Lui & Lei
In camerino


28.03.2025 |
3.040 |
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"Lui la prese tra le braccia e la sollevò, mentre lei si aggrappava a lui, le gambe che lo stringevano con impazienza..."
Il sipario era calato da poco, e il teatro ancora vibrava dell’energia dello spettacolo. Nel piccolo camerino illuminato da luci calde, Daniele si stava cambiando, rimasto in boxer dopo aver tolto il costume di scena. Si passò una mano tra i capelli umidi di sudore, assaporando la scarica di adrenalina che ancora gli scorreva nelle vene.Giulia, un’altra attrice, uscì in fretta dimenticando la porta aperta. Una folata d’aria tiepida entrò nella stanza, insieme a una presenza inaspettata.
Eleonora.
Mora, occhi profondi e una pelle dorata, tipicamente mediterranea. Indossava un abitino leggero che le accarezzava il corpo in ogni movimento. I suoi stivaletti battevano appena sul pavimento mentre avanzava, chiudendo la porta dietro di sé. A chiave.
Daniele si voltò di scatto, sorpreso. “Oh… scusami, non mi ero accorto che ci fosse qualcuno.”
Eleonora sorrise, inclinando appena la testa. “Non devi scusarti.” La sua voce era bassa, avvolgente, con una nota di divertita provocazione.
Gli occhi di Daniele scesero un istante lungo il suo corpo, poi risalirono di scatto, mentre un brivido gli correva lungo la schiena. Lei fece un passo avanti, lo spazio tra loro si ridusse in un soffio.
Fuori, tra le ombre della notte, il marito di Eleonora aspettava ignaro.
Daniele trattenne il fiato quando lei gli sfiorò il petto con la punta delle dita, tracciando una linea impercettibile sulla pelle calda. “Ti ho visto sul palco,” sussurrò. “E non potevo andarmene senza dirti quanto sei stato… coinvolgente.”
Il respiro di Daniele si fece più profondo. Il battito nel petto accelerò mentre Eleonora lo incalzava, con una lentezza esasperante, il calore del suo corpo quasi tangibile nell’aria carica di tensione.
Le sue labbra sfiorarono appena la mascella di lui, come un soffio proibito. Daniele chiuse gli occhi per un istante, combattuto tra il desiderio che gli incendiava le vene e la consapevolezza del pericolo. Ma quando riaprì gli occhi, Eleonora era ancora lì, troppo vicina, troppo sicura.
Uno sguardo abbassato bastò a rivelare il segno inequivocabile della sua eccitazione, la stoffa dei boxer tesa dal desiderio crescente. Eleonora lo notò, e un sorriso sensuale incurvò le sue labbra. Con una lentezza esasperante, si sollevò appena l’abito, lasciando intravedere la pelle nuda delle cosce. Poi, senza smettere di fissarlo negli occhi, fece scivolare le mutandine lungo le gambe, lasciandole cadere ai suoi piedi.
Le raccolse con fare sensuale, facendole scorrere lentamente sul viso di Daniele, lasciando che il tessuto accarezzasse la sua pelle calda. Lui trattenne il fiato, sentendo il profumo di lei insinuarsi in ogni pensiero.
Con un sorriso giocoso, Eleonora abbassò le mani e le fece scivolare lungo i fianchi di Daniele, le dita che sfioravano la pelle con una delicatezza torturante. Poi, con un gesto sicuro, afferrò l’elastico dei suoi boxer e li fece scivolare giù, liberandolo dalla sottile prigione di stoffa. Eleonora osservava divertita ed eccitata il membro gonfio e teso di Daniele.
Daniele ansimò piano, gli occhi scuri inchiodati su di lei mentre le mani di Eleonora esploravano, sfioravano, giocavano con il desiderio crescente.
Poi si abbassò lentamente, le labbra che seguivano il percorso delle sue mani, baciando la tensione che palpitava impaziente davanti a lei. Il suo respiro caldo, il tocco umido e deciso, fecero gemere piano Daniele, che affondò le mani nei capelli di Eleonora, lasciandosi trasportare ai colpi esperti della bocca di Eleonora.
Il tempo si dissolse, il confine tra giusto e sbagliato svanì in un vortice di piacere e desiderio. Lui la prese tra le braccia e la sollevò, mentre lei si aggrappava a lui, le gambe che lo stringevano con impazienza. I loro corpi si incastrarono con un'intensità selvaggia, i movimenti prima lenti e poi sempre più frenetici, fino a quando entrambi raggiunsero l’apice, con gemiti soffocati che si mescolavano all’aria calda del camerino.
Quando il respiro tornò a placarsi, Eleonora si sciolse dall’abbraccio, ancora tremante, il sorriso soddisfatto sulle labbra. Si rivestì con movimenti lenti e sicuri, rimettendo a posto il vestito, i capelli. Poi si avvicinò a Daniele, ancora ansimante, e gli infilò le sue mutandine tra le dita.
“Tieni,” sussurrò, sfiorandogli appena il mento con un dito. “Un ricordo della serata.”
Si chinò su di lui e lo baciò a fondo, un ultimo assaggio del piacere che si erano concessi.
Poi si diresse verso la porta, sbloccandola con un clic discreto, e uscì senza voltarsi indietro.
Fuori dal teatro, il marito la stava aspettando, ignaro di tutto.
Daniele rimase in piedi nel camerino, il cuore ancora martellante nel petto, le dita che stringevano il piccolo pezzo di stoffa impregnato del profumo di Eleonora. E un sorriso indecifrabile sul volto.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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