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Il CLIENTE ED IL VECCHIO AMICO


di ricominciodatre
23.08.2022    |    7.723    |    7 9.0
"Mi avvicinai e scorsi Chiara in reggiseno e perizoma, che non si era accorta di me perchè di spalle davanti alla specchiera intenta a truccarsi..."
Nell'ambito della mia attività professionale capita di fare trasferte col cliente al seguito.
Con alcuni clienti, con i quali il rapporto di lavoro è continuativo, capita che si instauri un rapporto, oltrechè professionale, di buona conoscenza o di amicizia extraprofessionale.
Alcuni anni fa mi capitò di affrontare alcune trasferte con lo stesso cliente: persona affabile e brillante, più o meno coetaneo, col quale, per naturale empatia, si instaurò progressivamente un rapporto di confidenza.
Nell'ultimo dei lunghi viaggi in auto per raggiungere la destinazione di lavoro, parlando un pò di tutto, si cominciò a parlare della propria vita personale ed in particolare del rapporto col sesso femminile.
Lui era sposato da una decina d'anni, senza figli, con una donna qualche anno più giovane di lui, decisamente una bella donna dalle foto che mi mostrò.
Mi confidò che il suo matrimonio ebbe un periodo critico quando scoprì una scappatella della moglie che , seppur a fatica, cercò di superare.
Tuttavia mi confidò che, venuto a sapere del tradimento della moglie, dopo la istintiva reazione di rabbia, col tempo il pensiero della moglie posseduta da un altro uomo gli provocava una sorta di eccitazione che, nonostante cercasse di smorzare, si presentava ugualmente nelle sue fantasie.
Mi disse che, prima del tradimento, mentre faceva sesso con la moglie,alcune volte la fantasia di un terzo partecipante, a parole, era comparsa nei loro amplessi.
Mi confidò che, ultimamente, il pensiero di vedere la moglie con un altro uomo era diventato più assillante tanto da avergli fatto pensare di come realizzare tale esperienza per capire se fosse solo l'eccitazione di un pensiero astratto oppure realmente un desiderio concreto.
Con la moglie di questo mi disse di non aver mai avuto il coraggio di parlare.
Dopo essersi confidato mi chiese cosa ne pensassi ed io, non volendo entrare troppo nel merito visto anche le mie esperienze, un paio, di menàge a trois già avute come terzo - delle quali tuttavia non gli parlai - gli dissi che in fondo non era una fantasia poi così strana.
Il discorso si chiuse così.
Dopo alcuni giorni dal rientro della trasferta, mi telefonò chiedendomi se potevamo vederci.
Poichè era un periodo abbastanza denso dal punto di vista lavorativo, gli chiesi se il motivo dell'appuntamento era urgente al ché mi rispose che il motivo non era di lavoro, ma personale e che avremmo potuto vederci anche dieci minuti per prendere un caffé.
Il giorno dopo della telefonata ci incontrammo in centro città e ci sedemmo ad un bar ordinando un caffè.
Dopo il rituale "come va" fu diretto e mi disse: "Ricordi ciò di cui ti avevo parlato durante il viaggio alcuni giorni fa?".
Onde evitare figure poco piacevoli - nonostante il grado di confidenza instauratosi era comunque un cliente - feci lo gnorri, tuttavia ben capendo invece a cosa si riferisse, e dissi: "Cosa?".
"Mia moglie, o meglio, la mia fantasia di vederla con un altro".
"Ah - soggiunsi - sì ricordo...".
"Vedi - soggiunse - in questi giorni ci ho pensato e vorrei concretizzarla.
Sei l'unica persona con cui ne ho parlato perchè mi hai ispirato fiducia e ti ritengo una persona intelligente e senza pregiudizi".
"Ti ringrazio per la fiducia" dissi io senza aggiungere altro e lui, con un velo di imbarazzo: "Ehm...Vorrei che tu fossi mio complice in questo".
Immaginando dove voleva andare a parare, ma mantenendo sempre una finta ingenuità di circostanza, gli dissi: "Cioé?"
"Vorrei che l'altro uomo fossi tu.
Poi magari non succederà nulla, ma voglio provare a realizzare quello che ormai assilla la mia mente".
Rimasi un attimo in silenzio e prima ancora di iniziare a parlare lui disse: "Vorrei che la cosa sembrasse causale.
In questi giorni ho pensato ad un piano.
Mia moglie ti conosce per nome visto i nostri rapporti di lavoro, ma non ti ha mai visto nè sentito.
Vorrei che tu venissi una sera a casa nostra a cena; ti farei passare come una vecchia conoscenza di passaggio in città.
Che ne pensi?"
In realtà mi stavo già leccando i baffi, ma non lo feci trasparire e dissi "Bé se pensi che possa funzionare...".
Ci salutammo e mi disse che mi avrebbe fatto sapere a breve qualcosa.
Dopo un paio di giorni mi manda un messaggio scrivendomi "Venerdì prossimo alle 21 a casa nostra a cena, può andarti bene?"
Risposi con un laconico "Ok" al quale lui rispose "Perfetto, ci sentiamo telefonicamente per i dettagli".
Verso sera mi chiamò e mi disse: "Allora, tu venerdi sarai Antonio, un mio vecchio compagno di università col quale ci siamo casualmente ritrovati in città perchè tu sei qui per alcuni giorni per lavoro, ok?"
"Va bene dissi io, spero di non fare gaffes...".
E venne così il fatidico giorno.
Suonai al campanello e mi venne incontro salutandomi cordialmente.
Entrato in casa mi fece accomodare in salotto e, strizzandomi l'occhio, disse: "Adesso ti presento mia moglie".
"Chiara, scendi che è arrivato Antonio".
Di lì a poco scese dalle scale del piano superiore la moglie e rimasi sbigottito.
Non sembrava quella delle foto che mi aveva mostrato, ma ancora più bella.
Alta, capelli biondi raccolti in uno chignon, una camicetta in seta bianca ed una lunghette che evidenziava le sue belle gambe tornite, senza calze, ed ai piedi un decolleté tacco 12 molto sexy.
Mi alzai e le porsi la mano "Piacere Antonio!"
Dopo i convenevoli di rito ci sedemmo a tavola.
La cena trascorse in un paio di orette di piacevole conversazione, con qualche battuta a doppio senso, ma nella norma del lecito, e dopo il caffè, il marito mi disse: "Antonio, mi tieni compagnia fuori in giardino a fumare una sigaretta?"
Pur non essendo io fumatore dissi "Certo!".
Usciti in giardino, lui mi disse: "Ho la sensazione che come tipo tu non dispiaccia affatto a mia moglie.
La conosco bene e l'ho vista molto a suo agio.
Se non le fossi piaciuto come persona non avrebbe spiccicato parola".
Al ché replicai: "Bé, magari lo ha fatto per gentilezza o le sono solo simpatico".
Mi rispose: "Fidati, la conosco bene!".
E quindi soggiunse: "Per stasera ci fermiamo qui.
Non voglio forzare le cose.
Volevo capire se come persona le potevi piacere per andare oltre.
Quando sarò solo con lei cercherò di capire meglio, ma sono certo che sei la persona giusta.
Le avevo già anticipato che rimarrai in città per alcuni giorni così da avere la scusa per vederci ancora nel caso le fossi piaciuto.
Ci sentiamo nei prossimi giorni".
Rientrati in casa salutai Chiara con galanteria e me ne andai.
Quella donna mi era rimasta di certo impressa ed ora la fantasia di possederla era anche mia.
Il giorno successivo lui mi inviò un messaggio "Tutto ok! Non mi sbagliavo, tieniti libero per martedi sera".
Il pensiero di possedere quella bella donna si concretizzava.
Il martedì mattina mi telefona lui dicendomi che saremmo andati a cena in un ristorante tranquillo appena fuori città; punto di ritrovo a casa sua per andare con la loro auto.
Mi presentai quindi la sera a casa loro.
Suonai il campanello ed uscì lui dicendomi: "Cinque minuti ed arriviamo".
Poco dopo esce dal garage con l'auto e Chiara era già con lui.
Prima si salire, scesero entrambi per salutarmi.
Se il venerdì sera scorso Chiara era bella, questa volta era conturbante: capelli sempre raccolti, un tubino nero senza spalle, ed un paio di sandali supersexy.
Arrivammo al ristorante, ci sedemmo e la cena passò piacevolmente, ma, stavolta, la conversazione, complice forse anche un pò più di ottimo vino, prese una piega decisamente più maliziosa durante la quale i mie sguardi a Chiara furono piuttosto espliciti.
Finita la cena tornammo a casa loro.
"Antonio, se non vai di fretta entra un attimo che ci facciamo il bicchierino della staffa" mi disse lui.
"OK, se proprio me lo chiedi..." dissi io sorridendo.
Entrammo in casa e ci sedemmo in salotto.
Lui mi versò un bicchiere di cognac e poi disse "Antonio, non ti offendi se mi allontano un attimo per portare il cane a fare i suoi bisogni vero?
Ti lascio un buona compagnia" disse strizzandomi l'occhio senza che la moglie se ne accorgesse.
"Figurati!" risposi io.
E così rimasi solo con Chiara.
Non sapevo che dire, ma sapevo quello che avrei voluto fare e forse anche lei ne aveva voglia nonostante l'imbarazzo.
E fu così che mi avvicinai a lei e le accarezzai una gamba: lei rimase per un attimo immobile, ma poi improvvisamente, mi prese la mano e mi tirò a se.
Le nostre bocche e le nostre lingue si incollarono in un bacio da mille ed una note, le mie mani cominciarono a cercare il suo sesso che trovai bagnato come non mai strappandole mugolii di piacere.
Ma ad un tratto si staccò bruscamente e mi disse "No Antonio, scusami, mi sono lasciata andare, ma non possiamo!" e salì rapidamente le scale verso il piano superiore.
Dopo qualche minuto arrivò il marito e mi chiese "Chiara?".
Risposi :"E' andata di sopra ed è meglio che io me ne vada, ti spiegherò magari domani per messaggio o per telefono".
L'indomani ci sentimmo telefonicamente e le spiegai cosa fosse successo con Chiara durante la sua assenza.
Lui mi disse "L'avevo capito che era successo qualcosa. Quando te ne sei andato, sono salito in camera ed ho trovato chiara un pò scossa.
Le ho chiesto se ci fosse qualcosa che non andasse, ma mi ha risposto nulla.
Ma ti dirò di più: prima di dormire abbiamo scopato e l'ho trovata talmente eccitata e vogliosa come da un pò non mi capitava.
E' giunto il momento di arrivare all'obiettivo.
Venerdì sarai di nuovo a cena a casa nostra.
Io stavolta, però, con la scusa di essere bloccato nel traffico arriverò volutamente dopo per lasciarti il tempo di approcciarti con mia moglie.
Un piccolo consiglio: il suo punto debole sono i capezzoli, se mentre la baci glieli stringi va via di testa.
Ti aspettiamo, anzi, Chiara ti aspetterà venerdi alle 21, ok?"
"Ok" dissi io, "ma sei sicuro?" aggiunsi.
"Tranquillo, vedrai...".
E cosi venerdi serà alle 21 suonai al campanello di casa loro e stavolta mi rispose al citofono Chiara: "Antonio, mio marito è bloccato nel traffico, io sto finendo di vestirmi, comunque ti apro, entra ed accomodati pure in salotto".
Entrai in casa.
Mi fermai un attimo in salotto e poi mi dissi "il dado è tratto!" ed imboccai furtivamente senza farmi sentire le scale per salire al piano superiore dove c'era Chiara.
Nel corridoio la porta della camera era socchiusa con la luce accesa.
Mi avvicinai e scorsi Chiara in reggiseno e perizoma, che non si era accorta di me perchè di spalle davanti alla specchiera intenta a truccarsi.
Entrai e giratasi di scattò non le lasciai il tempo di proferire parola.
La strinsi da dietro baciandole il collo e stringendole i capezzoli.
Si girò e comincio a slinguarmi con foga mentre con le mani mi slacciava la camicia ed i pantaloni.
Si inginocchiò e cominciò a succhiarmelo con avidità e dopo avermelo fatto diventare come il marmo si alzò mi prese la mano e tirandomi a se si appoggiò al comò e mi disse "Prendimi, lo voglio sentire dentro".
Cominciai a montarla da dietro con foga mentre le mie mani le strizzavano i capezzoli turgidi.
Gemeva come forsennata chiedendomi di farla godere cosa che avvenne in pochi istanti.
Ci mettemmo sul letto e cominciò a cavalcarmi: le mie mani sempre a torturare i suoi capezzoli (Il marito aveva ragione!)".
Mentre era sopra di me e si dimenava a più non posso, io che ero con lo sguardo di fronte alla porta, vidi il marito col cazzo fuori che se lo stava menando.
Feci finta di niente.
Il marito mi fece segno col dito di non dire nulla e di soppiatto entrò.
Chiara che non si era ancora accorta di nulla intenta a cavalcarmi con le spalle verso la porta, si gelò per un attimo quando si sentì toccare la schiena dalla mano del marito.
Si girò di scatto con la testa, ma lui non gli diede modo di proferire parola afferrandola per la nuca e sbattendogli il suo cazzo duro in bocca esclamando "Succhia troia!"
Chiara ormai era completamente alla mercè del suo piacere e delle nostre voglie.
Proseguimmo quindi il gioco a tre.
Al culmine del piacere Chiara si inginocchiò tra noi due prendendo e succhiando i nostri membri fino a farsi inondare di sperma.
Da quel giorno ho perso un cliente, ma ho trovato un'amante.









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