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LA PRIMA MANO AMICA NON SI SCORDA MAI….(storia del primo rapporto bsx adolescenziale)


di dopcock
15.01.2021    |    1.191    |    0 9.8
"Da ragazzino ho avuto la fortuna di avere un gruppo di amici molto affiatato con cui siamo cresciuti insieme e ci siamo confidati di tutto e allo stesso tempo..."
Ognuno di noi specie noi maschietti, abbiamo avuto un periodo della nostra vita in particolare, in cui abbiamo iniziato a sentire come si suole dire “tirare l’uccello”, ovvero i primi stimoli sessuali, le prime fantasie su ogni figura femminile che ti passava davanti, le prime masturbazioni con tutte le varianti possibili. Io ricordo di aver avuto tutto ciò abbastanza presto. Ho iniziato a masturbarmi già in quinta elementare e non disdegnavo, quando era possibile, di fare irruzione nel bagno delle femminucce a scuola per cercare di scorgere qualche parte del loro corpo in nudità. Ma si sa che le vere esperienze si fanno fra amici, confrontandosi, scambiando pareri e anche guardandosi il cazzo durante le pipì collettive, per cercare di capire se il tuo fosse nella media o no. Da ragazzino ho avuto la fortuna di avere un gruppo di amici molto affiatato con cui siamo cresciuti insieme e ci siamo confidati di tutto e allo stesso tempo abbiamo condiviso assieme tante esperienze. Fra questi in particolare c’era il mio amico Francesco, il classico miglior amico o meglio amico “intimo” in tutti i sensi. E’ stato con lui che ho avuto le prime vere esperienze che poi ti segnano nella vita e ti aiutano a capire tante cose. Ricordo bene quei tempi. Si faceva a gara a chi riusciva a scovare da qualche parte qualche “giornaletto porno” da cui si poteva iniziare a capire come funzionava il rapporto sessuale fra un uomo e una donna ed era molto raro ma non rarissimo, trovare anche qualche sezione dedicata ai rapporti gay che comunque erano oggetto di curiosità. Un bel pomeriggio d’estate ci siamo dati appuntamento con il mio amico Francesco al nostro solito posto “segreto”. Era un piccolo localetto, uno stanzino sottoscala, a uso ripostiglio, ma che in realtà era lì dimenticato e inutilizzato, ed era perfetto per noi, per starcene un po’ al caldo e praticamente al buio . Mi disse “ci vediamo lì per le 18 che ho una cosa bella da farti vedere!”. Come da programma ci vedemmo lì e come avevo sospettato il mio amico era riuscito a recuperare, non ricordo come, il più classico del giornaletto porno “Le Ore”. Non era proprio nuovo un po’ stropicciato e con più di una pagina appiccicata “misteriosamente” fra loro, ma andava benissimo, considerando che sino ad allora avevamo consumato pagine di Postal market alla sezione intimo femminile. L’eccitazione era già a mille. Grazie all’utilizzo di una piccola torcia portatile abbiamo iniziato a sfogliare quello che per noi era un corso accelerato di educazione sessuale. Con i cazzi che oramai erano in perfetta erezione, ci siamo avventurati fra le immagini spinte di grossi seni, vagine super pelose, cazzi duri, fiumi di sborra su visi e bocche e tante tante domande e perplessità che ti passavano nella testa. Dopo le prime 40/50 immagini, la seconda fase fu più tosto scontata e naturale. “Io non resisto, ho voglia di farmi una sega”, furono le parole del mio amico, che nel frattempo si era già calato pantaloni e mutante e aveva tirato fuori il suo cazzo duro. Poi si era rimesso seduto e aveva iniziato a segarlo per bene. Io ero li che lo guardavo incuriosito e divertito. Ricordo che aveva proprio un bel cazzo notevole e anche bello grosso. “Be che fai? Non ti seghi anche tu”? A me sinceramente non andava di tirarlo fuori, un po’ perché da sempre sono restio nel mostrarmi nudo, a differenza del mio amico invece che era molto più disinibito in proposito. “No dai non mi va” gli risposi, “ma tu fa pure”. La sua risposta fu di quelle che ti spiazzano anche se non rimasi del tutto sorpreso. “Se lo tiri fuori te lo sego io…se vuoi” mi disse. “Davvero lo faresti?” gli chiesi. E lui: ”perché no? Siamo amici… mi fido di te…”. Dopo queste ultime parole, che giuro furono le ultime sussurrate fra noi nel buio intimo e “caldo” di quel ripostiglio, ci furono solo “azioni”, di quelle che poi non scordi mai più, di quelle che aprono le porte verso nuove esperienze… Mi tolsi affannosamente i pantaloni della tuta e le mutande, ricordo di averle tolte del tutto in modo da poter stare il più comodo possibile e poter assumere la posizione che più amavo durante la masturbazione, ossia con le gambe aperte e larghe analmente esposto. Sfogliai altre 2 volte il libricino sino a raggiungere una sezione gay, dove si vedevano 2 uomini un bianco e uno di colore amoreggiare facendo cose che a noi sembravano molto strane ma molto eccitanti. Bloccai il libro in quel punto lo misi in piedi e ci puntai la torcia contro. Poi mi misi al fianco del mio amico e iniziammo a godere assieme di quella vista. La scena di quel rapporto gay si susseguiva in ordine e per noi fu come una specie di guida… Il mio amico come promesso senza titubanza afferrò il mio cazzo duro come il marmo iniziandolo a segare su e giù con delicatezza con la sua mano sinistra, mentre con la sua mano destra si segava il suo. Fu un momento molto importante per me, perché per la prima volta nella mia vita avevo messo il mio cazzo in una mano diversa dalla mia! Certo nella mia fantasia avevo sempre immaginato che la prima mano sarebbe stata quella di Daniela una mia pro cugina più grande di me con delle tette spaziali, o quella di Mirella la mia vicina di casa non molto bella ma che mi arrapava tantissimo, o quella di Francesca una ragazzina più piccola di me che abitava a due passi da casa e che mi aveva dichiarato apertamente il suo amore. Non fu nessuna di queste, ma semplicemente il mio caro amico… Non so se ero deluso in quel momento, ma sicuramente ero preso ed eccitato e quando sei in ballo devi ballare… Di una cosa ero certo, e cioè che ritenevo la mano del mio amico molto abile e sapiente, nonostante eravamo ragazzini, ma semplicemente perché essendo maschio come me sapeva bene dove maneggiare come toccare come deliziare… Cosa che sicuramente una ragazza alla sua prima sega non saprebbe fare, ma questa è un’altra storia che vi racconterò più in la. Dopo qualche minuto di sega continua e di eccitazione crescente, il mio amico lascia dalla sua mano destra il suo cazzo e mi afferra i miei giovani e modesti testicoli iniziando a giocarci come fossero biglie. Notavo che la sua eccitazione cresceva sempre di più, pur non segandosi direttamente aveva il cazzo dritto e turgido, segno che il suo godimento dipendeva da quello che mi stava facendo. Non nascondo che mi piaceva guardare il suo cazzo e che a più riprese avevo avuto l’impulso e la voglia di prenderlo in mano e toccarlo allo stesso modo, ma la situazione e la posizione in cui ci trovavamo non me lo aveva consentito. Avevo il mio amico praticamente su di me, con la sua testa poggiata sul mio petto e le sue due mani che continuavano a segarmi alternandosi fra il cazzo i testicoli e qualche leggero sfioro delle zone anali e perianali. Io l’unica cosa che potevo fare era poggiargli la mia mano destra sui suoi glutei, che tra l’altro erano davvero belli tondi e rigidi da meritare attenzioni più approfondite, ma avevo notato che la mano calda sul suo culo piaceva molto a Francesco che lo muoveva quasi a volermi incitare ad essere più “profondo” e continuo con le carezze. In quei momenti senti tante sensazioni attraversare il tuo corpo, tante molto belle, alcune anche di fastidio che ti fanno capire cosa ti piace e cosa no. A tal proposito sentivo un particolare brivido di piacere ogni qual volta le sue dita scendevano verso le mie zone inesplorate anali e perianali. Una piacevole sorpresa e scoperta che ero certo mi avrebbe riservato tanto piacere in futuro […. To be continue….]. Ero oramai al culmine, sentivo il piacere salire e stavo per esplodere. Nel frattempo non avevo notato che la testa del mio amico era praticamente arrivata a ridosso del mio cazzo. Sentivo il suo respiro affannoso ed eccitato “ventilare” il mio glande. Non potevo crederci! Stava per prendermelo in bocca! Ma no dai! Non ero pronto per questo! Con un piccolo cenno bloccai la testa del mio amico e fortunatamente sentii l’orgasmo arrivare forte intenso, ma naturalmente asciutto. Si perché ancora non era accompagnato da quello strano liquido bianco che tutti chiamavamo sburro. Finito… Mi sentivo “strano”, un misto fra soddisfazione/godimento e vergogna /repulsione. Purtroppo la fase post orgasmo per me è da sempre molto repulsiva e facevo anche fatica anche a guardare il mio amico… Avrei voluto solo vestirmi e scomparire in un attimo. Lui invece era ancora li eccitato con il cazzo in tiro e i sui glutei nudi. Gli dissi “e tu?” mi rispose “io sto bene così” rivestendosi anche lui. “che ne facciamo di questo giornaletto? Io direi di conservarlo potrebbe ritornarci utile tu che dici?” mi chiese. Capii che la domanda aveva un senso ben preciso. Fu come chiedermi “ti è piaciuto? Che dici lo rifacciamo?” , ma chiesto in modo furbo. Ci pensai solo 3 secondi e la mia risposta fu semplice “conservalo dai non si sa mai….”
Da quel momento e per i futuri 4/5 anni, ossia finché ci siamo frequentati, nonostante le prime reciproche fidanzatine, ogni qual volta ce n’era occasione non ci si tirava indietro…. Naturalmente come in tutte le cose pian piano il livello si è alzato portandoci a provare e ad esplorare nuovi giochi sempre più coinvolgenti ed indecenti… Per il prossimo step vi rimando alla puntata successiva.

Ricordo che tutti i miei racconti che leggerete sono reali di vita vissuta. Diversamente non avrebbe alcun senso…
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