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Lui & Lei
RICORDI e DESIDERI ... Parte seconda " Un dolore bestiale, e la peretta "

17.03.2021 |
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"Una volta in casa da nonna, zia mi chiamò per chiedermi come stavo e come andava la scuola..."
Ci eravamo lasciati, dopo aver raccontato del mio primo clistere fattomi da zia, all'età di otto anni. Avevo scritto che per me era rimasto il mio primo ed ultimo clistere dell'infanzia e gioventù. Ma ripensando bene ai miei anni da bambino, mi torna alla mente che un'altra peretta da zia, la mia preferita, sorella di mia madre e di professione infermiera, mi fece un anno dopo il mio primo clistere subito. Allora avevo nove anni. Un ragazzino normale come tutti coloro di quell'età. Scuola al mattino, compiti dopo il pranzo, e poi fuori a giocare con gli amici. due volte a settimana a calcio, e così via per passare le giornate. Un giorno, giocando cadetti a terra, e in quel momento sbattendo il culetto sull'erba del campo, sentii un forte bruciore ad una chiappetta. Sembrava quasi che una grossa ape mi avesse piantato di brutto il suo pungiglione. Rialzato da terra, mi toccai per sentire se avevo qualcosa piantato,o cosa mi fosse successo. mi massaggiai un po, e tutto sembrò terminato li. Andai a casa, e subito in bagno per farmi una doccia per poi cenare e terminato Sandokan, che era il mio film preferito per quella settimana in quell'anno, andare a letto. Toccandomi lavandomi, sentii nella chiappa come un brufolone che stava per diventare un pò grosso. Si sa che a certe età i brufoli come li chiamavo io, in realtà l'acne che più o meno tutti abbiamo avuto, spunta soprattutto in viso, ma non pensavo spuntassero anche nel culetto.Ogni giorno in più che passava, iniziava a farmi sempre più male, soprattutto quando mi sedevo a scuola, a casa per pranzo, ogni qualvolta insomma che appoggiavo la chiappa. Per mia paura come al solito non dissi nulla alla mamma, pensando che quel maledetto brufolone come lo chiamavo io, sarebbe scomparso da solo. Invece no. Un giorno, quasi dopo una settimana di attenzioni per il dolore che mi procurava sedendomi, giocando in casa con mio fratello, mi sedetti di colpo, e allo stesso momento attirai l'attenzione di mamma sentendo il mio urlo di dolore. Subito pensava mi fossi fatto male, e volle sapere il perchè di quello strillo. Cercai di dire che non era stato nulla, ma non credendomi mi volle guardare. Avendo paura del peggio, le dissi che avevo un brufoletto, in realtà un brufolone, nella chiappa. Mi fece abbassare i pantaloncini, sposto un po le mutandine, e vide quel brufolone. Subito si preoccupò di cosa potesse essere, e dopo cena andò nell'appartamento a fianco da nonna, dove li c'era zia e le spiegò cosa avevo nel mio culetto. Ormai era sera, e zia le disse che all'indomani pomeriggio era a casa di riposo dal lavoro, e mi avrebbe guardato lei. Sapendo che se mi avesse detto di farlo vedere a zia, avrei rifiutato per la paura che qualcosa avrebbe potuto fare al mio povero culetto, il pomeriggio dopo, nonna d'accordo con mamma e zia mi attirò in casa sua con una scusa. Zia già aveva più o meno capito che quel brufolone andava fatto sparire, ed il metodo era di premere,perchè ne uscisse il pus contenuto all'interno, e che più tempo sarebbe trascorso, più sarebbe diventato duro da premere e sarei dovuto ricorrere poi alle cure in pronto soccorso. Una volta in casa da nonna, zia mi chiamò per chiedermi come stavo e come andava la scuola. Mi disse di sedermi sul divano con lei, ma al mio rifiuto, cosa strana perchè con lei mi piaceva restare a guardare la tele, oppure a parlare, mi chiese perchè non volevo sedermi. Così facendo e con tono scherzoso e sorridente mi prese per un braccio, mi attirò verso di lei,e mi fece sedere di botta. In quel modo, feci una smorfia di dolore,allora zia mi chiese che cosa avessi, ma vedendo che io non rispondevo, mi disse che mamma le aveva detto tutto, e che voleva soltanto vermi senza nemmeno toccarmi. Intanto mamma e nonna stavano in cucina a preparare garze sterili e alcol per disinfettare una volta spremuto. Intanto con zia sul divano, mi abbassai i pantaloncini per farle vedere quel maledetto nemico della mia chiappa. Arrivarono in salotto pure mamma e nonna con tutto il necessario preparato, ed io a quella vista capii e stavo per alzarmi dal divano, ma zia fu più veloce di me. Mi prese, e con l'aiuto di mamma e nonna mi stesero a pancia in giù, mi tolsero le mutandine, mentre zia seduta sulle mie gambe mi teneva bloccato. Mamma mi bloccò per le braccia e la testa, mentre nonna seguiva ciò che zia gli chiedeva. Si avvicinò con le garze e con l'alcol, e zia iniziò il trattamento. Cominciò a premere forte su quel brufolone, che non voleva saperne di scoppiare. Premeva, premeva ed io strillavo in lacrime dal male bestiale che sentivo. Dopo un paio di minuti, zia riusci nell'intento.Premeva e con l'alcol che bruciava da morire, mi passava la garza sopra. strofinava e premeva per pulire del tutto quella parte di chiappa, fino al punto di terminare dopo una mezzora circa per me d'inferno. Immaginando che per paura non sarei andato al bagno, forse da un giorno forse due, o forse dopo, aveva fatto preparare da nonna una peretta non molto grande,tutta color arancio scuro, ma questa volta non aveva quella che io la volta prima avevo chiamato " cannuccia lunga e bianca " la cannula di quella grossa pera di quel famoso primo mio clistere che ancora ricordavo, ma era semplicemente tutta di gomma, e sopratutto non molto lunga.Nonna andò a prenderla, mentre io ero ancora trattenuto da zia, e mamma, nonna arrivò, la diede a zia che me la infilò subito nel mio buchetto, senza averla lubrificata. Si aiutò con due dita per aprire bene il forellino mio, e me la spruzzo tutta fino alla fine. questa volta non era molto il liquido che alla fine non era altro che acqua e sapone, poi una volta terminata me la sfilò, mi fece girare a pancia in su per un leggero massaggio, fino a quando dovetti andare a scaricare in bagno. Al mio ritorno, con un sorriso mi disse: " vedi che zia ti ha fregato ? Però l'ho fatto per il tuo bene, altrimenti saresti dovuto andare in ospedale e sarebbe stato sicuramente più doloroso." Ora stavo meglio, di pancia e soprattutto di " culo ". Quel ricordo però, ogni tanto mi tornava alla mente, e ancor oggi a distanza di ben cinquant'anni. Ogni volta che passando da un pronto soccorso, da uno studio medico, o semplicemente sento un bimbo strillare, immagino ciò che potrebbero fargli in quel momento, mi rivedo quella scena, così tanto odiata, ma che in ora al sol pensiero non so perchè, mi eccita pure. Sarà il desiderio che ho di essere preso ancora in quel modo? Sarà la voglia di essere sottomesso da una femmina calorosa con forza? Sicuramente la fantasia corre in me, anche con un pò di perversione, ma che non farei mai del male, semmai lo subirei. Da quella volta però, clisteri o sottomissioni non ne ho più ricevuti, fino a quando ho iniziato a somministrargli da solo, ma pochissime volte con scarso risultato. La solitudine non è fatta per queste cose. Ora come ora ...... sogno ricordando. Alla prossima, con i miei RICORDI e DESIDERI.Nathan 😇
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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