Lui & Lei
Valentina - pt. prima
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04.12.2023 |
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"Riuscii a strapparle il tempo di una cena e passai a prenderla al suo albergo..."
L'avevo conosciuta qui sul sito, un corpo da dea rinchiuso in pochi pixels dello schermo di uno smartphone. Il mio smartphone. Identico a quello di migliaia di utenti arrapati divenuti magistralmente abili nell'utilizzo del cellulare con la mano non dominante. Mi chiedevo che effetto le facesse posare su un palco virtuale consapevole delle centinaia di cazzi duri intrappolati tra le dita di altrettanti maschi infoiati pronti ad inseminarla in qualunque posizione. Sì, era bellissima. La sua femminilità traspariva in ogni scatto. Il suo corpo statuario, le sue curve perfette, le sue labbra talmente divine da indurre chiunque a non voler mai smettere d'assaporarle e quei seni... certo nel tempo erano stati oggetto di uno sviluppo eccezionalmente fuori dalla pubertà, ma erano splendidi prima e superlativi ora.
Non ricordo nemmeno il tempo passato a scrutare ogni singolo centimetro di quel vestito adamantino, a desiderarlo ed ad esprimerle il mio più sincero apprezzamento.
Cominciammo a scriverci, o meglio fu lei ad iniziare ed a lasciarmi abilmente desiderare ogni sua singola risposta come un bambino in attesa della mattina di Natale.
Scoprii quasi per caso che era di passaggio a Milano per lavoro. Sola, senza il marito. Le chiesi di uscire, non ero sicuro che accettasse, anzi ne dubitavo, ma lo fece. Riuscii a strapparle il tempo di una cena e passai a prenderla al suo albergo.
Entrai nella hall del quattro stelle, un hotel in perfetto stile business, algido e moderno ma al tempo stesso confortevole. Rimasi in attesa accomodandomi su una delle numerose poltrone vuote dell'atrio con il cuore che mi martellava nel petto. Nonostante nel frattempo avessi avuto innumerevoli incontri con altrettante donne, non mi sentivo così emozionato dai tempi del liceo . Ingannai i minuti perdendomi nei ricordi passati dei primi veri appuntamenti di gioventù.
D'un tratto le porte dell'ascensore si aprirono e la vidi, era lei non c'erano dubbi. Conoscevo bene il suo corpo, forse anche troppo, ma avevo visto la foto del viso un'unica volta e temevo che non l'avrei riconosciuta , ma bastò un 'occhiata per dissipare ogni mio dubbio.
Splendida. Avvolta in un taieur nero leggermente scollato, calze velate e tacchi con cinturino alla caviglia anch'ese coordinate. Il cappotto di cammello gettato sul braccio.
Incrociai i suoi occhi color nocciola incorniciati da un ebano taglio carrè e mi avvicinai per salutarla sentendo le stilettate d'invidia degli sguardi del concierge affondarmi nella nuca. Era meravigliosa, tutti gli sguardi maschili erano per lei.
Mi ero sempre chiesto se vedendola dal vivo mi sarebbero venute in mente tutte le su foto, se l'avessi immaginata subito nuda pronta ad assecondare ogni mia singola perversione, ma in realtà non fu così. Ero semplicemente folgorato dal suo fascino. Abbagliato come un cervo fermo in mezzo ad una carreggiata di notte, di certo non un incipit degno dell' appuntamento perfetto.
"Finalmente ci incontriamo!" Fu lei a sbloccarmi
"Sì, finalmente! Sei...ok lo so è banale ma non trovo aggettivo migliore... bellissima!"
"Grazie " sorrise vagamente imbarazzata. "
Non pensavo che lo avrebbe fatto, credevo fosse abituata ed anche annoiata dai complimenti, ma capii che ci teneva e la cosa m'illuminò.
"Ho portato solo vestiti per il lavoro, l'unico adatto ad un'uscita serale era questo..."Aggiunse.
"Ti sta molto bene...beh, spero tu sia affamata!" Cercai di stemperare la tensione
"Sì...! ... Decisamente " si sciolse un po'
"Andiamo allora ".
Cenammo parlando di qualunque argomento, passando dai più frivoli a quelli più culturali che non mancavano di certo nel suo repertorio.
Diverse volte l'occhio mi cadde sul cerchio d'oro all'anulare sinistro, fui tentato di chiederle qualcosa del suo matrimonio, mi domandai se lui sapesse e se fosse consapevole di tutta la bellezza e dell'intelligenza della donna che avevo di fronte, ma alla fine decisi che non mi interessava. Scelsi di godermi il momento. Scelsi lei, consapevole di se stessa e libera nelle sue decisioni.
Dopo la cena la riaccompagnai in albergo, salendo fino all'ingresso della camera. Non glielo chiesi, lo feci e basta.
"Mi fai da guardia del corpo?" Domandò ridendo mente camminavano lungo il corridoio.
"Cercavo solo di essere gentile"
" Uhmmm, sò badare a me stessa sai?"
Lo so...In effetti ti ho mentito. Non lo faccio per gentilezza, è solo per egoismo"
"Egoismo?"
"Si lo faccio per me stesso, per prolungare il più possibile questo momento con te. Non ho voglia di lasciarti andare.."
Arrivammo di fronte all'ingresso della stanza, in silenzio.
" È stata una bellissima serata, almeno per me..."
" Si lo è stata" fece eco lei
Ci guardammo per un attimo immobile
Avrei voluto strapparle i vestiti di dosso e farla mia, ma allo stesso tempo non volevo violare quell'inno alla bellezza.
"...ok allora ti aug.."
"Ti va di bere qualcosa?" Interruppe la mia frase quasi di corsa
"Il Mini bar è piuttosto rifornito ed io non ho sonno..."
"Volentieri " sorrisi
Entrammo nella suite togliendoci i cappotti.
"Bella camera "
"Si, sono fortunata ho un budget aziendale abbastanza alto. Cosa bevi?"
Si diresse verso il frigo.
" Un single malt, se c'è... grazie "
"Scelta raffinata "rimandò annuendo.
La osservai muoversi agilmente sui tacchi in direzione dei drink e la seguii avvicinandomi silenziosamente. La desideravo.
Si abbassò leggermente per aprire il bar e nel voltarsi urtò contro di me ancora con i mignon in mano.
" Oh scusa non pensavo fossi qui..."
"Scusami tu..." Risposi senza staccare i miei occhi dai suoi
L'anelavo ma non la volevo, rimasi qualche secondo sospeso in questo dolce limbo preda di un dubbio amletico.
Mi accostai alle sue labbra; non si ritrasse.
Ci fu una pausa e poi la distanza venne coperta in un lampo culminando in un intreccio di lingue e saliva.
Percepii il leggero tonfo attutito dalla moquette delle bottigliette al suolo.
La strinsi per la vita mentre con la mano destra sollevai agilmente la gonna scoprendo l'autoreggente. Lasciai scorrere le dita lungo il gluteo sinistro apprezzandone la tonicità, poi afferrai con entrambe le mani sollevandola per appoggiarla al mobile bar. Le sue gambe si avvolsero intorno ai miei reni imprigionandomi. Continuai a baciarla mentre le mani si facevano largo tra i suoi indumenti per raggiungere i seni. Le morsi il collo staccandole un brivido di piacere ed aprii la camicia scura svelando lentamente la sua poderosa nudità.
Osservai per un'attimo quei bellissimi seni. Vederli su uno schermo era una cosa ma trovarseli di fronte tutt'altra. Ci affondai dentro il viso succhiando e suggendo avidamente i turgidi capezzoli.
Ansimava.
continua...
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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Commenti per Valentina - pt. prima:
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