Lui & Lei
Quel desiderio improvviso


26.09.2022 |
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""Tienimi la scala che è traballante" mi disse con voce maliziosa..."
Era un normalissimo mercoledì mattina di lavoro in fattoria, il sole donava una piacevolissima sensazione sulla pelle e gli occhi godevano, come sempre, dello splendore magnetico della padrona di casa, una meravigliosa quarant'enne dai lunghi capelli rossi.Impossibile non perdersi nei suoi occhi azzurri, altrettanto impossibile distogliere lo sguardo da quel fondoschiena più che perfetto, celato dietro ad un paio di pantaloni aderenti che mostravano l'immancabile perizoma.
Non so se in quel momento si accorse che la stavo guardando, o se avesse reali capacità di leggere nel pensiero, ricordo solo che mi sorrise e disse "vieni a darmi una mano in stalla".
La mia ingenuità, legata al fatto che oltre ad essere una bellissima donna era anche una premurosa madre di due fantastici bambini, non mi fece cogliere il reale invito, così la seguii con la sola convinzione di spostare del fieno.
Entrai in stalla e la trovai arrampicata sul terzo gradino della scala di legno che cercava non so cosa sul piano rialzato.
"Tienimi la scala che è traballante" mi disse con voce maliziosa.
Mi misi dietro lei, allungai le mani afferrando saldamente il legno e solo in un secondo momento mi resi conto che la scala era in realtà molto stabile.
Alzai lo sguardo e trovai il suo irresistibile fondoschiena a pochi cm dal mio naso, d'istinto feci un sospiro respirando un indimenticabile profumo, mentre dall'alto una tenuta voce chiedeva: "ti piace?"
Non dissi niente, alzai solo lo sguardo fissando i suoi occhi azzurri, uno sguardo che esprimeva tutta la mia approvazione.
Passai le dita tra l'elastico dei pantaloni e la sua pelle profumata, lentamente iniziai a tirare verso il basso, lasciando che la stoffa scoprisse quelle meravigliose natiche.
Avvicinai il viso per sentire meglio quel profumo, appoggiai le labbra per assaporarne l'essenza, mentre dall'alto il respiro diventava più profondo.
Un morso, un piccolissimo morso, non seppi resistere.
"Mi piace" disse con tono sorridente, così le abbassai anche il perizoma, osservando in ogni dettaglio quel magico momento in cui quel misero filo di stoffa compare tra le natiche, lasciando a nudo ogni meraviglia.
Ancora uno scambio di sguardi e la passione salì all'infinito.
Appoggiai le mani quasi schiaffeggiando le sue sode natiche, coi pollici aprii bene il varco e con violenza infilai la lingua in quello stretto buchino.
"Aaaaahhhh" fu tutto ciò che si udì in quell'istante, un gemito di piacere che preludeva che la via era quella giusta, così mi soffermai profondamente in quel punto.
Percepii la sua mano scendere fino al clitoride, ne sentii i movimenti lenti mentre la mia lingua assaggiava ogni millimetro del suo ano.
Mi accorsi che si era bagnata tutta, ne approfittai andando a raccogliere con la lingua quel gustosissimo nettare, trasportandolo su verso il buchino che si era arrossato e leggermente allargato.
Passai il mio dito indice in quel fiume di piacere sfiorando il suo, sentii il caldo invito della vagina, ne infilai dentro metà, ma non era quello il mio fine, così ripresi a scorrere il dito verso l'alto fino ad arrivare di nuovo al mio interesse principale.
Con delicatezza penetrai il suo ano, sempre più in profondità, godendo dei suoi gemiti.
Lo sfilai, inumidii con la mia saliva il dito medio e lo infilai nella vagina, mentre l'indice tornava dentro all'avvolgente ano ormai rilassato e pronto a qualcosa di più grosso.
La tirai giù dalla scala con forza, la sdraiai sul fieno e le sfilai scarpe, calze, pantaloni e perizoma, aveva dei piedi bellissimi e molto eccitanti.
Mi slacciai i pantaloni ormai gonfi e pronti ad esplodere, tirai giù le mutande mettendo in mostra tutto il desiderio dirompente che mi aveva assalito.
Il tempo di infilare il preservativo che ho sempre con me, un po' di saliva sopra, e osservandola dritta negli occhi iniziai a penetrare il suo ano.
La sua bocca spalancata, il respiro bloccato, e il calore avvolgente che piano piano si estende lungo tutta la lunghezza del pene.
La sua mano torna a scendere sul clitoride, lo strofina, lo sbatte, lo tira, il tutto tra un continuo gemito di piacere.
Decido di giocare con la sua vagina, così, continuando a dare forti colpi anali, inizio ad infilare prima uno, poi due dita, ed i gemiti si trasformano in urla di godimento.
Non passa molto prima che la mia mano venga innondata da una incredibile squirtata.
Andammo avanti per un oretta, una meravigliosa oretta di puro sesso anale, cambiando di continuo posizioni, cercando ogni volta quella che più la facesse godere.
Penetrarla analmente, mentre la mia bocca e lingua passavano ogni millimetro dei suoi piedi è stato il momento più eccitante, ammetto che più di una volta ho rischiato di venire nonostante sia molto resistente, ma la fantastica intesa che si era creata ha permesso di godere entrambi di ogni istante.
Da quel giorno, per due mesi, abbiamo fatto sesso quasi tutti i giorni... ma quelle sono altre storie.
Ah, è vero, non vi ho raccontato com è finita... beh, appena sfilato dal suo ano ormai largo e paonazzo, tolto il preservativo, si è infilata in bocca il mio pene fino in gola, sono venuto stringendo il suo viso contro il mio basso addome quasi a soffocarla.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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