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Lui & Lei

La fica stretta


di Pablopd
23.06.2017    |    19.750    |    5 8.3
"Finalmente, la sera, tutto sembrava andare per il meglio, la cena il vino, tanto vino, le chiacchiere, le coccole, la musica, il divano..."
Arianna aveva fatto tutte le valutazioni del caso, le dimensioni di lui, quelle di lei, lui ce l'aveva grande ma non troppo, e troppo poteva essere un problema perché lei, che non aveva avuto figli e anche i rapporti erano piuttosto diradati nel tempo e poco frequenti, era quella che chiamavano "fica stretta".
La cosa non la preoccupava molto perché aveva letto in un forum di erotomani che la fica stretta era molto valutata nel ramo, e lei aveva anche frequentato palestre di pilates perché la sua amica Eugenia, l'unica con cui si confidava su tutto e che aveva numerosi amanti segreti, alcuni in contemporanea nello stesso letto, le aveva detto che serviva a controllare la muscolatura inguinale e a reagire meglio assecondando l'atto e stringendo e rilasciando, moltiplicando così il piacere del partner.
E poi la "fica stretta" aveva il suo contraltare in una buona lubrificazione. Lei era sempre stata molto lubrificata. Tanto che il suo ultimo amante, Riccardo... quanto tempo era passato... l'aveva soprannominata Svitol. Insomma, era decisa e preparata, lubrificata e palestrata, stretta e accogliente, decisa a sorprendere il nuovo amante con tutta la sua qualità nascosta.
Finalmente, la sera, tutto sembrava andare per il meglio, la cena il vino, tanto vino, le chiacchiere, le coccole, la musica, il divano. Ecco. Sul divano finalmente le cose si fecero più calde. Un bacio, una mano che cominciava a muoversi più audace, poi due, la lingua frenetica nella sua bocca e la sua nella propria, le mani che entravano sotto gli abiti e in breve eccoli entrambi nudi, lui eretto lei vogliosa con la sua fica stretta e pulsante, e lei lo sentì armeggiare, scivolare, prepararsi e lasciò che le sue mani la accarezzassero e muovessero nella posizione che lui desiderava ed ecco il contatto fra la punta del suo pene turgido e la sua fica stretta e già scivolosa e in un colpo solo lei aprì la bocca e spalancò gli occhi emettendo un urlo silenzioso. Lui aveva solo sfiorato la fica inumidita e gliel'aveva infilato nel culo fin dov'era riuscito...
Posizionata di tre quarti sul divano, né di schiena né a pecora, Arianna si sentì a disagio. Non l'aveva previsto, non se lo aspettava, non si era fatta tutte quelle elucubrazioni per essere tradita così al primo appuntamento. Avrebbe voluto protestare ma sentiva i colpi affondare con attenzione ma con decisione sempre più in fondo centimetro dopo centimetro. E la sensazione era nuova per lei. Un misto di fastidio, dolore e piacere che cominciava ad essere più intenso.
Si era chiesta, parlando con Eugenia, se lei potesse essere più clitoridea o vaginale, ed entrambe avevano concluso che l'importante era godersela e che l'amante fosse soddisfacente. Ma anale? I bambini, aveva letto, avevano tre fasi nella loro scoperta del mondo, quella genitale era preceduta dalla orale e prima ancora da quella anale...
Smise di pensare e gemette. Lui era arrivato fino in fondo e pompava come un forsennato. Smise di pensare e cercò di posizionarsi più comoda. Ormai era fatta e tanto valeva godersi la novità.
Lui assecondò i movimenti e mise un piede a terra senza smettere di pompare, finché Arianna non si trovò a pecora, in grado di offrire comodamente la rotondità delle sue chiappe morbide. Si lasciò andare e ascoltò il suo corpo reagire all'impalamento. Alla fine lui esausto si ritrasse con un gran sospiro.
Era ancora turgido e non era venuto, o almeno era riuscito a trattenere l'esplosione liquida.
Avvicinò la punta del membro alla vagina. lei si girò di scatto urlando: "Non vorrai mica infilarlo così dopo essermi stata dietro? Mica voglia di farmi una vaginite proprio ora!"
"Hai ragione!" Convenne lui. "Dov'è il bagno?"
"Di là. Usa il sapone antisettico che è sul bidet", consigliò lei. Addio momento romantico e di passione, pensò. Anzi, di romantico non c'era nulla. Si toccò dov'era stata "abusata". Senti che largo! Vabbè credevo peggio. È abbastanza elastico. E poi non è stato così male. Ci strofinò su una salvietta umida ad ogni buon conto e la fece sparire appallottolata nel cestino.
Lui tornò lavato e profumato di fresco, trovandola supina sul divano. Si sorrisero. La baciò. Lei allargò una gamba appoggiando il piede per terra. Era una palese offerta di continuare i giochi ma da un altro pertugio. Sentì le sue mani accarezzarla e scendere in basso. La toccarono. Il dito scese lungo le grandi labbra e poi risalì fino al clitoride separandole. Arianna chiuse gli occhi pregustando il momento. Ma ce l'avrebbe fatta? E se non fosse riuscito ad entrare? E se la fica stretta si fosse rivelata più stretta del suo culo praticamente vergine? Sentì il glande appoggiarsi e quindi forzare delicatamente l'uscio. Aprì gli occhi mentre sentì il membro entrare prima lentamente poi scivolando via fino in fondo. "Wow - disse lui - che bella fica stretta!". E cominciò a pompare sinuoso come e meglio di prima.
Lei sorrise.
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