Lui & Lei
Incontro inaspettato

10.06.2015 |
3.659 |
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"Apre i bottoni ad uno ad uno, apre la cintura e solletica la mia erezione per capire se pulsa ad ogni suo tocco e così è!
Risale con la mano e sedendosi alla..."
Sono le 18.00 di un pomeriggio primaverile. Sto viaggiando lungo l' autostrada A22, dopo aver consegnato un carico di automobili a Verona. Ho ancora qualche ora di guida prima della pausa notturna, poi alle prime luci dell’alba ripartirò in direzione Austria.Procedo a bassa velocità, in questo tratto di autostrada vige il divieto di sorpasso per i camion fino alle 22:00. Inganno il tempo, sbirciando nelle automobili che procedono sulla corsia attigua alla mia, in cerca di qualche bella signora in vena di mostrarsi.
La mia attenzione viene catturata da un’ utilitaria che mi sta affiancando da alcuni chilometri, ma poi in prossimità di un rettilineo, sfreccia via veloce e la perdo di vista.
Sono in prossimità di un autogrill e decido di fermarmi per un caffè e se trovo un posto, anche per la notte. Il parcheggio dei camion è sul retro, sono fortunato e riesco a parcheggiare il mio mezzo.
Mi avvio verso il bar dell' autogrill, senza far troppa attenzione alle persone che scendono e salgono dalle loro autovetture.
Solitamente mi appoggio ai tavoli vicini il bancone, così posso gustare il mio caffè con calma e lanciare occhiate in cerca di uno scambio visivo con qualche meravigliosa donna.
I miei occhi si posano su di una signora, capelli lunghi biondi. Sta sfogliando le pagine di un libro, è vestita con un tailleur di buona finitura, delle decoltè con un bel tacco. La slanciano e le fanno uno culo stupendo.
Continuo a girare il cucchiaino nel caffè, ma lo zucchero, deve essersi sciolto già da un po', la cremina che si deposita in alto è svanita ed il caffè ormai è freddo. Quella figura femminile ha qualcosa di attraente, sembra richiamarmi a sé, come una sirena. Fortunatamente ha gli occhi intenti alla lettura, altrimenti si accorgerebbe dell’insistenza con la quale l’ ammiro.
La signora ripone il libro e con disinvoltura raggiunge il bancone per ordinare il suo caffè, prende tazzina e piattino e si appoggia sul tavolo di fianco al mio. Alza lo sguardo e solo ora mi accorgo di quanto sono belli i suoi occhi, verdi, come un lago alpino. Mi catturano e mi emozionano.
E’ un gioco di sguardi quello che segue, un’eccitante caccia alla volpe.
Beve in fretta il suo caffè ed agganciando il mio sguardo che non la molla, si dirige verso la toilette ed io attendo che oltrepassi la porta, per seguirla.
Ho il cuore in gola, trovo tre porte, una è socchiusa, mi avvicino, lei è intenta a fare i suoi bisogni, un attimo ed i nostri occhi si guardano intensamente dallo specchio appeso al muro. Decido di entrare, richiudo la porta dietro di me, senza una parola, apro la zip dei pantaloni, liberando la mia erezione che le finisce direttamente in bocca, la voglio sopra ogni cosa!
La sua bocca è caldissima e la sua lingua rotea in maniera sublime sulla mia cappella, la depressione che crea aspirando aria è piacevolmente eccitante, sono molto carico potrei esploderle in bocca da un momento all' altro, mi lascio andare e lei non si ritrae, sembra gradire il mio piacere.
Senza staccarsi, si alza e lentamente si siede sulla sedia di fianco, allungo le mie mani sulla sua fica dai petali arricciati, li allargo e percepisco che la sua voglia è immensa, è talmente bagnata che le dita scivolano dentro con estrema facilità.
Voglio provare il suo sapore, mi porto la mano alla bocca ed assaggio quel nettare così dolce da sembrare miele.
L'erezione mi torna in poco tempo, mi sfilo dalla bocca di questa ammaliante donna per inginocchiarmi e leccarla per bene, appoggio la mia lingua sul suo clitoride, lo succhio lievemente. Scendo per le sue labbra e risalgo aprendole leggermente, mi soffermò di nuovo sul clitoride insistendo con un gioco di lingua, che le fa contrarre il ventre, l’accarezzo e la bacio dolcemente. Le sfilo la gonna e lei si toglie la giacca, slaccia la candida camicetta, liberando quel seno, sodo e caldo.
Il mio cazzo diventa marmoreo, mi chino per un' ultima stimolazione con la lingua, mentre risalgo con la mia bocca sul suo ventre per dedicarmi a quel seno perfetto. La sua fica è un lago di umori ed io non mi faccio pregare, scivolo dentro di lei in un attimo. Il suo orgasmo mi coglie, quasi alla sprovvista, lasciandomi bagnato ed esausto per la cavalcata.
L' abbraccio, la faccio aggrappare a me, spingo la sua schiena contro il muro ed inizio a baciarla. La sua bocca, con le labbra lucide, richiama particolarmente, la mia voglia di baciarla. Deliziose … sanno ancora di caffè e di me. Inizio a scoparla lentamente, aumentando il ritmo man mano che sento colare i suoi umori sulle mie palle. Si muove in maniera deliziosa, sembra massaggiarmi l' asta mentre si muove su e giù, quando si alza stringe i muscoli pelvici, simulando un risucchio e quando scende li rilassa, questa posizione mi consente di giocare con il suo seno e con i suoi capezzoli, che massaggio per mantenerli duri al massimo.
Ora vuole essere presa da dietro e non mi lascio pregare, le faccio appoggiare le mani allo schienale della sedia e mi infilo da dietro, la vista del suo culo sodo, mi spinge verso un nuovo orgasmo, che arriva dopo un paio di secondi dal suo. Mi sfilo ed inondo la sua schiena liscia e morbida.
Per non destare sospetti a qualche eventuale cliente, che passa dal corridoio, esco prima io, richiudendomi dietro la porta. Lascio a lei il tempo di ricomporsi. Ci siamo dati appuntamento al ristorante per condividere la cena.
Osservo ancora una volta, questa splendida creatura, mentre mi viene incontro, sembra avere un' aura luminosa intorno, i capelli sembrano danzare ad ogni suo passo, e qualcuno dei clienti al bar non può fare a meno di girare lo sguardo per omaggiare questa donna della sua bellezza.
Finalmente mi tende la mano e pronuncia il suo nome, Aurora. Mi presento a mia volta.
Tra una parola e l' altra mi confessa che l' auto di fianco a me sull' autostrada era condotta da lei e che il gioco era già iniziato, anche se ne ero ignaro.
Mi confessa, anche che, se non mi fossi fermato, avrebbe dovuto inventare un altro escamotage per richiamare la mia attenzione.
Scopriamo di avere la stessa meta, le propongo di condividere una parte del viaggio con me. Carichiamo la sua auto sul camion. L’ aiuto a salire in cabina, sospingendola dolcemente da dietro, l’occasione è giusta per sfiorarle nuovamente il sedere che si muove divinamente davanti ai miei occhi.
Faccio il giro del camion assicurandomi che tutte le luci funzionino, che l' auto sia ancorata bene e salgo dal lato guida.
Appena apro lo sportello, rimango piacevolmente sorpreso, lei ne ha approfittato per mettersi comoda, regalandomi nuovamente la bellezza del suo corpo come la natura lo ha creato.
Tiro un pochino le tendine dei vetri laterali per limitare la visuale dall' esterno e ripartiamo.
Fuori è già buio, la sua pelle candida è illuminata dalle tenui luci del cruscotto, che rendono l' ambiente magico.
Aurora si sente troppo distante e decide di avvicinarsi, sedendosi sul lettino dietro di me. Inizia a massaggiare le mie spalle in tensione, ma è scomoda, quindi s' inginocchia dietro al mio sedile e mi vizia un pochino.
Le sue mani sanno quali punti toccare ed io mi godo il massaggio, anche se ogni tanto le sue mani scivolano in qualche punto che mi fa rabbrividire di piacere.
Mi sfila la polo, dicendo che ha deciso di farmi impazzire di voglia, più di quanta ne avessi già di lei, sto al gioco, il traffico è scarso.
Sento le sue tette da dietro, che si strusciano sui miei capelli, affinché le sue mani possano scorrere sulle mie braccia intente nella guida, disegnando un percorso che passando dal mio petto raggiunge la mia erezione.
Apre i bottoni ad uno ad uno, apre la cintura e solletica la mia erezione per capire se pulsa ad ogni suo tocco e così è!
Risale con la mano e sedendosi alla mia destra, s' impossessa del mio braccio per massaggiarlo, curando particolarmente l' avambraccio, una zona che uso molto per guidare e quindi molto tesa.
Parliamo un po ed Aurora è sempre attenta che la mia erezione non scenda di vigore, talvolta avvalendosi dei meravigliosi baci di cui è capace e talvolta solleticandola con le dita.
Questo viaggio ad alto tasso di erotismo sta per giungere alla fine, siamo arrivati dopo un paio d'ore all' autoparco di Vipiteno, cerco un parcheggio tra gli altri camion, mi parcheggio al contrario di come sono parcheggiati gli altri per avere un po di privacy in più.
Chiudo ulteriormente le tendine, lasciando che la fioca luce notturna, penetri nella cabina per poter ammirare quel meraviglioso corpo nudo che mi ha accompagnato per queste due ore.
Aurora brama visibilmente la mia lingua, tanto che, non mi da il tempo di sfilarmi i pantaloni ed adagiandosi con la schiena al vetro, e seduta sul cruscotto mi incita a farla godere. Non esito, mi allungo verso la sua bocca per un bacio mozzafiato e scendo velocemente per il seno, il ventre e giungo alla sua fica già grondante di umori, che raccolgo con la lingua ben aperta dal basso verso l'alto.
Roteo la mia lingua sul suo pronunciato clitoride e lo succhio, mentre con gli occhi mi perdo alla vista del suo corpo, meraviglioso e perfetto.
La voglia di possederla per l' ultima volta è tanta, vorrei non finisse mai questo magico amplesso. La tengo ad un alto stadio di eccitazione, fino a quando arriva un orgasmo intenso e liberatorio. Appena il suo respiro torna regolare, trova il mio cazzo pronto a penetrarla con foga, i suoi umori colano sul cruscotto. La tiro dolcemente a me e ci spostiamo sul lettino, invertendo le posizioni, voglio bagnarle il buco del culo, con i suoi abbondanti umori per poi prenderla da dietro dolcemente.
Aurora è pronta due delle mie dita hanno aperto e lubrificato in abbondanza il suo orifizio. Cambiamo posizione e le appoggio la cappella al buchino, una leggera pressione lo fa scivolare dentro di lei lentamente. La penetrazione è piacevole, lei è calda e bagnata. Il sopraggiungere del suo orgasmo la fa contrarre e mi sento stringere il cazzo, non resisto. Fiotti di sperma fuoriescono prepotentemente, senza possibilità alcuna di trattenerli.
Ormai è mezzanotte, non voglio che s'incammini a quest'ora e le propongo di dormire abbracciati in questa notte speciale.
L’alba ci sveglia, un’ultima coccola, un ultimo bacio rubato.
Scarico l’auto di Aurora, respiro per l’ultima volta il profumo dei suoi capelli, in un abbraccio che vorrei non finisse mai. Non mi lascia il suo numero, so che non la rivedrò mai più, rimarrà il ricordo di quest’ incontro inaspettato.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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