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Il giorno che incontrammo Alex


di zziffael
15.11.2024    |    173    |    6 9.6
"Ad un tratto lei ricordandosi forse della mia presenza, girandosi verso me:”amore, scusa, non so cosa mi abbia preso, ma è troppa la voglia di lui..."
IL GIORNO CHE INCONTRAMMO ALEX

Con Raffa, siamo una coppia molto innamorata. La nostra intimità mentale e fisica è stata da sempre forte, senza libera da tabù o pregiudizi e ci permeiie di condividere le nostre voglie, anche le più oscene e perverse, in maniera totale con amore e tenerezza senza crearci problemi di alcun genere. Ancora oggi nonostante l’età, (io 63, lei 52), continuiamo ad amarci in questo modo sempre alla ricerca di nuove sensazioni, di nuove forme di trasgressione che non solo mantengono vivo il nostro amore ma, continuano ad eccitarci facendoci godere appieno tutta la nostra sessualità. Sin dall’inizio del nostro rapporto, uno dei nostri desideri più ricorrenti è sempre stato quello di immaginare fra noi la presenza di un altro uomo che in mia presenza e con la mia partecipazione la possedesse portandola all’apice del piacere senza alcun tabù ed alcun limite. Da allora ci siamo sempre guardati attorno per far si che una tale fantasia non restasse solo tale, ma si traformasse in una splendida realtà. Purtroppo siamo sempre stati costretti a fermarci dopo i primi approcci in quanto fraintesi e quelle poche volte che sembrava di essere sulla strada giusta siamo sempre restati delusi accorgendoci, che alla fine l’unico scopo a cui miravano era solo quello di possedere la mia femmina, fotterla, considerandola solo una puttana, una donna vogliosa un esibizionista a cui piaceva mostrarsi davanti ad un marito cornuto e forse impotente. Nessuno che comprendesse davvero i nostri desideri, qualcuno che condividesse per davvero le nostre idee e la mia dolce Raffa in piena libertà. In un'unica occasione, tempo fa, ci capitò di conoscere un certo Marco, col quale in maniera libera e spontanea si instaurò fin da subito un rapporto sincero e molto piacevole. Era diverso da tutti quelli che avevamo fino ad allora incontrato. Fu un intesa perfetta e compresi da subito, senza alcuna gelosia, quanto Raffa si sentisse attratta da quel ragazzo che con sincerità, senza tabu o preconcetti di sorta la condivideva con me. Fu un intesa perfetta di corpi e di più intimi desideri che soddisfaceva ognuno di noi tanto da farla giungere al punto di desiderarlo quanto desiderava me. Capitò spesso, senza alcun risentimento o stupida gelosia da parte mia, che quando il desiderio di prendersi li assaliva ed io ero in viaggio per lavoro, si incontrassero anche da soli in casa nostra. Per me non fu mai un problema, anzi sapere che lei godeva con lui eccitava ancor di più entrambi. Quando ciò avveniva ne ero sempre messo a conoscenza e nell’arco di tempo in cui erano insieme il mio pensiero era con loro immaginando tutto ciò che stessero facendo. Fu davvero una bella parentesi, ma poi all’improvviso lui sparì senza alcuna spiegazione lasciandola delusa ed amareggiata, tanto che ancora oggi ne parla con nostalgia e talvolta arriva ad incolparsi pensando che il suo allontanamento possa essere stato dovuto a sua colpa. Da quella volta con nessun altro si è più instaurato un rapporto del genere. Fortunatamente quest’anno (non dimenticheremo mai più quella data), rientrando da Livorno dove avevamo trascorso la giornata a casa della sorella di mia moglie, ci capitò per caso di fermarci all’ultima stazione di servizio prima dell’uscita di Rosignano desiderando prendere un caffè. Durante il viaggio di ritorno, considerato che il desiderio di noi è sempre vivo e nonostante fossi impegnato nella guida, avevamo iniziato ad accarezzarci e toccarci come una coppietta in calore per cui non vedevamo l’ora di giugere al più presto a casa. Eravamo eccitatissimi, ma nonostante ciò avevamo urgente bisogno di un caffè. Subito dopo quel corroborante caffè , forse complice il suo ondeggiare su quei tacchi a spillo che non era abituata a portare, ebbi il desiderio impellente di prenderla, baciarla in maniera passionale come desideravo fin dal mattino. Fu così che appena rientrati in auto, invece di riprendere la via di casa diressi l’auto verso il fondo dell’area di servizio fermandomi in un angolo riparato tra una siepe ed un grosso Tir sul quale sembrava non dovesse esserci nessuno. Neppure il tempo di assicurarmi che ogni visuale fosse preclusa e ci ritrovammo uno fra le braccia dell’altro baciandoci ed accarezzandoci in maniera sempre più intensa e sensuale. Succhiavo i suoi splendidi e turgidi capezzoli, accarezzavo le sue meravigliose curve, la mia mano risaliva fra le sue cosce e lei si dava da fare per tirar giù la cerniera dei miei pantaloni. Il suo ventre era bollente, le sue gambe si aprivano sempre più invitanti e iniziai un meraviglioso ditalino trovandola già umida di piacere. Presi dal desiderio mentre nella sua mano cresceva sempre più la mia virilità e sentivo colarmi fra le dita tutto il succo del suo piacere ci ritrovammo quasi nudi, sul sedile ribaltato con lei a 69 sopra di me che gemeva di piacere lasciandosi slinguazzare i suoi meravigliosi buchetti e con una voglia crescente di prenderla nel suo tenero ed accogliente culetto dove so che lo gradisce ancora di più. Stuzzicavo il suo ano con la lingua irrorandolo di saliva fino a penetrarlo con la lingua e continuare poi con le dita. Lei ciucciava splendidamente il mio cazzo spingendo indietro il sedere per sentire ancor di più la penetrazione che le stavo procurando. Era una delizia. Persi in questo piacere, nessuno dei due si accorse che dal Tir che avevo creduto vuoto stava scendendo qualcuno. Ne scorsi la sagoma all’ultimo momento, ma per fortuna l’uomo non sembrava aver fatto caso a noi tanto che sparì quasi subito dalla mia visuale. Raffa non si era accorta di nulla, ed io immerso con lei in quel meraviglioso piacere non mi senti di interrompere ciò che stavamo gustandoci. Tenni comunque d’occhio l’esterno nella eventualità di un suo ritorno. Infatti di lì a poco eccolo ritornare sui suoi passi ed anche se ormai era quasi buio non potè non scorgere le nostre figure e comprendere ciò che stava avvenendo. Ad un tratto si fermò e dalla posizione in cui si trovava, nonostante ci fosse poca luce ero certo che potesse chiaramente intravedere il sedere della mia Raffa a pecorina su di me e la mia testa immersa fra le sue natiche. La situazione, invece di infastidirmi, mi intrigò accentuando la mia eccitazione non appena notai la sua mano portarsi verso la patta dei pantaloni. Quando poi cercando di non fari notare cercò di avvicinarsi ancor di più notai che aveva fra le mani un cazzo abbastanza grosso che continuava a toccarsi. Con l’ntento di provocarlo feci in modo che come per caso si accendesse la piccola luce di cortesia all’interno dell’abitacolo. Raffa, impegnata a spompinarmi subito la notò tanto che sollevando per un attimo la testa sussurrò:”chiudi amore, qualcuno potrebbe vederci”. “E’ già successo amore mio, non preoccupartilasciati andare” replicai senza scompormi. ”Porcone” mi disse strusciandosi su me ancor più eccitata al pensiero di essere osservata e riabbassando la testa fra le mie cosce mentre continuavo a baciarla fra le pacche con maggiore intensità. La sentivo ancor più eccitata da quella situazione visti che gli schizzi di piacere che ricevevo in bocca e sul viso sempre più abbondanti così come divennero sempre più oscene e perverse le mie carezze e i miei baci nelle sue parti più intime. “dai fagli vedre di cosa sei capace” le dissi facendola gemere di piacere per quelle dita che continuavo a rigirarle del sedere. Ormai l’intruso, sicuro che l’avessimo notato si spinse quasi a ridosso della nostra auto e quando lei sollevò la testa per riprendere fiato incrociò il suo sguardo notando subito subito notò il grosso bastone che stringeva fra le mani.dicendomi ancor più eccitata:”hai visto quanto è grosso amore”, ed io:”sembra fatto apposta per te”. Non rispose, ma sempre più vogliosa spinse ancora di più il suo fondo schiena verso il mio viso per accentuare la penetrazione della mia lingua nel suo ano. La presenza di quell’uomo che ci osservava alimentò la sua curiosità e la sua eccitazione quanto la mia. Da quel momento, continuò ogni tanto a sollevare la testa nella direzione dello sconosciuto finchè incrociando il suo sguardo, la vidi passarsi la lingua sulle labbra quasi come un tacito invito. Dopo la seconda, la terza volta, il poveretto che continuava a scappellare sempre più quell’enorme e cianotica capocchia lucida ed umida colpi con un abbondante schizzo di sperma il vetro dell’auto proprio nel mometo in cui lei alzava di nuovo la testa verso di lui. Quella visione, dovette farla andare del tutto fuori di testa: come in risposta la vidi leccare oscenamente il vetro dall’interno come a voler gustare quella crema. “Che spreco” la provocai,”sarebbe stato meglio se ne avessi potuto gustare il sapore”, “ma cosa dici maiale, non sappiamo neppure chi sia” rispose lei non riuscendo però a nascondere, la sua eccitazione e la sua voglia. Era sempre più evidente che quel bastone l’attirava in maniera particolare. Da quel momento quello persa ogni titubanza appoggiò sfacciatamente il suo cazzo al cristallo del finestrino distraendola dalle mie attenzioni. Continuava a sollevare il capo verso di lui dando di tanto in tanto una leccatina al vetro. A quel punto,senza che se ne acorgesse. Quando rialzoù il capo verso di lui all’improvviso feci scorrere in giù il vetro in modo da farla ritrovare con le labbra a contatto di quell’enorme pene. Nessuno dei due s’aspettava una mossa del genere ed entrambi sussultarono a quell’inaspettato contatto. Percepii un brivido bestiale correrle lungo la spina dorsale, poi come presa da un moto di rabbia per averla messa a contatto con quel cazzo senza preavvertirla, lo afferrò con una mano e prima di passare la sua lingua su quella turgida cappella mi mormprò:”sei uno stronzo, se è questo quello che vuoi maiale, ora ti faccio vedere”, e come in un film a rallentatore vidi la sua lingua accarezzare delicatamente quella capocchia, farvi colare abbondante saliva che risucchiava golosa gustandosi i residui di sborra di cui era ancora impregnato. Era uno spettacolo e per tranquillizzare l’altro che preoccupato mi teneva d’occhio mormorai rivolto a lei:”brava vai avanti così che voglio goderti ancora di più”. Ciò che stava facendo doveva eccitarla parecchio visto che la sua fica continuava a pisciarmi in faccia tutto il suo piacere ed al tempo stesso spingeva sempre più il culo verso il mio viso. Ad un certo punto per meglio spampinarlo si sedette su di me incula dosi sul mio cazzo continuando ad accarezzarlo ed a ciucciarselocon gusto. A quel punto l’uomo che ancora non riusciva a credere alla fortuna che gli stava capitando poggiò le mani sulla sua testa per farle ingoiare ancor di più il suo bastone. Sentivo il suo ano stringersi attorno a mio bastone risucchiava in lei così come con la bocca stava facendo con quello dell’altro. La mia femmina, o forse avrei dovuto già dire, la nostra femmina posseduta sopra e sotto guaiva come una cagna ed ancor di più quando lo sconosciuto facendosi più audace allungò l’altra mano per accarezzarle una tetta e tormentarle il capezzolo duro e grosso. Alla fine quello non riuscendo più a trattenersi, in un italiano alquanto stentato (sapemmo in seguito che era slavo), rivolgendosi verso me, mormorò:”cazzo che bocca bollente ha la tua femmina, non ce la faccio più vengo, vengooooo” e continuando a stringerle la tetta ed a tenerle ferma la testa riuscì appena in tempo a tirarsi fuori dalla sua bocca spruzzandole sul viso, sul petto, sul collo abbondanti getti caldi della sua sborra. “Uuhhmmmmm, che delizia”, fece lei sentendosi usata, sborrata e goduta come una troia davanti a me impalata ancora di più sul mio cazzo e persa ormai ogni dignità, ogni controllo, raggiunse un orgasmo pazzesco facendomi sborrare violentemente nel suo culo mentre col viso impiastricciato di sperma stringeva ancora fra le mani il cazzo dell’altro che nonostante l’abbondante sborrata era ancora in erezione. Intanto anche il mio cazzo era fuoriuscito dal suo ano e sul mio ventre, fra le cosce iniziava a colarmi tutto lo sperma che le avevo donato. Intanto lei abbandonato il cazzo dell’altro mi accarezza il viso con le mani impiastricciate dei suoi umori ed a quel punto quel gesto invece di darmi fastidio contribui a procurarmi una nuova erezione. L’altro che nel frattempo tirandosi su i pantaloni in uno stentato italiano:”grazie ragazzi, non so come sia potuto succedere, ma è stato bellissimo”. Poi vedendo Raffa scendere dall’autoquasi totalmente nuda rivolgendosi a me :”tua moglie è davvero una bella donna, vorrei poterne avere io una così” E lei intervenendo al posto mio:”scusa forse abbiamo esagerato, ma quando lui comincia non mi fa capire più niente” e con queste parole accarezzo per un attimo il mio cazzo che stavo rimettendo nelle mutande. Lui sempre con gli occhi calamitati su di lei, ma rivolgendo a me:”se non avete fretta mi farebbe piacere ivitarvi sul mio TIR per offrirci qualcosa di fresco e brindare al nostro fortuito incontro. Di nuvo lei ad intervenire al posto mio:”ohh che bello non sono mai salita su un gigante del genere sono curiosa di vederlo” e poi rivolta a me prendendomi per mano:”cosa ne dici amore?” ”Bene” fece lui anticipando la mia risposta ed io per non essere da meno mi limitai a sorridere consapevole che una volta a bordo non ci saremmo certo limitati ad una visita di cortesia:” vedo che avete già fatto tutto voi, andiamo pure a vedere questa cabina”. Sentivo che quello che mia moglie gli aveva dato non gli bastava ancora, anche lei lo sapeva e lo voleva. La conoscevo troppo bene VOLEVA AVERLO, ESSERE COMPLETAMENTE SUA. SI SAREBBE ENTRAMBI LO SAPEVANO E LO DESIDERAVANO. Subito lui la prese sottobraccio per condurla verso il mezzo mentre li seguivo in silenzio. Giunti affianco dell’automezzo essendo questo troppo alto la prese fra le braccia sollevandola mentre lei ridendo felice come una bambina gli si aggrappavva lasciando al tempo stesso le loro labbra si sfiorassero. Il dado era tratto, tutto ciò che durante i nostri amplessi avevamo solo ipotizzato, immaginato eccitandoci sino alla perdizione totale e che sino ad ora si era realizzato solo con Marco, sembrava che ora stesse per ripetersi. Si sarebbe data a lui come una cagna sotto i miei occhi, sarei di nuovo stato “cornuto”. Cornuto, forse una parola grossa, degradante, NO certo non per NOI. Anche questa volta, avrebbe avuto un significato del tutto diverso. Non sarebbe stato un tradimento, un offesa, ma una reciproca condivisione senza limiti e tabù. No, non era un tradimento, non era una sua decisione, ma una NOSTRA consapevole SCELTA che ci avrebbe ancora più uniti mentre oscenamente chiavata d’altro avrebbe goduto sotto i miei occhi. L’avrei sentita gemere come una cagnetta in calore raggiungendo il punto di non ritorno trasportata sulle vette più alta del piacere ed io sari stato assieme a loro. L’interno del TIR era un ambientino accogliente, pulito, dotato di un’ampia cuccetta situata dietro i sedili ribaltabili in avanti per avere più spazio. Alex (questo il nome dello sconosciuto), fece gli onori di casa (se così si può dire) dimostrandosi una persona socievole ed a modo. Chiacchierammo del più e del meno con lei seduta accanto a lui sul bordo della cuccetta ed io sul sedile di fianco al guidatore che avevo fatto roteare verso di loro. Li avevo di fronte uno accanto all’altro leggendo sui loro volti il desiderio di ricominciare. Lei lo voleva ed io ora sarei stato solo uno spettatore. Seduta accanto a lui continuava a muoversi per sistemarsi in maniera più comoda sul bordo di quel lettino mentre al tempo stesso la sua gonnellina andava rsalendo pian piano fino al bacino mettendo in bella mostra la sua fichetta avendo nella fretta dimenticato in auto le mutandine. Era uno spettacolo. La nostra fantasia stava di nuovo avverandosi. La mano di Alex andò subito a sfiorare le sue cosce fino ad arrivare sul pelo che ricopriva la sua fica vogliosa e già grondante di desiderio mentre la mano di lei iniziava ad accarezzargli la patta dei pantaloni gonfia a dismisura. Vedevo quella mano muoversi sapientemente fra le sue cosce, accarezzarle le grandi labbra mentre col pollice titillava il clitoride per poi spostarsi fra i suoi glutei, accarezzarle l’ano e farla gemere infilandole un dito in culo. Non ci volle molto che lui lo tirasse fuori per farle sentire fra le mani tutta la sua virilità. Alla fine dopo essersi palpati a vicenda nei modi più osceni, senza che lei opponesse alcuna resistenza la fece alzare in piedi di fronte a lui poggiando le spalle sulla brandina in modo da mettere in bella mostra la sua fica e accarezzarle con quell’enorme capocchia le labbra roride di umori. Poi ignorandomi completamente, senza perdere tempo puntò la sua enorme cappella alla sua fica entrandovi con un colpo deciso per poi iniziare a pomparla con ritmo regolare. Trasaliva ad ogni colpo di cazzo gemendo:”si siiiii cosi…..bravoooo”. La stringeva fra le sue braccia baciandola oscenamente. Immagginavo le loro labbra, le loro lingue confondersi nelle loro bocche. Sussultava, gemeva per le sensazioni che stava provando al contatto di quel cazzo, per quei baci che la sconvolgevano. Anche se non potevo vedere bene il suo viso, potevo immaginare ciò che vi avrei letto confermato dalle parole che gli sussurrava tra un gemito ed un sospiro:”ohhhh si, siiii così dai non fermarti continua, ohhh come lo hai grosso, uhhhmm come lo sento”. Sembravano incontenibili. La mia eccitazione saliva al pari della loro. Ad un tratto lei ricordandosi forse della mia presenza, girandosi verso me:”amore, scusa,non so cosa mi abbia preso, ma è troppa la voglia di lui. Non ti dispiace vero?”, ed io, col cazzo fra le mani, continuando a masturbarmi, risponderle:”se davvero lo desideri, prendilo, godilo, godremo insieme del tuo piacere”. “Ohhh amore mio grazie di permettermelo”e stringendosi ancor di più all’altro:”ohhh tesoro, hai sentito? Dammelo tutto ho tanta voglia”. A quell’affermazione sentii il cazzo fremere quasi volesse scoppiarmi fra le mani. Il solo pensiero che si sarebbe lasciata completamente andare senza alcun linite come avrebbe fatto con me e come nel passato era capitato con Marco stava quasi per farmi sborrare. Poi girandosi ancora verso di me, con una voce che quasi non le riconoscevo disse:”ti amo porcone, sei il marito che ho sempre desiderato”per poi abbandonarsi ancor più oscenamente a lui. Ad certo punto, continuando a tenerle il bastone conficcato in profondità lo vedo girarsi in modo da stare disteso sula cucceta con lei oscenamente sopra di lui che inizia ad agitarsi mentre con colpi di bacino quello continua a farglielo sentire sempre più dentro. La vedo danzare su di lui mentre le mani di Alex percorrono tutto il suo corpo, si attaccano ai suoi seni che poi succhia golosamente ogni qualvolta si piega su di lui finchè ad un tratto vedo i loro corpi inziare ad agitarsi come impazziti esalando gemiti bestiali e ad un tratto, come se non fosse la prima volta, come se si conoscessero da tempo dirle:”dai, dai puttana che ti farcisco tutta ti vengo dentro. Lei cotinua a darsi da fare con sempre maggior foga diventando solo un oggetto delle loro voglie finchè mormorando entrambi parole senza senso la inonda di sperma crollando poi l’uno sull’altro in un totale abbandono restando così distrutti da un meraviglioso orgasmo. Ma non è certo finita. Dopo essersi slacciati da quel tenero ed intimo abbraccio l’ammiro distrutta dall’orgasmo precedente ma non ancoa soddisfatta e li distesa su quella cuccetta sembra aspettare fissando il bastone di Alex ancora sull’attenti che si protende verso di lei. Loosservo e non posso trattenermi dal dirgli:”penso che questa troia abbia voglia di farsi chiavare ancora” e lei di rimando a me:” ma certo amore, sono sicura che lo vuoi anche tu ,vero?” quel porco però non si muove come se aspettasse che il suo desiderio aumentasse ancora. Poi ad un tratto inizia ad accarezzarla leggermente sfiorando leggermente con le mani il suo corpo mentre il suo bastone ogni tanto la sfiora provocandole lunghi brividi.Vedevo quelle dita percorrere la sua pelle, raggiungere l’attaccatura dei seni massaggiarli sapientemente per poi scivolare sempre più lentamente verso l’inguine. A quel punto vedo la mano di lei allungarsi impugnando la sua virilità in piena erezione per poi far scorrere la mano su e giù. Accarezzare dolcemente tutta l’asta fremente e stringergli lo scroto strappandogli mugolii di piacere. Come un lupo affamato lo vedo gettarsi fra le tue gambe, immergere la lingua nella tua fessura ancora piena del suo stesso sperma wtrappandoti lussuriosi gemiti mentre si accanisce sulla tua fica per poi raggiungere il culo. E’ a quel punto che dopo avertelo ben inumidito ed allargato con le dita, come se io neppure esistessi ti fa piegare sul bordo della cuccetta dicendoti:”dai bella ficona ora ti faccio anche il culo qui davanti a tuo marito”Alle parole seguono subito i fatti e allargandoti oscenamente le pacche te lo infila con un colpo secco e prepotente . ti incula facendoti arrivare a livelli immaginabili di libidine chiamandoti cagna, vacca ed altri epiteti che ti eccitano ancora di più e tu che tra un gemito e l’altro:”si….siiii sono la tua cagna, la tua cagna in calore che si sta facendo il tuo cazzo davanti a suo marito che mi osserva e gode il maiale” e a me:”guarda, guarda, mi volevi troia ti sto accontentando, garda come sto godendo con lui” e intanto Alex con un ultimo colpo urlando di piacere si scarica nel tuo intestino abbandonandosi esausto sulle tue spalle. Due animali in calore ed a me sembrava di vivere un sogno tanto che avvicinandomi ancor di più a loro esclamai:”Dio, come siete belli così abbracciati” al che Raffa lanciandomi uno sguardo voglioso o forse percependo un tono diverso nella mia voce:”dai amore non sarai mica geloso? Vieni qui amore, fatti succhiare il tuo cazzo”. per poi concentrarsi nuovamente sul sottile piacere che lui le donava accentuando il desiderio di essere di nuovoposseduta. Finalmente il suo cazzo che fino ad allora aveva continuato a sfiorare le umide e delicate labbra della sua fica dischiuse come in trepida attesa iniziò lentamentea spingere per entrare. A quella visione mentre il mio cazzo era risucchiato dalla sua vorace bocca procurandomi una pazzesca libidine dovetti farmi forza per non sborrarle subito in gola. Intanto Alex continuava ad affondare fra le sue cosce mentre lei a agganciava le sue gambe attorno alla vita di lui per gustarselo ancor di più e sentirsi penetrare ancora meglio. Ad un tratto, interrompendo il delizioso trattamento che stava facendo al mio cazzo, mi disse accarezzandomi le palle:”dai amore ora basta, segati un po’ da solo voglio donarmi tutta al mio Alex”. Sulle prime ci rimasi male ma non volendo rovinare quel momento così eccitante e coinvolgente e mi lasciai relegare nel ruolo di guardone. I due avvinghiati l’uno all’altro si dettero da fare finchè non le venne dentro sussultando e gemendo assieme. Uno spettacolo oscenamente arrapante Non ancora soddisfatti li vidi unirsi in un osceno 69. La testa della mia Raffa fra le sue cosce faceva sparire quel meraviglioso cazzo nella sua bocca, mentre il porco la slinguazzava come un maiale gustando tutti i suoi umori giungendo fino ad aprirle le pacche a dismisura per infilarle la lingua nel buco del culo facendola sussultare e gemere come un animale. Poi, stanca di quei giochetti e sempre più vogliosa di sentirlo dentro , la sentii dirgli”ohhh caro, basta, non ne posso più mi stai facendo impazzire . Ti voglio, scopami, sfondami ho bisogno di sentirlo”.” Certo cara ” rispose senza curarsi minimamente di me:”ho una dannata voglia di sbattertelo tutto dentro”. Così dicendo si riportò col viso accanto a lei baciandola. in bocca per farle gustare il suo stesso sapore mentre in piedi sul bordo del letto le apriva dolcemente le cosce. Come per un tenero omaggio si chinò un attimo fra e sue gambe a baciarle di nuovo la fica spruzzandola ancora della sua saliva e poi col cazzo ritto come un fuso iniziò a strofinarle la capocchia sulle grandi labbra finchè spingendo quell’enorme bastone sull’entrata di quella fica gocciolante ed aperta come un forno per poi subito ritrarla non appena lei iniziava a gemere. Stava per entrare in lei, quando ad un tratto, come se stesse prendendo piena conoscenza di ciò, s’irrigidì stringendo le gambe e per un attimo sia io che Alex restammo perplessi da quel repentino cambiamento. Subito lei, come a volerci rassicurare sorrise ad entrambi, e rivolgendosi a me con una voce che sembrava giungere da lontano disse:”Angelo mio, voglio che sia tu, ad indirizzare questa meraviglia, e guidarlo dentro di me perché sei tu che me lo hai insegnato e me lo permetti. Sarà ancora più eccitante vederti prenderlo in mano ed essere tu stesso ad infilarlo nel corpo della tua sposa”. Doveva essere impazzita, pensai restando imbambolato a guardarla. Alex che non vedeva lora di fotterla si girò verso me che scioccato da quella richiesta volse lo sguardo verso di me. Continuavo ad osservare il suo cazzo sull’attenti che oscillava fra le sue cosce, quando lei sempre più eccitata continuò:”dai non farti pregare, prendilo in mano, accarezzalo, abbine cura, bacialo prima di mettermelo dentro, non lo vedi che non resisto più, lo voglio…..e tu devi godere con me mentre mi apre tutta. Voglio sentire la sua sborra scorrermi dentro come fosse la tua”. Li guardavo ancora incredulo senza riuscire a muovermi. Fu allora che non potendone più di attendere intervenne lui e rivolgendosi a me come fosse stato il marito disse senza mezzi termini:”l’hai sentita? Dai, cosa aspetti prendilo e sbattiglielo dentro”. Quell’uomo che avevamo conosciuto così solo per caso e che stava per fottersi mia moglie, parlava come se gli appartenesse, come se fosse più sua che mia. Si avvicinò a me facendosi ancor più vicino mettendolo a contatto col mio aggiungendo:”dai, che non morde mica”. Il suo tono era perentorio, come la sua voglia di POSSEDERLA. Quel contatto così intimo mi provocò una violenta erezione che superando il fastidio che provavo al solo pensiero di prendere in mano un membro che non fosse il mio mi fece perdere ogni inibizione. Lo presi fra le mani e rivolgendomi a lei dissi:”hai ragione tesoro, devo essere io a donarti il suo cazzo”. Era una strana sensazione sentire in mano il fremito ed il calore di quel bastone, ed ancor di più lo fu nell’udire le parole di mia moglie che mi incitavano a bagnarlo con la mia saliva ed a succhiarlo prima di ficcarglielo dentro a cui si aggiunse Alex a sollecitarmi:”Dai datti da fare, fammi provare la sensazione delle tue labbra della tua bocca”. Ma cosa stava succedendo, non solo permettevo ad un estraneo di chiavare mia moglie, ma ora quel porco si sentiva anche in diritto di farselo succhiare da me. Come in trance feci ciò che i due mi ordinavano eccitandomi a quel contatto ed al gusto degli umori di quel cazzo mescolato con il sapore della mia donna. Sicuramente anche lui dovette provarci gusto eccitandosi a quel trattamento tanto da arrivare a poggiare una mano sul mio capo. Una situazione di una tale eccitante oscenità da condurmi ad una eccitazione mai provata come ero sicuro stesse capitando anche a lui che nel frattempo con l’altra stuzzicava il clitoride della mia donna. Continuammo così per qualche minuto, come se avessimo entrambi preso gusto a quel gioco perverso. Sentivo quel bastone nella mia bocca diventare sempre più teso e rigido tanto da temere che potesse sborrarmi in gola da un momento all’altro. Lo feci allora scivolare fuori dalle mie labbra rorido della mia saliva per indirizzarlo verso la fica di mia moglie che simile ad una bocca affamata aspettava di riceverlo. Dallo sguardo di Alex ebbi quasi l’impressione che quell’interruzione l’avesse deluso, forse avrebbe desiderato che continuassi quell’oscena pompa. “Ne ho avuto abbastanza amico mio” gli dissi:”ora soddisfa la mia Raffa che è la cosa più bella che ho, falla godere come merita”e così dicendo spinsi quel bastone fra le sue pareti vaginali che subito lo aspirarono come una ventosa. Con un colpo di reni le entrò tutto dentro fino ai coglioni crollando su di lei stringendola fra le braccia e baciandola oscenamente. Ad ogni colpo affondava sempre di più nel suo ventre mentre vedelo le gambe di lei allacciarsi saldamente attorno ai suoi fianchi Godeva con quella bestia dentro e la cosa non mi infastidiva per niente, anzi. Era una goduria vedere l’effetto che aveva su di lei quel corpo peloso, sudato, arrapato, quel cazzo che le scavava dentro che le faceva perdere la ragione. Continuò a montarla cambiando continuamente ritmo, ora lento e dolce, ora più veloce facendola gemere sotto di lui come una cagna in calore avvinghiandosi sempre più oscenamente l’uno all’altro. Cosa mai potevo fare, se non continuare a segarmi il cazzo e cercare di accarezzare il suo corpo la dove in quel momento le mani dell’altro non arrivavano?. Lei sempre più persa sotto di lui voltandosi ad un tratto verso me perso in quell’osceno spettacolo mi dice:” ohhh caro ha proprio un bel cazzo grosso e duro, guarda come fotte tua moglie, voglio essere la sua troia, la tua porca come abbiamo sempre desiderato. Sei contento amore mio?”. Non faccio a tempo a risponderle che Alex svangandola sempre più in profondità le dice:”confessa a tuo marito che mi vuoi che ti faccio sentire davvero femmina “ e lei sempre più scosciata sotto di lui:”ssi siiii sono la sua troia e mi piace farmi fottere davanti a lui” Ed io:”fottila , sfondala pisciale dentro riempila del tuo seme” Continuarono a trasmettermi le loro più indecenti sensazioni finché Alex le disse:”non resisto più devo sborrare, ti vengo dentro ti riempio, ti allagoooo” e mentre lei si apriva ancora di più sotto di lui stringendo le cosce attorno ai suoi fianchi, le fiondò velocemente altri due o tre colpi quasi con cattiveria sborrandole nella fica urlandole:”puttana, lurida troia vengo, vengooooo siiiiii ti riempio tuttaaaaaaaa, prendilo cagna, dillo a tuo marito che ti piace che vuoi il mio cazzo, la mia sborra, vaccaaaaaaa” Vibrava come una corda di violino ed io rincarando la dose:”dai, si dai sfondala ingravida pure questa cagna”. Alla fine, esausto si accascia su di lei continuando a rimanerle dentro mentre le sue labbra cercano i suoi capezzoli e lei con un filo di voce, ci sussurra:”Ohhhh… quanto mi fai star bene”. Quando poi scivolò fuori da lei distendendosi al suo fianco lasciandola con la fica aperta e fremente che continuava ad accarezzare teneramente, avevo davanti a me la sua vulva completamente aperta da cui lentamente iniziava a scivolare fuori un abbondante dilo di sborra: una visione fantastica. Come una gatta in calore lo accarezza sul torace sudato e peloso per poi scendere con la mano sul suo cazzo ancora impiastricciato di sperma. Al tempo stesso odo la voce di Alex che godendosi quel piacevole trattamento le dice:” tesoro, non avevo mai conosciuto una donna come te, vorrei essere nei panni di tuo marito per goderti ogni giorno” e lei:”ohhh caro sarebbe meraviglioso” e subito, come a volerlo ringraziare si gira verso di lui portando il viso sul suo pube per gustare le ultime gocce di sperma mescolate al suo stesso piacere. Da vera porca, lo lava con la sua bocca. Io per non essere da meno, scendo all’altezza del suo sedere immergendo il volto fra le sue pacche per farle lo stesso servizio che stava facendo a lui. Approfitto della sborra che fuoriusciva dalla sua vulva per baciarla, succhiarla dolcemente, quando ad un tratto la sentii mormorarmi:”ohhh amore sei fantastico”. Abbraccio i suoi fianchi gustandola, mescolando con la mia saliva la dolce crema che si era fatta donare. Nel frattempo sento ancora lui che di nuovo arrapato dal quel trattamento le continua a dire:” mi hai fatto fare una delle più belle sborrate della mia vita, sarebbe un peccato che finisse tutto qui” e poi a me:”Angelo tu cosa ne pensi?” .Impegnato nel godermi la fica e il culo di mia moglie evito di rispondere al che considerato il mio silenzio, lei interrompendo il lavoro di bocca al cazzo di lui e sciogliendosi dalle sue carezze e dai miei baci fra le sue intimità si gira verso di me prendendo in mano il mio cazzo ed iniziando a baciarmi pulendo la mia bocca da quei sapori che avevo colto da lei per poi sussurrarmi:”ohh caro sarebbe meraviglioso, mi piace troppo e tu lo sai”. Nel frattempo Alex essendo venuto a trovarsi di fianco al suo lato B, subito ne approfittò per iniziare ad accarezzarle e baciarle le spalle, la mordicchiava sul collo, poi iniziò a scendere col viso fin verso il suo tenero culetto. Nel frattempo i nostri baci coi quali ci scambiavamo quegli umori, quei sapori che sapevano di lei, di lui, di noi divenivano sempre più intensi ed osceni. Poi lui col viso immerso fra le sue pacche a continuare il servizio che prima io le stavo facendo aveva iniziato a stuzzicarle l’ano facendole sentire dentro la sua lingua. Nell’attimo in cui sentì quella lingua intrufolarsi nel tenero buchetto emise un gemito di piacere e smettendo per un istante di baciarmi e spalancando su di me i suoi bei occhioni mi disse:”ohh caro, ci sa fafre davvero, non essere geloso, ho bisogno di lui”, poi senza darmi tempo di rispondere si attacco di nuovo alle mie labbra sempre più eccitata. Ad un tratto Alex smise di lavorarla con la bocca ed iniziò iniziava ad accarezzarla fra le natiche col suo bastone desideroso di visitarne l’interno. Sentii i suoi baci divenire ancor più appassionati ed ebbi l’impressione che i movimenti della sua lingua nella mia bocca andavano aumentando al ritmo di come la sua capocchia spingeva sul suo ano. Ero certo che quel cazzo sull’ano la stesse portando ad una quasi perdita di controllo aumentando il suo desiderio di essere posseduta di nuovo, di provarlo anche nel culetto anche se essendo molto grosso, conoscendola, temevo avesse timore di sentire dolore. Per darle una spinta e far comprendere all’altro che avrebbe potuto incularla (anche se forse non ce ne sarebbe stato bisogno), le sussurrai in modo che anche lui potesse sentire:” amore penso sia proprio della misura giusta per il tuo culetto, provalo, sono sicuro che godrai come una cagna”. Sempre più vogliosa quasi a volermi far tacere, mi infilò in bocca la sua lingua per poi rispondermi col faccino un po’ preoccupato:” ma amore è così grosso, sei sicuro?”, ed io:”di che ti preoccupi tesoro, vedrai ti farà sognare, ti sentirai in paradiso”, per poi aggiungere sottovoce:”ricordi come fu con Marco, ti sembrava tanto grosso, ma poi entrò tutto e impazzisti di piacere”. A quel pensiero mi sorrise, baciandomi ancora mentre Alex avendo capito che avrebbe potuto incularla, anzi che la stavo invogliando a prenderlo, continuò a farle sentire fra le pacche il suo cazzo. Fu così che iniziai a percepire i fremiti del suo corpo contro il mio mentre si abbandonava sempre più vogliosa a quel nuovo eccitante desiderio. Sentivo il suo bacino strusciare su di me per poi spingerlo contro il suo pube, udivo la sua bocca nella mia dirgli :”ohhhh……bravo tesoro come ti sento”. I fremiti del suo corpo aumentavano a dismisura provocandomi indescrivibili sensazioni e comprendevo che sicuramente quello sconosciuto non sarebbe mai più stato per noi solo tale. Fu così che ad un tratto, dopo uno sguardo d’intesa fra noi maschietti, continuando a baciarla feci in modo di muoverla per farla sistemare su di me a pecorina. Feci in modo che il suo sedere sporgesse fuori del bordo della brandina. Intanto Alex, che nel frattempo si era alzato si era piazzato in piedi dietro di lei. Appena il culo della mia femmina fu in posizione, si inginocchiò col viso all’altezza del suo culo aprendole le pacche iniziando a baciare e leccare il suo meraviglioso ano sempre più aperto e fremente. Dalla posizione in cui ero, non mi era dato di vedere, ma potevo benissimo immaginare, da come la faceva gemere senza alcun pudore cosa le stesse facendo con le labbra,la lingua forse anche con le dita le da come pisciava su di me tutto il suo piacere. Dopo un po’ di quel trattamento si rialzò e dopo averle aperto oscenamente le natiche appoggiò sull’ano umido di umori e saliva che attendeva avido come una bocca quell’enorme capocchia per iniziare a premere per entrare. La tenevo ben salda a me cercando di bloccare ogni suo movimento, onde evitare che all’ultimo momento sentendo dolore, tentasse di sottrarsi alla penetrazione. Lei sicuramente doveva desiderarlo alla follia, perché invece di irrigidirsi , come inizialmente faceva anche con me, vidi il suo bacino spingersi contro il suo pube per andargli incontro senza alcun timore. Fu in quel momento che compresi quanto lo desiderasse che tra loro stava creandosi un rapporto diverso, un desiderio che sicuramente ci avrebbe unito in un cerchio magico. Continuai così a baciarla con sempre maggiore intensità finche, assalito da una folle frenesia, prima che quel cazzo entrasse in lei facendola impazzire, la liberai dal mio abbraccio mentre lei mi diceva:”dove vai amore, vieni qua ti voglio con me mentre entra dentro”. Senza rispondere e prima che quello potesse da un momento all’altro, con un colpo di bacino farglielo risalire tutto su per l’intestino facendola di nuovo sua, mi alzai lasciandola a pecorina e avvicinandomi a lui , senza neppure chiederglielo, per la seconda volta presi fra le mani il suo cazzo dicendogli:”dai che ti aiuto così la facciamo di nuovo contenta” e senza aspettare il suo consenso, stringendo fra le mani quel bastone bollente, mi inginocchiai ai suoi piedi leccandolo e baciandolo come avevo fatto in precedenza accarezzandogli al tempo stesso i coglioni sempre più gonfi. Lei, che fino a quel momento non aveva capito le mie intenzioni , appena vide ciò che stavo facendo esclamò:”ohh amore lo sapevo, sei il mio tutto” e subito quello, di rimando senza alcun ritegno:”dai succhia pure porco, vedo che ci hai preso gusto, fai pure contenta la tua femmina” . Si ci avevo preso gusto perché aveva il sapore e l’odore della mia Raffa e mi donava la sensazione come di baciare, succhiare la sua fica o il suo culo. Lui nel frattempo continuava con le dita ad allargarle il buchetto facendola gemere sempre più di piacere ogni volta che quasi sadicamente le estraeva per poi infilarvele di nuovo dentro sempre più a fondo. Quello spettacolo mi eccitava talmente che senza accorgermene continuavo a ciucciare con sempre maggiore intensità il suo bastone tanto che ad un tratto quello mormorò“lo ciucci meglio di una femmina se continui così ti sborro in bocca”. Quella frase pronunziata con tono quasi provocatorio ed irridente, mi mise a disagio. Smisi subito e lo poggiai grondante di saliva, sull’ano della mia femmina dicendole:” amore,ora è tutto tuo, vedrai come scivolerà bene”. Lei che non aspettava altro mi sorrise senza rispondermi mentre quello, con lo stesso tono di prima:”bravo hai fatto la tua parte, ora levati, tocca a me, guarda pure come te la inculo come la faccio godere”. Quel tono m’infastidì ed ancora di più quando rivolgendosi a lei:” dai, apriti bene lo so che muori dalla voglia di sentirtelo tutto dentro”. Sembrava, che parlasse alla sua femmina, che io fossi solo un semplice spettatore del loro piacere. Poi, afferrandola saldamente per i fianchi nonostante lo pregasse di far piano:”, iniziò a spingere sino ad affondare di colpo in lei fino alle palle. La sentii lanciare un grido di dolore ma subito compresi che era anche di intenso piacere. Restò per un attimo immobile dentro di lei per darle le il tempo di adattarsi a quell’intrusione, accarezzandole al tempo stesso le natiche pur tenendola ben ferma finché non iniziò a muoversi avanti e in dietro dentro di lei Prima lentamente, poi con ritmo pian piano crescente. Era uno spettacolo eccitante vederla li a gambe larghe a pecorina sul nostro letto come un animale da monta mentre quello ora tenendole i seni racchiusi fra le mani la tirava all’indietro per meglio farla aderire al suo pube e solleticarla fra le natiche con le sue palle gonfie. Dopo un pò, continuando a pomparla, le sue mani scesero fra le cosce a titillarle il grilletto e nel frattempo rivolgendosi a me, come se si fosse trattato della sua femmina e non della mia:”vienile accanto, baciala, voglio sentirla ancor più arrapata”. Come un automa, mi accosto a loro iniziando a baciarla in bocca gustando il sapore della sua lingua e dei baci che precedentemente si erano dati mentre quello continuava ad incularla ed a masturbarla con sempre maggior gusto. Sotto quei colpi che diventavano sempre più selvaggiamente violenti mi accorsi che in quel momento per lei contasse solo il piacere che quel maiale le stava donando tanto da eccitarsi ancora di più dal sentirsi trattata davanti a me come un animale da monta. Incurante della mia presenza sempre più perso, come lei nella libidine del piacere, quello iniziò a chiamarla “cagna, vacca” ed altri epiteti, ai quali lei rispondeva: “siii bravo così porco, sono una cagna la tua cagna in calore dammelo tutto dentro, fai vedere quanto sai farmi godere”, parole che non facevano altro che eccitarli ancora di più ed accrescere la loro libidine. Continuò a montarla aprendole sempre più il buco del culo con quell’enorme cazzo ad un ritmo, ora lento, ora dolce, ora più veloce premendola ad ogni colpo sempre più contro me, tanto da fargli arrivare fino in gola il mio cazzo. Squirtava continuamente la porca, come se pisciasse grazie a quelle dita che le aprivano la fica titillandole quasi con violenza il clitoride. Vedevo le sue belle natiche contrarsi sempre più attorno a quel palo di carne, e sentivo la sua bocca diventare sempre più vorace attorno al mio bastone. Che spettacolo eccitante e perverso la mia femmina in balia dell’altro constatandone il piacere che andava impossessandosi di loro che si fondevano assieme consapevoli del legame osceno e perverso che li coinvolgeva sempre più. La possedeva come se fosse SUA, come se gli appartenesse e lei cosciente di essere in mia presenza non si sottraeva, anzi si donava ancor di più alle sue voglie abbandonandosi ai loro sensi in un tacito ed intimo accordo sempre più perverso ed osceno. Era PERSA COMPLETAMENTE IN LUI come mai era capitato neppure con Marco e nel momento in cui mi accorsi che entrambi stavano giungendo al punto di non ritorno, per un attimo fui geloso di quello sconosciuto che nell’attimo in cui godeva nel culo di mia moglie si sentì in diritto di dirmi:”guarda come la faccio godere, come la riempio” e lei sentendosi scorrere dentro il suo seme dirmi:”sono la sua troia, guarda come mi sta facendo godere, è così che mi volevi stronzo, ora gli appartengo”, poi assalita la vidi aggrapparsi a lui come un naufrago nella tempesta colta da convulsioni e gemiti di piacere. Alla fine esausto crollò su di lei e mentre ero ancora assorto davanti a quell’osceno continuando a godere l’uno del corpo dell’altro, sentii ad un tratto Alex, con quello stesso tono quasi da padrone dirmi:”bravo ora che ti sei goduto lo spettacolo di come l’ha preso nel culo fottila in bocca, vedrai che farà godere anche te” e subito dopo iniziò ad accarezzarla fra le cosce ed il culo raccogliendo gli umori che ne fuoriuscivano per spalmarglieli sul corpo. Pur se seccato da quel comportamento, non potei far altro che mettermi davanti a lei che subito lo prese in bocca accarezzandomi i coglioni per poi iniziare a succhiarlo con sempre maggior foga. Intanto quello no smetteva un attimo di accarezzarla, baciarla dappertutto con tenerezza e ad un tratto mentre ero perso nel piacere di ciò che con la sua meravigliosa bocca e con quella stupenda lingua mia moglie mi donava lo sento dirmi:”Angelo, hai una moglie fantastica, mi ha fatto sentire parte di lei, invidio il vostro rapporto, sarebbe fantastico potervi rivedere e sono certo che lei lo desideri quanto me, sempre che tu non abbia nulla in contrario”. Non ebbi neppure il tempo di riflettere su quelle parole che Raffa smettendo di succhiarmi per avere la bocca libera, ma continuando a stringerlo nella sua mano segandomi dolcemente, dando per scontata la mia approvazione rispose al mio posto:”ohh Alex sei stato fantastico, certo che vogliamo rivederti” e come se io neppure esistessi, si strinse di nuovo a lui accarezzandolo e baciandolo su quel petto villoso” e rivolta a me, ma continuando a restare fra le sue braccia:” ohh caro, se ci verrà a trovare ne sarei felice, lo riceveremo a casa nostra ed io preparerò una bella cenetta per tutti e due”. A quel punto, non potei far altro che rispondere:”certo carà visto che sei anche brava in cucina potrai fargli conoscere tutto di te”. Aveva fatto tutto lei, ma anche se alquanto scocciato, ero desideroso come lei che la cosa potesse proseguire ed a quel punto mi scostai da loro per iniziare a rivestirmi lasciandoli abbracciati su quella cuccetta. Continuarono ad accarezzarsi ed a baciarsi oscenamente sotto i miei occhi finché quando ero ormai quasi del tutto vestito, anche loro si alzarono, quasi a malincuore. Appena pronti, scendemmo da quel TIR con la promessa di rivederci la settimana successiva, in quanto lui ci riferì che viveva a Livorno, ma che da li a una settimana sarebbe andato a caricare Grosseto dove avrebbe poi dovuto fermarsi alcuni giorni per le pratiche doganali necessarie per trasportare le merci a Marsiglia. Appena mia moglie udì questo, senza darmi neppure il tempo di riflettere, vista la voglia che aveva di lui, gli fece promettere che appena fosse arrivato a Grosseto avrebbe dovuto avvertirci in modo che saremo andati a prenderlo ed in quei giorni avrebbe soggiornato da noi. “Sarà meraviglioso”, rispose subito lui guardandomi per ottenere la mia approvazione e scambiatici i numeri di telefono ci rimettemmo in viaggio salutandoci, io con una stretta di mano e Raffa, oramai completamente presa da quell’uomo, avvinghiandosi a lui baciandolo ancora una volta appassionatamente lasciando che ancora una volta le sue mani ritornassero a toccarla dappertutto come se fosse la sua femmina. Poi staccandosi sentii lui dirle:”ricorda ti voglio tutta sempre così”, e lei senza alcuna vergogna:”ancora di più se lo vorrai”. Così riprendemmo la strada di casa mentre ero ancora frastornato da quello che era successo. anche se entrambi lo avevamo sempre desiderato anche se forse,pensavo in quel momento, il comportamento di Raffa era andato al di la di ogni aspettativa. D’altronde non era forse quello che cercavamo, quello che volevo?. All’inizio, nessuno dei due parlò. Rivivevamo dentro di noi quei momenti quei comportamenti che forse neppure noi pensavamo potessero accadere in particolare con una persona fino a quel momento sconosciuta. Ero ancora eccitato al pensiero della mia femmina fra le braccia dell’altro che fondendosi con lui mostrava in mia presenza tutto il piacere che provava senza alcuna vergogna ed imbarazzo apprezzando ogni cosa di lui fino a chiedermi di succhiare il cazzo del suo amante no so se per umiliarmi o per il perverso piacere di farmi provare le sue stesse vibrazioni. Sicuramente anche per lei i ricordi e le sensazioni oscene che aveva provato ora l’accompagnavano, tanto che potevo vederla assorta fissare la strada e sorridere passandosi la lingua sulle labbra o tormentandosi con la mano fra le cosce al pensiero dei pompini che aveva fatto e della meravigliosa sensazione che aveva provato nel sentire il suo corpo penetrato da quel bastone che era stato padrone del suo corpo e dei suoi sensi. Ad un tratto sentii la sua mano posarsi sulla mi coscia e la sua una voce come venire da lontano sussurrarmi:“ti voglio bene. Grazie amore mio, sei il marito che ho sempre voluto”. Era come se volesse farsi perdonare di pensare ancora a lui, di desiderarlo e forse di ciò che mi aveva chiesto e fatto fare che non avrei certo facilmente dimenticato. Ma no, non c’era niente da farsi perdonare, ed entrambi lo sapevamo bene. Ciò che era avvenuto, non aveva umiliato o sopraffatto nessuno dei due, aveva solo rafforzato ed intensificato il nostro amore. Era VERO, si era data ad un altro Aveva goduto e ancora lo desiderava (LO SAPEVO), SI ERA DONATA A LUI CON TUTTA SE STESSA e non aspettava che il momento di poterlo rifare, ma tra noi NULLA sarebbe mai cambiato, quel nuovo rapporto sarebbe stato sempre più solo uno stimolo ad amarci e desiderarci con maggiore intensità. Sapevamo entrambi che non poteva essere che così. Fu così che senza pronunziare altre parole, uniti dagli stessi pensieri, la sua mano scivolò sulla zip dei pantaloni per far saltar fuori il mio bigolo che trovò già in tiro ed iniziare a segarlo dolcemente mentre diceva:” mi volevi vedere troia, ti ho accontentato e ne sono felice. Sono la tua troia, ho goduto davanti a te abbandonandomi a lui, ho ancora la sua sborra dentro di me è una sensazione meravigliosa e non vedo l’ora di concedermi di nuovo a lui per fargli godere ogni parte del mio corpo e godere del suo” e così dicendo continuando a segarmi si chinò a succhiare la mia capocchia facendomi schizzare tutto il piacere nella sua bocca. Poi mentre si sollevava con la bocca ancora piena del mio succo che le colava lungo gli angoli delle labbra non potei fare a meno di accostare alla prima piazzola che vidi per prenderla fra le braccia e baciarla confondendo nelle nostre bocche le salive e quel dolce nettare dicendogli: “Ti voglio così sempre più cagna amore” e lei di rimando stringendosi a me, mi provocò ancora di più sussurrandomi mentre ancora si leccava le labbra:”uhhhmmmm che buono amore sembra quasi che la tua e quella di Alex abbiano lo stesso sapore. Poi mentre rimettevo in moto accingendomi a riprendere il cammino aggiunse:” dai amore arriviamo presto a casa che ho ancora voglia di noi”.Giunti a casa sfiniti ma ancora insaziabili, appena la porta di casa si chiuse alle nostre spalle, scopammo li per terra come due animali in modo ancora più passionale e sfrenato mentre le ricordavo come si fosse fatta montare da Alex come l’aveva riempita di sborra in ogni buco, come si fosse fatta trattare da vera troia mentre lei mi ricordava come anche io avessi goduto a quello spettacolo e con quale gusto avessi ciucciato il cazzo del suo amante, che lei era una troia ed io un lurido porco degno di una vacca come lei. Alla fine, ansanti, senza più forze ci abbracciammo sempre più appagati dicendole:”oggi è stata una giornata davvero eccitante ed anche se mi hai fatto sentire un marito cornuto ne sono felice” e lei di rimando accarezzandomi:”ed io la tua mogliettina troia come abbiamo sempre desiderato” per poi aggiungere con quel suo sorriso malizioso:” penso che forse abbiamo finalmente trovato la persona giusta e non vedo l’ora di riaverlo per riempirti di tante bellissime corna” Alla fine andammo a dormire augurandoci entrambi che arrivasse al più presto il giorno che avremmo rivisto Alex




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