tradimenti
Cognata, divano e piedi


25.02.2025 |
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"Apro l'acqua della doccia e comincio a insaponare il suo corpo perfetto e lei a me, ci sciacquiamo e usciamo dal bagno..."
Mi ricorderò per sempre quell'estate al mare.Non solo per l'eccezionale calore e il piacevolissimo torpore che provocava, se si è in vacanza e non si ha nulla da fare oltre a rilassarsi ovvio, ma per un pomeriggio in particolare, totalmente inaspettato, sorprendente e tremendamente eccitante.
M. era la sorella della mia ragazza di quell'epoca, siamo stati insieme molti anni ed ogni estate scendevamo al mare dalla sua famiglia per villeggiare un paio di settimane, M. viveva all'estero e faceva lo stesso. Ci conoscevamo da tempo ormai e anche se sapevo che aveva avuto delle relazioni etero, era da moltissimo tempo che era dichiaratamente omosessuale.
Una bellissima ragazza, piú giovane di me, di piccola statura ma con un bellissimo corpo atletico e con un seno piccolo. Ovviamente in tutti quegli anni avevo dato sfogo alla mia fantasia nei momenti di solitudine immaginando scene che coinvolgevano anche lei ma mai avrei pensato che un giorno mi sarei imbattuto in una situazione del genere.
Un pomeriggio, dopo un abbondante pranzo la mia ragazza e sua madre escono per fare dei giri in città ma la sorella e io rimaniamo nella casa al mare, pigri sul divano del piano di sotto, mezzi sonnolenti leggendo un libro ciascuno. Il lungo divano ci permetteva di stare comodi, io seduto spaparanzato in un estremo, appoggiato al bracciolo e lei totalmente distesa con la testa sul bracciolo opposto con i piedi a pochi centimetri dalla mia coscia.
Visto il caldo pomeridiano indossavo solo dei boxer attillati e lei delle mutandine verdi con una maglietta tagliata malamente a mo di canottiera, senza reggiseno.
Sapendo le sue tendenze sessuali ero sempre molto rilassato con lei, non avevo tensioni particolari anche se esteticamente mi attraeva, quindi ero assolutamente su un'altro universo quando lei con molta naturalità, dopo aver chiuso il libro che stava leggendo e anche gli occhi, si stira sbadigliando e cosí facendo appoggia tutte e due i suoi piedi sulla mia coscia spingendo leggermente.
Era la prima volta che succedeva una cosa del genere, normalmente non era una persona molto "fisica" quindi mi sorpresi molto, anche troppo.
Il tocco dei suoi bellissimi piedi piú freschi della mia coscia scatenarono una reazione istintiva, il mio cazzo sotto i boxer cominciava a pulsare, leggermente ma non potevo evitarlo.
Continuai a leggere come se niente fosse.
I piedi cominciarono a muoversi innocentemente. Ora verso destra, ora verso sinistra come se si stesse cullando nel dormi veglia, non aveva lo smalto ma le sue dita perfette, il tallone rotondo e fino, le caviglie slanciate, il sentire l'arco liscissimo strusciare cosí potenzialmente vicino alle mie palle depilate, era sufficente a dare il via a una erezione monumentale a cui ero totalmente incapace di rimediare,
Lessi la stessa frase cento volte senza neanche capirne il senso.
Ma lo fa apposta? Veramente mia cognata mi sta provocando?
Lei sapeva del mio feticismo per i piedi, ne avevamo parlato insieme anche con la mia ragazza, sapevo che anche a lei piaceva e non era raro che frequentasse delle feste libertine a tema fetish all'estero dove viveva, quindi ero perplesso.
Tutti questi pensieri formulati in una frazione di secondo si congelarono quando lei si stirò ancora una volta e appoggiò le sue estremità direttamente sulla mia coscia, molto piú vicine alla mia erezione di quello che sarebbero dovuti essere.
In tutto ciò facevo ancora finta di leggere e non l'avevo piú guardata in faccia da quando la vidi chiudere gli occhi.
Con un gesto istintivo sposto il libro che avevo in mano verso il mio cazzo in stato esplosivo, di fatto coprendolo in parte, giro la testa e la guardo per cercare di capire se ero io che avevo le allucinazioni per il caldo o questa cosa stava davvero succedendo.
Aveva aperto gli occhi.
Incrocio il suo sguardo, aveva un sorrisetto sornione, io non dissi nulla ma non potei evitare di fissare i suoi piedi per poi tornare a guardarla in faccia, come per dirle "ma... Che stai facendo?"
Lei alzò leggermente le sopracciglia e lentamente alzò una gamba, portò il piede all'altezza della mia faccia e cominció a muoverlo di punta per poi rilassarlo, muovendo le dita, girando la caviglia per poi tornare lentamente ad appoggiarlo sulla mia coscia strofinandola leggermente.
Alzo le sopracciglia in un gesto di sorpresa con un espressione incredula come per dire ancora una volta "ma che caspita fai?"
Allora lei ripete il gesto ma con l'altro piede con una lentezza paradossale che non faceva altro che aumentare l'eccitazione, il mio cazzo a questo punto cominciò a bagnarsi e una macchia umida si formò sui boxer.
Mentre il suo piede era ancora in aria tolsi il libro, lo chiusi e con un movimento lento ma deciso mi avvicinai di qualche centimetro.
Ora le sue dita si appoggiavano al mio sesso gonfio e pulsante e il piede che ancora si muoveva davanti alla mia faccia era tremendamente vicino alla mia bocca.
La guardai ancora accennando un lieve sorriso, fissai il piede davanti a me e la guardai ancora.
Il fatto che nessuno di noi due stesse parlando e tutto stava succedendo in un silenzio riempito solo dal suono del ventilatore era di un eccitante incredibile.
Lentamente appoggia il piede sulla mia guancia e sorride. L'altro sfiora la cappella umida sotto i boxer e comincia a dare dei leggeri colpetti.
A quel punto separo le labbra e lei fa strisciare le sue dita perfette dentro la bocca, passo la lingua in tutte le insenature che fra dito e dito trovo, lei muoveva e io andavo a caccia leccando intorno, sotto, sopra.
Improvvisamente toglie il piede, rimanendo quasi paralizzato ero sicuro che avesse cambiato idea, che si fosse pentita ragionando su quanto ci stavamo giocando solo per quel gioco, il tradimento morale e fisico.
Niente di più sbagliato.
Cambió i piedi di posizione, quello sbavato lo appoggiò vigorosamente sulle palle e l'altro occupò la mia bocca desiderosa di compiacerla.
Dopo qualche minuto che sembrò infinito, si tolse le mutandine e vidi per la prima volta la sua fica depilata e bagnata, il gesto mi spinse ovviamente a togliere i miei boxer e a liberare il cazzo ora totalmente in balia del suo piede che cominciò a muoversi fra palle e cappella.
Nell'arco di dieci minuti la situazione era precipitata, eravamo nudi, eccitatissimi, nessuno di noi parlava e lei cominciò a toccarsi.
Afferro il cazzo e comincio a sbatterlo gentilmente sul suo piede, la cappella umida scivola fra le sue dita, noto che le piace molto perchè ora non sta stimolando solo il clitoride ma infila due dita dentro, le tira fuori e le porta alla sua bocca assaporando gustosamente per poi rimetterle dove erano.
Si gira pancia sotto e afferra con tutte e due i piedi il cazzo cominciando a masturbarmi.
Ansimando di piacere sputai vigorosamente sulle sue dita che avvinghiate spingevano e schiacciavano le palle e la cappella che non smetteva di bagnarsi.
Un suo suono mi fece capire che quel gesto era di suo gradimento.
In quella posizione, pancia sotto, vedo che sposta le mani afferrando le sue chiappe, aprendole e mostrando il buco del culo più perfetto che abbia mai visto, la fica era bagnatissima. Non resistendo all'invito finalmente, per la prima volta da quando questa avventura è iniziata, uso le mie mani, afferro il suo culo separando ancora di più e massaggiando quel buchino. Lei approfitta e riprende a masturbarsi. Sputo timidamente sul culo e lei fa un suono inequivocabile, gira leggermente la testa e vedo che ha la bocca semi aperta con la lingua fuori. Allora sputo ancora, più energicamente e vedo come aumenta l'intensità della masturbazione, sia quella che faceva a se stessa sia quella che i suoi piedi perfetti facevano a me.
Ero cosí sorpreso ed eccitato che sarei venuto da li a pochissimo, quindi decisi di cambiare posizione, avvicinarmi a quel buchino che ora era un po più aperto, mi stirai e continuando a sputare mi avvicinai alle sue chiappe bagnate.
I suoi piedi cercarono voracemente il cazzo, come se questa "magia" durasse solo mentre al centro ci fossero loro e la cosa mi eccitava da morire.
Affondo la lingua direttamente nel culo, spingendo leggermente, provando a farla entrare il piú possibile, leccando avidamente intorno, lo sfintere si allargava e pulsava.
Lei tira fuori le dita fradice dalla fica e me le spinge in bocca , aveva un sapore dolcissimo, mieloso e denso. Sbavate le rimette dentro e sento che sta per venire, aumenta il ritmo mentre le infilo il pollice nel culo e le sputo sulla fica.
Finalmente viene fra spasmi e vocali sussurrate, rallenta fino a togliere le dita da dentro che sorridendo porta alla sua bocca pulendo bene il succo del suo frutto dolce, continuo a muovere mio dito nel suo culo e dopo qualche secondo ricomincia a muoversi ritmicamente, alzando e spingendo il pollice ancora più dentro.
Pensavo che la cosa fosse finita con la sua venuta ma avevo appena scoperto che mia cognata è multi orgasmica.
Mi fiondai sulla sua fica arrossata e cominciai a mangiarla come se fossi un vampiro, nel culo tolsi il pollice, e lei immediatamente mise due sue dita allargando. Passavo dallo sputare dentro al buchino aperto al succhiare il suo clitoride turgido, le sue labbra.
In tutto ciò aveva ritrovato ancora il modo di schiacciare le palle fra i suoi deliziosi piedi. Mi dava dei colpi gentili ma decisi mentre la divoravo.
Ovviamente l'eccitazione era tale che stavo per venire ancora, lei se ne accorse e smise di farsi scopare i piedi, cambiò posizione. Si alza in piedi con la fica che colava fra le coscie, mi prende la mano e mi porta in bagno.
"Ti voglio venire addosso"
Le sue prime parole da quando il gioco era iniziato, mi sembrò la cosa più erotica che potesse mai pronunciare. Ma penso che a quel punto mi sarei eccitato anche se avesse recitato la tabellina del 9.
Entriamo nella doccia e lei si appoggia la muro, apre le gambe e comincia a masturbarsi, mi metto in ginocchio davanti a lei, e le sputo sulla fica, sul seno che afferra e strizza mentre aumenta il suo piacere, per un momento smette di masturbarsi ed comincio a mangiarla, il suo succo colava dalla mia bocca sul collo e il petto, le succhio il clitoride energicamente e sento che è molto vicina, a quel punto mi afferra i capelli allontanandomi e si infila due dita dentro muovendo intensamente, si mette sulle punte dei piedi e girando leggermente il suo bacino verso la mia faccia comincia a eiaculare abbondantemente.
Era la prima volta che mi succedeva ed era bellissimo.
Ansimando con la bocca aperta finisce di riempire la mia del suo nettare, ero completamente bagnato.
Appena comincia a calmarsi, sorride mettendomi due dita in bocca, le tira fuori e le porta verso la sua, le assapora mentre io, totalmente rapito dalla sua fica, riprendo a baciarla e leccarla.
Con il cazzo un'altra volta vicino ad esplodere decido che non potevo più aspettare e lei deve aver pensato lo stesso perchè si gira e mi porge ancora il culo, sputo e separa le chiappe mostrandomi il buco irresistibile, lo lecco, lo apro con la lingua e lei per qualche secondo lo mantiene leggermente dilatato, approfitto e ci sputo ancora dentro.
Mi alzo e lentamente appoggio la cappella in quel buco di piacere puro e lei mi viene in contro muovendosi, entro piano piano, lei si squaglia di piacere, sbavando e strizzando i suoi capezzoli molto vigorosamente.
Sono dentro.
Sono bastati pochi minuti e sull'orlo dell'eiaculazione più indimenticabile fino a quel momento, faccio per uscire ma lei spinge con le sue anche facendolo entrare ancora più dentro, schiaccia il suo corpo contro il mio, i nostri fluidi, sudore, la sua eiaculazione e la saliva ci uniscono in un corpo solo.
Vengo copiosamente mentre continua a muoversi e a gemere di piacere.
Quando tutti e due ci calmiamo e i bollori cominciano a scendere lei si mette a ridere e dopo qualche secondo anche io.
Apro l'acqua della doccia e comincio a insaponare il suo corpo perfetto e lei a me, ci sciacquiamo e usciamo dal bagno.
Un senso di segretezza assoluta ci afferrava l'anima.
Una unicità che solo due persone che condividono un segreto possono sentire, va al di la dei sentimenti, è carne e condivisione.
Quando ci risedemmo sul divano, esattamente come eravamo seduti prima, ci guardavamo ancora senza dire una parola, onestamente non c'era bisogno.
Sorridevamo ma tutto era tornato come prima, con l'eccezione che nulla sarebbe stato uguale.
Quella stessa sera, facendo una passeggiata sulla spiaggia con la mia ragazza dopo cena ero ancora eccitatissimo con le immagini vivide nella mia mente, anche le sensazioni sembrava fossero ancora a fior di pelle, ero cosí eccitato che cominciai a mettere le mani sotto la sua gonna fino a farla eccitare, ci appartammo lontano dalle poche persone ancora in giro e mi fece un fantastico bocchino, sorridente e con la lingua di fuori, in ginocchio mi ripeteva "in bocca"
In quel momento pensai che se ci fosse stata una prossima volta con sua sorella mi sarebbe piaciuto imbrattare il suo bel viso e bocca cosí.
M. ed io siamo due persone che sanno portarsi segreti nella tomba e questo è uno di quelli, nessuno seppe mai, non da parte mia almeno.
Chissà se anche lei ha scritto una storia anonima come questa, morirei per leggerla.
Ma quella non fu che la prima delle nostre particolari "ore da soli d'estate"
Per i successivi tre anni, fino a che mi separai da sua sorella, ogni estate dedicavamo uno o due insospettabili giorni a esplorare il nostro corpo e le nostre fantasie.
Quindi ci saranno in futuro almeno altri tre racconti su di lei, la fantastica M.
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