Lui & Lei
Eros e thanatos - 3


14.08.2024 |
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"Riprese in bocca il mio glande e lo pulì..."
“Mi offro come ripetizioni pomeridiane, aiuto compiti per tutte le materie fino alla classe 2° superiore”Questo era l’annuncio di lavoro che avevo inserito su un sito internet per arrotondare durante il periodo di studio universitario.
Ricevetti svariate risposte, fra queste ci fu quella di Silvana, mamma di due ragazzi che necessitavano aiuto compiti nel pomeriggio.
Dalla foto che riportava su Whatsapp ero rimasto piacevolmente sorpreso perché si trattava di una donna giovane, bionda, con un bel viso piacente.
Ci accordammo telefonicamente per un primo incontro conoscitivo per conoscerci e per capire se io fossi compatibile con il carattere dei ragazzi.
Andai a casa sua per fare le dovute conoscenze.
Citofonai al portone e successivamente mi aprì Silvana.
Era una donna alta circa 1,80m, bionda con le labbra e il naso rifatti, 4° di seno; lato B sodo e molto allenato.
Le labbra erano molto sensuali e carnose, erano ricoperte da un lucida labbra .
Silvana dava l’idea di essere una donna che ci tenesse molto alla linea, che si teneva in allenamento, si vedeva lontano un miglio che era una donna giovane, aveva infatti 35 anni.
Conobbi i figli, successivamente dopo che i figli andarono a giocare in soggiorno Silvana mi offrì un caffè.
Chiacchierammo parecchio in maniera molto amichevole, si instaurò subito un buon feeling fra noi, fra una chiacchera e un’altra scoprimmo che eravamo stati studenti dello stesso liceo scientifico del centro storico della città.
Cominciammo a parlare dei professori che avevamo in comune, mi misi a imitare alcuni professori e Silvana si divertì molto.
Durante la nostra conversazione le era anche scappato qualche complimento del tipo
“Ci sai proprio fare con i ragazzi, l’ho subito capito da come ti sei posto con loro e poi hai anche la fortuna di essere un bel ragazzo”
Io a frasi del genere annuivo in maniera modesta e rispondevo semplicemente dicendo “ Cerco di fare il mio…”
Finito il caffè, fissammo il primo appuntamento, la ringraziai e la salutai.
Lunedì e venerdì erano i nostri appuntamenti settimanali.
L’ultimo venerdì di ogni mese la lezione terminava prima perché i ragazzi andavano a stare con i nonni, quella lezione coincideva con il saldo della mensilità.
Silvana era una donna molto gentile e ogni ultimo venerdì del mese, mi offriva il caffè e scambiava volentieri quattro chiacchere.
Nel corso dei mesi successivi il nostro feeling era cresciuto, tanto che quando ci sentivamo per fissare delle lezioni extra o aggiornarci sui compiti, spesso parlavamo anche di argomenti più rilassati tanto per farci due risate insieme.
Silvana era una donna che a livello fisico mi ispirava moltissimo.
Ogni volta che la guardavo non riuscivo a non fantasticare su di lei, me la immaginavo nuda con il suo fisico atletico, con il suo sedere estremamente sodo che camminava per casa sua.
L’ultimo venerdì del mese di Dicembre, oltre a essere l’ultima lezione del mese, era anche l’ultima lezione che avrei fatto con i ragazzi perché erano riusciti ad apprendere il metodo di studio, quindi avevo consigliato di provare a farli andare avanti da soli per vedere come se la sarebbero cavata.
Finita la lezione, arrivarono i nonni portarono via i ragazzi e rimanemmo da soli io e Silvana.
Nulla di diverso rispetto alla norma se non fosse che quello sarebbe stato l’ultimo caffè che avrei preso con Silvana.
Silvana mise a bollire il caffè, mi ringraziò per tutto quello che ero riuscito a fare con i figli in soli tre mesi di ripetizioni.
Io ero contento e soddisfatto ma comunque le ribadivo che i risultati erano avvenuti grazie alla forza di volontà dei ragazzi, quindi il mio merito era parziale.
Finito il nostro caffè, come era solita fare, salì di sopra nella sua camera da letto per saldarmi la mensilità.
Molto probabilmente teneva i contanti all’interno di un cassetto della sua camera matrimoniale, quindi ogni volta andava a prenderli per darmi la mensilità sempre giusta, senza che necessitasse di resto.
Quel venerdì però mi chiamò dalle scale, mi disse che avrebbe avuto bisogno di 20€ di resto.
Presi il borsello e salii le scale.
Entrai nella camera da letto.
Vi era un letto matrimoniale al centro della stanza, due poltroncine ai lati del letto e un comò grande appoggiato al muro di fronte al letto.
Silvana stava in piedi di fronte al comò.
Appena entrai in stanza mi appoggiai su una delle due poltroncine per prendere il portafoglio dal borsello.
Sentì una mano che mi spinse e mi sedette di forza sulla poltroncina.
Mi trovai seduto con di fronte Silvana che si stava inginocchiando davanti a me.
“E’ da Settembre che vorrei farlo, ma non ne ho mai avuto il coraggio. Mi guardi in un modo che mi fa impazzire, ogni volta che guardo i tuoi profondi occhi marroni mi fai bagnare e fantasticare su di te. E ora che faccia diventare le mie fantasie realtà”.
Cercai di proliferare parola ma Silvana alzò il suo indice, lo appoggiò sulle mie labbra e disse “D’ora in poi smetti di fare il professorino e fai fare tutto a me”.
Mi allentò la cintura e sbottonò i pantaloni.
Delicatamente mi tolse i pantaloni e i boxer.
Iniziò baciando il mio membro con delicatezza, contemporaneamente massaggiava il mio scroto provocandomi un solleticante piacere.
Più baciava il mio membro, più esso si irrigidiva per farsi ulteriormente baciare.
Il mio fallo continuava a indurirsi, Silvana baciava l’asta, il glande e saltuariamente andava a prendere uno dei testicoli in bocca per poi lasciarlo per andare a prendere l’altro.
“Vedo che cominci a essere pronto” disse dopo che la mia cappella si era completamente riempita di sangue ed era per essere gustata.
Lasciò colare della saliva sul glande, la distribuì per tutta la sua area e cominciò a masturbarmi con le sue calde mani, nel mentre l’altra mano massaggiava il mio scroto delicatamente.
Sputò una seconda volta sul mio sesso e distribuì la saliva su tutta l’asta.
Il mio cazzo era pronto per essere risucchiato dalle sue vogliose e carnose labbra.
Aprì la bocca e cominciò a praticarmi una fellatio; gustava il mio cazzo come fosse un pasto, agiva con delicatezza, si vedeva che voleva godersi quel momento fino in fondo.
Cominciò a spingersi il membro fino in gola, lo spingeva talmente tanto in gola da arrivare ad avere qualche innocuo conato.
A un certo punto cominciò a diventare più virulenta, cominciò a masturbarmi con forza e a leccare tutto il perimetro della mia asta con la sua splendida lingua.
Leccava il mio scroto, lo prendeva tutto in bocca e lo risputava.
Silvana era un fiume in piena, era completamente assetata di piacere per cercare di soddisfare quell’enorme cazzo davanti ai suoi occhi.
“Hai un cazzo che è veramente grosso, non è lunghissimo, ma quando lo prendo in bocca sono al settimo cielo, è proprio gigantesco”
Questo tipo di complimenti, rendevano il tutto ancora più eccitante ed estremamente piccante.
Sputò di nuovo ripetute volte sulla mia cappella, riprese nuovamente a succhiarmi il cazzo con foga; adesso però mentre mangiava il mio membro massaggiava entrambi i miei testicoli con le sue mani.
Le sensazioni che provavo erano inverosimili, sentivo il calore della sua bocca fino alla fine della mia asta allo stesso tempo percepivo un piacere continuo proveniente dai suoi massaggi scrotali.
Più mangiava il mio cazzo, più esso diventava duro, stava per esplodermi la cappella da quanto sangue stavo pompando.
Tolse il cazzo dalla sua bocca e cominciò a segarmi con violenza.
“Silvana continua così, continua così che mi fa venire” le dissi chiudendo gli occhi, ormai completamente in estasi.
Continuò a masturbarmi fino all’eiaculazione.
Aprii gli occhi e mi trovai Silvana completamente cosparsa di sperma, faccia, labbra guance e capelli erano stati inondati dal mio seme.
Riprese in bocca il mio glande e lo pulì.
Si riprese con le dita tutto lo sperma dalla faccia lo accompagnò alle sue labbra, lo mangiò e successivamente si leccò le dita.
“Era una vita che volevo farti un pompino ma non avevo mai avuto il coraggio di chiamarti di sopra, oggi che è l’ultima volta che ti vedo non voglio rimanere col rimpianto”
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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