Lui & Lei
L'Aria


12.03.2022 |
219 |
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"Divento aria calda, umida, confondo i miei odori con i suoi e risalgo al capo passando nelle sue narici, nei suoi orifizi, come se fossi alito imponente..."
Fino ad una settimana fa Permaice era solo una delle tante singole con un nick di fantasia su un sito d’incontri. Non avrei mai pensato che le nostre vite si sarebbero incrociate per caso se lei non mi avesse confessato, rispondendo ad un messaggio, che le sue mutandine si erano decisamente inumidite dopo aver letto un mio racconto.Forse le avevo dato la sensazione di essere un uomo fantasioso, creativo, con una mente fervida ed anche un po’ perverso, tanto da poterla intrigare.
Ilenia, questo è il suo vero nome, è la ragazza della porta accanto, semplice e impossibile, dolce ed allo stesso tempo incisiva, irriverente, ma anche docile se le tieni testa.
Il suo fare mi ha intrigato ancor più della sua bellezza.
Una donna così mai si sarebbe degnata di prendere in considerazione le attenzioni di qualcuno che non avesse scelto esclusivamente lei e che non le avesse preso la mente.
Nonostante ciò, i primi momenti non facevano presagire nulla di buono, qualche motivo di incomprensione e la poca affinità estetica ci aveva portato quasi da subito ad allontanarci, a lasciarci perdere, ma qualcosa di magnetico ed inspiegabile invece ci ha tenuto legati.
Nei giorni seguenti la corrispondenza folle al telefono ci diede lo stimolo a colmare la distanza per vederci. Dovevamo capire se quel tassello ormai indispensabile avrebbe potuto o meno innescare qualcosa.
Quell’incontro sugellò l’inizio di qualcosa di cerebralmente folle, di mai vissuto, di fisicamente sublime, ma anche di tenero e dolcemente passionale.
La sua assenza per me era presenza, era talmente grande il desiderio di lei sulla mia pelle che si faceva sentire soprattutto quando non potevo averla e non guardavo i suoi splendidi occhi verdi. Quegli occhi di particolare avevano delle macchioline marroni sparse qua e là nell’iride come se fossero stelle in un cielo nel quale perdersi ogni volta.
E’ proprio durante l’assenza che il mio pensiero si spande su di lei come l’aria.
Immaginarmi essere quell’aria che la circonda, fredda come quella del mattino appena usciti che fa intirizzire le membra, ma che sottile si infila nelle pieghe della pelle, scivola sulle sue guance, bacia le sue labbra calde, le carezza il mento e le muove i capelli, le tocca le mani dandole delle scosse.
Le mie sue mani, così come le chiamo io, le adoro. Sono mani delicate quasi da bambina con delle dita lunghe affusolate che muove in quel modo involontariamente malizioso. Fantastico spesso su cosa quelle mani potrebbero fare, dove potrebbero posarsi, il solo pensiero mi fa eccitare come quello del suo viso che si struscia sul mio petto e della sua saliva in bocca. L’immagine di lei dolce e indecentemente sexy con il mio cazzo tra le mani mentre mi guarda e lo fa sparire in gola è devastante, e mi sovviene nel bel mezzo della giornata, nei posti e momenti più impensati, tanto che il più delle volte devo combattere contro me stesso per evitare di avere un’erezione evidente davanti agli altri.
Vorrei essere aria fresca sul suo corpo nudo caldo di passione, scenderle dal collo alla schiena fino ai glutei, passarvi in mezzo fino al quel buchetto del culo che tanto mi invoglia oscenamente a leccarlo, girarci attorno, fermarmici e riprendere scendendo più in giù tra le sue labbra umide e dolci per succhiarne il nettare e dissetarmi. Fluido aereo impalpabile ed allo stesso tempo sembrare come dita che toccano, sfiorano, carezzano, indugiano e tastano su di lei avanzando nell’interno e divaricandole le cosce, cercano l’odore della sua fica nuda, madida di piacere, immaginandola gonfia ancora dalla sua ultima eccitazione alla quale magari non aveva potuto o voluto dare sfogo mantenendo quel limbo di attesa, quell’essere viva, tra la sofferenza di trattenersi e la voglia mai soddisfatta ed infinita che forse le piace a volte infliggersi.
Essere soffio intriso di quel suo odore dolce acre che promana dalle sue intime labbra e rimane nelle sue mutandine, perdendomi in quel lembo di piacere. Passo e struscio tra le pieghe del suo orgasmo come una lingua che le devasta l’anima immaginando la sua testa inarcarsi all’indietro con una smorfia di piacere in viso, gli occhi chiusi e quella bocca, che tanto anelo, aperta verso l’alto che ingoia se stessa. Divento aria calda, umida, confondo i miei odori con i suoi e risalgo al capo passando nelle sue narici, nei suoi orifizi, come se fossi alito imponente arrestandole il respiro come se le stessi fottendo la gola ed i polmoni.
Folle respiro, baciare le sue labbra per renderla scandalosamente puttana e lasciarsi andare al mio volere.
Ora sono aria e parte del mio stesso afflato sottomesso a te, alla tua immensa voglia di me, tanto da lasciarmi senza.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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