Lui & Lei
Desiderio di una notte di mezza estate
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14.08.2023 |
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"Fu come accendere un interruttore, ogni castello mentale si dissolse, guardai le sue cosce, il seno ed i suoi occhi maliziosi
La fissai nelle pupille..."
Avete presente quelle notti di mezz'estate, calde, vagamente afose dove non si sente nemmeno un rumore per il semplice fatto che in città non c'è più nessuno? Quei momenti in cui nell' attimo in cui sei quasi giunto a cedere tra le braccia di Morfeo dopo ore interminabili passate a rigirarti tra le lenzuola madide, vieni ripiombato nella realtà da un rumore secco che ti fa spalancare gli occhi imprecando? Ecco, ero appena capitato in una situazione del genere.Scesi dal letto ancora obnubilato e con la orecchie che cercavano la fonte di quel casino per capire cosa stesse accadendo, guardai attorno passai gli occhi sull'orologio a parete che indicava le 2 del mattino mentre un secondo tonfo secco ed un latrato di un cane condito da qualche lontana parola confusa squarciarono nuovamente il silenzio.
D'istinto mi girai in direzione della porta, l'area da cui proveniva il rumore, e capii:
cazzo deve essere arrivato il nuovo vicino!
Percorsi rapidamente la distanza che mi separava dallo spioncino ed osservai:
"Oppure la nuova vicina..." riflettei mentre guardavo incuriosito un paio di tondeggianti natiche piegate in un succinto paio di shorts rosa che facevano capolino a delle gambe decisamente ben modellate... "niente male..."
spostando leggermente lo sguardo notai una zazzera bionda scuotersi per il gesticolare nei confronti del collie con il tentativo di calmarlo.
"ed ecco spiegato anche il latrato"
Infine si alzò e la vidi di spalle rientrare in casa con il cane. Doveva essere una donna di mezza età, capelli chiari, forme leggermente ammorbidite dal tempo ma incredibilmente sexy.
Mi scostai dalla porta riprendendo la via del letto e rimuginando tra il divertito e l'eccitato, su quanto appena visto. Quel culo imperfetto mi aveva messo voglia ma cercai di non pensarci troppo infilandomi tra le lenzuola, era tardi e l'indomani mi aspettava l'ennesima giornata di fuoco.
Mi svegliai all'alba di una di quelle mattine preda della solita routine di preparazione pre lavorativa. Mi vestii con distrazione e nell'uscire di fretta inciampai, cadendo quasi a terra, in un grosso scatolone lasciato sul ballatoio a metà tra il mio appartamento e quello accanto.
Stavo ancora imprecando quando udii aprirsi la porta alle mie spalle ed una voce chiedermi scusa in mille modi possibili. Mi girai,alquanto alterato, trovandomi di fronte una bella donna sulla cinquantina. L'età, in realtà, non era proprio facilmente definibile, il ricorso alla chirurgia plastica, sebbene sapientemente strutturato e per nulla invasivo, era decisamente presente. Labbra, zigomi, rughe e ... seni!
La fissai negli occhi scuri, incorniciati da lunghi capelli biondo platino oggettivamente distratto da quelle grosse tette che, sfidando la forza di gravità, venivano nascoste a stento da una mosera canotta bianca .
"Perdonami, scusa! sono arrivata ieri sera e non sono riuscita a portarli dentro per il peso...ti sei fatto male?"
"no, no...sto bene grazie " risposi pensando a quante balle ci fossero in quella spiegazione
"adesso le porto dentro " continuò
"Anche se non so come fare..." finse, imbarazzata, di afferrare la scatola con estrema difficoltà. Notai che non portava alcuna fede al dito.
"ok ok lascia, ti do una mano..."
Sollevai la prima la quale era effettivamente piuttosto pesante e la seguii in casa. Indossava gli stessi short rosa che avevo sbirciato la notte precedente e non potei fare a meno di squadrarle il culo, vederlo ondeggiare ad ogni passo era alquanto ipnotico.
Immagino che nel girarsi di tre quarti per indicarmi dove posarla, se ne accorse perché d'un tratto cominciò ad essere vagamente più frivola.
Mi offrì un caffè per ringraziarmi, cosa che accettai volentieri nonostante il tempo a mia disposizione fosse risicato.
Parlammo del più e del meno e mi disse che il giorno dopo sarebbe arrivato il figlio per darle una mano col trasloco
"Tu ne hai? di figli, intendo" mi chiese
"no, al momento no ma mai dire mai. c'è tempo."
" sei single? " continuò
"si, mi piace la mia indipendenza. Tu?" risposi
"ero sposata, poi le cose non hanno funzionato ed eccomi qui"
"mi spiace"
" e per cosa? mi sono scopata più uomini durante il matrimonio che da single! diciamo che lui non ha apprezzato e poi era troppo geloso" aggiunse sorridendo
"lo posso capire, sei una donna molto sexy" mi uscí cosí, senza pensarci. in qualche modo si stava creando una certa sintonia
"grazie..." aspettò un paio di secondi, "mi trovi sexy? forse vent'anni fa lo ero ma adesso..." lasciò cadere la frase
"perdonami, non volevo essere sfacciato ma lo penso davvero... Ora però si è fatto tardi e dovrei andare" guardai l'orologio.
Lei sorrise maliziosamente osservandomi qualche attimo, poi si alzò, fece mezzo passo ed appoggiò il suo bel culo sul tavolo nel lato accanto al mio.
"Ok, allora grazie ancora per l'aiuto..." aggiunse allargando leggermente le gambe per richiamare la mia attenzione
Era a piedi nudi, seduta sul tavolo accanto a me, coperta solo da dei pantaloncini rosa ed una canotta bianca. Potevo sentire il suo profumo. Percorsi con lo sguardo ogni singolo centimetro del suo corpo, tutte le sue curve e le sue imperfezioni che la rendevano bellissima. Stava ridendo mordicchiandosi leggermente la punta del suo indice destro.
Sapevo che non potevo, non dovevo reagire, ma stavo subendo tutto il suo fascino. Emanava quella sensualità da Donna che una ragazza di vent'anni , per quanto porca possa essere, non potrà mai offrire, femminilità pura , un fascino che andava ben oltre i segni del tempo.
Mi alzai per andarmene cercando di non pensarci o almeno ci provai. Le bastò muovere leggermente il piede avvolgendolo dietro il mio ginocchio per fingere di trattenermi a farmi scattare. Fu come accendere un interruttore, ogni castello mentale si dissolse, guardai le sue cosce, il seno ed i suoi occhi maliziosi
La fissai nelle pupille corvine e d'improvviso le afferrai il viso con entrambe le mani avvicinandolo al mio. Non mi ostacolò. Assecondando il mio movimento, le nostre lingue s'intrecciarono e le nostre bocche si divorarono. Avvertivo il leggero sapore del caffè che avevamo bevuto poc'anzi e la sua saliva fondersi con la mia.
La bramavo, volevo solo possederla, desideravo penetrarla in ogni singolo antro del piacere, ero già duro.
le afferri i capelli tirandole le testa all'indietro per baciarle il collo mentre l'altra mano si faceva spazio sotto la canotta alla ricerca di quei poderosi seni.
Le sfilai velocemente la maglia facendo schizzare fuori le tette in tutta la loro splendida grandezza, scesi passandole la lingua lungo la gola e più giù, fino alla linea dei capezzoli e succhiai. Gemeva.
La presi per i fianchi alzandola di peso e ancora una volta con la lingua fusa alla sua mi diressi verso la camera da letto dove la gettai sul materasso togliendomi la camicia.
Puntellando i gomiti si sedette sul bordo del letto e sfiorandomi il corpo nudo fermò dolcemente il mio assalto.
"come sei duro" ridacchiò scorrendo i polpastrelli dai pettorali all'addome,
" adoro questi" aggiunse passando delicatamente le unghie sui miei obliqui per poi aggiungere la lingua, facendola abilmente scendere più giù lungo il solco trasversale fino ad appoggiare le labbra sulla mia erezione ancora velata dagli slip.
Mi baciò la punta e poi morse delicatamente, potei sentire le sue labbra calde attraverso il cotone dell' indumento intimo aumentare il mio desiderio.
continuò scendendo ancora di più, mi stava facendo impazzire. la volevo ma si stava prendendo il suo tempo, ora era lei a dirigere il gioco. Scostò leggermente le mutande e potei avvertirla avvicinare il naso al mio sesso inebriandosene.
"Uhmmmm... quanto mi piace questo profumo" esclamò "il profumo di un uomo!"
Ero preda del desiderio e provai ancora ad afferrarla ma di nuovo mi fermò, questa volta passando abilmente la lingua sotto i miei testicoli.
Un fremito di piacere mi scorse lungo la schiena togliendomi il fiato e le forze. Brividi di estasi mi bloccavano rendendomi una sua preda pronta per essere divorata.
Volevo scoparla, sollevarla di peso e penetrarla con forza sbattendola fino a farla squirtare ma in quel momento non ne ero in grado. Le catene del piacere mi stavano bloccando, lì in piedi, inerme, nudo di fronte a lei.
Scivolò sulle ginocchia sfilandomi le mutande e la fissai negli occhi di tenebra, fu un attimo, assaporai il suo sguardo da troia e le sue labbra carnose inghiottirmi in un unico movimento il cazzo.
Mi stavo godendo ogni singolo attimo di quel pompino, sapeva farmi arrivare al limite per poi ritrarsi ed aumentare il mio struggimento.
Non volevo ancora sborrare, anche se mi sarebbe piaciuto. Inconsciamente volevo affogasse nel mio seme, per punirla di quell'orgasmo che mi stava abilmente negando. Allora l' afferrai in maniera ferma ma gentile per i capelli staccandola da me ed ignorando le sue proteste facendola alzare.
"Ora voglio scoparti come una vacca in calore" sussurrai a denti stretti quasi ringhiando mentre la fissavo tenendola per la nuca.
"si...scopami !" gemette
Strinsi con forza le sue natiche sollevandola di peso e lei, d'istinto, s'avvinghiò con entrambe le gambe intorno ai miei fianchi.
Non le tolsi nemmeno il perizoma, lo scostai semplicemente di lato con due dita avvertendo la sua fica bagnata e glabra. La penetrai infilandoglielo in un unico movimento.
Udii mancarle il respiro e gemere, allora continuai. Avvertivo i suoi umori vaginali corrermi lungo le palle ed all'interno della coscia mentre il mio cazzo entrava ed usciva ritmicamente dentro di lei spingendo fino in fondo.
"scopami così cazzo! siiii! " urlava assecondando il mio movimento sfregava la sua clitoride contro il mio pube nel crescendo del piacere.
in un attimo potei percepire la tensione del suo corpo crescere, la respirazione farsi più affannosa e i gemiti più marcati. Venne.
l'orgasmo fu talmente intenso che sentii un liquido caldo avvolgermi i testicoli e gocciolare sul pavimento. Le sue urla di piacere diedero una scossa dolorosa al mio timpano sinistro spingendomi a ritrarre la testa e crearono in me l'impulso di voler ripagarla con dell'altro dolore. La penetrai con ancora più forza mordendole il collo, ma questo non fece altro che aumentare le sue grida e l'estasi che percorreva ogni singola fibra del suo corpo.
la posai sul materasso ancora spasimante. Eravamo madidi di sudore, i capelli biondo platino si sciolsero lungo le lenzuola, la osservai voglioso, era splendida. Nuda, distesa sul letto sfinita, con il tanga che lasciava ancora scoperte le sue carnose labbra gocciolanti.
L'età le aveva donato un fascino ed una maturità sessuale non descrivibili a parole, quella sensuale intensità che può solo essere percepita e goduta ma non raccontata. Aveva almeno quindici anni in più di me ma era una dea, lo pensavo e glielo dissi:
"Laura sei bellissima! "
Socchiuse gli occhi facendoli scivolare sul mio corpo in piedi di fronte a lei in piena erezione. Non disse nulla se non un flebile gemito mentre con l'indice sinistro sorvolava il suo corpo sfiorandosi la clitoride.
Era inutile resistere, mi gettai su di lei, levandole completamente le mutande con una mano sola mentre il tessuto cedeva sotto le mie dita scoprendola sua bellissima fica depilata.
Affondai il viso dentro di lei, la mia lingua esplorava la sua intimità assaporando il nettare dolce e vagamente aspro, deglutii i suoi umori percependoli scendere in gola ed inebriandomi le cavità nasali. Fu come gettare benzina sul fuoco dell' eccitazione, così continuai spingendo il dito medio delicatamente dentro il suo ano.
Distinsi ancora il crescendo di tensione, il respiro farsi voluttuoso ed i muscoli contrarsi. Urlò di nuovo.
Osservai il suo orgasmo con la vagina ancora nella mia bocca, la schiena inarcarsi per poi rilassarsi stremata come una bambola di pezza nelle mie mani.
Ora era completamente mia, era il mio turno adesso e non l'avrei lasciata scappare per nulla al mondo. Desideravo quel culo dal primo momento in cui lo avevo visto dallo spioncino, dovevo averlo.
Mi ritrassi dal suo corpo alzandomi sulle ginocchia e le afferrai la caviglia destra per girarla. Non fece alcuna opposizione mettendosi carponi e regalandomi lo spettacolo del suo sesso ancora pulsante e del culo già aperto dalle mie dita.
Mi afferrai il cazzo e lo puntai sul suo sfintere. Spinsi . Non ci volle molta forza, mi inghiottí in un attimo
"ah!!! ....siiiiii!"
il misto di dolore e piacere la stava mandando nuovamente in estasi.
Cominciai a scoparla da dietro con foga,motivato dai suoi continui vocalizzi d'idillio e le schiaffeggiai una natica esclamando: "adoro il tuo culo, volevo scopartelo dal primo momento in cui l'ho visto"
le mie parole la fecero eccitare ancora di più portandola al suo terzo orgasmo, ma non me ne curai, ora volevo godere io, riempirla della mia essenza, possederla al cento per cento. Non desideravo altro. Raggiunsi l'apice e questa volta non mi trattenni, sfociando in un coito barbarico. Ansimando e gemendo come un animale schizzai riempiendole l'ano. le diedi tutto, avvertivo i getti uscire dal glande con vigore , mi svuotai completamente dentro di lei. Fu un orgasmo fantastico, selvaggio e romantico allo stesso tempo.
Mi accasciai sulla sua schiena sfinito,succube degli ultimi spasmi con ancora il mio membro infilato in lei. Scivolai di lato sdraiandomi sulla schiena mentre le mie braccia accoglievano la sua testa sul mio petto.
"wow"
Rimanemmo in quella posizione per un tempo che sembrò essere infinito, storditi, soddisfatti e spremuti nel corpo e nella mente, consapevoli della frivolezza del momento ma estremamente appagati.
Dischiusi gli occhi e la venerai di nuovo ancora tra le mia braccia.
Mi aveva stregato, la mia fantasia cominciò a lavorare ed il desiderio a salire.
Distinse chiaramente il mio membro inturgidirsi e si scostò dal mio petto girandosi per guardarmi vagamente stupita " ma non ti è bastato?!" chiese ridendo
"No, ho ancora fame di te!"
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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Commenti per Desiderio di una notte di mezza estate :
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