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Lui & Lei

Tutto inaspettato


di saturno2021
10.04.2021    |    218    |    0 6.0
"I signori del terzo piano, Salviati erano ormai una coppia..."
Il mio lavoro, portiere di un mega condominio, in altri racconti, gia' qualcosa ho narrato. Questa volta Mario, ovvero me, portiere si 45 anni, come spesso capita nella vita, ebbi una discussione con un condomine , sui 65 anno. Trance sabbia, cappello, dall'aria di un professore, pignolo. Non racconto le dinamiche dello screzio, ma dopo mesi, ebbi l'occasione per prendermi quella che credevo fosse la mia rivincita. Mi chiamò la moglie, signora daai capelli rossi, magra, anche lei sui 65 e dall'aria ottocentesca, per un problema a casa con la porta dell ascensore sul piano dove abitava. Nel pianerottolo, dopo avermi chiesto di poterla vedere, senza portare rancore sono salito con lei. In effetti la porta sembra forza, ormai non riusciva ad aprirsi bene proprio per la forzatura, avendo così difficoltà mi adoperati x accomodarla. Mi feci dare un cacciavite, poi un altro, poi entravo ed uscivo dall'appartamento e la signora non la vedevo più dopo i primi minuto che si adoperava a seguirmi nella riparazione. Ero ormai pronto a chiamare l'ascensorista quando, addentrandomi nella casa, era in effetti nella sala principale e non la vedevo perché adagiata sul divano di spalle, a filo dello schienale del divano. Era a gambe aperte che si masturbava, la camicetta aperta... le gambe anche di una 65 e ne non erano male. La fica bagnatissima ... e aperta, infilava due, tre dita e sorrideva, mi sussurrò Mario, aiutami. Avevo il cazzo che spingeva nei pantaloni, li abbassai di botto e quasi come a scatto il mio cazzone con un cappellone "da fungo porcino" si avvicinava alla preda. Glielo faccia e lei sotto di me, le palle la sormontavano, come un toro. La giravo lo facevo ciucciare, e spingeva con forza la testa sotto i miei coglioni. Mentre mi adoperavo non più per l'ascensore, sentii rumore di chiavi, in un lampo il marito apri la porta, trovandomi con un cazzo ondeggiante e la sua bocca che l'aveva appeno lasciando andare. Il signore come se nulla fosse chiuse la porta e si tolse il cappello, posando con sufficienza. Tolse il trance e disse, adesso io che dovrei fare? Uno scandalo...licenziamento per te Mario, cacciare mia moglie, no.... no.. io lo sai che faccio....te lo ciuccio. Io rimasi immobile, avevo passato i minuti con il fiato sospeso, passando dal possibile licenziamento e tragedia , a farmelo spompinare. Bravissimo il signor Fernando, gli piaceva da morire sotto la cappella giocar con la lingua... ormai ero sciolto toccavo la moglie, e abbassai i pantaloni a lui, spogliatoio dai vestiti. Scopavo la moglie alla pecorina sul divano, parlavo mi scusa o per il vecchio litigio e dicevo, siete fantastici. Lui mi laccata i capezzale e io lo segavo.... lo facevo salire in equilibrio sul divano, e spompinavo io lui. Un alternarsi di piacere. Sborrai con due bocche aperte in ginocchio, le loro, quello sancita la pace, baciai in una pomicino lui in bocca e lo feci sdraiare sul tavolo fino a segarlo... in una fontana finale..dal tavolo, tutta la pancia di Fernando con la sua sborra e la sua bocca, che qualche istante prima , aveva gustato la mia. I signori del terzo piano, Salviati erano ormai una coppia... inaspettata, li continuavo a baciare in bocca pregandogli di perdonarmi ancora di tutto e di rivederci quanto prima. Eravamo di casa, spesso a pranzo io e la signora andavamo a ritmo, il divano penso in 8 anni di ginnastica dolce, forse 3 volte lo cambiarono. Ormai la signora di tutto... era un corpo unico. Invece il marito, il caro Fernando, si carissimo ormai, dopo il famoso litigio, la sera mi squillava una ser si e una sera no il cellulare e se ero libero, andavo su da Fernando e dalla moglie. Sorrisi, dolcetto, tisana mezzi nudi in estate, tende delle finestre che sventolano e come le tende i nostri cazzi, bello quello del signor Fernando, proiboscidale, una pasticciona e via il bell'obelisco svettante. Che belle serate. La perversione trascendeva. Drink di urinarie, della mia a entrambi si avvicinavano sorridenti, vogliosi come bambini. Poi il marito voleva qualche sera, vestirsi con gli abiti di lei, truccato e ci inculcato, io a lui , lui a me, noi 2 maschi a lei, ogni cosa era possibile a casa Salviati.
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