come era bello vedere tutto quel pelo e sentirlo bagnato anche su zia, e poi aprendosi le labbra mi dise: " ecco nipotino caro, questa è la figa che le donne hanno, e che gli uomini mettono dentro il loro pisello. In italiano si chiama vagina, e anch'io godo quando me la tocchi." Mi insegnò a toccarle la figa, io cominciai ad accarezzarla e sentirla sempre più bagnata. Lei continuò a segarmi fino a quando la vidi in un momento abbassare la testa sul mio pisello. Lo stava per prendere in bocca. Fu solo un attimo. Probabilmente non avrebbe voluto farmi provare tutto subito, ma bensì un po alla volta. Una sola cosa aggiunse: " Ti ho visto sai che ti piace giocare con la pera che nonna tiene nell'armadio. se vuoi un giorno zia, prima di farti quello che ti sto facendo ora, ti fa anche un bel clistere vero. Vedrai che ti piacerà. " E dicendo queste parole, aggiunse di continuare ad accarezzare la sua figa pelosa come mi aveva insegnato un pò,lei continuò a menarmelo per bene, e con qualche colpo un pò più forte, mi fece uscire tutto quel liquido bianco come lo chiamavo io. Lei mi incitò sempre di più, mi diceva di godere godere più che potevo, ma non avevo mai visto fare tutti quelli schizzi cosi tanto veloci da arrivarle pure a bagnare le sue belle tette. Ero sfinito. Lei si diede due colpetti con le dita, sospirò godendo, e poi guardandomi aggiunse: " ecco nipotino mio. Zia ti ha fatto la tua prima sega, ti ha masturbato e tu hai masturbato un po zia tua. Quello che tu chiami bello, è che hai sborrato, avevi tanta sborra che mi hai bagnato le tette. In italiano ricorda, si chiama sperma, e se fai il bravo zia ti farà godere ancora magari anche con la bocca, e sarà un pompino fantastico." Piano piano dissi grazie zia, certo che lo vorrei ancora e farò il bravo per averlo. Purtroppo l'estate stava finendo e io andai a casa, anche se solo quattro chilometri ci separavano. Ogni volta che vedevo zia ricordavo quel giorno. ogni volta che avevo voglia di masturbarmi pensavo a zia nuda. Poi destini di famiglia vollerò che tutto fini lì. Ma anche ora che ci ripenso scrivendo, mi viene il cazzo duro, e vorrei che zia potesse ancora farmi godere come quella primissima volta. Quella mia prima sega fatta da zia.
Alla prossima, Nathan.😇
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