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Bondage a casa del Padrone


di MartinaA69
26.02.2025    |    239    |    4 8.0
"Mi accolse con gioia ed affetto e prendemmo insieme il tè discorrendo del più e del meno fino a quando arrivò Rosa, altra sorellina che ebbe l'ordine di..."
Erano le otto del mattino quando suonai il campanello della casa del Padrone , tempo 50 min ero già travestita da donna come mi era stato insegnato ed ordinato. Avevo addosso il corsetto stretto oltre l'umanamente sopportabile, la guaina per contenere 'le vergogne', calze a rete, sottoveste di seta nera, vestito di raso nero con gonna al ginocchio, pelliccia ecologica e decolletè col tacco a spillo altissimo. Erano tutti doni del Padrone. Nella borsa avevo tutti i ricambi. Il trucco era pesante e costituiva un po' una prova della vergogna. Parrucca alla 'Valentina' in perenne combattimento con gli orecchini di cristallo a pendaglio che oscillavano di qua e di là.
Mi aprì come al solito Jenny una sorellina in tenuta da cameriera. Aveva in bocca un dispositivo che le apriva le mascelle a dismisura e i suoi gomiti erano bloccati insieme cosi da renderle penoso ed appena possibile l'uso delle braccia per operazioni elementari come appunto aprire la porta.
Mi accolse con gioia ed affetto e prendemmo insieme il tè discorrendo del più e del meno fino a quando arrivò Rosa, altra sorellina che ebbe l'ordine di prepararmi.
Rosa mi condusse in camera da letto dove mi lega le braccia ai braccioli di una poltrona e, sua specialità, mi rifece il trucco con dei cosmetici waterproof prima di cacciarmi in bocca il mio consueto bavaglio a palla col dispositivo di cinghie ed il lucchetto a bloccare il tutto. Poi arrivò il Padrone che mi fece indossare una lunga camicia da notte di nylon nero e mi chiese se ero pronta. Annuii e la seduta cominciò.
Le mie mani furono con arte e molti giri di corda legate dietro la schiena, i miei gomiti furono parimenti uniti insieme e numerosi giochi di corda unirono il tutto al mio corpo fino a rendermi immobile. Le caviglie e le ginocchia subirono lo stesso destino di polsi e gomiti e lo stesso dicasi per le cosce. La cosa stupefacente era che le corde davano l'impressione che non si sarebbero mosse da dove erano posizionate per niente al mondo. In effetti era così.
Con una spintarella Rosa ruppe il mio precario equilibrio e mi fece cadere sul letto mentre urlavo nel bavaglio il mio disagio ed il mio spavento. Mi sembrò che le corde stringessero di più di quando ero in piedi e feci come per dimenarmi mentre le mie carceriere ridevano di gusto dei miei sforzi vani riprendendo il tutto con una videocamera. Dopo un po' il Padrone soddisfatto del mio dibattermi decise di porre fine a quella fase dello spettacolo e, con una forza che non gli facevo, unì le caviglie alle cosce e poi ai polsi ottenendo di pormi in quella infernale posizione che in inglese si chiama 'hogtie'. Nel mi caso potevo definirmi come 'hogtied and ballgagged damsel' . La sofferenza era atroce ed aggravata dalla morsa del corsetto ed erano solo le nove del mattino...
Ore 9.30. Anche se indolenzita un po' dappertutto rimanendo 'ferma ' riesco a sopportare la scomodità della situazione. L'eccitazione trasmessami dall'odore del make-up e dal profumo intenso generosamente sparso sul mio corpo dalle sorelline contribuiva a farmi accettare di buon grado i morsi delle corde e l'occupazione del mio cavo orale da parte della pallina di plastica. Noto che la videocamera, piazzata su di un cavalletto continua a riprendermi.
Ore 10, forse. Adesso sento proprio male. Ho le articolazioni dolenti, la pallina che mi spalanca la bocca sembra un melone e mi fa respirare male; provo a muovermi per vedere se cambia qualcosa ed in effetti qualcosa cambia... in peggio. I miei lamenti si spengono nel bavaglio mentre sono la protagonista di un film che comincia a costarmi parecchio dolore. Entra Jenny nella stanza, mi si avvicina e mi mette dei tappi di gomma nelle orecchie. Adesso non sentirò neanche i rintocchi della pendola nel corridoio; mi lamento e mi dimeno un po' ma smetto subito perché so che sarebbe solo a beneficio delle riprese e che la mia aguzzina non muoverà un dito in mio soccorso. L'unico provvedimento preso è sistemare la videocamera.
Non so più neanche quanto tempo è passato. Adesso basta! Non ce la faccio più! Il corsetto, le corde, il bavaglio, i tappi nelle orecchie, tutto è come una tenaglia d'acciaio sul mio corpo! Voglio essere liberata! Voglio urlare!
Disperata comincio a dimenarmi in maniera folle ed a urlare nel bavaglio anche se tutto ciò aumenta le mie pene! Piango e sento le mie lacrime colare sul viso, sul bavaglio e sento il sapore di salato. E un supplizio che non sembra aver fine. Non dico sciogliermi, ma almeno potrebbero scollegare le caviglie dai polsi! E no, eh il bello è proprio quello! Devo anche fare attenzione a non soffocare...
Stremata mi addormento, non so come, ma mi addormento. Quando il Padrone entra in camera sono le 11 e mi domanda se mi sono divertita abbastanza. Dopo, come speravo mi libera le caviglie dai polsi mi fa alzare e, a saltelli mi fa raggiungere una colonna in un lato della stanza dove vengo 'applicata' e fissata con altre corde. Sarò lasciata lì (ma è un sollievo!) fino a quando, come preannunciato dal Padrone verrà Jenny per prepararmi ad essere scopata, ore 11.30 Jenny e Rosa entrano nella stanza e vi giuro che è stata la più bella orgia mai fatta in vita mia.
Grazie Padrone
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