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L'ascensore


di Membro VIP di Annunci69.it AlbyGe
22.02.2022    |    360    |    2 8.7
"Mi staccai un attimo e leccai il mio dito, impregnato dei suoi dolcissimi umori..."
Tutto potevo pensare quel giorno tranne che Elisa si accorgesse di me, ed in un modo del tutto particolare. Elisa, in realtà quel nome era solo nella mia testa nelle mie fantasie, forse sentito per sbaglio, perché lei era solo la giovane ragazza del 5° piano, non so se sposata, ma che frequenta qualcuno o un compagno, quella che si incontra solo per le scale o nell'atrio del portone e con la quale gli unici scambi culturali sono i saluti e i convenevoli di circostanza tra un andirivieni e l'altro. La ammiravo con vivo desiderio: un fisico statuario e tonico, capelli corti lisci alla Valentina corvini, taglio che adoro e per i quali ho sempre avuto un debole e occhi di scatenare pensieri, diciamo impuri, anche per pochi secondi. Ero partecipe di alcuni gruppi su facebook, dove le donne si esibiscono spesso in performance, e mi dicevo, se ci fosse lei a postare, con quelle calze che indossa, quegli abitini, le mini e le scarpe divine che calza, farebbe impazzire tutti ogni giorno. Sarebbe apprezzabile perchè nonostante sia molto sensuale e provocante lo fa con quella malizia elegante, senza sbavature, apprezzabile ed ancor più, proprio per questo invitante.
Quel giorno capitò che entrai e la trovai insieme al compagno ad attendere l'ascensore per salire a casa. Ci salutammo come sempre e il resto fu la breve attesa dell'arrivo dell'ascensore. Un'attesa fatta di sguardi nei posti più disparati e impensabili: la pulsantiera della chiamata, l'interruttore antincendio, le scritte sui muri per controllare gli ultimi aggiornamenti tra i ragazzini, uno sguardo veloce e quasi innocente sul suo corpo messo in bella mostra dalla minigonna e dalla camicetta che avevano solo la funzione di cornice, anche se la prima cosa che avevo notato erano quel paio di decolletè rosse ed inserti argento che calzava ai quali non resistevo. Cominciai a sudare freddo. Ovviamente anche lui metteva una certa soggezione, un pò come se entrambi sapessimo che io stavo sbirciando e lui sapeva che lo stavo facendo, ma ne era quasi compiaciuto. Lui con una mano le cingeva il fianco, ma non badava alla sua camicia scollata o alla mini che nel frattempo disegnavano il suo corpo.
Entrammo dentro l'ascensore, la cavalleria impone di lasciarla entrare per prima, così da sentirne anche il profumo, lui la segue Dopo il mio ingresso, premetti il pulsante del 4° piano, che è il mio. Incomincia il viaggio quando all'improvviso si spegne la luce e l'ascensore si blocca. Un’imprecazione esce dalla mia bocca e un gridolino di paura da quella bellissima di lei. Lui la rassicura dicendo che tra poco la luce tornerà di sicuro, ma lei dice di aver paura del buio. Incalza lui dicendo che non deve aver paura anche perché per fortuna non è sola, e lei dice lo so tesoro ci sei tu. Dentro di me speravo ci fosse solo lei, ma ad un tratto una battuta mi fa "aprire la mente". Lui le dice, "se fossimo soli sarebbe anche intrigante", "mmh" risponde lei," vero!" e gli schiocca un bacio sulle labbra. Io colgo l'occasione lanciando una battuta "ragazzi tranquilli io non vedo, mi giro" alla quale scatta una risata di tutti "hahaha". A quel punto lui cominciò a baciarla con passione e lei, persa in quel bacio stava quasi sulle punte, tanto che la sua mini iniziò maliziosamente a salire mostrando il pizzo dell'autoreggente. Non stavo nella pelle, non sapevo cosa fare, lo spazio era poco e per quanto cercavo di resistere e spostarmi era quasi impossibile che, se avessero continuato con quelle effusioni, non l'avrei sfiorata. Ero esattamente alle sue spalle, a pochi centimetri dalla mia testa ed a qualche millimetro dalla mia patta ormai gonfissima, che coincideva con il suo culo fantastico e tra qualche istante se ne sarebbe accorta. Lui si accorse di questo e baciandola avidamente si spostò in avanti facendo accadere proprio quello che stavo immaginando poco prima, avevo praticamente il culo di Elisa stampato sulla mia patta dura per quella situazione. Non potevo crederci era una fantasia erotica troppo reale per essere vera, avrei voluto che quell'ascensore si fosse fermato per sempre. Elisa, che nel frattempo aveva avvertito chiaramente quanto fossi eccitato, iniziò a passare la sua splendida mano di rosso smaltato sulla patta del suo compagno e dal movimento si evinceva fosse eccitatissimo anche lui. A quel punto osai cingerle delicatamente con una mano un fianco, quasi a comandare quel movimento su di me, mentre con la testa fui vicino ai suoi capelli profumati, alle sue spalle ed al suo collo, al quale mi avvicinai con le labbra. Lei ebbe un sussulto, ma proprio in quel momento il marito la baciò con più foga e le pose una mano sulla mia di patta. Era chiaramente un gesto inequivocabile, lei si sentiva in quel mentre una regina, una Dea complice, causa improvvisa dell'eccitazione del suo lui e di uno sconosciuto, femmina in balia di due maschi stretti in quello spazio angusto diventato una meravigliosa gabbia per indecenti passioni. Incominciò a strusciarsi e strusciare la sua mano lungo tutto il desiderio che mi suscitava, mentre la mia mano larga e grande la posi alla base del collo quasi come afferrarla, mentre lui intanto era sceso sul mento e le stava per baciare e leccare in mezzo alla scollatura e da lì a poco sarebbe finito sui suoi capezzoli che adesso, segnavano con decisa evidenza la sua camicetta. La bocca libera di Elisa iniziò ad emettere piccoli sospiri di piacere anche perchè l'altra mia mano si era insinuata tra le sue cosce e saliva pian piano con dolce prepotenza. Il respiro rotto, le narici aperte e gli occhi su di lui che la stava volendo. Lei sentiva chiaramente i nostri sessi gonfi per lei e freneticamente iniziò a slacciare la patta di lui il quale appena libero la invitò chiaramente a segarlo. io intanto iniziai solleticare tra il pizzo dell'autoreggente e l'elastico del suo perizoma di pizzo. Avevo la mano calda ed immersa in quel calore eccitante era come averla in paradiso, sentìì chiaramente che era umida e che la base del perizoma ormai era intriso del suo miele, tanto che promanava odor di femmina, i ferormoni di lei iniziarono ad arrivarmi alle narici, stuzzicandomi come un toro. Un toro desideroso di lei, le mie dita sul collo premevano e la tenevano ferma mentre quelle sotto, tra le sue cosce iniziarono a frugare tra le labbra della sua fica, con un lento movimento sul clitoride. Lei si muoveva seguendo i movimenti della mia mano, mentre segava il marito, ormai l'ambiente era saturo di sesso. Mi staccai un attimo e leccai il mio dito, impregnato dei suoi dolcissimi umori. Mentre lui la baciava e lei lo toccava le allargai con dolce decisione le cosce, abbassai le mutandine fino ai tacchi, alzai le mie mani grandi su suo culetto fantastico e la feci piegare leggermente, tanto che le sue labbra umide divennero prominenti pronte ad accogliere la mia lingua. Ma ancora volevo si eccitasse, passai con dovizia due dita attorno alle sue grandi labbra, gemette, sentii chiaramente il profumo dei suoi scandalosi pensieri e nel mentre iniziai a leccare le sue cosce interne, fino ad arrivare alla passera, ormai bagnata. Lei seguiva i movimenti della mia bocca, spingendo il bacino verso di me, sempre di più, fino a quando giunse ad un primo orgasmo e contorcendosi. Si abbassò ancora e si infilò tra le sue gambe e prese in bocca il suo uccello, così facendo iniziò a leccare e succhiare con forza. Era un lago ed anche parte del mio viso era intriso di lei. La sua bocca giocava con il suo lui come un'artista con un pennello, era divina e lui era estasiato così tanto da sborrarle subito in bocca una quantità enorme di sperma; lei bevve tutto e lo ripulì. Si alzò, per quello che poteva in quell'anfratto e si girò, portandomi i capezzoli al viso, mentre lui la prese ancora con il cazzo in mano e lo infilò in quel buchetto che avevo sapientemente preparato, in quel momento vidi Venere , la dea dell'amore, tirò indietro gli occhi, aprì le labbra in una smorfia di piacere, era ormai in balia di Eros, e lui iniziò a sbatterla per bene a colpi ben assestati, mentre io le tirai fuori i capezzoli ed iniziai a leccarli. Elisa mentre continuava a farsi sbattere da lui,con un sorriso, si abbassò e me lo riprese in bocca. Il mio uccello riprese subito consistenza, lei presa da una voglia bestiale, mi spompinava da matti e spingeva il suo culo seguendo le sue spinte, che dopo un pò divennero più frequenti come pure quelle del marito, fino a scoppiare tutti e tre quasi contemporaneamente, in un grandissimo orgasmo, io ovviamente ero perso e le sborrai in bocca schizzando ripetutamente tre o quattro volte. Ansimiamo guardandoci e, ridendo ci rivestiamo, mentre lui compiaciuto le dice "a casa facciamo i conti". Appena in tempo perchè la luce ritorna e l'ascensore riprende la corsa come se nulla fosse successo. Io arrivo al mio 4° piano, li saluto come sempre, le porte si richiudono e la vita riprende normalmente. Qualche sera dopo, aprendo facebook e ripensando a loro, rimango stupito da un post in un gruppo, dove rivedo le scarpe di Elisa, con una dedica...L'ascensore!
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