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trio

Il vestito nero


di cedere
25.02.2025    |    1.017    |    1 8.3
"Rapidamente Paolo si sfila fuori il preservativo, le abbassa per rimetterle il vestito in ordine e lei immobile, rimane come era prima, appoggiata al muro..."
Torno a casa come sempre, lei è distesa sul letto e la saluto. Quando mi guarda le si illuminano sempre gli occhi, ma oggi lo sguardo era più luminoso del solito perché aveva immediatamente visto che in mano avevo un regalo per lei.
Fatica a nascondere la contentezza ma non può avere la minima idea del piano perverso dietro quel regalo.
SI alza di scatto e mi viene incontro, non vede l'ora di scartarlo avidamente.
Lo apre ed esclama, ma che bello.
Me lo devo mettere adesso? Mi chiede con il sorriso, si spogliati completamente nuda e indossalo. Lei esegue senza fare storie, si toglie tutto, ma proprio tutto e se lo infila.
Un classico abito da donna, pezzo unico che copre dalle spalle fino alle gambe. Non troppo corto, ma nemmeno troppo lungo. Si ferma sopra le ginocchia. Copre leggermente le spalle.
Tutto nero, scuro che non lascia emergere il colore della pelle. Le uniche cose che si vedono nettamente sono le forme, aderente, è di fatto nuda ma vestita, si vede tutto il seno, i capezzoli e qualsiasi forma fino al culo.
Bella esclamo. Dentro la mia mente compare già l'immagine di quello che voglio fare.
Come si può resistere all'idea di farla vedere ad un altro uomo? Il potere che esercita è tremendo, qualsiasi uomo avesse la fortuna di guardarla in quel momento avrebbe avuto una terribile erezione.
Io ci godo, solo uno stupido si farebbe dei problemi per questo, il bello della vita che scorre in modo incontrollabile e irrefrenabile.
Ci vuole poco a capire cosa potrebbe succedere, due uomini in una stanza e una figa esposta, tempo di pochi minuti e i lupi si sbraneranno la preda.
Come si fa a non essere curiosi? Sedersi da una parte e guardare la propria donna che genera un'attrazione magnetica in un altro uomo, lui cosa farà? Dove guarderà? Dove toccherà? Lei come reagirà?
Non so se capita anche ad altri ma nella mia mente, contro ogni mia volontà conscia, già compare l'immagine del desiderio perverso.
Quale? Lo scoprirete presto come ben presto lo scoprirà anche lei.
Ti piace? Mi chiede lei, io rispondo si ora puoi toglierlo. Lei mi risponde in modo sorpreso "ma come?" probabilmente già si immaginava di inaugurarlo con una scopata.
"Non è il momento di indossarlo, ti dirò io quando", lei tutta stranita acconsente e la giornata va avanti come se questo regalo non fosse mai accaduto.
Passano i giorni, il momento giusto non è ancora arrivato e quindi io faccio finta di nulla.
Poi arriva un sabato, il sabato sera il momento da lei tanto agognato, ci stiamo per preparare ad uscire e io le dico "è ora del vestito nero" e lei sgrana gli occhi e poco dopo mi risponde "ma scusami vuoi che esca così? No è troppo".
Mi immaginavo questa risposta e scendiamo ad un compromesso "va bene puoi metterti il reggiseno, ma uno che poi potrai toglierti facilmente senza che debba toglierti il vestito".
Sembra che le vada bene, si prepara e lo indossa. Io rosico perché le tette in bella vista la fanno apparire proprio una troia, una preda da assaporare ma va bene uguale.
Arriviamo al ristorante, lei si siede e cominciamo la nostra bella serata.
Dopo il primo sorso di vino inizio e le dico "ti ricordo l'altra sera quando mi avevi raccontato della tua fantasia di un uomo multiorgasmico?" lei si azzittisce e poco dopo mi risponde "si, perché?".
"Fra un po' verrà un uomo qui a trovarci al ristorante, l'ho invitato io, non è stato facile trovarlo ma alla fine sembrava fare al caso nostro."
"Cioè?" risponde lei.
"Non serve parlare" rispondo io, "godiamoci la serata, divertiti, se ad un certo punto noti che ti piace semplicemente togliti il reggiseno, lui capirà e io capirò".
Sapevo che l'avrei mandata in ansia, ma era quello che volevo, un'ora in cui sarebbe stata preda dei pensieri, un mix di eccitazione e paura, quel brivido che ti fa sentire vivo.
Io sapevo di andare a colpo sicuro, d'altronde conosco i suoi gusti e l'ho selezionato abbastanza bene.
L'ora passa in fretta e io mi sono divertito molto a vederla turbata, quel turbamento eccitante.
Eccolo che arriva, "piacere Paolo", ci alziamo e ci salutiamo e noto subito come Paolo lancia la classica occhiata da "che figa, me la voglio scopare" ma era banale, mentre è sempre più complicato decifrare le reazioni di una donna.
Cominciamo a parlare, prendiamo altro vino, serve per disinibirci e disinibirla.
Paolo sembra saperci fare, prende la parola ed inizia un piacevole scambio di battute.
Tutti sappiamo, lui sa e lei sa, ma le cose devono succedere in modo spontaneo altrimenti non c'è gusto.
Finito anche il secondo giro di calici noto un ambiente più carico, positivamente, tutto sembra procedere molto positivamente e prendiamo un altro calice di vino.
Lei è una ragazza semplice, superato lo scoglio estetico basta saperci fare, stare al gioco, ognuno di noi cerca di stare bene e Paolo la stava facendo sentire bene.
Mentre iniziamo a sorseggiarlo ad un certo punto vedo la scena che desideravo da tanto tempo, lei infila le mani sotto il vestito, si guarda intorno per capire il momento giusto e si slaccia il reggiseno che con un abile gesto si sfila fuori l'abito.
Il seno, prima costretto e nascosto ora cade leggermente nelle sue forme, esce fuori e con esso i capezzoli turgidi.
Paolo si ammutolisce, lui non sapeva nulla di quel nostro accordo interno, ma solo un cretino non avrebbe capito.
Dopo lo spiazzo iniziale Paolo ci sorprende e afferma "ora mi hai fatto arrapare, come faccio?", lei ormai disinibita afferma "è molto semplice fammelo accarezza". Fa finta di sistemarsi un attimo le scarpe e da sotto il tavolo, con una mossa felina, si avvicina con un mano sull'erezione di Paolo.
Una piccola carezza, nulla di che, ma che le da la conferma decisiva.
Si rialza, incurante di essere esposta al ristorante intero, quello che nel pomeriggio era una problema ora non è lo più. Forte dell'alcohol e dell'eccitazione si guarda, fa un sorriso, si rimette la giacca e si incammina verso l'uscita del locale.
Questo locale l'ho scelto appositamente, a pochi minuti c'è uno spiazzo abbastanza illuminato ma totalmente isolato, non ci puoi arrivare per caso, è fuori dal paese.
Lei lo sa, forse aveva capito che l'avevo portata lì perché in quel posto c'avevamo già scopato.
Ci alziamo io e Paolo, vado a pagare e usciamo fuori. La inseguiamo, Paolo con una visibile erezione e anche io, ma la sua è più difficilmente nascondibile, "purtroppo" la mia lei ha un debole per i dotati.

Nella mia mente sta già avvenendo tutto, mancano i dettagli che conoscerò a breve.
Arriviamo nello spiazzo, brivido, come avverrà? Ecco la risposta, si guardano intensamente per un breve lasso di tempo, poi lei mi guarda in cerca del mio sguardo. Vede che non dico nulla e allora si avvicina a Paolo, fermandosi ad un passo da lui.
Lui capisce, ma non ha più energie mentali per ragionare, ormai il lupo ha fame, il lupo è pronto.
Con uno scatto va in avanti e la afferra.
"Cazzo" esclamo, c'è sempre la fitta nel vedere qualcosa di proprio preso da un'altra persona, non ci si può fare niente, è incontrollabile.
La prende e le infila la lingua in bocca, iniziano a baciarsi e c'è un aggroviglio di mani che vanno ovunque. Lei in cerca di quell'erezione che poco prima l'aveva eccitata e lui che prende possesso di ogni centimetro del suo corpo.

Io mi allontano un po', lascio un po' di spazio e cerco di godermi la scena.

Li guardo e mi godo la situazione, milioni di pensieri vanno avanti contemporaneamente e sarebbe impossibile descriverli, solo chi l'ha vissuto capisce, chi no non può capirlo.

Il tempo vola e non so più quanto tempo passa ma ad un certo punto vedo lei che si cerca di sfilare il vestito ma Paolo la ferma, la ferma perché sa.
Lei lo guarda e non capisce ma tanto non deve capire, lui si abbassa la zip e si tira fuori il cazzo. Lei ipnotizzata si abbassa immediatamente e se lo infila in bocca.
Paolo le afferra la testa e inizia a scoparsela, ha avuto precise istruzioni da me, la prima istruzione è questa "non farle fare nulla, scopatela in ogni modo possibile".
Ecco che comincia "si è preso la sua bocca" la mia mente narrante inizia a descrivere ciò che vede mentre sente il cazzo che mi esplode nei pantaloni.

Lei non è abituata ad un uomo multiorgasmico, nemmeno io, quindi non so bene cosa aspettarmi. Passano pochi minuti, lei con le lacrime che le scendono dal volto e lui che tira fuori il suo cazzo.
Lo allontana a 30 centimetri dal suo volto, lei fa per alzarsi ma lui la blocca "ferma", lei allora cerca di prendere il cazzo con le mani e lui la riblocca.
Ed ecco che inizia ad uscire il seme in modo copioso dal suo cazzo, pulsando senza essere toccato, senza che lui si tocchi, lei ipnotizzata che lo fissa con lo sguardo di chi vede un'opera d'arte e tutto quel seme che finisce sul suo vestito nero.
Eccolo, ci siamo, lei realizza, da uno sguardo veloce su di sé e vede quel bianco acceso risaltare, un'abbondanza che lei stessa ha contribuito ad estrarre.
Poi mi guarda e fa quel sorriso da troia che conosco molto bene.
Io da fuori vedo un'opera d'arte, la mia donna con quel vestito, tutta sborrata, la vedo in estasi, le ho dato quello che voleva, ma è stato ancora più bello vedere la sua faccia quando lui ha preso dal portafoglio un preservativo e se l'è infilato.
Lei attonita si alza, non capisce, lui se lo infila e la riprende con forza, la gira, la appoggia al muro e le alza il vestito.
Inizia a leccarle la figa da dietro per assicurarsi che sia pronta, la prepara per bene mentre io mi godo ancora la scena da fuori, la vedo gemere, la sento gemere, la vedo anche venire e vedo il cazzo di Paolo pulsare, pronto per usarlo nuovamente.
Appena Paolo la sente venire si ferma, si rialza e sempre nella stessa posizione se la prende.
Prima la bocca ora anche la figa, ma era inevitabile "che ti aspettavi?" mi dicevo, chiunque se la sarebbe mangiata era solo questione di tempo.
Lo infila, è così bagnata che un cazzo così grosso è entrato abbastanza facilmente. Mi concentro sulla sua faccia, volevo vederla mentre le entrava il cazzo dentro, che poesia vedere come le si è modificato il volto, come se fosse entrato qualcosa di "troppo" per essere sopportato ma che dovrà essere sopportato lo stesso nel suo eccesso di piacere.
E inizia così a scoparsela, le parole, la sua faccia, i suoi gemiti, era tutto perfetto ed io li a godermelo.
Passano minuti e io non so quantificare quanto, Paolo di colpo si ferma e lei ora già sa cosa fare, ovvero rimanere ferma.
Rapidamente Paolo si sfila fuori il preservativo, le abbassa per rimetterle il vestito in ordine e lei immobile, rimane come era prima, appoggiata al muro. Ruota leggermente la testa per guardarsi il fondo schiena e intravede la stessa scena che vedo io.
Lei ferma e lui che ad una distanza ragionevole inizia a dipingere nuovamente la tela, prima avanti ora dietro. Copiosi schizzi vanno a fare delle linee bianche sul vestito nero nella parte della schiena, partono dal culo e arrivano quasi sotto le spalle.
Il suo cazzo pulsa come un idrante, non mi aspettavo fosse ancora così carico dopo la prima sborrata.
Ma con una "tela" così è facile tirare fuori tutto quello che si ha a disposizione.
Lei nuovamente gode, è in estasi, si gusta la scena di quel cazzo che sta sborrando per lei, che la sta annaffiando, percepisco che vorrebbe fare qualcosa ma non può fare altro che godersi la scena.
Paolo a questo punto si riprepara ed estrae un nuovo preservativo, lei attonita inizia a capire e già mi immagino i pensieri che le passano per la testa "ma quante volte mi scoperà questo" mentre io non posso far altro che immaginare quel vestito quante altre colate di sborra acquisirà.
Prima di quella serata io quel vestito lo vedevo già sporco, già era successo nella mia mente, già la vedevo gemere la troia, quello che mancavano era i dettagli, non sapevo come sarebbero accadute determinate cose, come una pietra che andava scolpita immaginando come verrà.
Il racconto finisce qui, se vedo che avrà successo racconterò anche la seconda parte, piccolo spoiler Paolo è venuto 5 volte in totale e una volta non sul vestito.
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