Prostituzione: meglio legalizzarla?
Attualità 04.06.2015
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La Corte di Cassazione di Rimini emana una curiosa sentenza a carico di quattro prostitute beccate in flagrante: saranno costrette ad aprirsi una partita IVA per iniziare a pagare le tasse come tutti i lavoratori italiani.
Nulla di strano, se non fosse che - considerato l'ordinamento legislativo nostrano, assolutamente carente in tema di regolamentazione della prostituzione - sarà piuttosto difficile stabilire a quale ordine professionale e a quale regime fiscale dovranno essere iscritte le meretrici.
La notizia ha prontamente sollevato un vortice di polemiche, soprattutto da parte delle dirette interessate che in massa tornano a domandare con urgenza interventi governativi che possano regolamentare una volta e per sempre i diritti e i doveri della professione più antica del mondo.
In Italia siamo al paradosso: la prosituzione è illegale, è punibile l'esercizio della professione e l'acquisto del servizio, ma le Lucciole dovranno pagare le tasse sui servizi offerti. Nel resto d'Europa, il quadro è più variegato; in moltissimi Paesi la prostituzione è ormai depenalizzata, se non addirittura legale. Associazioni di categoria e ordini professionali di avvocati e medici - riuniti in organi speciali - svolgono una costante opera di vigilanza sull'operato delle prostitute che, abbandonate le strade, ricevono in casa, in albergo, nei bordelli o in locali particolari. Le ragazze sono seguite, assistite, regolarmente testate per le malattie a trasmissione sessuale, con maggiore soddisfazione per tutti: le donne lavorano più serenamente e i clienti non rischiano nulla.
Il rovescio della medaglia impedisce al quadro di essere idilliaco; se è vero che la maggior parte delle escort europee se la passa meglio delle colleghe dei paesi in cui la professione è osteggiata dalla legge, è pur vero che, anche qui, persistono realtà di violenza e sfruttamento. Secondo i dati della ONG Equality Now, che svolge un programma di lotta alla violenza sessuale e al traffico di esseri umani, per i protettori è più facile scegliere un paese dove i bordelli sono legali. L’ambiente è più favorevole per lucrare sul lavoro delle ragazze; dichiarando che l'esercizio della professione è libero e consapevole, ribadiscono l'impossibilità di essere sottoposte ad ulteriori controlli, spesso restando prigioniere anonime del proprio carnefice.
Le leggi e la liberalizzazione dunque non hanno ancora dimostrato la loro effettiva validità, se non a livello teorico. Restano le storie di violenza, sfruttamento e abuso. Ed è per questo che la domanda se è opportuno legalizzare la prostituzione, apre diversi interrogativi. Voi che ne pensate?
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