Racconti Erotici > Prime Esperienze > IL PRIMO BACIO DI MARISA
Prime Esperienze

IL PRIMO BACIO DI MARISA


di Marisa200
14.07.2014    |    2.577    |    2 9.5
"Non sia mai che io ti lasci a piedi, mia Dulcinea! Rispose prontamente..."
IL PRIMO BACIO DI MARISA

Risposi al suo annuncio con la convinzione che – come in altri casi -sarebbe finita in uno scambio epistolare che gli avrebbe consentito di sfogarsi per...corrispondenza, senza correre rischi. Non dichiarava la sua età ma precisava di essere un “…. giovane che cercava una trav matura che lo iniziasse al sesso raffinato”. Fu l'aggettivo “raffinato” che mi fece decidere di rispondere. Non era comune per un giovane.
Non appena lo vidi capii che ero fregato.
Si trattava del figlio di un mio ex collega di lavoro. Naturalmente tentai di squagliarmela ma,ormai mi aveva visto e anziché far finta di non raVvermi visto (come stavo facendo io),alzò la mano proprio per richiamare la mia attenzione.
“Fregato!” Pensai e la mia mente cominciò a lavorare a tutta velocità per tentare di riparare al disastro.
Ciao! Saluto cordialissimo venendomi incontro.
Ciao! Come stai? Che ci fai qui? Tentai.
Mi guardò dritto negli occhi, con l'espressione come a dire :”ma chi stai prendendo in giro?”
Sono qui per incontrare te! Rispose secco, con il tono di chi aveva già capito tutto.
Bum! Frittata fatta! Inutile tentar di mentire, pensai.
Era da almeno cinque o sei anni che non lo vedevo e si era fatto davvero un bellissimo ragazzo. Cercai di ricordare la sua età ma, in quel momento,riuscii solo a ricordare che era molto giovane (forse troppo) e ciò fece aumentare a dismisura i già enormi scrupoli di coscienza.

Non potevo certo andare a letto con uno che sarebbe potuto essere tranquillamente mio figlio. Avrei rifiutato di proseguire quel rapporto …...incestuoso. D'altro canto, però, il mio ….diavolo custode continuava a suggerirmi l'idea di …..limitarmi a conoscere la ragione per la quale cercava gente matura.
Nel frattempo si era alzato ed educatamente, mi porse la mano. Sapevo che la stretta di mano é rivelatrice della personalità e la sua stretta si rivelò sorprendentemente forte e sicura. Giustamente lui “lesse” immediatamente il mio imbarazzo ma, con mia grande sorpresa, dimostrò subito notevole spirito.
So già a cosa stai pensando esordì.
Ah si? Risposi con una punta di ironia.
Si! Stai pensando che potrei essere tuo figlio!
Beh, si! Confermai. Cercando di nascondere la ...”vergogna”- Non e' che potrei pensare tanto diversamente. Potresti essere proprio mio figlio e questo non mi riempie di entusiasmo! Aggiunsi calmo.
Peccato! Celiò con aria furbesca e falsissima contrizione: - Speravo proprio di …..riempirti di entusiasmo! Disse calcando pesantissimamente sul termine “riempirti”.
Non raccolsi la provocazione anche se, provai un brivido di piacere .
Pensai che,a maggior ragione, dovevo fare attenzione e, forte della convinzione che non dovevo dargli spazio e, più per darmi un ….contegno che non per altro proseguii, senza tanti giri di parole: :
- E poi io detesto i pedofili!
Per un attimo pensai di essere stato davvero sgradevole. Lui, invece dimostrò ancora una volta perfettamente a suo agio scoppiando in una sonora risata
- Beh con me non corri questo rischio – rispose con aria canzonatoria – sai benissimo che sono maggiorenne!.
Quella risposta mi fece sentire ridicolo. Forse stavo esagerando dovevo rilassarmi. In fondo non stavamo facendo nulla di male. Per adesso.
- Senti, che ne diresti se ti invitassi a cena? Potremmo chiacchierare tranquillamente, senza fretta! Propose.
Mi sembra una buona idea! Concordai. - E magari facciamo alla romana! Aggiunsi sempre ansioso di mantenere le distanze.
Ok come vuoi!
In questo momento, indossi intimo femminile? Chiese senza il minimo imbarazzo.
Non altrettanto io, però! Credo di essere diventato ….bluastro .
Non ho considerato questo incontro come un appuntamento galante! Risposi ironicamente.
Giusto! Rispose lui, per nulla smontato dalla mia risposta. E dopo un attimo di riflessione proseguì:
Peccato, però! Beh cercherò di immaginarti vestita con intimo molto piccante! Immagino ti piaccia l'intimo piccante?
Che intendi per piccante? Farfugliai annaspando per prendere tempo.
Beh, l'intimo che eccita la sensualità degli uomini! Rispose sorprendendomi nuovamente. Non mi dirai che vesti con i .mutandoni della nonna! Aggiunse con allegria.
No! Certo che no! Risposi sempre più nel pallone dalla sua sicurezza. - Anche se, in certe situazioni potrebbero rivelarsi molto sensuali! Tentai di scherzare.
Rise di gusto.
In quali situazioni?
Beh Immagina di trovarti con un uomo che ti desidera molto......! Ipotizzai.
Eh beh,Certo. Per spogliarti lo faresti andare fuori giri!
E quasi fra se e se aggiunse:
No! Non ti vedo con i mutandoni! Io, per esempio, ti vorrei con graziosi slippini neri, reggi calze, calze velate , meglio, se a rete,gonne lunghe alle caviglie e, possibilmente, che lascino intravvedere le tue …grazie! Continuò sempre meno imbarazzato.
Cercai di osservarlo di sottecchi per capire a che gioco stava giocando. Mi resi conto che era assolutamente padrone della situazione.
-Mi piacerebbe molto palpeggiarti quando fossi vestita così!Aggiunse,infatti, quasi tra se e se.
- E scommetto che é proprio questo l'abbigliamento che piace anche a te! Concluse.
- Certo che si! Risposi subito un po' seccata da questo ….moccioso. – Specie se so che piaccio al mio…interlocutore.
- Posso farti una richiesta? Disse serio.
-Dimmi!
- Se te lo chiedessi per favore e ti garantissi che non accadrà nulla che entrambi non desideriamo non torneresti a casa, a vestirti con l’intimo migliore che hai? Poi potremmo andare a cena e conoscerci meglio.
Quella richiesta mi fece andare in “tilt”.Lui se ne accorse e,nuovamente, prese l'iniziativa.
- Senti, io sono sicuro che tu non sei un pedofilo. Esordì. - E non c'é neppure bisogno che tu ti giustifichi! Io sono maggiorenne e so badare a me stesso. Non sono abituato a ….sparare giudizi e quindi, devi solamente stabilire se ti interessa vestirti sexy e venire a cena con me per chiacchierare e conoscerci più a fondo!
Aveva ragione da vendere. Dovevo decidere cosa fare. Non so per quale vera ragione ma, dopo qualche attimo di riflessione, decisi di stare al gioco anche se non potevo non intravvederne la pericolosità intrinseca.
-E poi, potrei decidere di non tornare e piantarti qui, in asso! Scherzai.
-Certo! E io capirò che mi sono sbagliato e tu non sei la stessa persona che ha scritto quei due racconti erotici! Ribattè immediatamente.
Cazzo, sto …poppante mi stava mettendo in difficoltà.
Riflettei ancora qualche attimo e poi decisi. Mi sarei riservato le scappatoie che avrei ritenuto opportune..
Ok! Va bene! Acconsentii.- Mi Vestirò per te!
E subito dopo aver detto quella frase mi sarei presa a schiaffi da sola.
Splendido! Disse contento.
A quel punto sarei dovuta rimanere in silenzio ma ancora una volta fu più forte la tentazione di offrirmi a quel ragazzo.
Che vuoi che indossi? Chiesi senza osare guardarlo in viso e con uno fortissimo senso di ..ineluttabilità.
Quello che vuoi tu,cara! Rispose serissimo
Non ti interessa saperlo? Insistei.
No! Se le cose andranno per il giusto verso mi mostrerai tu stessa cosa indossi! Concluse con aria complice.
Avevo passato il segno. Anche se cercavo di nasconderlo, sentivo che cominciavo a desideralo. Desideravo la sua freschezza, la sua forza, la sua più che ovvia follia. Nella mia testa non riuscivo a vedere altro che l'immagine di un cazzo duro, teso verso la mia bocca e una voce stentorea che mi ordinava di prenderlo dentro di me. Non riuscivo a vedere altro. Sobbalzai, infatti quando la sua voce ruppe quell'incantesimo.
Ah, dimenticavo: va da se che,quando sarai vestita, potrò chiamarti Marisa, vero? Chiese senza il minimo imbarazzo e soprattutto senza la solita nota ironica alla quale ero abituato incontrando le persone che volevo conoscere.
Certamente! Mormorai in un soffio.
Molto bene! E mi parlerai al femminile!concluse con tono che non ammetteva repliche. Tornai a casa a vestirmi. In macchina, da sola, cercavo di ragionare. Non mi era mai accaduto nulla di simile. Altre volte avevo fatto delle cazzate ma lo avevo sempre fatto con una certa consapevolezza. In questo caso mi sembrava incredibile che non riuscissi a dominare una situazione nonostante non fosse accaduto nulla di speciale tra noi. Cercavo di trovare una qualsiasi ragione per cui io avrei dovuto andare con un ragazzo di poco più di vent'anni ma non ne trovai una sola. Sapevo solamente che stavo facendo una cosa che mi eccitava punto e basta. Alla fine mi arresi all'evidenza perché indossai esattamente le cose che mi aveva chiesto. Aggiunsi soltanto il bellissimo reggiseno che ultimamente avevo comprato e mi concessi persino il vezzo di una goccia di profumo. Per la verità, mi era stato consigliato da una commessa di “Limoni”: “- Per sua nipote” aveva cinguettato la stronza, ma si capiva (anche perché avevo comprato tutto ciò che mi serviva per il trucco) che pensava me lo sarei messo io. Alla fine indossai i pantaloni e la maglietta per coprire il tutto e, sempre per ...precipitare ancora di più in quella folle trasgressione, gli telefonai:
Sono pronta! Spero sarai tanto ...cavaliere da venirmi a prendere! Esordii mentre mi sarei morsa la lingua perché non avevo neppure avuto la pazienza di attendere il suo “pronto”. Non osai pensai a cosa sarebbe potuto accadere se avessi sbagliato numero telefonico.
Non sia mai che io ti lasci a piedi, mia Dulcinea! Rispose prontamente. Guidami e sarò da te con il mio bianco destriero in men che non si dica!
Non riuscii a trattenere una risata soffocata per la pronta battuta in risposta alla mia.
Lo guidai fino al cortile di casa e salii in macchina.
Mia cara, sarebbe toccato a me scendere e aprirti la portiera! Precisò allegramente.
Non preoccuparti, mio sire, sarà per un'altra volta! Risposi, altrettanto scherzosamente.
Arrivammo al ristorante e, stavolta, galante come, in cuor mio avevo previsto, con un inchino,mi aprì la portiera.
A cena mi raccontò la sua storia e ne rimasi sconvolto. In sintesi, il padre se n'era andato all'estero con la sua giovane segretaria. La madre si era risposata quasi subito e il patrigno – un autentico delinquente - l'aveva costretta a mandarlo a vivere con i nonni in un'altra città. Come se non bastasse, mi raccontò che già a undici anni, un cugino lo aveva violentato. La sua storia – almeno per quel che riguardava la violenza subìta, era molto simile alla mia – mi confermò (se ce fosse stato bisogno che le miserie della vita sono veramente sempre più grandi di quello che ci si immagina.
Certo che vista da fuori, la vostra famiglia sembrava decisamente un'altra cosa!
Eh Beh, certo! Rispose con un tono di voce durissmo.- Le cose, viste da fuori sono sempre diverse.
In ogni caso, i nonni lo avevano aiutato a diplomarsi. Poi stava facendo l'università lavorando e, nonostante le sue vicissitudini, come raramente accade in questi casi, aveva rispettato le tappe ed ora era alle soglie della laurea.
Certo che tutto ciò, ovviamente, doveva avere avuto un ….costo per la sua adolescenza.
Colpevolmente, non gli chiesi le origini della sua ...passione per il travestimento o l'omosessualità in genere, perché trovavo sempre più affascinante quel “ragazzino” e,oltre a ciò non trovai difficile capire l'origine di quelle sue pulsioni anche se, apparentemente lui voleva lasciarle trasparire solamente come ….esplorazioni del mondo sessuale.
E più il dialogo proseguiva,più - purtroppo per me - si rivelava davvero un ragazzo con la testa sul collo. Nonostante i suoi genitori fossero tornati insieme, lui continuava a vivere ancora a casa dai nonni e stava preparando la tesi in ingegneria.
Ma ciò che mi impressionò maggiormente fu la sua cultura generale. Era davvero molto colto e molto arguto.


La sua storia e i suoi ragionamenti, però, non fecero altro che, da un lato, accrescere la mia stima e la mia simpatia nei suoi confronti e, dall'altro, però, fecero aumentare ancor di più le mie preoccupazioni
Pian piano comunque si erano fatte le undici.
Quasi ci fosse stato un segnale reciproco, smettemmo di parlare e, per la prima volta, vidi un'espressione imbarazzata sul suo volto.
Vuoi dirmi altre cose? Chiesi dolcemente.
Stavolta fu palesemente imbarazzato e io gli sorrisi per tranquillizzarlo.
E' la prima volta che incontro ….....qualcuno dal vero! Mormorò.
E' la prima volta che esco con un giovanotto! Ribattei allegramente.
Chiesi il conto ma non ci fu verso. Volle pagare lui.

-Spero che tu ti renda conto che non posso far pagare il conto a un'affascinante …..femmina come te. Motteggio recuperando un po' senso dell'umorismo.
Risi forzatamente a quella battuta anche se mi aveva dato un violento brivido di piacere.
Uscimmo dal ristorante e, come quando eravamo arrivati, si precipitò ad aprirmi la portiera.
Alzai lo sguardo ma non riuscii ad essere severo come avrei dovuto essere in quel momento.
Salì a sua volta ma non mise in moto. In un attimo di imbarazzatissimo silenzio mormorò:
Vuoi tornare a casa subito o ti va di fare un giretto?
Se vuoi andare a fare un giretto, va bene mormorai, assolutamente incapace di stabilire se avrei dovuto pregustare o temere la conclusione della serata.
Mise in moto e ci avviammo. Improvvisamente mi accadde una cosa incredibile: Cominciai a “sentire” fisicamente ogni indumento femminile che indossavo e, man mano che provavo questa nuova sensazione, sentii il mio cazzo crescere e indurirsi (come non ricordavo da tempo).
Mi vergognai come un ladro ma la sensazione che provavo era troppo bella per tentare di scacciarla.

Poi, come suo stile, improvvisamente, ruppe quel grevissimo silenzio con una domanda:
Mia cara Marisa, cosa ti ha portato al travestimento? Chiese senza tanti preamboli.
Pensai che la domanda non era delle più semplici ma provai a rispondere con la massima onestà.
Esattamente non lo so ma credo sia stata una forma di …..invidia delle prerogative femminili! Dissi dopo una lunga riflessione.
Notando che non proseguivo, mi spinse a farlo:
Spiegati, per favore! E dopo un attimo di pausa:- Mi piacerebbe che ti esprimessi al femminile!
Evitai di guardarlo e ricomincia
Ad un certo momento della mia vita ho cominciato a pensare che le femmine – nella stragrande maggioranza dei casi – sono le vere “padrone del mondo” e hanno un enorme potere sugli uomini.
Attesi un attimo e proseguii:
Da allora ho cominciato ad osservarle molto attentamente – specie per ciò che riguardava il sesso - e ho cominciato a desiderare di essere come loro! Conclusi.
Tutto qui? Disse lui dopo un lungo silenzio.
Beh sai questa é la mia spiegazione! Forse il fatto di essere stato violentata, come te, ha favorito il processo di …..femminilizzazione. Non lo so! Ma ho cominciato a desiderare di essere …..costretta ad avere atteggiamenti femminili, a pensare da femmina e soprattutto ad agire da femmina.
Perche' ...costretta?
Perché era (ed é) un splendido alibi, probabilmente! E poi,quasi tra me e me:
E poi non ho mai inteso il mio ruolo come quello di una “checca” e il fatto che comunque qualcuno mi obbligasse ad essere “anche” checca mi ha sempre dato fortissime emozioni. Probabilmente rifiutavo la realtà e pretendevo (e pretendo) di essere …..costretta anche nei minimi particolari ad essere quello che nella realtà non sono. E' il massimo della ….spersonalizzazione! Conclusi.
Cioé? Insistè lui
Ho cominciato a godere del fatto di essere dominata. Specie se a farlo era una donna. Mi sono resa conto, però che, come sempre che questo aspetto, pur se affascinante, ed eccitantissimo, non mi avrebbe mai consentito di esserne …..fiera. L'avrei sempre subìto e l'avrei sempre considerato la ...giusta punizione a questa evidente mia deviazione sessuale.
- E ti sei sentita sottomessa totalmente a qualche donna? Chiese incuriosito.
Si! Una volta sola! Ad una mia amante!
E ad un uomo?
No! Con un uomo non é mai accaduto!
Come mai?
Non lo so! Credo sia perché é difficilissimo trovare maschi molto attenti agli aspetti psicologici. I maschi badano soltanto a che tu li faccia godere. Come li farai godere non é quasi mai importante
- Ti va di raccontarmi?
Non c'e' molto da raccontare. E' stata una delle poche donne che preferiva essere sadica anziché masochista e con lei ho anche scoperto che la sottomissione puo' essere indice di debolezza ma anche di estrema forza! Mormorai quasi tra me e me.
Quella frase evidentemente lo colpì
- Che intendi dire?
O ci si sottomette perché si e' psicolabili o lo si fa per arrivare a possedere qualcuno! conclusi ridendo, ma,intimamente convinto di averlo allarmato abbastanza da rinunciare a proseguire in quella pazzia.
Sbagliavo. Fermò la macchina in una radura da …......innamorati che dava sul mare.
Nuovamente, l'Imbarazzo, che con le chiacchiere si era attenuato, con il silenzio divenne improvvisamente insostenibile.
Non so quanto tempo rimanemmo così senza dire una parola ma mi sembrò un'eternità. Poi, la sua voce fu come un'esplosione.
In questo momento mi piacerebbe accarezzarti!
Io, dal canto mio, proprio per il tipo di rapporto che avevo avuto con altri uomini, non amavo essere accarezzata. Lo consideravo ….poco maschile (potenza del paradosso) ma non dissi niente. Non potevo dirgli che mi sarebbe piaciuto lo facesse. Sentivo che il mio istinto non mi aveva tradita e un nuovo, sconosciuto ...pericolo si stava avvicinando. Sentivo che stava nascendo una cosa bella ma estremamente pericolosa. Rimasi, perciò, in silenzio ad aspettare senza comunque avere la forza di dirgli di riportarmi a casa.
Poi, la sua mano si posò lieve sul mio viso. Mi fece voltare verso di lui.
Sapevo esattamente cosa stava per succedere. Non avevo mai baciato un uomo prima di allora ma non ebbi il minimo dubbio: Volevo che mi baciasse!! Non osavo guardarlo negli occhi. Cominciò ad attirarmi a se a quel punto chiusi gli occhi e socchiusi la bocca. Sapevo perfettamente cosa stava per accadere: per la prima volta stavo per essere baciata da un uomo e ciò che più importava era che lo desideravo da morire. Era un'autentica follia, era un errore mostruoso ma non avevo la forza di oppormi. Desideravo che mi baciasse, desideravo baciarlo, desideravo non pensare più a niente. Volevo solamente godermi quelle stupende sensazioni.
Sentii le sue labbra posarsi sulle mie e ….. razionalmente non ricordo altro. Fu un lunghissimo, dolcissimo pur se emozionalmente violentissimo bacio. Dal modo come mi stava stringendo capii che anche per lui, non si trattava di un'emozione esclusivamente sessuale . Certo,ancora oggi, non riesco a capire il perché ci siamo baciati con tale tanta intensità. Ripeto, non ricordo nulla di quel bacio se non che fu una cosa incredibile. Da lasciarmi senza fiato.
Poi ci staccammo e ci ricomponemmo.Ciascuno al proprio posto. Senza scambiarci una parola . L'unico rumore che ricordo fu il nostro leggero ansimare. I minuti successivi furono quanto di più imbarazzante io abbia mai provato in vita mia. Fortunatamente, lui riuscì a recuperare prima di me e fu in grado di riprendere a ragionare freddamente.
- Ti porto a casa ! Mormorò turbato.
Si! Credo sia la cosa giusta da fare! Mormorai fissando il vuoto davanti a me. Incapace di pensare.
Rimise in moto e per tutto il viaggio di ritorno nessuno dei due proferì parola. Arrivammo a casa mia. Prima di scendere trovai il coraggio di alzare lo sguardo verso di lui. Pur essendo ancora evidentemente turbato, mi sorrise e mormorò:
A presto!
A presto! Risposi aprendo la portiera e dandomela letteralmente a gambe.
In casa, non accesi la luce. Quella che entrava dalle finestre era più che sufficiente per permettermi di raggiungere la mia poltrona. Lentamente, quasi come fosse un rito, mi tolsi tutto l'abbigliamento maschile che indossavo. Poi, altrettanto ritualmente indossai la mia gonna lunga verde preferita e una canotta bianca e sedetti in poltrona a godermi le sensazioni che stavo provando. Rimasi così,al buio ancora per diversi minuti, cominciando a riordinare le idee. Da un lato ero contenta del suo atteggiamento dopo il bacio ma, dall'altro, ora, a mente più fredda, non riuscivo a stabilire se , in realtà avessi preferito che continuasse fino a prendermi.
Improvvisamente squillò il telefono. Sobbalzai e meccanicamente risposi:
Pronto!
Si! Io sono pronto e mi aprirai la porta già vestita perché non sopporterei l'idea di aspettare che tu ti vesta per averti completamente mia!
Ancora oggi mi e' assolutamente impossibile descrivere la sensazione che provai in quel momento. Fu come una martellata in testa. Riuscii solo a mormorare :
Si sono vestita!
E non trovai il coraggio di aggiungere :”Sono vestita per te!”
E prontamente lui sussurrò:
Voglio che tu ti prepari in ginocchio davanti alla porta! E, con la voce sensualissima, sussurrò: - Con la bocca socchiusa!!!!
Click. Tolse la comunicazione
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Votazione dei Lettori: 9.5
Ti è piaciuto??? SI NO


Commenti per IL PRIMO BACIO DI MARISA:

Altri Racconti Erotici in Prime Esperienze:



Sex Extra


® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni