Prime Esperienze
A casa dell'amico

29.01.2025 |
218 |
2
"Sono lì, in ginocchio, che gli succhio il cazzo facendo avanti e indietro con la testa, come un pollo..."
Ero a casa di un mio amico. Seduti sul divano, parlavamo delle solite cose: lavoro, soldi, donne. Sbevazziamo birrettine e ci guardiamo con una certa insistenza negli occhi. A un certo punto lui si alza, non ricordo neanche perché, e i miei occhi, invece di seguirlo, restano incollati a dove prima c’era la sua testa e ora c’è il suo pacco. Lui se ne accorge. È in piedi davanti a me e io seduto sul divano. Restiamo fermi: io col naso all’altezza del suo cazzo, lui col cazzo all’altezza del mio naso.
Finalmente mi riprendo dal mio torpore e lo guardo negli occhi. Sorride mentre avvicina una mano alla sua cintura. Pausa. Sempre occhi negli occhi, lui con la mano sulla cintura e io so che dovrei fare qualcosa: ridere, girarmi dall’altra parte, grattarmi la gola. Invece no.
Stupida troia che non sono altro, l’unica cosa che faccio è deglutire, sempre guardandolo dal basso verso l’alto. Lui si leva la cintura. Aspetta. Aspetta per alcuni secondi che sembrano ore. Gli lancio una fuggevole occhiata e vorrei dirgli:
«Cosa stai facendo?»
Ma chi voglio prendere in giro? Ho voglia di sapere che sapore hanno le sue palle.
In silenzio ci guardiamo negli occhi. Lui mi fa un cenno e io capisco cosa devo fare. Anzi, capisco che posso fare quello che tanto vorrei fare. Allungo le mani verso il bottone dei suoi pantaloni e lo slaccio, abbasso la zip e aspetto che lui si abbassi i pantaloni.
Lui ride e si mette le mani dietro la testa. Vuole che faccia tutto io. Bene così. Con entrambe le mani abbasso in un sol colpo jeans e mutande. Il cazzo mi ballonzola davanti. Non è neanche barzotto. Sono deluso e umiliato.
Sorridendo mi dice: «Mi spiace, mi piacciono le femmine.»
E resta così, col suo cazzo moscio a tre centimetri dalla mia faccia. Deglutisco. So cosa dovrei dire, ma mi manca il fiato. Lo guardo e, timidamente, mi mordo le labbra.
Lui ride e dice: «È inutile che fai le facce da zoccola, non mi interessa.»
Sono deluso e umiliato, è vero, ma questa umiliazione mi eccita. Il suo cazzo è ancora vicino alla mia faccia, lui in piedi e io seduto sul divano. Penso che voglio rischiare il tutto per tutto.
Scivolo dal divano e mi metto in ginocchio, sistemandomi all’altezza delle sue palle. Lui non dice niente, ma mi guarda con soddisfazione. Lo fisso negli occhi, apro la bocca e tiro fuori la lingua. Lui sorride. Sempre fissandolo negli occhi, gli avvicino la lingua allo scroto. Lecco. Gli lecco lo scroto. Lui mugola. Adesso è mio.
A furia di leccargli, inumidirgli e baciargli le palle, vedo che il suo cazzo, da moscio, gli diventa barzotto. Da barzotto diventa duro e solo allora trascino la mia lingua dalle sue palle su fino all’asta. Faccio una pausa. Lui chiude gli occhi e alza la testa verso il soffitto.
«Continua...»
Ma io non mi muovo. Resto lì con la lingua fuori, a un millimetro dalla cappella, finché non lo sento sussurrare:
«...troia.»
Soddisfatto, gli finisco di leccare l’asta, mi soffermo sul frenulo e infine comincio a spennellare la cappella con la lingua. Adesso la sua cappella è gonfia e rossa. Mi lecco per bene le labbra e comincio ad aprire la bocca. Lentamente me la faccio scivolare, assaporando ogni momento di quell’umiliazione.
Muovo la testa, succhio e lecco. Inizialmente pianissimo, poi via via sento il suo corpo che lo chiede, allora i miei movimenti si fanno rapidi. Sono lì, in ginocchio, che gli succhio il cazzo facendo avanti e indietro con la testa, come un pollo... o una gallina. Lui mugugna, sospira e, dopo un po’, comincia a rispondere ai movimenti della mia testa con movimenti del suo bacino. Io vado avanti. Lui mi spinge ancora più in profondità. Io torno indietro. Lui torna ancora più indietro. E al movimento successivo mi arriva in gola fino a farmi lacrimare.
Mi sposto per riprendere fiato, lui mi afferra per i capelli e dice: «Succhia, non ti ho detto di smettere.»
Io protesto: «Scusa, ma non riuscivo a respirare.»
Lui ride di gusto. «Tu non devi respirare, devi succhiare cazzi.»
Mi afferra per la nuca e mi sbatte il cazzo fino in gola. Io soffoco e mi scendono le lacrime. Lo tira fuori appena un attimo, ho giusto il tempo di chiudere e riaprire gli occhi che mi reinfila tutto il cazzo in bocca. Mi sta scopando la faccia come se fosse una figa. A ogni suo colpo di reni sento il suo cazzo sempre più in gola, la sua pancia sul mio naso e le mie lacrime rigarmi le guance.
Esce fuori. Rientra. Lo tira fuori. Me lo ributta dentro. Mi sento un oggetto. Purtroppo, mi piace.
A un certo punto si ferma dentro di me, dentro la mia bocca. Soffoco, ho un conato, ma lui sta fermo. Con il mio labbro inferiore sulle sue palle e il cazzo fino alla gola. Non riesco a respirare mentre lui mi tiene con forza contro di sé. Non ho neanche la forza di ribellarmi o di capire cosa stia succedendo, quando all’improvviso un fiotto caldo e amaro mi inonda la bocca, dritto fino alla gola.
Mi sborra dentro con tutta la calma del mondo, mentre io soffoco col suo sperma. Solo a quel punto mi lascia andare. Scivolo a terra, le lacrime agli occhi, sento ancora tracce del suo sperma in bocca. Deglutisco. Lui si inchina su di me.
Penso che adesso mi accarezzerà i capelli e mi dirà che sono stato bravo o, ancora meglio, che sono stata brava. Oppure mi ringrazierà per essermi lasciato usare.
Invece si inchina e comincia a passarmi il cazzo sulle guance per pulirlo dallo sperma rimasto. Io sono a terra, col respiro affannato. Lui, dopo essersi pulito il cazzo sulle mie guance, me lo avvicina alla bocca semiaperta. Io la apro, accolgo il suo cazzo moscio tra le labbra e succhio lo sperma rimasto.
Mentre succhio, lui guarda fuori dalla finestra e dice: «Certo che hai proprio una bella bocca da usare: potresti tornarmi utile.»
Fino a poco fa per lui ero un amico, un compare, un confidente. Ormai non sono altro che una bocca da usare.
Sarei molto deluso, se la cosa non mi eccitasse da matti.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per A casa dell'amico:
