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Una vacanza a Creta


di vicnick01
23.06.2020    |    25.455    |    9 7.4
"Tornai al mio posto, all’ombra, e mi sedetti a leggere..."
Questa e’ una storia vera che mi perseguita nel ricordo da quasi un anno. Da quando con mia moglie abbiamo trascorso un breve periodo di vacanza a Creta. L’ho scritta i giorni stessi degli avvenimenti. Adesso, a distanza di tempo, mi sembra piu’ un sogno che un fatto realmente accaduto. Ogni volta che la rileggo e la rivivo mi eccita come la volta che l’ho vissuta. E’ per questa ragione che voglio condividerla con voi sperando che l’apprezziate. Aspetto curioso e palpitante i vostri commenti.

Questa e’ la prima parte ed il primo giorno.

Tre giorni fa c’eravamo recati a visitare il sito archeologico di Itanos. Percorrendo queste pietre una volta celebri, abbiamo intravvisto a poca distanza una spiaggia quasi deserta con alcune palme che sembravano offrire un riparo dal sole cocente. Inoltre, il mare che tutt’intorno all’isola era agitato dal Meltemi, qui era praticamente calmo.
Oggi, volendo fare un bagno in tranquillità’ e non sulle solite spiagge carnaio, siamo arrivati qui. Parcheggiata la vettura, fatto un breve tratto tra i ruderi, ci siamo trovati in questa spiaggia sabbiosa con conchiglie, rametti e pietre levigate ma pulita e, soprattutto, quasi deserta.
C’erano solo tre persone: uno seduto a fianco della palma dove ci siamo inizialmente riparati ed altri due oltre una piccola barca tirata in secco.
Depositate le nostre cose, indossammo i costumi da bagno. Io i soliti calzoncini; Federica un costume intero rosso che donava molto all’estetica ma era, per i miei gusti, troppo coprente.
Io mi sedetti all’ombra della palma mentre Federica si sdraio’ sulla sabbia a prendere il sole.
Dopo un po’ di tempo, per vincere la noia, mi incamminai sul bagnasciuga e, cosi’ facendo, passai davanti ai due vicino alla barca. Erano completamente nudi con i piselli in bella mostra. Proseguii e, tornando, passando vicino a loro li apostrofai con un “what a wonderful dick” al quale risposero con un sorriso.

Mi avvicinai a Federica e le dissi che nella spiaggia c’erano solo due nudisti e che, pertanto, poteva abbassarsi il costume senza paura di disturbare qualcuno.
Al che, prontamente, si abbasso’ le spalline ed arrotolo’ il costume fino in vita.
Rimase con le sue belle tette al vento a crogiolarsi al sole.

Tornai al mio posto, all’ombra, e mi sedetti a leggere.
Dopo poco, volgendo lo sguardo, vidi il terzo uomo che finora avevo ignorato che, seduto dietro di me, era nudo anch’esso e si stava massaggiando il pisello.
Rimasi un po’ a guardarlo colpito sia dal colore che dalle dimensioni.
Il colore era lo stesso del suo corpo, marrone scurissimo dovuto alla quotidiana abitudine di catturare ogni raggio di sole su tutto il corpo. Era la dimensione ad impressionarmi. Cosi’ a riposo avrà avuto una misura di 15 cm di lunghezza ed un diametro di oltre 5 cm. Lo guardai in faccia e gli sorrisi esprimendo ammirazione per quello che avevo visto. Lui con faccia contrita mi fece capire, a gesti, che era cosi’ ma si accontentava di guardare e non trombare. Poi, sempre silenziosamente, fece il gesto di abbassare il costume a Federica. Io risposi nello stesso modo che lei non voleva. Ma, continuando a tenere il suo pisello in mano, insisteva mimando il gesto di abbassarlo. Lo invitai ad aspettare. Mi avvicinai a Federica e, con la scusa di spargerle la crema, abbassai il costume fino all’attaccatura dei peli. Lo guardai ma continuava ad indicarmi di abbassare ancora il costume.
Allora allargai un poco le gambe di Federica e infilai il costume tra le sue labbra carnose.
Il costume, adesso, si perdeva tra le labbra che fuoriuscivano coperte da una leggera peluria. Mi rivolsi a lui chiedendo la sua approvazione. Era li’ che si stava massaggiando il pisello approvando quello che riusciva a vedere.
Mi alzai ed andai verso di lui. Passando, presi in mano il suo pacco e gli tastai le palle. Era ancora morbido anche se di una certa consistenza.

Tornammo al nostro posto lontano dagli eventuali sguardi di Federica. C’era dietro la palma un ulteriore spiazzo coperto da canne. Mi diressi li’ e feci cenno all’uomo di seguirmi. Venne vicino facendomi cenno che voleva ancora guardare. Io mi inginocchiai sulla sabbia, gli afferrai il pisello e gli leccai il glande. Poi apersi la bocca e me lo infilai dentro. Lui non si scosto’. Anzi, inarco’ la schiena per offrirlo meglio. Lo leccai un poco e me lo spinsi nuovamente in bocca.
Mi tolsi il costume e presi in mano il mio uccello. Ma, per quanto insistessi, non c’era verso di farlo indurire.
Mi inoltrai nel canneto e, voltandomi, feci cenno ad Igor (era cosi’ che si chiamava) di seguirmi. Un po’ dubbioso mi segui’ fino a quando fummo contornati dalle canne. Mi avvicinai e ripresi in mano il suo pene.

Lo accostai al mio ed incominciai piano piano a menarli insieme. Dopo poco il gioco non era piu’ divertente. Allora glielo scappellai e me lo rimisi in bocca insistendo a leccarlo ed a menarglielo. Lo attirai a me e gli passai una mano sul sedere. Cosi’ facendo mi infilavo il suo cazzo sempre piu’ in bocca. Ma, nonostante tutto non riuscivo a farlo venire. Speravo che, almeno, si inumidisse e secernesse qualche goccia ma niente. Era asciutto come una pietra. Mi sputai su una mano e me la passai sull’ano.

Mi inginocchiai per terra e mi girai offrendogli le terga. Con le mani mi allargavo le chiappe fornendogli una interessante visione del mio culo aperto.

“Vieni” gli dissi. Lo presi per mano e lo spostai dietro di me. Gli afferrai il cazzo e lo indirizzai verso il mio buco.

Ma oggi non era interessato a me. Era completamente preso dalle curve di mia moglie e su quelle se lo stava menando.

A cenni mi fece capire che sarebbe stato meglio che Federica, invece che in mezzo alla spiaggia, si fosse posta al riparo del vento dietro un basso muretto (da dove lui avrebbe potuto guardare senza essere visto da altri).
Avevo rinunciato ad averlo e quindi gli feci segno di aspettare, andai da Federica e, con la scusa di prendere il sole anche sulla schiena le proposi di spostarsi dove mi aveva detto l’uomo.
Accondiscese con piacere rilevando che, in quella posizione, c’era molto meno vento e si posiziono’ con la schiena al sole. Mi invito’ a darle la crema sul dorso cosa che mi accinsi a fare.
Colsi l’occasione per abbassarle ulteriormente il costume sulle gambe lasciando il sedere in piena vista. Massaggiando prima la schiena e poi le natiche, provvedevo ad aprirle il solco mettendo in mostra sia il buco del culo che l’apertura della fica.

L’uomo si era nel frattempo avvicinato e, sempre con il suo cazzo in mano, se lo massaggiava guardando nel frattempo lo spettacolo che si apriva ai suoi occhi.
Io continuavo a massaggiare ed aprire la fica e lui, sempre piu’ vicino si scappellava il glande facendosi una sega.

“Adesso basta” disse Federica ed entrambi ci allontanammo. Sempre guardando il culo che ci veniva offerto, mi avvicinai a lui e, presogli il cazzo in bocca continuai la sega che aveva incominciato.
Doveva avere una bella resistenza perche’ non riuscii a farlo venire. Era diventato abbastanza lungo e di una grossezza difficile per la mia bocca. Lo sollecitavo su e giu’ tenendolo in bocca ma non venne.

Fu lui adesso a prendermi per mano e ad inoltrarsi nel canneto. Girammo un po’ fino a trovarci vicinissimi alla postazione dove era Federica ma separati da un bordo di canne. C’era uno slargo e qui gia’ si trovavano quelli che avevo visto vicino alla barca. Adesso erano tre e, tutti nudi, si stavano massaggiando i rispettivi uccelli guardando il culo e la fica di Federica. Da qui potevo scorgerla stesa al sole ed anche lei, se avesse aperto gli occhi, avrebbe potuto intravvedere noi.

A gesti ed in assoluto silenzio mi invitarono ad inginocchiarmi in mezzo a loro. Poi, a turno, mi offrirono il loro uccello da assaggiare. Mi accinsi ad ingoiare tutti quei cazzi e, uno dopo l’altro, li leccai, mordicchiai e li portai ad una buona erezione. Stavo per succhiarli ancora un po’ per farli venire quando, sempre a cenni, mi invitarono a stendermi su una specie di rialzo di terra ricoperto da una stuoia. Mi stesi appoggiando il ventre sulla stuoia e lasciando il culo in buona vista.
Uno di loro mi aperse le gambe mettendo in evidenza il buco del culo mentre un altro appoggiava il suo cazzo al mio buco. Sentii spingere ed un palo di carne entrare nel mio retto. Incomincio’ un movimento alternativo di metti leva fino a quando mi sentii irrorare le viscere di un caldo nettare. Non potevo lasciarmi sfuggire un sospiro o un rantolo in quanto Federica era li’ a due passi ed avrebbe potuto sentirmi e realizzare che suo marito a pochi metri da lei si stava facendo ingravidare da piu’ uomini.

Compiuto il suo incarico si tolse dal mio culo e vidi che si avvicinava a Federica. Si posiziono’ al suo fianco e con il cazzo floscio incomincio’ a menarselo per farlo indurire. Se, da una parte, speravo che Federica si accorgesse di tale presenza e, aprendo gli occhi, vedesse il cazzo che la stava puntando, d’altra parte avevo la certezza che non avrebbe apprezzato la mia posizione a 90 gradi.
Non ebbi tempo di pensare queste cose che un altro cazzo si fece posto nel mio culo. Anche questo, dopo poco si scarico’ nel mio intestino e, estrattosi, ando’ a ricaricarsi osservando le natiche di Federica.
Passarono tutti tre dentro il mio culo e me lo riempirono del loro nettare. Alla fine, con il culo arrossato, un po’ dolorante e colante sborra ancora calda, mi alzai e mi diressi anche io verso Federica,

Non si era ancora accorta di nulla. Aveva tre uomini intorno che menavano altrettanti cazzi ancora bagnati del loro sperma e di un po’ del succo dei miei intestini. Mi avvicinai e le andai sopra appoggiandomi alla sua schiena. Iniziai a sfregare il cazzo sopra il suo culo. I tre si avvicinarono e, aumentarono la velocita’ della menata. Bastarono alcuni minuti che io venni tra le sue natiche. Quasi contemporaneamente anche i tre uomini eruttarono sul mio culo ed il loro nettare colo’ tra le mie natiche e, mischiato al mio, prosegui’ tra le chiappe di Federica giu’ tra le labbra della sua fica.
Restai ancora un poco appoggiato a lei. I tre, nel frattempo, si erano allontanati. Cosi’ quando mi alzai dal suo corpo, si rese conto solo che la avevo inondata di sperma.
“E dove l’hai presa tutta questa roba? Mi hai inondata. Adesso come faccio ? Devo andare fino al mare con questa roba che mi cola tra le gambe”.
“Non ti preoccupare – le dissi – ti pulisco io”
Mi inginocchiai tra le sue gambe ed incominciai a leccare la sua fica togliendo ed ingoiando una gran quantita’ di sperma.
“Adesso vado a lavarmi”. Si alzo’ e si diresse verso il mare.

Arrivata al bagnasciuga Federica mi chiamo’ e la seguii. Arrivato in acqua la abbracciai e lei ricambio’ il mio abbraccio. Non sembro’ notare che avevo il culo sporco di sborra. Ci lavammo l’un l’altro. Io passavo le mie mani tra le sue labbra piene di sborra e lei passo’ la mano sul mio culo anch’esso intriso. Sosto’ solo un po’ di piu’ in corrispondenza del buco che era particolarmente dilatato e da cui continuava ad uscire sborra ma non fece commenti. Torno’ ad asciugarsi sulla spiaggia.

Dopo poco decidemmo di andare ripromettendoci pero’ di tornare il giorno dopo.

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