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SUOR ELENA DISAVVENTURA


di saturno2021
11.04.2021    |    388    |    0 6.0
"Ci guardava con occhi sgranati, con una sorta di avidità, io e Mattia dicevamo si..."
Qualcuno di voi sarà stato negli scout, primi umori, prime passioni, fidanzamenti, magari in tenda. Eravamo diretti con il pullman in una montagna della parti di subbiano, dovevamo trascorrere tre giorni in tenda, noi una ventina di ragazzi del quartiere. Durante il viaggio per la nostra destinazione, sul pullman giravano alle ultime file un paio di giornaletti porno, tirati fuori dagli zaini, con ragazze che ridevano a crepapelle, e maschi che ringalluzziti, strillavano parole sconce. Ecco che suor Elena, venne a mettere la calma, sequestrano le riviste e dividendo il gruppetto curioso che si era creato, intorno alla goliardica visione di quel materiale pornografico. Arrivati alla destinazione, prima cosa da fare era allestire il campo, prendere rami e accendere il fuoco. Un gruppo si occupava di una cosa e un gruppo di altro. Il fuoco con molte difficoltà per l'umidità si accese, cena con panini e bevande che avevamo portato da casa. Io, Mattia e non ricordo chi altro del gruppo pensando, vedendo quel bel...fuoco, che fosse stato fantastico realizzare una sbraciata di carne. Suor Elena, disse il paese non è distante, a meno di un km, sono ancora le 19.40, con 10 minuti ce la potremmo fare. Un paio del gruppo, furono promossi capo scout per seguire il gruppo che aveva il compito di presidiare, le tende e il fuoco, mentre Suor Elena, me e Mattia ci avviamo, dicendo di tornare subito. Effettivamente, inizia a calare il sole, la vegetazione, riduceva la luce, visti gli alberi imponenti. Suor Elena disse, forse possiamo tentare di velocizzare la cosa, fermando qualche auto, per raggiungere la macelleria del paese. Passò un camioncino di campagna, con abbordo due facce poco rassicurabili. Prego ci dissero, un invito repentino, quasi famelico. Io e Mattia saliamo dietro al vascone rimorchio e suor Elena nei tre posti di guida. Dopo esser passati tre minuti, il furgoncino stesso dalla strada principale ad una strada sterrata... e noi due quasi sbalzato fuori, per la brusca sterzata. Inoltre iniziavamo a sentire una sorte, di voci di ribellione dal vano di guida. Arrivati ad un casolare uno dei due scese e brandina al collo di suor Elena un pugnale dalla lunga lama, minacciando Suor Elena. Se fate qualche colpo do testa la sgozzo, questa frase riecheggia ancora oggi nella mia testa. Noi due impietrito fummo condotti e legati dentro una specie di fienile. I due tirarono fuori due cazzi duri e rudi, di pelo, scapigliato, dopo un paio di schiaffi a Suor Elena iniziarono a scoparla. Una cosa io e Mattia in quegli istante di terrore, suor Elena era tutt'altro che vergine. A tratti, tra i no, che ripeteva a gran voce ..alternavano dei si di piacere. Sembrava che spingere verso di lei uno dei due uomini, con una mano dietro i rende il cazzo che la penetrava. L'altro interromperà le parole di suor Elena tenendogli la testa sul cazzo. Francamente, la paura era tanta, ma iniziava a salire l'ecitazione. Dopo una buona mezz'ora di scambi, prima uno è poi l'altro, pompe inculate, cazzi in figa, addirittura insieme, figa e culo, l'avevano scopata alla grande, ed uno dei due ordino alla suora di spompinarci a noi due malcapitati, legati. Suor Elena andava come una, del mestiere. Ci guardava con occhi sgranati, con una sorta di avidità, io e Mattia dicevamo si..si...si.. e lei lo prendeva in bocca e lo segava, così per quindici minuti. Premetto che aveva il seno e il collo sborrato dai due, io e Mattia continuammo sul volto. Con sprezzo uno dei due ci slego e disse ora andate via, e zitti. Avremmo voluto reagire ma , a guardarci c'era l'altro che aveva appena preso una doppietta, pensando che era andata bene così, comunque per sdrammatizzare l'abuso, avevamo i coglioni svuotati, dopo aver fantasticato in viaggio sul pullman per tutto il tempo. A passo veloce scendendo per quel luogo e sempre più velocemente, ricomposti, io Mattia e Suor Elena, con il fiatone e lo spavento, facemmo ovviamente un patto, tacere sull'accaduto. Arrivati dagli altri ragazzi dicemmo, che era tutto chiuso e che la strada era molto distante e non semplice e vicina come avevamo ipotizzato.
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