Gay & Bisex
Edoardo

19.08.2021 |
13.468 |
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"Riprendemmo subito da dove ci eravamo fermati, le mie mani si mossero sulla sua camicia, per slacciargli i bottoni, mentre la mia bocca non si staccava..."
Questa è la storia di come conobbi il mio primo ragazzo, non ero privo di esperienze ad allora ma lui mi catturò abbastanza da volerci investire più di quanto avevo fatto fino ad ora con un ragazzo. I dettagli che mi catturarono vanno ben oltre l'amplesso, ma immagino che ai miei cari lettori non interessino più di tanto.Era l'anno 2017, ed era periodo invernale, probabilmente i primi di dicembre. Ci conoscemmo in modo abbastanza banale e scontato: Grindr. All'epoca non incontravo molte persone a causa degli esami universitari; ed ogni volta che qualcuno mi messaggiava, per un motivo o per l'altro, mi ritrovavo a non poter vedere nessuno.
Quel giorno probabilmente mi ero reso conto di essere in pari oppure il mio esame era stato rimandato, fatto sta che ero particolarmente euforico; ho un ricordo vivido di quella sensazione. Sento una notifica arrivare del telefono e lo apro, automaticamente vengo ri indirizzato su Grindr, dove mi compare un messaggio seguito da uno smile :).
Il mittente era un ragazzo dal viso gentile, una leggera barba scura ad incorniciare quella mandibola pronunciata, gli occhi erano vispi e pieni di vitalità, mentre dei capelli leggermente ricci gli ricadevano sulla fronte in un elegante ciuffo.
Era senza dubbio un bel ragazzo, ma qualcosa che non avrei saputo definire mi attirava particolarmente, gli risposi velocemente e con mia gioia non dovetti aspettare molto per il prossimo messaggio. Cominciammo a parlare di molte cose, tra cui la nostra vita, i nostri ideali e cosa cercavamo online. Mi stupì di quanto esplicito e porco fu nel raccontarmi cosa desiderava da un uomo, era decisamente la prima volta che qualcuno mi scrivesse per dirmi che si sentiva tratto dalle persone del mio ceppo etnico e non ero al 100% sicuro se prenderlo come un complimento o una feticizzazione ma non me ne curai troppo ai tempi perché onestamente anche lui mi attizzava e non poco.
Decidemmo di vederci quella sera stessa a metà strada, in un paesino in provincia di Brescia dove lui conosceva questo locale per bere una cosa e scambiare due chiacchiere.
Arrivai al luogo dell'incontro con cinque minuti di anticipo, lui arrivò puntuale, vestito molto elegante, quasi troppo per un incontro al bar. Notai con piacere che era di qualche centimetro più basso di me. Ci presentammo e cominciammo subito a parlare delle nostre vite, di cosa facevamo e dei nostri interessi più grandi. Scoprì che lui era un mediatore linguistico e aveva visioni politiche, oltre che a interessi di cultura generale, molto simili ai miei. Fu una di quelle serate che proseguono velocemente, senza sforzo e senza peso perché eravamo molto presi l'uno dalle parole dell'altro. Senza rendercene conto si fece orario di chiusura e quindi pagammo ed uscimmo (non senza un cliente "abituale" che ci urlò dietro quanto fossimo carini, facendoci arrossire).
Ci ritrovammo in macchina ma l'idea di lasciarci ci sembrava troppo veloce, decidemmo dunque di passare un altro pò di tempo insieme, dentro la sua auto, a conversare di cose che avevamo lasciato in sospeso. Parlammo e discutemmo per altro tempo ancora, probabilmente più del dovuto.
Da parte mia però l'attrazione verso questo ragazzo stava continuando a crescere e quasi senza accorgermene mi sporsi per baciarlo. Fu un bacio lungo, dapprima lento e gentile e successivamente veloce e passionale, giuro non avrei mai voluto staccarmi da lui; la sua pelle morbida, le sue labbra affamate, i suoi morbidi capelli e sopratutto la sua voce (pronunciava e pronuncia ancora adesso le R alla francese, molto nasali e sensuali al mio orecchio) mi ammaliavano.
"Andiamo in un posto più tranquillo? Che dici tesorino?" mi chiese staccandosi da me, lo detestai per aver interrotto il bacio, ma lo amai per quella domanda "andiamo" fu la mia unica risposta. Non facemmo molta strada, il bar si trovava all'interno di una zona industriale, ci bastò girare un paio di angoli per trovare un posto tranquillo.
Riprendemmo subito da dove ci eravamo fermati, le mie mani si mossero sulla sua camicia, per slacciargli i bottoni, mentre la mia bocca non si staccava dalla sua, in un bacio che sembrava non finire. Mi staccai solamente per avventarmi sul suo petto e leccargli i capezzoli, li morsi e li succhiai, mentre le mia mani afferravano le sua gambe e le sollevano, permettendomi di infilarmici in mezzo (in tutto ciò ci siamo spostati sui sedili posteriori). Non una parola, solo i nostri gemiti e il frusciare dei vestiti. Ci togliamo entrambi la parte sotto e subito lui si china su di me per iniziare un bellissimo pompino, lo succhia lentamente ma con decisione, la sua mano mi accarezza l'asta mentre la sua bocca fa su e giù, lambendomi con il suo calore. La mia mano va automaticamente tra i suoi boccoli, che accarezzo dolcemente tra un gemito e l'altro. Lui mi guarda con i suoi occhi intensi e comincia a passare meticolosamente la lingua sulla cappella, un evidente provocazione al quale io rispondo con un sorriso ed una spinta del bacino più forte.
Dopo un pò decido che anche io volevo donargli un pò di piacere e sdraiandomi (sì, la sua macchina era grande ed entrambi noi eravamo/siamo piccoli di statura) lo feci girare in un bellissimo 69 che portammo avanti a lungo. Le sue gambe erano coperte di un folto pelo ma la zona intorno al sedere e al bacino era invece povera, se non priva, di peli. Trovai questo contrasto molto intrigante. Mentre lui si dedicava al mio pene io mi alternavo tra il suo e il suo buchetto. Entrambi rosa e molto piacevoli alla vista, l'odore personale del ragazzo mi mandava fuori di testa mentre lo succhiavo e i suoi gemiti mentre gli leccavo la rosellina erano musica per le mie orecchie. I vetri della macchina sono appannati e il caldo cominciava a diventare decisamente troppo ma non ci importava, non ci fermammo per nessun motivo.
Ad un certo punto lui si alzò e si sdraiò dalla parte opposta (era na macchina grande ed eravamo entrambi minuti), supino tenendo le gambe sollevate, mi guarda per un secondo con uno sguardo pieno di desiderio. "Prendimi baby" sono le sue parole ed io, come un automa, non posso resistervi. Mi posiziono sopra di lui e senza una parola entro dentro. Il suo buchino rosa cede facilmente alla pressione del mio palo scuro, permettendogli di trovare dimora.
Avete mai penetrato una persona e vi siete sentiti come se quello fosse esattamente il vostro posto nel mondo? Dentro quella persona in quel determinato istante? Non saprei descrivere tale sensazione in modo diverso. Mi godetti quell'attimo il più a lungo che fui in grado.
Cominciai a muovermi lentamente, i nostri umori avevano lubrificato tutto, non c'era attrito tra di noi, solo i nostri respiri che si incontravano a metà strada.
I miei movimenti si fecero più rapidi, ogni volta che il mio bacino incontrava il suo mi sembrava di avere un orgasmo, e quel movimento dava molto piacere a Edoardo, il quale si masturbava con vigore, guardandomi negli occhi. Molte volte mi abbassai su di lui per baciarlo e ogni volta sembrava più bella della precedente. Il suono di umido provocato dal nostro copulare è l'unico suono nella macchina, i nostri gemiti sono silenziosi e quieti, come a rispettare il silenzio che si è creato.
"Sei bellissimo" gli sussurrai "anche tu" fu la sua risposta. Andammo avanti così per un ora prima di venire. Fu uno di quegli orgasmi intensi, che ti prendono dalla punta dei piedi fino alla testa e ti fanno vibrare tutto il corpo, raramente mi ricapitò di sentirmi così bene con qualcuno in futuro. Rimanemmo abbracciati il più a lungo possibile, finche il freddo non ci costrinse a rivestirci. Cominciammo da lì a vederci con sempre più frequenza fino a quando non fu chiaro che volevamo stare insieme. La nostra relazione durò un anno prima che lui dovette partire per l'estero, era il lavoro dei suoi sogni ed io non lo avrei di certo fermato, ancora oggi penso a lui con affetto.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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