Gay & Bisex
Cronache di un fuori sede (incipit)
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07.03.2017 |
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"Procedeva tutto come al solito, il passo costante scandito dal ritmo musicale, gli eurythmics al massimo, l'andirivieni delle persone al parco, il far su e..."
Premetto che si tratta di un incipit di un ipotetico racconto e che i fatti narrati sono inventati, solo la descrizione dei protagonisti corrisponde a verità... Buona lettura e fatemi sapere cosa ne pensate :)"Sweet dreams are made of this
Who am I to disagree?
I travel the world
And the seven seas,
Everybody's looking for something"
Canticchiavo allegramente durante la mia quotidiana corsetta al parco Sempione...
Giornata grigia come tutte le altre, niente sole, solo tanto freddo e tanta voglia di evadere dalla routine, così mi decisi ad anticipare l'oretta di corsa che di solito mi concedo tra una pagina di studio e l'altra.
Certo la vita universitaria è dura, specialmente se ti ritrovi a dover cambiare città e addirittura regione, abbandonando una terra calda e felice come la tanto amata Sicilia, in cambio di una nuvolosa e triste Milano, della quale caos e routine ti confondono all'inzio, ti annoiano alla fine.
Dovendo così trovare una via di fuga, io vent'enne atletico, moro, con tanto di pizzetto e baffi scuri che contrastano coi i miei occhi verdi e la carnagione abbastanza chiara nonostante l'origine mediterranea, optai per ritagliarmi un po' di tempo da dedicare all'attività fisica, per staccare la spina dalla monotonia e cercare di mantenere la prestanza fisica ottenuta dopo svariati anni di danza.
Quale momento migliore del tramonto per uscire e godersi un po' "d'aria fresca" (si fa per dire) ,in modo tale da godersi anche lo spettacolo naturale offertoci gratuitamente ogni giorno dalla cara madre natura?
Ebbene oggi non mi andava proprio di restare a casa sui libri, decidendo dunque di anticipare il tutto, mi ritrovai a correre con le mie fedeli cuffiette azzurre verso le tre del pomeriggio.
Procedeva tutto come al solito, il passo costante scandito dal ritmo musicale, gli eurythmics al massimo, l'andirivieni delle persone al parco, il far su e giù evitando i vari cani intenti a giocare coi loro padroni.
Solite robe insomma, se non fosse che, quasi alla fine del giro che facevo di solito,mi accorsi di un ragazzo su una panchina isolata intento a leggere il piacere di d'Annunzio.. Gli sorrisi, in fondo mi ricordava molto me stesso, sempre con un libro a portata di mano quando volevo evadere dalla realtà e non avevo il tempo per andare al parco.
Ciò che mi lasciò perplesso fu il fatto che lui non ricambiò il sorriso, ma anzi mi gridò contro un: "Attento" e prima che potessi rendermi conto del perchè mi ritrovai a terra, o meglio su qualcuno.
Nell'essere concentrato a guardare il ragazzo non mi accorsi infatti che un'altra persona stava correndo nella mia stessa direzione in senso opposto e la urtai cadendovi sopra.
Una volta realizzato l'accaduto mi resi conto di esser finito su un bellissimo ragazzo, con corti capelli biondo cenere, occhi azzurri, labbra sottili e sorriso intrigante che mi stava fissando ridendo...
Probabilmente deve aver capito che ero troppo impegnato a fare altro che ad accorgermi della sua presenza, così in totale imbarazzo ed arrossendo chiesi scusa e mi rialzai facendo in modo che lui potesse fare lo stesso.
Dalla prima prospettiva non mi accorsi del fisico "palestrato" e dei muscoli ben definiti che si portava dietro, ma adesso che si era alzato notai che oltre ad essere abbastanza bello, era anche un amante dello sport, che gli aveva regalato quel bel fisico, che, tra l'altro, superava anche i miei 180 cm d'altezza.
"Dovresti stare più attento alla corsa che ad altro, se no rischi di combinare guai" esordì facendomi l'occhiolino.
"Beh se distraendomi ci guadagno un altro soggiorno sui quei pettorali, dovrei farlo più spesso" risposi ridendo, nonostante il viso fosse ancora rosso dalla vergogna.
"Non ti ho mai visto da queste parti, vieni qui spesso?" ricominciò lui, "si, ma solitamente di sera, la studio purtroppo mi reclama e occupa la maggior parte del mio tempo durante il giorno" continuai io...
" Allora parlerò con questo tuo studio e gli chiederò se ti lascerà venir qui più spesso il pomeriggio, visto che solitamente io mi alleno a quest'ora".
Così dicendo riprese la sua corsa e mi salutò con la mano e sorridendo senza aspettare la mia risposta che non sarebbe comunque arrivata perchè non credo di aver avuto parole di replica adatte .
Restai in bilico per qualche secondo, poi mi ricordai di aver finito il giro e di poter tornare a casa, avevo concluso l'allenamento come al solito, se non fosse per il ricordo del biondino che mi accompagnò fino a casa e sotto la doccia.
Probabilmente l'indomani avrei anticipato la corsa....
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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Commenti per Cronache di un fuori sede (incipit):
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