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Prime Esperienze

la prima vota che Laura mi ha fatto cornuto


di amico_per_te
21.05.2024    |    152    |    0 8.0
"In un attimo il cappellone abbandonò l'ano e si infilò nuovamente nella fica..."
Da circa un anno mi vedo con Laura nettamente piu donna e decisamente piu seria di Silvia la tipa che ho scopato per due anni dopo la fine della storia con Chiara.
Laura ogni tanto esce a cena con i colleghi e una sera a letto mi sorprese dicendomi:
“Due sere fa, alla cena di lavoro con il direttivo, è successa una cosa... … non so come dirtelo, insomma, mi sono scopata due miei colleghi...”
Laura mi aveva appena confessato di aver scopato con due colleghi.
Siamo entrambi molto porci in fatto di sesso e, da poco, avevamo sesso a tre con la sua amica Elisa, devo dire un'esperienza fantastica che seguitò altre volte, ma fino a quel momento nessuno dei due aveva mai ammesso di aver cornificato l'altro in maniera così spudorata.
Ad ogni buon conto le sue parole mi provocarono dapprima stupore e successivamente un'erezione incontrollata. Avere Laura davanti che mi confessava una cosa del genere mi intrigava da morire.
Nella mia mente correvano degli insani interrogativi: .
“Sei arrabbiato perchè non ti ho coinvolto?” mi disse.
“Più che altro potevi dirmelo che ti sentivi attratta da due colleghi, mi hai fatto scopare con la tua amica Elisa, credi che non avrei capito le tue esigenze?”
“Si lo so, hai ragione, ma è successo tutto così all'improvviso...”
La mia eccitazione mi aveva scatenato una morbosa curiosità “Voglio sapere cosa è successo...”
Laura inizia il suo racconto:
“Sai, avrei tanto voluto che ci fossi anche tu, mi sono sentita e mi sento tuttora in colpa...! Eravamo a tavola, la cena era quasi finita, per tutta la sera al nostro tavolo non si è minimamente parlato di lavoro, al contrario gli argomenti erano frivoli e spesso anche ricchi di doppi sensi, quando ad un certo momento non so dirti ne come ne perchè ma sentii la mano di Fabrizio, il mio capo area, sulla mia coscia. In condizioni normali l'avrei mandato a fanculo nel giro di un secondo, anche perchè non è proprio questo fiore di bellezza, ma avevo bevuto molto ed il sentire quella mano calda sulla mia gamba mi ha provocato un fremito. Non dissi nulla. Poco dopo il maiale si fece un po' più audace, la sua mano era sempre lì nascosta dal tavolo e non visibile agli altri commensali, la spostò delicatamente verso l'interno coscia salendo verso l'inguine, ancora non dissi nulla, ma mi scappò un sospiro... ormai mi ero compromessa. Il punto è che mi piaceva e mi stavo eccitando. Decisi di varcare la soglia sfilandomi la scarpa ed iniziando ad accarezzargli il polpaccio con il piede. Lo vidi sussultare.”
I miei occhi erano sempre più accesi, il cazzo mi si stava gonfiando nella patta. Fissai Laura dicendole: “Continua ti prego.”
Lei continuò il suo racconto:
“A quel punto decisi di dargli un'occasione, mi alzai con la scusa di andare in giardino, dopo circa un minuto mi raggiunse in giardino, mentre lo vidi arrivare iniziai a fare quattro passi in direzione di un angolo un po' appartato e poco illuminato, in quel momento fuori non c'era nessuno, quale migliore occasione... Fabrizio si avvicinò alle mie spalle, mi strinse le braccia e mi sussurò:
- Mi hai fatto eccitare-
Nel frattempo i suoi tentacoli mi avevano già circondato in vita e tirato verso di lui, avvertì immediatamente la sua erezione, -e già- gli risposi fingendo disinteresse...
-Senti Laura, mi dispiace, credo che tu abbia frainteso prima a tavola, mi hai fatto piedino, e, pur apprezzando il tuo interessamento per me, sai che disapprovo le relazioni fra colleghi-
Decisi di essere schietta, del resto l'onestà paga sempre e, in genere, l'uomo di fronte all'oscenità perde qualsiasi tipo di controllo. Mi voltai, mi accostai al suo corpo, la sua eccitazione mi batteva sul monte di venere, lo guardai negli occhi e gli soffiai il fumo in faccia. Nessuno ci vedeva, mi avvicinai al suo orecchio e gli sussurai:
-Senti brutto stronzo, a me non piacciono quelli che gettano il sasso e nascondono la mano, io ho la fica fradicia, se tu non hai voglia di sbattermi a meno che non sono io ad implorarti, allora te la puoi anche scordare; un cazzo sono capace di trovarlo come e quando voglio, senza contare che a casa ho gia chi mi soddisfa alla grande. Adesso ho una voglia pazzesca, lui non c'è e mi dispiace molto, sono una troia lo so, ma non per questo striscio a mendicare l'uccello di uno sfigato come te. Anche perchè non mi sembra di sentire un grande attrezzo.-
Davanti a cotanta oscena schiettezza Fabrizio perse ogni controllo, mi staccò da lui, mi strinse il volto con una mano, mi fissò e di colpo mi cacciò la lingua in gola, con le mani iniziò ad entrare sotto la mia camicietta, mi slinguava la bocca, con una mano mi stringeva una tetta, mentre con l'altra aveva iniziato ad accarezzarmi con forza la fica da sopra i pantaloni. Gli dissi che non potevamo certo farlo lì, in mezzo al giardino...
-Il direttore del ristorante è un mio caro amico ed è anche una persona molto discreta, mi faccio dare una stanza da lui- Disse.
Mentre Fabrizio aveva preso in disparte il direttore e si faceva consegnare le chiavi della stanza vidi passare Andrea, un ragazzo assunto da poco, molto più giovane di me, ha infatti 20 anni, uno sguardo angelico e pulito, e molto molto timido. In ufficio, molti lo prendono in giro, è abbastanza normale dato che è appena arrivato, è timido e impacciato come tutti all'inizio di un'esperienza di lavoro. A me ha sempre fatto tenerezza, ma in quel momento non ero più io, ero pervasa dal demone del cazzo, lo guardavo e lo trovavo estremamente eccitante, lo chiamai e gli dissi di raggiungermi. Mi si avvicinò: - Laura, dimmi...-
-Senti Andrea, hai da fare adesso?-
-No, veramente mi ero alzato per prendere il cappotto ed andare verso casa-
I miei freni erano completamente spariti: -Vedi, io ho deciso che ora salgo in camera con Fabrizio e mi faccio scopare da lui, vuoi venire anche tu?-
Andrea rimase inerme, sconvolto dalla mia oscenità, ma non gli diedi il tempo di reagire, lo presi per mano, gli chiusi la mandibola rimasta stupevolmente aperta e lo trascinai via con me. Nessuno ci aveva visto. Ottimo. Fabrizio arrivò con la chiave della stanza, vide Andrea, mi fissò e prima che potesse parlare gli dissi: - stasera di cazzi ne prendo due-
Entrati in camera Fabrizio diventò un bufalo. Si spogliò in men che non si dica, lanciò i vestiti sul pavimento, io ero seduta all'angolo del letto, aspettavo che mi portasse il suo cazzo nella bocca. Nel frattempo mi ero tolta la camicietta, ero rimasta in reggiseno con i miei pantaloni attillati e l'immancabile e sensualissimo tacco 12. Ora il cazzo di Fabrizio mi svettava davanti, non era molto lungo ma aveva un bel diametro ed aveva una cappella enorme. Inizai a succhiarlo con avidità, mentre lo prendevo in bocca gli stringevo le chiappe e le sue mani avevano iniziato a spingermi la testa sul cazzo. Succhiavo come una posseduta ed abbondanti rivoli di saliva colavano giù dalla mia bocca e dal cazzo di Fabrizio. Nel frattempo Andrea ci fissava e sembrava inebetito. Per un attimo mi voltai verso di lui:
-Andrea guarda che se volevo un guardone chiamavo un vecchietto pervertito. Datti da fare.-
Il ragazzo si diresse verso di noi, si portò alle spalle di Fabrizio, si chinò a terra ed iniziò a leccarmi il collo del piede. Poi mi tolse la scarpa ed iniziò a succhiarmi l'alluce. Quella cosa mi fece andare al settimo cielo. Sentivo quell'enorme cappella riempirmi la bocca e pulsare sul mio palato e quella dolce linguetta massaggiare i miei pedini.
Dopo qualche minuto, vuoi per il cazzo di Beppe, vuoi per la lingua di Andrea sui miei piedi, vuoi per i vapori dell'alcool, mi sentivo una troia inaudita, pensavo a te e pensavo a quando te lo avrei raccontato.
Mi spogliai completamente, mi stesi nel letto, allargai le gambe e aprii la bocca, non ci fu bisogno di aggiungere altro. Fabrizio mi fiondò il suo cappellone fra i denti e l'obbediente Andrea prese a lavorarmi la fica con la lingua. Quel ragazzo con la lingua era davvero unn fenomeno. Io dal canto mio ero completamente fradicia, la lingua di Andrea mi stava facendo impazzire, mentre succhiavo Fabrizio ogni tanto chinavo la testa e vedevo la mandibola di Andrea completamente sudicia degli umori della mia figa, il ragazzo adesso si era concentrato sul clitoride, io avevo iniziato a gemere come una puttanella diciottenne, tenevo sempre in mano il sontuoso cappellone di Fabrizio che nel frattempo strizzava le mie piccole tette. Andrea, oltre a giocare in maniera superba con il mio clitoride mi aveva anche infilato un dito nel culo, ero completamente in balia di quei due porci e dopo due forti sussulti, quelle continue stimolazioni al clitoride mi fecero raggiungere un orgasmo colossale. Urlai tutto il mio piacere, ma il dito e la lingua di Andrea non si fermavano e quel enorme piacere presto si trasformò in nuovo desiderio, ma a quel punto una lingua ed un dito non sarebbero più bastati.
Scansai Andrea dalla mia fica e gli feci cenno di spogliarsi, visto che ancora non lo aveva fatto, preso com'era dal fare il mio schiavo linguista. Nel frattempo Fabrizio si era steso sul letto in attesa che io gli salissi sopra per cavalcarlo come una troia selvaggia. Non appena appoggiai la sua enorme cappella sulle labbra della mia fica sentii un brivido che mi pervase, ma ero talmente bagnata che quel birillone entrò senza alcuna difficoltà, il suo diametro mi riempiva la fica, mi piaceva, mi sentivo completamente piena di cazzo. Estasiata dalla penetrazione rimasi folgorata poi dall'uccello di Andrea.
Andrea era davvero bello, giovanissimo, atletico, depilato, e con un cazzo che francamente finora non mi era mai capitato di vedere tanto era lungo e grosso. Glielo presi in bocca ed iniziai a succhiarlo voracemente, che splendida sensazione... due cazzi.
Pensavo a te e a quando te lo avrei raccontato, sentivo il cazzo di Fabrizio sbattermi la fica e pensavo a te, sapevo che ti saresti eccitato come un porco, come adesso. Perchè tu non sei geloso, ti dispiace soltanto non essere stato lì, a vederrmi piena di cazzo e godere come una vacca. Ti dispiace non esserti aggiunto anche tu con il tuo uccello a riempirmi nel frattempo che mi godevo due uccelloni...
Continuavo a muovermi impalata dall'uccello di Fabrizio mentre segando Andrea gli stavo leccando i coglioni. Poi mi alzai, mi misi alla pecora invitando il mio giovane schiavetto ad entrare con il suo missile nella mia fica. Andrea non se lo fece dire due volte, entrò con un colpo secco, sentivo il suo cazzo arrivare fino all'utero, mi scopava da dietro con forza, mi strizzava le tette mentre io avevo ripreso a riempirmi la bocca con Fabrizio. Ero piena di cazzo, per un momento ho pensato che se ne avessi avuto un terzo me lo sarei sicuramente infilato anche nel culo.
Mentre Andrea continuava a stantuffarmi la fica con veemenza tirandomi per i fianchi vidi Fabrizio completamente travolto dalla libido, non ce la faceva più, il cazzo gli scoppiava
-sto per venire- mi disse; io allora inizia a ciucciarglielo sempre più forte, volevo la sua sborra nella mia bocca, lui sul momento si fermò e poi finalmente quella grossa cappella fece partire un enorme schizzo che mi riempì la bocca, dovetti ingoiare immediatamente altrimenti rischiavo di soffocare, feci appena in tempo a deglutire che altri schizzi invasero la mia lingua ed il mio palato, aveva un buon sapore, mentre mi riempiva la bocca del suo succo alzai gli occhi e lo osservai, vedevo tutto il suo godimento, poi, una volta finito di schizzare, aprii la bocca, gli feci vedere tutto il suo operato e lentamente glielo feci scivolare sul cazzo continuando a giocare con la mia lingua sul suo prepuzio e facendolo sussultare.
Quella sborrata mi aveva provocato un'eccitazione pazzesca, sentivo il sapore dello sperma di Fabrizio nella mia bocca mentre il cazzone di Andrea continuava a spaccarmi la fica.
Andrea si stava dimostrando un vero stallone mi stantuffava con vigore senza mostrare il minimo cedimento all'eccitazione, per essere così giovane era davvero in gamba. Tirò fuori la sua mazza dalla mia fregna completamente fradicia e si stese nel letto. Montai a cavalcioni sopra di lui e mi spinsi il suo attrezzo nella figa, cominciai a cavalcarlo con una passione sfrenata, salivo e scendevo su quello splendido palo di carne, mi sentivo completamente zoccola e completamente invasa dal piacere, mentre continuavo a cavalcare quel cazzo iniziai a piegarmi ed a sdrusciarmi il clitoride sul ventre di quello splendido ragazzino, volevo venire, morivo dalla voglia; Fabrizio nel frattempo si era già rinvigorito, si portò alle mie spalle ed iniziò segarsi con una mano mentre con l'altra mi infilava un dito nel culo. In quel momento capii che quella serata sarebbe stata orgasmicamente fantastica, quei due maiali mi stavano facendo di tutto.
Andrea sotto di me mi stava scopando, io sopra di lui col suo cazzo dentro continuavo a strusciarmi il clitoride su di lui mentre tra uno sputo e l'altro di Fabrizio sul mio buco del culo le sue dita erano diventate due.
Il mio buchetto era bello che pronto.
Ma poi, così, come una folgorazione avvertì un fortissimo spasmo partire da non so dove del mio corpo e cospargersi dapprima sulle mie cosce e poi pervadermi tutta. Raggiunsi un orgasmo che mai avevo provato prima, dovetti assolutamente togliermi il cazzo di Andrea, emisi a squarciagola tre o quattro grida molto acute. La mia fica si infradiciò completamente ed un violento schizzo bagnò completamente i coglioni e l'uccello di andrea. Fu una cosa spettacolare.
Mi abbandonai per un attimo su quel giovane corpo mi sentivo sconquassata. Avevo ancora però quei due animali da soddisfare anche se in quel momento l'estasi mi aveva completamente estraniato.
Dopo un minuto di bacetti e carezze di Andrea quest'ultimo quasi a tradimento mi penetrò nuovamente con veemenza, la mia fica era mille volte più ricettiva e sensibile del normale e sul momento ebbi quasi una repulsione, un rifiuto verso quel cazzo, cominciai a dimenarmi lasciando intendere di non gradire, avevo bisogno di ancora qualche attimo di distensione, ma Andrea non volle saperne, quel piccolo timido bastardello mi strinse i fianchi e con una pressione della mano sulla mia schiena mi tenne ferma su di lui e cominciò a stantuffare con una velocità inaudita.
Iniziai ad urlare dapprima con disappunto ed un po' di dolore, ma secondo dopo secondo quel rifiuto si trasformava in desiderio e in passione sfrenata. Quando Andrea notò Fabrizio pronto per incularmi, rallentò la sua scopata e gli permise di appoggiare la sua enorme cappella sopra il mio buchetto. Fabrizio inizio a spingere piano ma in maniera decisa, non capivo più nulla, sentivo la figa piena del cazzo di Andrea e adesso quella sensazione che si prova mentre un cazzo ti sfonda dietro, sentivo il culo cedere lentamente e quella grossa cappella farsi strada piano piano, poi tutto ad un tratto il colpo finale, il fungo era dentro, l'ano si era nuovamente contratto e lo stringeva dentro di sé.
Fabrizio rimase fermo per qualche secondo, mi sentivo impalata dietro, l'uccello in fica riprese a muoversi delicatamente, poi sempre più forte, anche Fabrizio aveva iniziato a spingere, era davvero una sensazione pazzesca, mi sentivo come mai prima, ne volevo sempre di più e mi immaginavo con due cazzi fra le mani ed un altro nella bocca.
L'unica cosa a cui riuscivo a pensare era al mio piacere ed al cazzo.
Cazzo cazzo cazzo.
Ancora qualche istante ed anche il giovane Andrea dovette arrendersi, il suo respiro si fece sempre più insistente fino a quando mi inondò la fregna di sborra. Io ero talmente eccitata e bagnata che quasi non mi accorsi dei suoi schizzi dentro di me, quando si sfilò dalla mia fica rimasi con il cazzo di Fabrizio nel culo e la sborra di Andrea che iniziava a colarmi dalla fica. Fabrizio ormai ci aveva preso gusto ed ora che Andrea non mi spaccava più, prese a spingere sempre più forte. Io nel frattempo continuavo ad ansimare e godere come una troia, mentre Fabrizio mi inculava volevo ciucciare il cazzo di Andrea completamente unto e viscido del suo sperma e di tutti i miei umori. Il suo sapore era eccitantissimo, quei sapori forti che risvegliano tutti i sensi del tuo io. Ed intanto l'altro ci dava nel culo. In un attimo il cappellone abbandonò l'ano e si infilò nuovamente nella fica.
-Ancora, ancora ancora, scopami forte Fabrizio non fermarti, voglio godere ancora- Dissi.
In un attimo mi sentii sollevare, Fabrizio ora mi scopava in piedi e mi teneva in sospensione impalata di schiena sul suo cazzo. Andrea ci stava davanti ed aveva cominciato a massaggiarsi nuovamente il cazzo ed i coglioni, stava cercando di riportare in forma in suo arnese, ma io a quel punto ero si una vacca da monta ma non credo che sarei riuscita a sopportare una nuova ripresa con quel toro giovane e bello.
Chiesi così a Fabrizio di spingere ancora più forte, egli si sedette con me sempre impalata di schiena ed io presi a massaggiarmi violentemente il clito mentre il cazzo di Fabrizio continuava imperterrito a sconquassarmi la fica. Dopo pochi secondi raggiunsi un altro violento orgasmo che mi fece delirare, Fabrizio non si curò minimamente del mio stato e continuò imperterrito nella sua azione facendomi schizzare ovunque. Dopo qualche altro colpo mi alzai da quella poderosa cappella ed inziai a succhiarla assieme a tutti i miei umori, ero appena venuta violentemente ma ancora non riuscivo a staccarmi da tutta quella carnalità, decisi di far venire Fabrizio con la bocca, avevo la fica ed il culo esausti, mentre segavo e succhiavo il mio capo gli infilai anche un dito nel culo, dapprima trovai un po' di resistenza, ma le mie dita piccole ed affusolate non ci misero molto a farsi strada ed iniziai così a stimolare il mio porco anche dal suo buchetto, lo ciucciavo, lo inculavo col dito e lo osservavo negli occhi, ormai non ce la faceva più, tutto ad un tratto emise un gemito e si abbandonò ad una seconda colossale sborrata che mi inondò il voltò.
Ero completamente grondante di sperma.
Mi avvicinai a lui ed iniziai a slinguazzarlo in bocca rendendolo partecipe del suo sapore.
Poi ci abbandonammo esausti sul letto.
Tutti e tre nudi, sudati e completamente bagnati di liquidi e umori dei nostri sessi. E' stata un'esperienza fantastica. Non mi sono mai sentita così eccitata e così troia al tempo stesso. Voglio assolutamente rifarlo e voglio che ci sia anche tu. Muoio dalla voglia di prendere il tuo cazzo e quello di un altro insieme. Voglio fare la tua troia, voglio che tu mi guardi mentre godo con due cazzi. É tutto il giorno che ci penso e mi sono già masturbata due volte”.
Io, dal canto mio, non potevo certo sentirmi tradito o mostrarmi geloso, avevamo già fatto sesso a tre più volte con la sua amica Elisa, pertanto il sesso di gruppo stava entrando a far parte della nostra vita in maniera sempre più prepotente.
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