Gay & Bisex
Love Boat (Seconda Parte)
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26.02.2025 |
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"Rassegnato all'idea di veder sfumare questa seratina piccante, si avviò verso le cabine..."
(Il racconto continua dalla prima parte, che troverete nel mio profilo.)Quella notte attese in camera il cuoco ed il filippino per più di due ore. Si era pure cambiato e lavato per bene, ma i due non arrivavano. Poi scoraggiato, capì che probabilmente avevano avuto qualche problema. Erano le 10 di sera e Nico, ormai eccitato dall'idea, non aveva alcuna intenzione di andare a dormire. Fece un giretto in coperta per vedere se erano li, ma non scorse nessuno. Il tempo era brutto, pioveva a dirotto. Tranne quelli in servizio, un po' tutti stavano in camera loro. Neppure in sala a vedere la televisione, come spesso accadeva, c'era gente.
Rassegnato all'idea di veder sfumare questa seratina piccante, si avviò verso le cabine. Pensava si svoltare la serata mettendosi al computer a guardare qualche porno.
Le cabine si aprivano su un lungo corridoio. La sua camera era posta al lato opposto della poppa della nave, quindi per arrivare da lui doveva necessariamente percorrere tutto il corridoio, fino in fondo.
Fu attraversando questo lungo corridoio che vide una delle porte appena socchiusa. Dall'interno della cabina proveniva quello che inequivocabilmente doveva essere l'audio di un film porno, con tanto di strilli e voci di godimento.
Sulle prime ci passò oltre, poi, incuriosito, fece qualche passo indietro e ci sbirciò dentro.
La cabina era quella dell'addetto alla sicurezza. Quell'omone di colore stava li sul letto con il portatile poggiato sulle gambe e lo slippino abbassato.
Probabilmente anche altri, se non condividevano la cabina con un altro collega, stavano passando la serata allo stesso modo. Il fatto strano però è che questo tenesse la porta accostata e non chiusa bene. Una dimenticanza, o lo faceva apposta?
Un esibizionista magari... o stava aspettando qualcuno?
Rimase qualche minuto a guardare quella montagna di muscoli che si smanettava il pisellone, poi ad un tratto lo vide alzarsi e camminare verso il lato opposto al letto, sparendo alla vista. Gli venne spontaneo spostarsi un poco per riuscire a scorgere quello che era andato a fare la dietro.
Fu un secondo: l'omone di colore aprì la porta con un colpo fulmineo, lo afferrò strettamente da un polso e lo spinse con forza dentro la camera, chiudendo con il chiavistello.
"Che gran puttana che sei!" Disse il nero con un ghigno.
"Ma no, ma che hai capito? Io ero dietro la porta perché mi erano cadute le sigarette. Ho inevitabilmente buttato gli occhi dentro, ma non è che l'ho fatto per interesse."
Nico si arrampicava sugli specchi, peggiorando persino la sua posizione. Poi quella montagna di muscoli sorridendo gli diede dei buffetti su una guancia, che quasi gli fecero male, e subito dopo si abbassò lo slippino mostrandoli quella meraviglia.
Non ci fu molto altro da dire. Era evidente che Nico ne fosse attratto.
La verga era bella grossa, cicciona, malgrado il cazzo fosse ormai barzotto. Un pube foltissimo di pelo, nerissimo e lucido, cosce enormi e muscolose.
E mentre Nico si perdeva a contemplare quel corpo meraviglioso e trasbordante dalla maglietta, si sentì tastare il culo con quella manona, fino a stringergli forte una chiappa.
"Hai il culo molle come un budino, ma mi piaci perché sei italiano, ed io non ho mai scopato un italiano, bellezza."
Nico non sapeva come reagire. Poi la buttò sul ridere.
"Fai collezione di culi?"
"No, ma davvero, io passavo di qui per caso, non avrei mai pensato di imbattermi in questo equivoco. Sono etero, mi devo sposare tra qualche anno."
"Certamente puttana!" Disse l'africano con un sorrisino beffardo e la lingua di fuori.
Poi sempre beffeggiandolo con linguacce e facce buffe, lo riprese per il polso e lo spinse sul letto. Poi ci si sdraiò pure lui e si tolse la mutandina.
"Succhia maiala! E non dire che non ti piace, perché dall'espressione che hai non ne vedi l'ora. Dai porca datti da fare, così mi scaldo un poco!"
In effetti era così. Malgrado l'imbarazzo per l'accaduto, Nico era davvero molto curioso di fare questa esperienza con lui. Si era eccitato fin dal primo momento che lo aveva visto smanettarsi quell'uccellone enorme.
Un po' meno curioso di provare quella spranga in culo. Quello lo spaventava, più che incuriosirlo.
Così assaggiò quel cazzo magnifico senza farsi pregare. Lo leccò a lungo su tutta la sua lunghezza e poi provò con difficoltà a farselo entrare in bocca.
Aveva un odore fortissimo di maschio. Di più, di animale.
Nico chiaramente non era abituato a fare pompe, ma fece del suo meglio.
L'africano lo assecondava con un movimento del bacino, ma piano per evitare di soffocarlo. Poi gli venne così duro che temendo di sborrare da li a poco, gli disse di staccarsi un attimo. Nico si staccò malvolentieri da quel cazzone nella sua bocca, perché si era abituato al suo odore ed iniziava a piacergli la situazione. La sua bocca grondava di saliva per questo godimento orale inaspettato. Si sentiva tanto la sua puttana, il suo strumento di godimento, e di questo si compiaceva.
Suo malgrado accettò di staccarsene e si sdraiò di fianco a lui, buono buono.
Un grande poster con la cartina del Sudan, campeggiava nella parete di fronte. Altre foto con grandi tori dalle corna enormi e cammelli.
Poi quell'omone di cioccolato, con un ripieno di dolcissima crema, gli disse di abbassarsi i pantaloni e di girarsi messo su un fianco in posizione fetale.
E culo rotto sia! Pensò Nico fra se e se.
L'africano gli spinse pantaloni e mutande fino alle caviglie e poi provò a saggiare il terreno con le dita.
"Difficile, ma non impossibile." Disse dopo qualche minuto di ravanata del dito nel suo culo.
Si posizionò nel modo idoneo, lo bagnò tutto di saliva e gli strofinò per un poco la cappella contro il buco. Poi d'improvviso spinse forte, ma non riuscì nel suo intento. Ci provò almeno altre tre volte di seguito, ma nulla.
"Puttana apriti. Lo so che lo vuoi, ma devi metterci un po' di collaborazione." Gli disse mordendogli un orecchio.
"Dai fallo entrare puttana!"
Fu alla decima "puttana" che Nico si decise a schiudere le valve del mollusco ed a farlo entrare.
La sensazione di dolore fu devastante. Durò qualche minuto, ma poi via via prese posto al contrario una bella sensazione di benessere. Si sentiva rilassato e felice, persino eccitato dalla cosa. Non lo avrebbe mai pensato.
L'africano aveva una energia da toro da monta. Lo scopò così intensamente da lasciarlo senza fiato ad ogni affondo.
Ad un certo punto lo fece girare pancia sotto e si misi sopra di lui a scoparlo ancora più forte e profondo.
Nico si sentiva totalmente sotto il suo potere. Quelle braccia possenti lo tenevano stretto e limitavano ogni movimento. Anche volendo, non avrebbe potuto più sottrarsi, ma proprio questa sensazione di sottomissione al volere di un altro, gli piaceva e lo eccitava.
Con quel cazzone duro dentro il culo, Nico ad un certo punto sborrò come un fiume in piena. Si sentiva tanto una cagna mentre eiaculava di gusto.
Il porco africano continuò imperterrito a fare i suoi comodi: lo mise alla pecora e continuò a sbatterlo come non ci fosse un domani. Poi mentre sentiva il latte salire, come nell'ebollitore, lo tirò fuori e lo inondò di sperma in mezzo alle chiappe.
"Sei stata brava puttana!" Disse l'africano mentre gli porgeva dei fazzolettini di carta per farlo ripulire.
"Per essere la prima volta non te la sei cavata male. Se passi qualche altra volta di qua, magari si può fare di meglio. Che ne pensi?"
Questo amante "esotico" per Nico fu una risorsa, e l'intesa durò a lungo. Fu un modo molto piacevole per trascorrere in compagnia tante serate di navigazione noiose.
Non ogni male vien per nuocere.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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Commenti per Love Boat (Seconda Parte):
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