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Prime Esperienze

La mia Cliente


di mind78cos
17.11.2018    |    369    |    1 7.1
"Le sue foto invece erano normalissime: serate, amici, famiglia, niente di sexy o particolare, se non per una serie di fotografie di gambe e tacchi, molto..."
All'inizio del mio lavoro avevo il compito di visitare alcuni clienti una volta ogni 3-4 settimane: non mi dispiaceva, era un modo per poter star fuori dall'ufficio e prendere una boccata d'aria che proprio male non fa.
Tra di loro c'era Lucia, una signora di una ventina d'anni più grande di me; Lucia è una persona solare, allegra e dinamica (nonostante la vita non fosse stata troppo gentile con lei) con in aggiunta un'eleganza e una sensualità fuori dal comune: è una bella donna, bionda, occhi di ghiaccio, un corpo curato bene, con gambe belle affusolate come piacciono a me.
Il nostro rapporto nacque da un punto di vista professionale, ma nel corso del tempo le cose cambiarono: ogni volta che andavo a trovarla si parlava sempre meno di lavoro e sempre più delle nostre vite: c'era sempre più feeling, apprezzavo sempre più la sue sensualità e ogni volta che la salutavo ero preso da una irrefrenabile voglia di stringerla a me e baciarla, ma sinceramente il mio ruolo mi bloccava parecchio anche dal fare un approccio più spinto.
Col tempo il lato umano del rapporto cresce e diventiamo anche amici su un noto social: da lì le cose iniziano a prendere una piega diversa perché inizia a fare commenti anche piccanti con doppi sensi ad alcune mie foto (privatamente ovviamente).
Le sue foto invece erano normalissime: serate, amici, famiglia, niente di sexy o particolare, se non per una serie di fotografie di gambe e tacchi, molto ma molto sexy. Da sempre ho questa passione per le donne che anche a letto indossano questo abbigliamento, ma che lo portano anche con classe tutti i giorni.
Un giorno incuriosito dal fatto che alcune potessero essere sue le scrissi un messaggio "Lucia, ma sono tue queste foto?"
La risposta fu bellissima "A volte sono io e a volte no, prova a riconoscermi".
Da lì le cose cambiarono ulteriormente: pubblicava spesso foto nuove e io provavo a indovinare giocando anche sul fatto che a volte sbagliavo di proposito per farle i complimenti e che a volte,son sicuro, lei non era sincera nel dirmi se avevo indovinato o meno. Il rapporto era definitiviamente cambiato: ci si stuzzicava in continuazione, ci si provocava e iniziò un gioco bellissimo dove al centro c'erano sempre foto di donne in tacchi e calze con gambe molto sensuali.
Il tempo passava e ogni volta che la vedevo avevo voglia di stringerla a me e baciarla, ma il mio ruolo mi imponeva di limitarmi a un flirt.
Un dicembre di qualche anno fa ero come da consuetudine da lei:eravamo seduti in cucina a bere un caffè, si scherzava del più e del meno (ultimamente si parlava spesso anche di sesso in maniera ironica); ad un certo punto ridendo mi dice
"Andrea ultimamente non indovini più una foto, smetterò di offrirti il caffè se non migliori"
Ridendo e senza pensarci troppo
"E' colpa tua, pubblichi foto di gambe ma quando vengo da te sei sempre con i jeans, fatico a riconoscerle"

Come ho detto prima eravamo in cucina, lei, con una tranquillità inaudita, si alza e comincia slacciarsi la cintura mentre mi guarda negli occhi, si slaccia i pantaloni, se li abbassa, scosta le ciabatte e toglie i jeans.
Rimango basito: di fronte ho la mia cliente Lucia, donna che desidero far mia da mesi che ha un maglioncino bianco, dei collant blu che la fasciano divinamente due gambe bellissime e affusolate e sotto un paio di mutandine nere.
Ho ancora impressa nella mia mente quell'immagine e solo il fatto di descriverla crea in me una serie di emozioni bellissime.

"Ora controlla bene così non avrai più scuse"

Senza dire niente comincia ad accarezzarle le gambe in maniera delicata, partendo dalle cosce arrivando fino all'interno, ma lì mi fermò:" devi controllare le gambe, per il resto avremo tempo"
Ripresi ad accarezzarla, non so quanto tempo passò, comincia anche ad avvicinare le labbra alle sue gambe: io rimasi seduto sulla sedia, la feci sedere sul tavolo con la scusa di controllare meglio, avevo il suo sesso lì a pochi centimentri, ma non potevo approfittarne; cominciai a baciarla e ovviamente arrivai fino ai piedi, cosa che gradì moltissimo, li baciai a lungo tanto da inumidirle completamente le calze.
Nel frattempo nei pantaloni esplodevo, avevo voglia di possederla e quando tentai di alzarmi per slacciarmi i pantaloni mi disse
"No Andrea, non è il momento, non è questo che vogliamo tutti e due, vogliamo qualcosa di diverso, non banaliziamo il nostro rapporto: tu hai voglia e anche io ce l'ho, ma non dobbiamo ancora cedere"
Ammetto che mi incazzai dentro di me, volevo andarmene, ma forse aveva ragione: cercavo davvero qualcosa di diverso dal solito, la scopata la potevo avere da un'altra parte, questo gioco no.
Ripresi a baciarle le gambe ancora per un bel po' e poi provocandola dissi
"Ok Lucia, ora posso andare perché ho capito come sono le tue gambe e la prossima volta non sbaglierò"

Sorrise, accettò la provocazione. Sapevo stare al gioco e le piaceva.

Ci salutammo come sempre, forse l'abbraccio fu più lungo questa volta ma nulla più; me ne andai sorridendo ma avevo una voglia di godere come poche volte mi è capitato.

Rientrai in ufficio, lavorai molto distrattamente ovviamente, avevo solo quella scena e quel gioco nella testa.. Aspettavo e controllavo che pubblicasse una foto, ma invano.
Dopo un paio d'ore mi arrivò un messaggio
"Mi sono masturbata dopo che te ne sei andato via, se non lo hai ancora fatto, vorrei lo facessi anche tu"
Ci avevo pensato quando me ne andai da casa di Lucia, ma sinceramente non è che mi ispirasse troppo la cosa; dopo questo messasggio invece presi, andai in bagno e lo feci. Poi le scrissi "ora l'ho fatto anch'io".
Mi rispose subito "Pensavo lo avessi già fatto, meglio così. Sarà un bel gioco il nostro, ci vediamo tra un mesetto"



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