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Cronache di un fuori sede - Marcello


di samael7
09.03.2017    |    6.267    |    3 9.2
"" Ti sei invaghito di un fantasma Samuè, stai coi piedi per terra"..."
Visto che mi è stato richiesto, ecco il continuo del racconto... spero vi piaccia e scusate eventuali errori, ho dovuto gettarlo giù molto in fretta causa studio, aspetto sempre i vostri pareri :)



Le sue sottili labbra rosse... la sua calda lingua ... la sua bocca avvolgente... il suo bacio prorompente ed improvviso all'interno del bagno pubblico... quella sua chioma quasi dorata.
Fu un lampo.
In un attimo mi ritrovai schiacciato sul muro del bagno con la sua lingua in bocca, dominato dai suoi muscoli e dalla sua possente erezione che spingeva sulla mia.
Non abbiamo bisogno di parole, risulterebbero solo superflue e fuori luogo.
Dunque ricambio il bacio, non oppongo resistenza, lo lascio entrare, cerco avidamente la sua lingua, le sue labbra, la sua faccia.. i suoi penetranti occhi azzurri mi stavano fissando, sembrava mi riuscissero a leggere sin dentro l'anima.
Un altro attimo e finii in braccio a lui, le braccia avvinghiate saldamente alla suo collo, le mani tra i suoi capelli, mentre le sue erano intente a scoprire il mio di collo che fremeva sotto la sua lingua.
Non esisteva più nulla, solo io e lui in quell'abbraccio e il suo poderoso membro pungeva impaziente cercando il mio ano, ostacolato però dalle nostre divise da ginnastica.
Si ferma, mi lascia, mi guarda, mi sorride...
Ah quel sorriso.. così bello, lineare, perfetto.
Non ce la faccio più, devo averlo.
MI avvicino ancora di più, ma ancora prima che potessi arrivare alle ,mi ritrovo di di nuovo al muro, solo che stavolta c'è la mia faccia appiccicata, lui è dietro.
Una sua mano è già nei miei pantaloni, cerca il mio cazzo, lo trova, ne tasta la lunghezza, lo prende e inizia una lenta e mirata segna.
Il suo ritmo è perfetto, sembra che mi conosca...
L'altra mano è già sul mio culo, lo tocca. lo palpa. lo schiaffeggia, si insinua dentro anche lei, cerca in buco, lo trova.
Prima che potessi goderne è già dentro.
Va piano, con calma, è gentile, non vuole farmi male, specialmente per la mancata lubrificazione...
Ma io sono già in estasi, non il tempo di avvertire fastidio, voglio semplicemente che vada al dunque.
Fremo, spingo, lo assecondo.
la coordinazione tra sega e dito è perfetta, non ci vedo più...
Il dito sparisce, con mio grande rammarico, avverto dell'aria fresca sui glutei, mi ha spogliato.
Ancora un attimo e la sua bollente erezione è già nel solco, va su e giù...
Aspetta vorrei gridare, non abbiamo nè lubrificante nè preservativo, ma prima che potessi farlo lui inizia a spingere e...
BAM
Avverto un assurdo dolore alla guancia destra.
Apro gli occhi.
Le 10:45.
Aula 352.
Diritto del lavoro.
"Guarda il bell'addormentato si è svegliato!".
Mi volto e vedo la faccia di Carlo, il mio migliore amico di sempre.
"Coglione" gli sussurro, un'altra fitta mi corre lungo la guancia, la tocco, sembra apposto.
"Cazzo hai fatto?" volevo gridargli contro, ma eravamo nel bel mezzo di una lezione ed il prof era intento a spiegare non so cosa.
Scoppia a ridere, i suoi occhi verdi mi fissano, il professore lo richiama.
"Beh ti ho schiaffeggiato ovviamente, dormivi da troppo, mi annoiavo"
" Idiota" replico con disappunto.
"Che ti aspettavi? Il bacio del principe azzurro? O forse preferivi..."
Una sua mano andò a toccarmi il cazzo ancora duro reduce del sogno..
"Smettila brutto stupido" dissi strattonandolo, ricomponendomi poi sulla mia sedia.
Il coglione che ho di fianco si chiama Carlo, mio coetaneo e amico da una vita.
Scoprii con lui la mia sessualità, avevamo solo quindici anni, quando scoprii che quegli occhi verdi, quei ricci castani e quelle carnosa labbra su degli zigomi ben definiti mi eccitavano terribilmente.
" Quando qualche anno fa me lo prendevi in bocca non ti dispiacevano le mie attenzioni" ribattè sogghignando.
"La verità è che sei solo un brutto bisex sempre arrapato che si farebbe pure la madre".
Già.. non andò mai bene con Carlo, sempre pronto a tappar buchi, così un giorno mi stancai di fargli da troietta e decisi di smettere col sesso. Lui capì e mi assecondò, d'altronde la nostra amicizia era troppo grande per essere legata e vincolata dal sesso, tutto si regolarizzò e restammo amici, diventando persino colleghi, avendomi volontariamente seguito fino a Milano.
" Tornerai al parco oggi? cerchi il biondino un'altra volta? a proposito, com'è che si chiama?"
" Non lo so" bofonchiai irritato.
" Così vai dietro ad un ragazzo incontrato dieci secondi al parco, che ti ha lasciato intendere un qualcosa che non ho capito e che non hai più visto nonostante tu sia tornato più e più volte?"
La verità mi fece talmente male che non seppi nemmeno rispondere...
" Ti sei invaghito di un fantasma Samuè, stai coi piedi per terra".
"Mi ha stancato, esco prima che questo ci sbatta fuori per il casino che stiamo facendo, ci vediamo all'uscita"
"va bene, io intanto andrò da Marta a vedere se riesce a distrarmi da questa noia"
Mi alzai con calma ed uscii silenziosamente dall'aula.
Che stronzo quel Carlo, ma aveva pienamente ragione.
Non potevo continuare a cercare quel misterioso ragazzo che da quel giorno era completamente scomparso.
Camminando assorto nei miei pensieri, non mi accorsi di aver superato il bagno e di esser arrivato sino al dipartimento di lettere, ove per poco non inciampai su qualcosa.
Tornando alla realtà mi accorsi che a terra c'era un libro.
Lo raccolsi incuriosito.
"IL PIACERE , GABRIELE D'ANNUNZIO"
" oh ecco dov'era finito, deve essermi caduto poco fa, sono così maldestro"
Sentii la voce alle mie spalle e mi girai di scatto.
Restai stupefatto da ciò che vidi.
Era il ragazzo del parco... non il biondino, ma l'altro, quello intento a leggere che mi causò la caduta e il "lieto " incontro".
Non mi ero accorto fosse così bello.
" Ehi ma ti conosco, sei il ragazzo che ha fatto quella figuraccia mentre era intento a mangiarmi con gli occhi ahahah"
però simpatico il ragazzo, dovrei presentarlo a Carlo, ho l'impressione che andrebbero d'accordo.
" Esattamente" mi limitai a dire, poi mi ricordai del perchè fossi uscito e continuai:" Scusami, questo lato dell'università mi è completamente, sconosciuto, sapresti indicarmi il bagno più vicino?"
"Certo, se mi rendi il libro ti accompagno..."
Audace il ragazzo...
"Certo, piacere Samuele"
"Marcello, piacere mio.. allora.. andiamo?"

(continua?)

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